La strada che scelgo Contest dedicato a Santa Giuseppina Bakhita
C’è una domanda che accompagna ogni ragazzo e ogni ragazza nel cammino della crescita: quale strada scegliere?
È da questa domanda che nasce La strada che scelgo, un contest nazionale promosso dalla Provincia d’Italia “Santa Maddalena di Canossa” delle Figlie della Carità Canossiane e rivolto agli studenti delle scuole canossiane italiane.
L’iniziativa si colloca in un anno particolarmente significativo: il 2027 segnerà l’80° anniversario della morte di Santa Giuseppina Bakhita e vedrà la celebrazione della Giornata Mondiale della Gioventù di Seoul, che la avrà tra i suoi santi patroni.
Da bambina Bakhita non poté scegliere quasi nulla: fu rapita, privata della propria libertà e persino del proprio nome, eppure trasformò quella sofferenza in una vita di dignità e di fede, segnata dal perdono.
Il contest invita gli studenti a mettersi in dialogo con la sua esperienza e a interrogarsi sul presente e sul futuro: cosa significa essere liberi? Quali scelte costruiscono una vita autentica?Come possiamo essere vicini a chi ancora oggi non ha la possibilità di scegliere e di immaginare il proprio futuro?
I partecipanti saranno chiamati a sviluppare un elaborato originale a partire da una domanda significativa: se Bakhita potesse parlare ai giovani del 2027, cosa direbbe sul valore della vita, sul futuro, sui diritti, sulla libertà di scegliere chi diventare?
Attraverso linguaggi diversi e creativi, bambini, ragazzi e adolescenti delle nostre scuole canossiane potranno raccontare la propria risposta e condividere la loro visione del futuro.
Il regolamento completo, con tutte le indicazioni per l’iscrizione e la partecipazione, sarà inviato a breve a tutte le scuole primarie, secondarie di primo grado e secondarie di secondo grado canossiane in Italia.
La speranza è che questo concorso aiuti i giovani a scoprire che ogni scelta può diventare una strada di libertà, di responsabilità e di speranza per sé e per gli altri.
Attendiamo con entusiasmo le adesioni di tutti gli Istituti canossiani, certi che sapranno trasformare questa proposta in un’esperienza significativa per i loro studenti, dai più piccoli ai più grandi.
DALLA VISIONE ALLA MISSIONE Buone pratiche e strumenti della Missione Educativa Canossiana nella Formazione Professionale e Servizi per il Lavoro
SEMINARIO RESIDENZIALE 3-4 SETTEMBRE 2026 Casa Madre Canossiana, Verona
Questo seminario si ricollega a quello del 2024 dove abbiamo ripreso alcune domande: siamo fedeli al Carisma? sentiamo nostro il futuro della Missione? quali responsabilità personali e comunitarie ci coinvolgono?
Ora desideriamo compiere un passo ulteriore riprendendo insieme: Visione, Missione e Valori. Come tradurre la Visione nel nostro operare quotidiano, come dare forma concreta alla Missione.
La Visione che nasce dal Carisma educativo di Maddalena, avviato in Casa Madre nel 1808, continua oggi nei nostri Centri di Formazione Professionale e nei Servizi per il Lavoro. Essa non è un’idea astratta, ma una prospettiva viva che prende corpo nelle relazioni educative, nei percorsi formativi, nell’accompagnamento al lavoro, nell’attenzione ai più fragili, nei rapporti con famiglie e imprese.
Con questo seminario vogliamo condividere buone pratiche che rendono visibile e concreta la Missione educativa canossiana; individuare strumenti pedagogici, organizzativi e relazionali coerenti con il nostro Carisma; promuovere una cultura della qualità e della cura basata sul “Noi Insieme”.
Vogliamo chiederci: in che modo la nostra Visione ispira realmente le scelte didattiche e organizzative? Quali pratiche esprimono con chiarezza l’identità canossiana nella formazione professionale e nei Servizi per il Lavoro? Quali strumenti condivisi possiamo adottare per rendere la nostra Comunità Educante sempre più competente, generativa e orientata al futuro?
La Missione educativa canossiana non vive solo nella memoria di un Carisma ricevuto, ma nella responsabilità quotidiana di ciascuno di noi, di chi lo rende attuale, nei laboratori, nelle aule, negli uffici orientamento, nei colloqui individuali, nelle relazioni con il territorio.
Dalla Visione alla Missione: un passaggio che chiede consapevolezza, metodo e coraggio.
Lo possiamo fare insieme, con i nostri comuni Valori di riferimento – Valori in Azione.
Arduino Salatin: Già preside dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia(IUSVE), collaboratore del Ministero della Pubblica Istruzione, esperto di sistemi di istruzione e formazioneprofessionale.
Cristiano Pravadelli: Psicologo clinico, un coach che si focalizza prevalentemente sulla crescita e sullo sviluppo personale. Si occupa di sviluppo e consolidamento di competenze progettuali,creative e relazionali.
Eliana Zanoletti: Madre canossiana, Ministra dell’Educazione, insegna storia e filosofia presso Campus Canossa di Brescia, ricerca e studio sul Progetto Educativo Canossiano, riferimento per i Seminari annuali di Venezia. Ettore Sartorio: In ENAC ha coordinato per anni la formazione del personale docente delle Opere Educative Canossiane, oggi continua la sua collaborazione nel coordinamento nazionale dei Seminari annuali di Venezia.
Sebastiano Zanolli: Esperto in progetti di gestione del cambiamento rivolti a medie e grandi organizzazioni. Una persona alla ricerca di nuove idee e nuovi strumenti per “Organizzazioni di Valor”- “La Grande Differenza”.
Cosmico Nativo: l’evento finale del Centromoda Canossa
I giardini di Piazza Venezia a Trento si sono trasformati, il 29 maggio 2026, in una passerella a cielo aperto per l’attesa sfilata di fine anno degli studenti del Centromoda Canossa di Trento. Tra luci, musica e un folto pubblico, l’evento ha celebrato il talento, l’artigianalità e la creatività dei giovani designer della scuola.
L’atmosfera della serata è iniziata già prima dell’apertura ufficiale con un pre-show trasmesso in diretta Instagram e sul maxischermo dell’evento. Daria Circu e Nicole Talevi, studentesse del quinto anno, hanno raccontato il dietro le quinte attraverso interviste a studenti e docenti, raccogliendo emozioni e aspettative a pochi minuti dall’inizio.
A seguire, spazio alla sfilata degli abiti realizzati dai partecipanti al Fashion Award 2025, che ha offerto un’ulteriore vetrina ai talenti coinvolti.
Dietro ogni capo presentato in passerella si nasconde un lungo percorso formativo che accompagna gli studenti per gran parte dell’anno scolastico. Come spiega Cristian Dorigatti, Coordinatore stilistico del CMC:
“Questo progetto affonda le radici nel lavoro dell’anno precedente ed impegna i ragazzi fin dall’inizio dell’anno scolastico. È un percorso che prosegue senza sosta fino al giorno stesso dell’evento, quando capita di dare gli ultimi punti di cucitura al volo nel backstage. Si tratta di un’esperienza che ricalca in tutto e per tutto il lavoro reale che si svolge quotidianamente all’interno di un ufficio stile.”
La collezione 2026 ha ruotato attorno al tema “Cosmico Nativo”, un concept che unisce immaginari futuristici e radici ancestrali, mettendo al centro sostenibilità e rapporto con la natura. A illustrare la genesi dei singoli capi è stata la studentessa Jenni Larentis:
“A inizio anno la scuola ci assegna un tema guida, che per questa edizione è stato appunto ‘Cosmico Nativo’. Partendo da questo spunto, ogni studente sviluppa i propri schizzi – realizzando camicie, pantaloni o abiti interi a seconda dell’anno di corso. I figurini vengono poi valutati dal direttore creativo e, una volta scelti i migliori, passiamo alla loro effettiva confezione.”
“Per dare forma a questo tema abbiamo immaginato un mondo parallelo al nostro,” ha approfondito Cristian Dorigatti. “Un pianeta abitato da una popolazione più avanzata, che è già riuscita a raggiungere quegli obiettivi di ecosostenibilità che noi oggi inseguiamo con fatica. È un popolo che ha riscoperto un legame profondo e ancestrale con la terra e la natura, riuscendo a trasferire queste radici nei propri abiti e nelle proprie collezioni.”
La sfilata è stata arricchita da diverse esibizioni artistiche che hanno valorizzato i talenti degli studenti anche oltre il fashion design. Il pubblico ha potuto assistere a tre speciali performance:
il duetto di Samuella Afriyie e Angela Dadula sulle note di Stay di Rihanna e Mikky Ekko;
la performance alla batteria di Fabian Dall’Agnol Camin;
l’esibizione di Lucia Gesualdo e Anna Medas, che hanno unito canto e ginnastica artistica sulle note di No Time To Die di Billie Eilish.
In un’epoca dominata dall’imperativo del fast fashion, il Centromoda Canossa rimette al centro il valore dell’artigianalità e della responsabilità ecologica, educando i designer di domani a una filiera più etica e consapevole.
Maria Sicher, insegnante dell’area tecnica del CMC, ha sottolineato l’alto valore educativo dell’iniziativa:
“Al di là del prodotto concreto che i ragazzi possono finalmente toccare con mano e vedere finito, questo percorso insegna l’immenso valore dell’artigianato e della creazione manuale. Significa prendersi cura di un capo in ogni sua fase, dall’ideazione iniziale fino al confezionamento. Vederlo sfilare in passerella è, per gli studenti, una soddisfazione enorme. Inoltre, come docenti, abbiamo il compito fondamentale di educarli alla sostenibilità ambientale: in un mondo sommerso dal fast fashion, noi cerchiamo di fare il massimo nel nostro piccolo.”
La sfilata rappresenta ogni anno molto più di una semplice prova tecnica: è un’occasione per mettersi in gioco, acquisire fiducia e sviluppare le proprie capacità creative e relazionali.
A sintetizzare lo spirito dell’evento è stato Riccardo Campolongo, studente del quinto anno e presentatore della serata insieme a Eseneda Boja:
“È un’opportunità preziosa per tutti, sia per i più coraggiosi che per i più timidi, di mettersi alla prova, superare i propri limiti e dare il meglio di sé.”
La serata si è conclusa in un clima di grandissima festa ed emozione, tra gli applausi scroscianti dei presenti e i balli liberatori di tutti i ragazzi e dei docenti sul palco. Un successo tinto di freschezza, arte e futuro.
Incontro di formazione Immersive Learning nella Didattica
Mercoledì 23 giugno 2026 dalle 10.00 alle 16.00 si svolgerà a Brescia presso la Fondazione ENAC Lombardia CFP Canossa l’incontro di formazione Immersive Learning nella didattica dedicato a tutti i professionisti della formazione che vogliono scoprire come integrare la Realtà Virtuale nella didattica.
L’evento che si inserisce all’interno del progetto Vet2sustain nasce dalla collaborazione tra ENAC,Learning Digital e MIMBUS. Learning Digital, partner nel progetto Vet2sustain, è una società specializzata nello sviluppo di soluzioni di apprendimento in ambienti digitali, che si occupa di progettazione e erogazione di formazione online e blended learning. MIMBUS, invece, è leader dal 2011 nelle soluzioni di Realtà Virtuale dedicate ai lavori manuali e alla formazione professionale, con quasi 30 soluzioni formative in VR e Realtà Aumentata.
Questo il programma:
ore 10:00 – 11:00off-VR Introduzione all’utilizzo dei visori VR: precauzioni e controindicazioni, struttura ad albero, connessione, software, gestione dei controller e spostamento nella realtà virtuale
ore11:00 – 12:00 in-VR Esercizi di movimento e familiarizzazione con la realtà virtuale per i partecipanti (tutorial e visita dei diversi ambienti VR MIMBUS: laboratorio, cantiere, magazzino)
ore 13:00 – 14:00 off-VR Presentazione del software Mimbus Logistics (organizzazione e funzionalità del modulo formativo, caso di studio e dimostrazione) Presentazione di Vulcan
ore14:00 – 16:00 in-VR Lavoro collaborativo dei partecipanti per completare la formazione Mimbus Logistics.
ore16:00 off-VR Sessione di domande e risposte (Q&A) e/o immersione in altri software.
L’Immersive Learning non è solo una tecnologia innovativa, ma un approccio pedagogico che permette di personalizzare i percorsi didattici e preparare gli allievi alle competenze digitali richieste dal mercato del lavoro.
Una “gita” speciale, fatta non di grandi distanze ma di piccoli passi insieme. I ragazzi e gli operatori del centro hanno scelto di raggiungere a piedi il Parco San Felice, trasformando il tragitto in un’occasione preziosa per osservare la città con occhi diversi: le strade percorse lentamente, le chiacchiere spontanee, le risate leggere e quel senso di compagnia autentica che spesso nella quotidianità si perde.
Arrivati al parco, immersi nel verde e nella quiete della natura, è iniziato uno dei momenti più belli della giornata: un grande picnic condiviso. Le tovaglie stese sull’erba sono diventate simbolo di accoglienza e comunità. Ognuno ha portato qualcosa da casa, ma ciò che ha reso speciale quel pranzo non è stato soltanto il cibo, bensì il gesto spontaneo di offrirlo all’altro. Un panino diviso a metà, una bibita passata di mano in mano, un dolce condiviso con un sorriso: piccoli gesti che raccontano valori profondi come la cura, l’amicizia e il desiderio di stare insieme.
Per qualche ora il tempo è sembrato rallentare. La natura ha accolto tutti con il suo silenzio gentile, regalando un momento di serenità e relax lontano dai ritmi frenetici della vita quotidiana. Tra il verde degli alberi, il sole sul viso e la semplicità dello stare insieme, si è respirato un senso autentico di libertà e benessere.
Esperienze come questa ricordano quanto siano importanti i momenti condivisi, soprattutto in realtà come TALITÀKUM, dove ogni attività diventa occasione di crescita umana, inclusione e affetto reciproco. Perché, a volte, basta una passeggiata, una tovaglia stesa sull’erba e il desiderio di condividere per sentirsi davvero parte di qualcosa di bello.
From Waste to Wow: al Centromoda Canossa un pomeriggio tra swap e upcycling
Venerdì 8 maggio 2026 il Centromoda Canossa ha ospitato un incontro internazionale del progetto europeo Schools Beyond Regions and Borders (SBRB), accogliendo studenti e studentesse provenienti da diversi Paesi europei: Portogallo, Spagna, Irlanda, Austria, Germania, Bosnia, Slovenia, Lettonia e Svezia.
Un’esperienza che ha unito educazione, sostenibilità e creatività attraverso attività pratiche e momenti di confronto, trasformando la scuola in uno spazio di scambio culturale e partecipazione attiva.
Il progetto Schools Beyond Regions and Borders, avviato nel 2021 con il supporto della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol e dell’Università di Trento, nasce con l’obiettivo di promuovere la cittadinanza attiva tra i giovani europei, incoraggiando il dialogo tra culture diverse e la costruzione di una maggiore consapevolezza rispetto alle sfide contemporanee.
Nel corso degli anni il progetto si è ampliato coinvolgendo scuole di numerosi Paesi europei e affrontando tematiche sociali e ambientali attraverso seminari, incontri e attività laboratoriali. L’edizione di quest’anno è dedicata al tema dell’acqua: una risorsa fondamentale che, oltre agli aspetti ambientali e geopolitici, è stata analizzata anche in relazione al mondo della moda e dell’industria tessile.
Durante il pomeriggio, i partecipanti hanno preso parte a un laboratorio esperienziale ideato dal Centromoda Canossa in collaborazione con Atotus per riflettere sul tema del riuso creativo.
L’attività si è sviluppata in diverse fasi. Dopo un momento introduttivo dedicato alla sostenibilità e alla filosofia progettuale della scuola, gli studenti hanno partecipato a uno swap party, scegliendo t-shirt da recuperare e trasformare. Successivamente, guidati dagli studenti del Centromoda, i partecipanti si sono spostati nei laboratori per personalizzare i capi attraverso diverse lavorazioni creative e di upcycling. Un’esperienza pratica che ha permesso ai ragazzi di sperimentare concretamente come un indumento inutilizzato possa acquisire nuova vita, trasformandosi in un pezzo unico attraverso creatività, manualità e collaborazione.
L’iniziativa ha rappresentato anche un’occasione per mostrare come la moda possa diventare uno strumento educativo capace di affrontare temi complessi come sostenibilità, consumo responsabile e impatto ambientale. A conclusione dell’evento, i partecipanti hanno contribuito ad una lavagna virtuale, lasciando pensieri, impressioni e messaggi legati all’esperienza vissuta e al tema del riuso.
L’evento ha trasformato il Centromoda Canossa in uno spazio internazionale di dialogo e sperimentazione, dove sostenibilità e creatività si sono intrecciate in modo concreto.Tra tessuti, idee e nuove relazioni, il pomeriggio ha mostrato come la scuola possa diventare un luogo capace di connettere persone, culture e sensibilità diverse, formando non solo competenze tecniche ma anche cittadini più consapevoli del proprio ruolo nel mondo.
Creatività in campo alla Sfp Canossiana di Treviso
C’è un momento in cui la creatività incontra lo sport e smette di essere solo espressione per diventare identità. È ciò che è accaduto a Treviso, dove un ambizioso concorso di idee è diventato un vero e proprio laboratorio di creatività condivisa. Protagonisti, gli studenti del Liceo Artistico Statale, dell’I.I.S. Palladio e della Scuola di Formazione Professionale ENAC dell’Istituto Canossiano, chiamati a dare un volto, anzi, una mascotte al Treviso FBC.
Non si è trattato semplicemente di disegnare un personaggio, ma di costruire un simbolo capace di incarnare l’anima di una squadra e il legame profondo con il suo territorio. La mascotte, infatti, nasce come ponte: tra club e tifosi, tra città e identità sportiva, tra tradizione e immaginazione.
Il progetto ha preso forma attraverso un percorso strutturato e coinvolgente. Dieci gruppi interdisciplinari si sono messi alla prova affrontando tutte le fasi del processo creativo: dall’ideazione del concept allo sviluppo dell’identità visiva, dalla costruzione dello storytelling fino alla realizzazione di prototipi tridimensionali. Un’esperienza concreta, che ha permesso agli studenti di misurarsi con dinamiche reali di progettazione, affinando competenze fondamentali come il lavoro di squadra, la gestione del tempo e l’integrazione delle conoscenze.
La forza dell’iniziativa risiede proprio nella collaborazione tra istituti diversi, che ha dato vita a un ecosistema progettuale ricco e articolato. Le competenze tecniche si sono intrecciate con quelle artistiche e narrative, generando proposte coerenti, originali e fortemente identitarie.
Il risultato è oggi visibile in un percorso espositivo che racconta dieci mascotte, dieci visioni diverse, unite da un unico obiettivo: diventare il simbolo riconoscibile del Treviso FBC.
In un’epoca in cui il legame tra sport e comunità è sempre più centrale, questo progetto dimostra come la scuola possa essere un motore di innovazione culturale e sociale. Perché educare significa anche dare forma alle idee. E, in questo caso, dare un volto, unico e condiviso, a una passione collettiva.
La festa di Maddalena alla Sfp Canossiana di Verona
L’8 maggio celebrato con un percorso esperienziale costruito insieme.
L’8 maggio, giorno in cui si celebra la festa di Maddalena di Canossa, alla Sfp Canossiana di Verona è stato vissuto in modo speciale. I rappresentanti di classe, insieme alle Madri di Casa Madre, hanno costruito un percorso che ha accompagnato tutta la comunità scolastica attraverso tre tappe, unite da un filo conduttore profondo: il tema del limite.
Il percorso aveva tre tappe che a turno ogni classe visitava. In aula magna, con madre Margherita che accoglieva il gruppo con video e domande, come per esempio: Qualè il tuo sogno? Qual è il limite che ti separa da essa/o? Il limite è reale o mentale? Un modo coinvolgente per entrare nel vivo della giornata, lasciando che fossero le immagini e le risposte alle domande degli studenti a introdurre il tema.
Altra tappa era in chiostro con madre Elisabeth. Qui studentesse e studenti si sono confrontati con un’esperienza concreta sulla fiducia: bendati, hanno dovuto affidarsi completamente alla voce di altri compagni per attraversare un percorso a ostacoli. Un gioco che ha reso tangibile cosa significhi superare i propri limiti attraverso la fiducia nell’altro, sentire che da soli si è vulnerabili ma insieme si può andare oltre.
La tappa di riflessione è stata in chiesa, dove madre Luisa e i rappresentanti di classe hanno accolto i gruppi per raccontare la storia di Maddalena di Canossa. Non una lezione frontale, ma un incontro con una donna che ha fatto del limite – suo e degli altri – il punto di partenza per costruire qualcosa di nuovo. I limiti della società del suo tempo, i limiti delle persone che incontrava: Maddalena li ha guardati in faccia e ha scelto di attraversarli.
Il percorso ha parlato attraverso le esperienze più che attraverso le parole. Il limite come punto di partenza e non di arrivo. La festa dell’8 maggio alla SFP di Verona ha raccontato questo.
La Skills Competition della Sfp Canossiana di Verona a Madrid
Il percorso è iniziato ufficialmente l’8 aprile 2026 con un incontro online dedicato alla presentazione dei partner e dei partecipanti. Ma è dal 13 aprile che la competizione è entrata nel vivo presso la sede ospitante a Madrid presso la Ies Puerta Bonita, con il lancio di una campagna di comunicazione mirata e complessa.
Insieme agli studenti di Verona, c’erano anche colleghi tedeschi di Berlino dal Mediencollege, i portoghesi dell’ETIC di Lisbona e Algarve e chiaramente anche gli studenti spagnoli.
Gli studenti hanno partecipato a una sessione di approfondimento cruciale su “Disinformazione, Radicalismo e Intelligenza Artificiale nei Social Network e nei Media”, guidata dalla prof.ssa Carolina Fernández-Castrillo dell’Università Carlos III di Madrid. Questo seminario ha fornito le basi teoriche per la sfida pratica: ideare una campagna capace di contrastare la radicalizzazione e le fake news. Divisi in gruppi di lavoro internazionali, gli studenti hanno affrontato tutte le fasi di una vera agenzia di comunicazione:
Ideazione e Strategia Sviluppo Creativo Progettazione Merchandising
Ogni giornata di lavoro si è conclusa con una presentazione dei risultati intermedi davanti a un team di docenti, simulando un vero “pitch” aziendale per ricevere feedback diretti e migliorare i progetti in tempo reale.
Il momento culminante della competizione è avvenuto venerdì 17 aprile, con la fase di produzione fisica dei materiali. Gli studenti della SFP Canossiana hanno potuto utilizzare macchinari professionali per dare vita alle loro idee:
Stampa diretta (DTG) su tote bag e realizzazione di spille. Stampa a caldo di tazze e serigrafia su magliette.
La settimana si è conclusa con la proiezione dei materiali digitali e la valutazione finale del team docente. Oltre all’aspetto professionale, non è mancato il momento della convivialità, con una cena gastronomica celebrativa che ha sancito il successo dell’esperienza e i legami internazionali creati.
Gli allievi dell’obbligo formativo dell’ ENAC Puglia hanno preso parte alla “CombiGuru Challenge“, la competizione tra istituti alberghieri più prestigiosa d’Italia.
Si sono messi in gioco fin dal primo giorno, sfidandosi sull’App, studiando, sudando e crescendo insieme, fase dopo fase, fino a sognare quel traguardo.
E poi, quel sogno ha preso il volto di Leonardo: è stato lui a conquistare il pass, diventando il simbolo di tutto l’ENAC. Il 31 marzo 2026, a Padova, Leonardo non era solo: con lui portava la passione, le ore di preparazione e i consigli preziosi dello Chef Giuseppe De Monte che lo ha guidato con maestria fino a questo momento cruciale.
Il risultato? Un meritatissimo 4° posto che brilla più di ogni medaglia.
Ma sapete cosa ci rende davvero orgogliosi? Il messaggio che Leonardo ha urlato al mondo con il suo lavoro. La sua presenza a Padova ha dato voce a tutti quei ragazzi che la società troppo spesso preferisce ignorare, etichettare o mettere in un angolo e che, invece, hanno una “fame” di futuro che non può essere spenta. Siamo immensamente fieri di Leonardo. Il suo talento e la sua voglia di mettere alla prova le sue capacità hanno dimostrato che il futuro appartiene a chi ha il coraggio di “cucinarlo” con il cuore.