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ENAC è Ente del Terzo Settore, com’è stato il processo per raggiungere questa qualifica e che cosa vuol dire per ENAC diventare Ente del Terzo Settore?

Il percorso è stato fatto insieme a due enti regionali ENAC Emilia Romagna ed ENAC Puglia, per i quali è stato fatto un doppio passaggio, trasformazione daAssociazioni senza personalità giuridica in Fondazione e contestuale iscrizione nel Registro Nazionale del Terzo Settore. Un percorso che ci ha impegnato molto ma che alla fine, così speriamo, ci permetterà di essere migliori, pronti a cogliere nuove sfide, nuove opportunità.

Partita il 31 maggio 2023 ritornerà in Italia a settembre, dopo tre intesi mesi nella capitale tedesca. Durante il suo tirocinio presso HaloLabes, sta mettendo a frutto tutta la teoria e la pratica acquisita al Centromoda Canossa, soprattutto legata al mondo dell’ Upcycling, impegnandosi anche per realizzare il suo brand.
In realtà, anche se sono passati quasi due mesi, a volte non mi rendo conto di essere qui a Berlino; il viaggio in aereo è stato così veloce che non ho percepito davvero la distanza. Per quanto riguarda l’adattamento alla cultura, non ho avuto grandi difficoltà. Anzi, per quanto riguarda il cibo, se siete vegani, qui è il paradiso.



4. C’è stato il momento più bello? E quello più brutto invece?
Non c’è stato un preciso momento più bello di altri; sono stati tanti piccoli e piacevoli momenti, come quando ho creato quella certa borsa o quell’abito. Mentre il momento più brutto forse è ora perché sto cercando lavoro qui a Berlino e nel frattempo sto lavorando e creando cose anche per il mio brand che forse voglio iniziare ma non so se è il momento giusto per farlo, non è un periodo facile ecco. E in più manca poco più di un mese e già devo tornare.
5. Come si svolge una tua giornata tipo? Hai un abito/una creazione che hai realizzato che ti è riuscita meglio o che ti piace più di altre?
La mia routine giornaliera non è molto definita, ogni giorno è diverso e anche gli orari di lavoro variano molto da giornata a giornata. Sì, per quanto riguarda le creazioni di cui sono fiera, ci sono queste borse e scarpe degli anni 2000 che ho modificato, attraverso l’upcycling.
Il primo gruppo di studenti della scuola secondaria di 1° partirà a settembre per una mobilità in Germania!
Qui sotto alcune delle lettere motivazionali ricevute, c’è chi non vede l’ora di partire per diventare un po’ più indipendente, chi vuole mettersi alla prova con la lingua straniera, chi vuole trovare nuovi amici, viaggiare “senza confini”, ma soprattutto non vedono l’ora di partire tutt’insieme e scoprire un nuovo luogo e una nuova cultura.

Da gennaio a maggio sono stati 21 i docenti e lo staff ENAC che hanno partecipato a mobilità incoming e outgoing.
Nello specifico le scuole canossiane e i cfp canossiani hanno ospitato 10 docenti da tutta Europa. Dalle Baleari sono arrivate due docenti e sono state in visita al CFP di Bagnolo Mella, Brescia e di Magenta. Quattro docenti finlandesi e un coordinatore sono stati al Canossa Campus e all‘Istituto canossiano di Treviso in Job Shadowing. Due docenti dalla Finlandia sono stati ospiti nella SFP di Verona e hanno visitato alcune aziende del luogo e infine due docenti da Stoccolma sono stati nelle scuole di Como e Brescia.
Mentre per quanto riguarda le attività di outgoing, due progettisti ENAC sono stati in un college olandese per due giorni dedicati all’europrogettazione e alle priorità europee, due amministrative di ENAC e ENAC Veneto hanno partecipato ad un corso di inglese di una settimana a Dublino, in Irlanda; una docente di ENAC Emilia Romagna ha visitato un College Olandese.
Due docenti del CFP di Bagnolo sono stati a Madrid in Job Shadowing presso un centro di formazione professionale su cucina e sala, attualmente una docente dell’Istituto Canossiano di Pavia è a Jaén in Spagna in una scuola, mentre un’altra docente dell’ Istituto Canossiano di Rovato è appena tornata da Enkhuizen in Olanda.
Tanti, dunque, i viaggi che hanno coinvolto la rete canossiana e che continueranno anche per tutta l’estate!
Qui potete seguirci per rimanere aggiornati su tutte le mobilità in corso.






LVenerdì 12 maggio 2023 si è svolta presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia la Consensus Conference “Fuori di testa – L’educazione socio-emotiva nei percorsi di istruzione e formazione professionale” realizzata dai partner del progetto europeo 3H- Head, Heart, Hand ( ENDO-FAP, ENAC Ente Nazionale Canossiano, Università Cattolica Del Sacro Cuore, Centro San Viator di Bilbao, Ammattiopisto Luovi di Helsinki, UFIL Puerta Bonita di Madrid, STEP Institut da Ljubljana e Friesland College dall’Olanda) che ha visto la partecipazione di formatori, educatori, insegnanti, direttori, presidi, dirigenti e coordinatori.
La Consensus Conference pensata per validare e far conoscere alla comunità scientifica ed educativa la Linea Guida pedagogica, didattica ed organizzativa dedicata allo sviluppo delle competenze socio emotive nelle realtà educative, ha visto coinvolti Domenico Simeone, Preside Facoltà di Scienze della formazione UCSC, Alfonso Rubinacci Direttore Scientifico Tuttoscuola, Roberto Franchini Professore UCSC e Presidente ENDOFAP, Emmanuele Crispolti Responsabile Struttura Sistemi Formativi INAPP, Cristina Grieco Presidente INDIRE, Damiano Previtali Dirigente Sistema Nazionale di Valutazione MIM e Emmanuele Serrelli Ricercatore UCSC.
L’evento, che ha registrato una forte partecipazione è stato suddiviso in due momenti. Al mattino si è svolta la tavola rotonda che ha posto l’attenzione su come l’istruzione e la formazione professionale, come più in generale tutto il sistema di istruzione, oggi corra il rischio di fornire ai giovani un curricolo che privilegia gli aspetti cognitivi, trascurando la formazione umana integrale, con “le tre lingue che una persona matura deve sapere parlare: la lingua della mente, la lingua del cuore e la lingua delle mani ” (Papa Francesco). Ed ecco perché, in questi ultimi anni tutti gli organismi internazionali (Comunità Europea, OCSE, CEDEFOP, etc.) raccomandano quindi di fornire ai giovani le competenze socio emotive, considerate bussola per il domani (Learning Compass) e fondamento di qualsiasi professionalità.
Mentre nel pomeriggio tutti i partecipanti, suddivisi in gruppi, hanno preso parte a workshop dedicati alle diverse tematiche affrontate nella Linea Guida: Organizzazione, Pedagogia, Didattica, Competenze, selezione e formazione degli insegnanti. Dopo due ore di lavoro, di confronto, di scambio di buone pratiche, di modifiche e di interazioni la Linea Guida è stata validata e a breve sarà disponibile sul sito del progetto 3H per essere condivisa con l’intera comunità educante. L’incontro tra formatori ed insegnanti delle scuole secondarie di secondo grado e di centri di formazione, così come di educatori e pedagogisti ha fatto sì che diversi punti di vista e diverse esperienze venissero prese in considerazione arricchendo molto questo documento.
Un ottimo risultato per il progetto 3H- Head, Heart, Hand (8/02/20222 – 27/08/2024) che oltre alla Linea Guida ha realizzato anche un Compendium di Buone Pratiche, (dove viene riportato l’esito di una serie di visite di benchmarking e di individuazione di buone prassi nell’ambito dell’educazione socio-emotiva (SEL: Social Emotional Learning) di adolescenti accolti presso organizzazioni di istruzione e formazione professionale) e che continuerà a lavorare con lo scopo di creare strumenti e metodologie per saper motivare e promuovere lo “star bene” a scuola essenziale per gestire e prevenire l’abbandono precoce, partendo da tre punti principali.
Superare le difficoltà nell’applicazione quotidiana di metodologie di Problem Based Learning e Project Based Learning; stimolare un lavoro di accoglienza attiva che trasformi il rapporto tra istituzione e allievi, portando ad una situazione di benessere in modo da motivare gli studenti sia nello studio pratico che quello teorico; sviluppare forti competenze educative anche e soprattutto nei docenti/formatori, nei quali la mentalità nella maggior parte è quella istituzionale (o didattica), legata a conoscenze, ad abilità specifiche, e a forme strutturate e standardizzate di trasmissione.
Per la promozione delle competenze socio emotive occorre quindi dotare il personale di metodologie provenienti dal mondo dell’educazione territoriale, come ad esempio il colloquio educativo, l’animazione, il gioco, la progettazione personalizzata e quindi un’istruzione che tenga conto nella stessa misura dell’intelligenza cognitiva (testa), dell’intelligenza socio emotiva (cuore) e dell’intelligenza manuale (mano).


Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia – AULA 3
Via della Garzetta, 48 25133 Brescia
L’istruzione e formazione professionale, come più in generale tutto il sistema di istruzione, corre il rischio di fornire ai giovani un curricolo che privilegia gli aspetti cognitivi, trascurando la formazione umana integrale, con
“le tre lingue che una persona matura deve sapere parlare: la lingua della mente, la lingua del cuore e la lingua delle mani (Papa Francesco)”.
Mentre le radici dell’educazione occidentale (Paideia) si fondavano sulle virtù, e i grandi carismi educativi raccomandavano di formare il buon cittadino, per lungo tempo la scuola ha smarrito la ricchezza della propria tradizione, istruendo “dal collo in su”.
In questi ultimi anni tutti gli organismi internazionali raccomandano di fornire ai giovani le competenze socioemotive, considerate bussola per il domani (Learning Compass) e fondamento di qualsiasi professionalità.
L’evento, risultato di un percorso di ricerca nell’ambito di un Partenariato Strategico Erasmus+, è pensato per esporre al consenso della comunità scientifica e della comunità di pratiche una Linea Guida pedagogica, didattica ed organizzativa su questa specifica missione degli organismi formativi.
A tal scopo, la consensus conference si dividerà in due momenti:
mattina, dopo aver fatto il quadro della riflessione internazionale sul tema, verranno presentati un Compendium di buone pratiche e una Linea Guida;
pomeriggio i partecipanti prenderanno parte a workshop tematici per discutere nel dettaglio e validare le linee guida realizzate all’interno del progetto.


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La sede di Milano CFP Canossa di via Benaco ha ospitato, a marzo, cinque studenti estoni del settore amministrativo provenienti dalla scuola Järvamaa Kutsehariduskeskus.
Affiancati dagli studenti delle classi terza e quarta hanno partecipato alle lezioni di informatica in inglese e hanno svolto diversi compiti legati alla creazione di pagine web e di app per smartphone. Hanno sviluppato un’app per smartphone Android con appinventor per gestire le prenotazioni di un ristorante.
Ecco l’esperienza raccontata dal prof. Alessandro Visigalli, docente di informatica.
Anche quest’anno abbiamo il piacere di ospitare ben 5 studenti del JKHK, con l’ormai consueta formula della mobilità ibrida: nel mese di febbraio abbiamo tenuto una serie di lezioni online grazie a Google Meet durante le quali abbiamo parlato (e non solo) degli strumenti che i ragazzi avrebbero dovuto utilizzare una volta giunti a Milano.
Dal 2 marzo scorso, finalmente arrivati in Italia, i ragazzi si sono messi al lavoro sullo sviluppo di una serie di App per smartphone in grado di risolvere, in modo rapido e preciso, alcune situazioni della realtà quotidiana del CFP, dalla gestione dei corsi di aggiornamento per gli insegnanti, alla gestione del servizio di Paninaggio offerto dagli studenti del corso di Addetto alla preparazione pasti.
Durante queste settimane Kairi, Andreas, Karl, Margo e Johannes hanno anche partecipato, come tutor d’aula, alle lezioni di informatica per gli studenti di terza Operatore dei Servizi di Impresa: è stata una bella esperienza soprattutto perchè, in un momento di formazione d’aula, abbiamo combinato l’uso della lingua inglese alle competenze di informatica e di organizzazione del lavoro.
Ancora una volta siamo rimasti decisamente impressionati dalle competenze messe in campo dagli studenti estoni, pertanto un sentito ringraziamento va anche allo staff del JKHK ed in particolare a Marleen, la responsabile dei progetti Erasmus, per aver lavorato anche quest’anno alla realizzazione di questa mobilità, ci auguriamo tutti che questa collaborazione si consolidi ancora maggiormente in futuro!
Nei prossimi giorni uscirà anche un secondo articolo dedicato alle app create dagli studenti.

Nei giorni scorsi è stato ospite al CFP Canossa Brescia e Bagnolo Mella lo chef basco Borja Extebarría che ha tenuto la prima delle due giornate di aggiornamento ai nostri docenti di pratica di Cucina. Il corso aveva il titolo “Cocina Tradicional del Pais Vasco”.
Lo chef ha portato ricette tradizionali dei Paesi Baschi a partire dagli aperitivi tipici “La Gilda” (spiedini di acciughe, peperoni sott’aceto e olive) e l’attesissimo “El Bilbainito” (uova di quaglia, gamberetti, maionese, prezzemolo, olive). I colleghi hanno poi preparato (e gustato, naturalmente!) un secondo piatto, il “Txangurro a la Donostiarra” (granchio ripieno al Brandy, cipolle e pan grattato) e il “Papel Vasco”, torta basca a base di pastafrolla e crema pasticciera.



Lo chef ha proseguito con altre pietanze, come i secondi piatti a base di Baccalà cucinato in tre salse tipiche basche: “Bacalao al Pil-Pil” (baccalà in salsa “Pil-Pil”: emulsione preparata con olio aromatizzato all’aglio, peperoncino e gelatina di baccalà; il nome curioso deriva dallo sfrigolio generato dai succhi fuoriusciti dal pesce quando viene immerso nell’olio bollente, che si trasformano in una sostanza gelatinosa); “Bacalao en salsa verde” (salsa calda a base di olio, prezzemolo, aglio e farina); “Bacalao Club Ranero” (salsa pil-pil con cipolle, zucchine, e peperoni verdi e rossi). Un’altra ricetta ha riguardato i calamari al nero di seppia, “Txipirones en su tinta”, cucinati con cipolle rosse stufate, fumetto di pesce e nero di seppia.
Il dolce, “Goxua”, è stata una torta “biscottata”, a base di biscotto, panna montata e crema pasticcera, il tutto decorato con zucchero caramellato.
Il corso di aggiornamento ha suscitato molto interesse nei docenti pratici, che sono stati soddisfatti delle ricette presentate e dei risultati ottenuti e il cuoco basco Extebarría è rimasto piacevolmente colpito dalla partecipazione dei colleghi di cucina che si sono messi in gioco attivamente per preparare nuove ricette.
Lo chef auspica future collaborazioni e scambi con allievi e docenti presso il suo ristorante Yandiola nella zona della Biscaglia.
Ancora una volta il progetto Erasmus+ ha portato i suoi (buoni e, questa volta baschi) frutti!
Durante questi primi mesi dell’anno, sono state molte le mobilità che hanno coinvolto studenti e docenti in viaggi e corsi in Europa sia in outgoing che in incoming.
Sono 42 le studentesse e gli studenti delle scuole secondarie superiori che hanno partecipato. Due gruppi di studenti dell’ Istituto Barbara Melzi di Legnano e dell’Istituto Matilde di Canossa di Como sono stati a Sineu, in Spagna nelle Isole Baleari. Sono ospitati dalle famiglie spagnole per rendere quest’esperienza ancora più immersiva. Alla mattina hanno frequentato la scuola mentre al pomeriggio sono stati coinvolti nelle attività delle famiglie e degli studenti.
Un gruppo di studenti, sempre di Legnano, ha ospitato un gruppo di studenti dalla Norvegia dalla scuola Sandsli di Bergen per una settimana, per poi partire a loro volta alla scoperta della cittadina norvegese, tra workshop, studio ed escursioni sulle montagne Ulriken e Fløyen. Uno scambio culturale all’insegna di scoperte sul mondo educativo nord europeo e di nuove amicizie, giornate di studio e condivisione come le cene tutt’insieme.
Infine la classe terza stem dell’Istituto Canossiano di Feltre, è in partenza per una settimana in Bretagna; così come i colleghi di Legnano ospiteranno prossimamente gli studenti francesi.

