Visite aziendali dell’Istituto Canossiano di Treviso
Nell’ambito del progetto di orientamento promosso dalla scuola, le classi quarte del liceo scientifico “Madonna del Grappa” hanno partecipato a visite aziendali presso due importanti realtà del nostro territorio: Pasta Zara e Diadora.
L’iniziativa ha offerto agli studenti l’opportunità di conoscere da vicino il mondo del lavoro e di scoprire come operano aziende di rilievo internazionale. Durante le visite, i ragazzi hanno potuto osservare i processi produttivi, approfondire le attività dei reparti di ricerca e sviluppo e confrontarsi con professionisti dei diversi settori.
L’esperienza si è rivelata particolarmente interessante perché ha permesso di collegare le conoscenze apprese a scuola con le applicazioni concrete nel campo dell’industria e dell’innovazione, offrendo spunti utili per le future scelte formative e professionali.
Carisma e Stem: le attività all’Istituto Canossiano di Monza
Nell’ambito del progetto Carisma e Stem, gli studenti e le studentesse dell’Istituto Canossiano di Monza hanno partecipato al visiting presso l’HUB Nokia di Vimercate, all’interno dell’Energy Park.
Questa attività ha rappresentato un’importante occasione di orientamento per studenti e studentesse, permettendo loro di sperimentare direttamente in azienda il significato concreto di concetti come “lavoro di squadra” e “inclusione” in ambito STEM.
La presentazione dei componenti del gruppo di lavoro che ha coordinato l’evento si rivela particolarmente efficace nel ridurre la distanza che spesso gli studenti e le studentesse del liceo percepiscono quando si avvicinano a realtà professionali che appaiono loro lontane o difficilmente accessibili. Il racconto dei percorsi di studio e professionali dei singoli esperti Nokia contribuisce inoltre a trasmettere un messaggio positivo: il successo e le opportunità di lavoro in aziende multinazionali di alto livello possono diventare obiettivi concreti e raggiungibili, quando sono sostenuti da impegno, passione e determinazione.
Nel corso di quest’anno scolastico il Canossa Campus ha aderito al progetto Oslo@Passages, dedicato al tema dello stragismo in Europa. L’obiettivo era approfondire un evento significativo della storia europea, analizzarlo criticamente e riflettere su come diverse comunità costruiscano e vivano la memoria pubblica.
Il progetto, ideato da Lorena Pasquini (Associazione I luoghi) e realizzato dalla professoressa Giulia Fontana (docente coordinatrice dei progetti di Cittadinanza Europea, con particolare attenzione all’ambito storico) e al professor Davide Manfredi (docente di Scienze Umane), ha previsto un percorso di lezioni sugli anni di piombo, sulla Strage di Piazza della Loggia e sulla strage di Utøya. A questo si è affiancato un momento particolarmente significativo: l’incontro con Manlio Milani, che ha condiviso con gli studenti la sua esperienza umana e civile, offrendo una testimonianza diretta e profondamente coinvolgente.
In collaborazione con i docenti norvegesi, hanno organizzato uno scambio con il Liceo Foss di Oslo e con il Dipartimento di Lingua e Letteratura Italiana dell’Università di Oslo. Un’esperienza estremamente arricchente, sia per docenti sia per gli studenti.
Durante il soggiorno, i ragazzi hanno visitato l’isola di Utøya, partecipando, in gruppi misti italo-norvegesi, a un laboratorio di educazione alla democrazia in lingua inglese, dedicato al tema delle parole che incitano alla violenza. La visita ha rappresentato il momento più toccante di questo viaggio. Gli studenti si sono confrontati con una tragedia che ha coinvolto giovani della loro età e hanno potuto riflettere su come i coetanei norvegesi vivano oggi quel luogo e ne custodiscano la memoria.
Successivamente, gli studenti hanno preso parte a un seminario presso l’Università di Oslo, con momenti di confronto e discussione. In questa occasione, gli studenti norvegesi hanno condiviso con noi la canzone Til Ungdommen (“Ai giovani”), poesia di Nordahl Grieg, musicata da Otto Mortensen: un inno pacifista e umanista che esorta le nuove generazioni a difendere la vita, la dignità e la giustizia contro ogni forma di violenza. A seguire, uno studente norvegese, impegnato nel movimento giovanile democratico, ha richiamato con forza l’importanza della partecipazione alla vita politica e civile, sulla necessità di non rispondere alla violenza con un atto di violenza, ma al contrario rispondere alla violenza con maggiore democrazia.
A loro volta, gli studenti del Canossa Campus hanno presentato il lavoro svolto durante la preparazione a scuola: un video dedicato a un episodio di stragismo che ha segnato profondamente la nostra comunità, sebbene distante nel tempo rispetto ai fatti di Utøya.
Nella realizzazione del video, l’attenzione si è concentrata sul tema della costruzione della memoria. “Ci siamo resi conto, raccontando i fatti della Strage, perché fossero fruibili dagli studenti norvegesi di alcune similitudini. Da un lato Piazza della Loggia, dall’altro l’isola di Utøya: luoghi apparentemente lontani, ma accomunati da profonde analogie. Entrambi sono stati teatro di violenza e morte, e tuttavia entrambi continuano a vivere. Questo emerge nelle interviste del video. Una piazza è un luogo di lavoro, di festa, di protesta e così Utoya, oggi, non è solo un memoriale, un memoriale muto, ma è un luogo in cui i giovani norvegesi vanno ancora a fare dei campi estivi, a fare politica giovanile, a ritrovarsi per conferenze, concerti. La memoria, dunque, non si esaurisce in un monumento o in una ricorrenza del calendario civile ma passa attraverso la vita delle persone che abitano quel luogo. Fare Memoria quindi non significa solo guardare un monumento polveroso, ma vivere quello spazio. “
Gli studenti hanno definito questo percorso uno dei più significativi tra quelli vissuti. Quando un viaggio non è solo un viaggio, ma è studio, scoperta e incontro. Quando un viaggio è veicolo di contenuti capitali che si intrecciano con le nostre vite, questo significa nel senso più vero fare scuola.
Il progetto, declinato in base all’età e al percorso di studi, ha sfidato gli studenti a passare dalla fruizione passiva alla rielaborazione attiva.
Gli studenti del Liceo “Scienze umane e Arti comunicative” e Liceo scientifico STEM hanno avuto l’opportunità di frequentare percorsi guidati da insegnanti o di esperti dei vari settori artistici alla scoperta del cinema, (guidati da Alessandro Padovani, Marco Possiedi, Lorenzo Cassol), hanno esplorato il fumetto (con Luca Debus), il disegno anatomico (con Franca Bortot), l’acquarello (con Lara Cossalter), la poesia visiva (con Samuele Spada), la fotografia (con Sofia Lockie), cianotipia (con Giulia Maschio), la grafica multimediale (con Sara Tonin), la scrittura creativa (con Lucia Andreina).
La densa mattinata è stata progettata e poi vissuta come un’esperienza immersiva nel processo creativo, ispirata a figure eclettiche come Leonardo da Vinci e Maria Sibylla Merian, capaci di coniugare arte, osservazione della realtà ma anche indagine di se stessi. L’obiettivo è stato quello di educare lo sguardo e il pensiero critico, analitico, ma anche divergente, curioso e visionario.
Inoltre gli studenti che hanno fatto i percorsi artistici presso la Galleria Rizzarda hanno creato reel tra le sale cercando di valorizzarne le collezioni e l’incontro tra giovani ed arte: hanno postato nella rete i loro video come ha apprezzato il Sindaco Viviana Fusaro, nell’ottica di promuovere una fruizione sempre più attiva dei luoghi della cultura. L’iniziativa, promossa dai docenti, con il sostegno del Comune di Feltre, vuole avvicinare i giovani al patrimonio culturale cittadino: tutti i materiali realizzati nel corso della mattinata saranno condivisi con i Musei.
Carisma e STEM: dalla solidarietà alla medicina, un viaggio tra scelte consapevoli
Nell’ambito del progetto Carisma e Stem, gli studenti e le studentesse dell’Istituto Canossiano Barbara Melzi di Legnano hanno vissuto una giornata formativa intensa e ricca di stimoli, che ha intrecciato solidarietà sociale, agricoltura sostenibile e medicina d’avanguardia.
La giornata è iniziata allaCascina Contina di Rosate, dove studenti e studentesse sono stati accolti dal responsabile della cooperativa sociale, il signor Osea Bianchi, che ha illustrato il progetto con le sue finalità e criticità. La visita ha permesso di conoscere da vicino la falegnameria, la chiesa e il refettorio, ma soprattutto di incontrare gli ospiti della struttura e ascoltare le loro storie. Il momento di condivisione con chi vive in comunità ogni giorno è stato particolarmente interessante e arricchente, offrendo una prospettiva concreta su tematiche di inclusione sociale e percorsi di reinserimento. Il pranzo ha poi visto i ragazzi e le ragazze protagonisti dell’assemblaggio della propria pizza a km0, realizzata con prodotti tipici dell’azienda agricola, unendo convivialità e sostenibilità alimentare.
Nel pomeriggio, il gruppo si è spostato all’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, dove ha visitato il campus universitario e il simulation lab, accompagnati dagli studenti di medicina, medtech e discipline sanitarie non mediche.
Qui studenti e studentesse hanno potuto assistere a simulazioni concrete, approcciarsi alla cura di “finti” pazienti e immergersi nella vita ospedaliera universitaria. Un’esperienza che ha permesso di toccare con mano cosa significa studiare medicina e lavorare in ambito sanitario, comprendendo l’importanza della formazione pratica e della simulazione nell’apprendimento medico.
Un’attività che si inserisce perfettamente negli obiettivi del progetto Carisma&STEM: favorire scelte consapevoli, avvicinare i giovani alle discipline scientifiche e sanitarie, e sviluppare una visione integrata tra competenze tecniche e valori umani.
Carisma e STEM: Quando Chimica, Fisica e Biologia si incontrano
Nell’ambito dei percorsi di codocenza del progetto Carisma e Stem, la classe terza del liceo scienze umane dell’Istituto Canossiano Barbara Melzi di Legnano ha svolto un’attività che ha integrato chimica, fisica e biologia in un percorso volto a comprendere il benessere di un ecosistema nel suo complesso.
Il Lago di Comabbio è diventato il laboratorio naturale dove osservare concretamente l’intersezione tra diverse discipline scientifiche.
Le analisi condotte sul lago hanno permesso alla classe di comprendere come i diversi parametri chimico-fisici possano essere interpretati e come questi impattino sulla biodiversità dell’ecosistema lacustre.
Studentesse e studenti hanno raccolto campioni direttamente dall’acqua del lago per poi analizzarli con il microscopio, passando dall’osservazione macroscopica dell’ambiente a quella microscopica degli organismi che lo popolano. Un percorso che ha reso tangibile il legame tra i parametri misurati e la vita presente nell’ecosistema.
Quest’attività ha permesso a studentesse e studenti di vedere le connessioni tra discipline diverse e di affrontare problemi reali con strumenti provenienti da più ambiti scientifici. Il lago non è stato studiato solo dal punto di vista chimico, fisico o biologico, ma come un sistema complesso dove tutti questi fattori interagiscono, proprio come accade nella realtà.
Focus di questa giornata è stato lo studio dei moti, permettendo agli studenti e alle studentesse di verificare sperimentalmente le leggi che governano il moto rettilineo uniforme e il moto uniformemente accelerato. I ragazzi e le ragazze hanno potuto utilizzare sensori di movimento, cronometri di precisione e simulatori virtuali per raccogliere dati, analizzare grafici e confrontare i risultati con le previsioni teoriche.
L’esperienza laboratoriale è fondamentale nello studio delle materie scientifiche, perché permette agli studenti e alle studentesse di sperimentare da protagonisti quanto viene insegnato in classe. Toccare con mano i concetti affrontati solo teoricamente ha avuto un impatto positivo sulla percezione della fisica, dimostrando entusiasmo e partecipazione attiva durante tutta la giornata.
Carisma e STEM: i laboratori Tech Transfer con Wondergene a Monza
Nel contesto del progetto Carisma&STEM per cittadini del futuro, gli studenti dell’Istituto Canossiano di Monzahanno partecipato a un’esperienza formativa che ha integrato scienza, sostenibilità e imprenditorialità attraverso un approccio davvero coinvolgente: Tech Transfer – La start-up con le mani in pasta in collaborazione con Wondergene partner di progetto.
Il progetto è stato strutturato in modalità Challenge Based Learning: gli studenti, organizzati in team, hanno affrontato problematiche reali legate al cibo e alla sostenibilità, sviluppando soluzioni innovative in ambito biotech, valutandone la fattibilità tecnica ed economica e arrivando alla progettazione di start-up innovative nel settore agroalimentare.
Cuore centrale del percorso è stato il laboratorio scientifico, svolto interamente in modalità hands-on, che ha consentito agli studenti di sperimentare direttamente tecniche di biologia molecolare e biotecnologie applicate al settore alimentare. In particolare, i ragazzi hanno messo le mani in pasta, letteralmente,lavorando sull’analisi di campioni alimentari per verificare la presenza o l’assenza di modificazioni genetiche. Hanno poi approfondito le tecniche di PCR (Reazione a Catena della Polimerasi) applicate agli alimenti, comprendendo il ruolo di questa tecnica nell’amplificazione del DNA per il controllo di qualità, la sicurezza alimentare e la tracciabilità delle filiere. Attraverso l’identificazione di specifiche sequenze di DNA, hanno acquisito competenze fondamentali nel campo delle biotecnologie.
L’approccio didattico adottato ha favorito lo sviluppo delle competenze trasversali delle 4C: il pensiero critico per analizzare problemi complessi e trovare soluzioni innovative, la creatività per progettare soluzioni originali in ambito biotech, la comunicazione per esprimersi in modo efficace sia in ambito scientifico che aziendale, e la collaborazione per lavorare in team e raggiungere obiettivi comuni. A queste si aggiunge l’uso consapevole degli strumenti digitali, fondamentali per la progettazione e il pitch delle start-up.
L’obiettivo finale dell’attività è stato quello di costruire una start-up innovativa nel settore biotech applicato all’agroalimentare. Gli studenti hanno dovuto identificare un problema reale legato a cibo e sostenibilità, progettare una soluzione biotecnologica, definire gli step attuativi, valutare la fattibilità tecnica ed economica e presentare il progetto con un pitch imprenditoriale. Un percorso completo che ha permesso agli studenti di comprendere come la ricerca scientifica possa trasformarsi in innovazione concreta e sostenibile.
Il progetto è stato guidato, come per quello di Como, dalla dott.ssa esperta Ana Rodriguez Prieto, biochimica e biologa.
L’attività si colloca all’interno del percorso didattico di quest’anno scolastico sullo stesso tema che coinvolge le materie di Disegno estoria dell’arte, Informatica e Scienze naturali.
Dopo una visita ad alcuni luoghi di Mestre, studenti e studentesse hanno riflettuto su come rigenerare alcuni spazi in degrado, sul modello della città di Friburgo. Al termine del laboratorio i ragazzi hanno potuto visitare il museo.
L’esperienza al Museo M9 ha permesso ai nostri studenti di Treviso di mettersi in gioco, trasformando la teoria studiata tra i banchi in un’esperienza multisensoriale.
L’attività teatrale presentata era in linea con i temi delle scienze naturali trattati in classe: l’evoluzione, l’entomologia e i servizi ecosistemici.
In particolare, la capacità delle attrici di entrare e uscire dal personaggio storico di Maria Sibylla Merian, sotto la veste di narratrici della storia, ha creato negli spettatori un flusso di coscienza interessante che ha reso “vivo” il personaggio, facendo trasalire, positivamente, le emozioni vissute da Maria Sibylla durante tutta la sua vita, anche nel pubblico. Inoltre, la narrazione, ha permesso di toccare temi quali deforestazione, economia e massimizzazione del profitto da parte dell’uomo, non sempre in linea con la spinta e la passione pura per la scienza di Maria Sibylla Merian.