Nell’ultimo triennio (2016-2018) tutte le scuole canossiane di ogni odine e grado e gli enti di formazione professionale sono stati impegnati in un’ampia riflessione che a partire dai profondi processi di cambiamento determinati da mutamenti epocali ricentrasse il ruolo delle istituzioni scolastiche e formative in un tempo in cui si corre il rischio di mettere in discussione persino i fondamenti e i paradigmi educativi riconosciuti come validi sino a pochi anni fa.


Il tema “Autonomia e Innovazione” ha pertanto guidato e convolto tutti i partecipanti in un percorso che a partire dalla peculiare identità della nostra proposta educativa fosse in grado di dare evidenza a contenuti
e spazi di “vera autonomia”, molto spesso evocata e poco praticata, finalizzati ad innescare processi di “vera innovazione” all’insegna della migliore qualità educativa e formativa e maggior equità del nostro fare scuola.


Il tema che ci accompagnerò per i prossimi due anni “L’insegnamento della religione nelle realtà educative canossiane” non è un ripiegamento su un aspetto particolare del percorso formativo che accompagna i nostri alunni dall’infanzia all’età giovanile, ma si pone in una linea di grande continuità nel porre l’accento su quelle attenzioni significative e, di conseguenza, pratiche caratterizzanti che ogni impresa formativa che voglia dirsi canossiana è chiamata a mettere in atto in un momento storico in cui ogni istituzione formativa – e le nostre in particolare – è chiamata anzitutto a recuperare il senso
profondo del suo essere scuola, della sua missione, del suo possibile futuro in un contesto come quello attuale caratterizzato da un pluralismo culturale, etico e religioso sempre più accentuato.


Cosa vuol dire che le nostre scuole ed enti di formazione sono attenti alla dimensione religiosa della formazione della persona? E, ancora più al fondo, cos’è l’educazione religiosa, come si connette ai processi educativi che mirano alla costruzione del soggetto umano nelle diverse tappe della sua crescita umana e professionale?


I nostri alunni non mancano di domande religiose, siamo noi che a volte risultiamo poco attrezzati per una risposta. Tutto ciò che approfondisce la domanda, tutto ciò che costruisce la coscienza, tutto ciò che fortifica la libertà è da intendersi come una premessa favorevole. Il rischio è a volte di sprecare le occasioni delle proposte tipicamente religiose di una scuola cattolica in riti e celebrazioni che ripetono dei cliché, senza sforzarsi – e quindi dedicare tempo ed energie – per far diventare questi momenti delle proposte qualitativamente significative.


Ma evidentemente non si tratta solo di questo; molto altro ancora occorre ripensare e proporre, magari in termini nuovi! Ecco perché in questo primo anno, come da programma già diffuso, l’intenzione è quella di analizzare il tema nei suoi aspetti fondativi in relazione ai dinamismi propri dello sviluppo religioso in età evolutiva, al contesto sociale fortemente secolarizzato nel quale oggi viviamo, all’importanza fondamentale che Santa Maddalena di Canossa  assegnava all’educazione religiosa (“soprattutto fate conoscere Gesù”) nel farsi concreto della sua peculiare proposta formativa.

Come già indicato, ci permettiamo di consigliare, come primo approccio al tema, la lettura di quanto pubblicato nel 3° Quaderno ENAC “Il volto della scuola canossiana (un cantiere aperto)” nella sezione pratiche identificanti, la parte dedicata all’educazione religiosa (pp. 32-39).


Vi aspettiamo pertanto numerosi a Venezia per vivere insieme una nuova occasione, condivisa e partecipata, di ripensare il nostro essere e agire di educatori che vogliono concorrere alla formazione integrale delle nuove generazioni.

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