Fare scuola all’aperto all’Istituto Canossiano di Legnago
Il giardino della scuola primaria canossiana di Legnago si è trasformato in un’aula a cielo aperto. Le docenti hanno infatti partecipato al percorso formativo “Educazione in natura” con la dottoressa Chiara Lorenzetti. Un’esperienza di sedici ore che le ha portate a riscoprire l’ambiente naturale come spazio educativo a tutti gli effetti.
Il percorso ha alternato momenti teorici e laboratori pratici, partendo dai fondamenti pedagogici dell’educazione outdoor e della forest school per arrivare a strumenti concreti e subito applicabili. Le docenti hanno esplorato come osservare, progettare e documentare attività all’aperto, imparando a leggere il giardino scolastico non come spazio di ricreazione ma come ambiente ricco di possibilità educative. Percorsi sensoriali, uso di materiali naturali, tecniche di narrazione e osservazione: ogni momento formativo è stato pensato per connettere la teoria alla pratica quotidiana in classe.
L’aula verde del giardino scolastico ha fatto da cornice ideale a questo cammino, diventando essa stessa protagonista e strumento della formazione. Perché stare in natura, osservare i cicli delle stagioni, sentire la terra tra le mani, ascoltare i suoni del giardino: sono esperienze che cambiano il modo di guardare l’apprendimento, per le docenti prima ancora che per le bambine e i bambini.
Il percorso si inserisce in una visione più ampia, in piena sintonia con il carisma canossiano e con i principi della Laudato Si’: la natura come ambiente educante, capace di generare stupore, cura e senso di responsabilità verso il mondo che ci circonda.
Il nostro Servizio Civile in casa Canossa! L’esperienza del servizio civile alle canossiane di Catania
Quando si sceglie il Servizio Civile Universale, spesso ci si aspetta un lavoro ordinario, fatto di orari da rispettare, compiti da correggere e routine d’ufficio. Ma ci sono contesti in cui i confini del dovere si allargano per accogliere qualcosa di molto più grande. È l’esperienza vissuta da noi, giovani volontari presso la Scuola dell’Infanzia e primaria delle Canossiane di Catania durante l’anno 2025-2026: un percorso che possiamo riassumere nello slogan del nostro stesso progetto, ovvero la scelta spontanea di “dare di più”.
Il cuore del progetto è incentrato sul tutoraggio scolastico e sull’organizzazione di attività ricreative. La giornata dei volontari inizia nel refettorio con l’assistenza alla mensa, un momento vivo in cui i bambini serviti mettono spesso alla prova la pazienza. Nel dopo mensa, il servizio prosegue con la sorveglianza e la gestione delle attività ludiche, programmate meticolosamente su base settimanale.
Nel primo pomeriggio l’attenzione si sposta sulla didattica: noi operatori ci dividiamo per classi per affiancare i bambini nello svolgimento regolare dei compiti e in attività di potenziamento. Una volta concluso lo studio, lo spazio torna al gioco e alla ricreazione, accompagnando i piccoli fino alla fine del servizio giornaliero alle ore 18:00. La vera svolta dell’esperienza risiede però nelle mansioni supplementari che abbiamo sempre scelto di abbracciare nei momenti più calmi della giornata. Aiutare i collaboratori scolastici, dare una mano in cucina, sistemare il refettorio e occuparci dei rifiuti sono diventati gesti naturali.
Questa totale disponibilità ha permesso a noi volontari di integrarci a pieno titolo nella comunità educante. Lontano dall’essere un semplice impiego, l’istituto ha saputo trasformarsi in un luogo caldo e accogliente capace di ricordare casa, offrendo un profondo conforto psicologico soprattutto ai ragazzi fuori sede. Un traguardo reso possibile solo grazie allo straordinario spirito di squadra del team. Pensavamo di trovare un lavoro come tanti, fatto di compiti, alunni, insegnanti e colleghi. Invece abbiamo trovato una famiglia. Ora che l’anno scolastico giunge al termine, nei corridoi si respira un velo di nostalgia. Ma la tristezza dei saluti lascia subito il posto alla gioia e alla forte curiosità per l’imminente periodo del Grest, una seconda fase che vedrà noi volontari misurarci con mansioni del tutto nuove.
Il bagaglio che porteremo con noi supera di gran lunga le aspettative iniziali. Il contatto quotidiano con i bambini si è rivelato un potente motore di crescita personale, un invito a riscoprire il valore delle piccole cose. Concludiamo l’anno con una forte consapevolezza pedagogica: la scuola dell’infanzia e la scuola primaria sono due ambienti meravigliosi ma complessi, che richiedono sensibilità, attenzione e cura costante. In cambio, però, questi ambienti, restituiscono grandi soddisfazioni e il ricordo indelebile di essere stati parte integrante di una realtà profondamente viva. L’immensa gratitudine resterà incisa nel cuore, per sempre!
Pietro, Sebastiano, Daniele, Flavio, Erica, Benedetta e Giordana.
Piccoli Campioni dell’Igiene all’Istituto Maddalena di Canossa di Pavia
In classe prima, quest’anno, si sono svolte delle lezioni “preziose”, all’interno di un Progetto semplice, ma capace di lasciare un segno profondo. Con il patrocinio di Napisan e la guida attenta del maestro di Educazione Fisica Mattia, i bambini dell’ Istituto Maddalena di Canossa di Pavia, hanno partecipato a “Igiene Insieme – Speciale Sport”, un percorso che ha trasformato l’igiene in un’avventura, in un “superpotere”, in un modo concreto per volersi bene. Un tema che i bambini hanno saputo accogliere con stupore, curiosità e interesse.
“Ma i batteri sono invisibili davvero?” Il Progetto è iniziato con un opuscolo illustrato e cartelloni colorati esposti in palestra.
“Ma i batteri sono cattivi o solo dispettosi?” “Come facciamo a difenderci se ce ne sono così tanti?” “Perché non li vediamo?” Domande che fanno sorridere, ma che rivelano un pensiero profondo: i bambini vogliono capire, vogliono essere protagonisti della propria salute. La storia dei Campioni dell’Igiene ha dato loro personaggi in cui riconoscersi: eroi che non combattono con spade o mantelli, ma con acqua, sapone, attenzione e rispetto per sé e per gli altri. Con il maestro Mattia, la palestra si è trasformata in un grande campo di gioco. I bambini correvano, saltavano, si nascondevano… e intanto imparavano. “Attenti, i batteri sono dietro l’angolo!” “Maestro, posso usare il superpotere del sapone?” “Se scambio la maglietta con lui, perdo la sfida?” Ogni tappa era una piccola prova di responsabilità. Il gioco “Alla caccia dei batteri” ha reso tutto più immediato: i bambini correvano per “acchiappare” i germi immaginari e “sconfiggerli” con le buone pratiche.
Non solo movimento: il Progetto ha coinvolto anche la mente e il linguaggio. Nel “Rebus contro i virus”, i bambini cercavano lettere nascoste, componendo un messaggio segreto sull’igiene. Nel “Cruciverba dell’abbraccio”, hanno scoperto che lavarsi le mani prima di toccare gli altri è un gesto di amore, non solo di pulizia. “Ma se mi lavo le mani, l’abbraccio diventa più forte?” ha chiesto una bambina. E un compagno ha risposto: “Sì, perché non gli porto niente di brutto”. Parole semplici, ma che contengono un’etica intera.
Il Progetto si è concluso con un grande cartellone: “Le cose da fare per essere campioni ogni giorno”. Disegni, parole, simboli, promemoria: un manifesto di responsabilità condivisa. Ogni bambino ha aggiunto qualcosa oralmente per dare più immediatezza alle esperienze concrete in famiglia, a scuola, nelle attività extrascolastiche …; sono uscite idee e anche impegni assunti con responsabilità da quel momento in avanti. “Così non ci dimentichiamo più”, ha detto il maestro esponendo un cartellone. E aveva ragione: quando un messaggio nasce dal gioco, dalla scoperta e dalla collaborazione, resta.
Il ritorno ai classici prende forma tra i banchi di scuola: i bambini riscoprono “Il Mago di Oz” all’Istituto Maddalena di Canossa di Pavia
Negli ultimi mesi, le nuove direttive del Ministro dell’Istruzione hanno riportato al centro della scuola italiana la lettura dei grandi classici. L’obiettivo è chiaro: avvicinare anche i più piccoli a storie senza tempo, capaci di stimolare fantasia valori e competenze linguistiche.
Proprio da queste indicazioni nascono iniziative creative e coinvolgenti nelle scuole primarie. Come nel caso delle classi 2°A e 2°B della scuola primaria dell’ Istituto Maddalena di Canossa di Pavia, che durante l’ora settimanale di “espressione letteraria” hanno trasformato la lettura de “Il mago di Oz” in un vero e proprio progetto artistico. I bambini, guidati dell’insegnante, hanno realizzato un libro illustrato completamente fatto a mano, dando vita ai personaggi e alle scene più amate della storia attraverso il disegno e la creatività. Le pagine del libro sono un’ esplosione di colori e materiali: tempere vivaci, matite colorate e pastelli a cera si mescolano a elementi di riciclo come carta, cartone, stoffa e piccoli oggetti recuperati.
Ogni bambino ha contribuito con il proprio stile, rendendo ogni illustrazione unica e originale. Dorothy, lo Spaventapasseri, Il Boscaiolo di Latta e il Leone Codardo prendono forma tra collage e pennellate, mentre la strada di mattoni gialli si snoda tra le pagine come filo conduttore del racconto.
Il lavoro non è solo un esercizio artistico, ma anche un’ esperienza educativa completa: i bambini hanno imparato a collaborare, a raccontare una storia e a dare valore al riuso dei materiali. Ma il progetto ha lasciato anche insegnamenti importanti legati proprio alla storia del Mago di Oz. I bambini hanno scoperto il valore dell’amicizia e del gioco di squadra, aiutandosi a vicenda come fanno i protagonisti del racconto. Hanno capito che il coraggio, l’intelligenza e la gentilezza non sono qualità da cercare lontano, ma sono già dentro ognuno di noi, proprio come accade al Leone, al Boscaiolo e allo Spaventapasseri. Inoltre, attraverso il viaggio di Dorothy, hanno riflettuto sull’importanza della casa, degli affetti e del credere nelle proprie capacità anche nei momenti difficili.
Il risultato finale è un libro speciale, che unisce lettura, arte e sostenibilità. Un esempio concreto di come i classici possano essere reinterpretati in chiave moderna, coinvolgendo attivamente gli studenti e rendendoli protagonisti del loro apprendimento. Alla scuola primaria Maddalena di Cansa di Pavia, tradizione e innovazione si incontrano, accendendo negli studenti la passione per la lettura e la creatività.
Elena Rossi Scuola primaria Maddalena di Canossa, Pavia
Il World Café dei docenti dell’Istituto Maddalena di Canossa di Pavia
C’è un filo rosso che attraversa l’anno scolastico 2025/2026 all’Istituto Maddalena di Canossa di Pavia: Progetto “Radici e Orizzonti”, presentato a famiglie e docenti. La scuola non è soltanto un luogo di istruzione, ma uno spazio di incontro, nel quale nascono relazioni, si consolidano punti di riferimento e si costruiscono significati . Dopo un primo passo, ossia il questionario rivolto a genitori e insegnanti, il Progetto è entrato nel vivo con la mattinata di formazione e confronto dedicata a tutto il corpo docente dei tre Settori di scuola (Infanzia, Primaria e Secondaria di 1°grado), guidata dalla Dott.ssa Tania Fracassi.
La professionista, esperta in processi decisionali, intelligenza emotiva e dinamiche relazionali, è solita operare in tanti contesti, con la capacità e le competenze per favorire crescita personale e relazionale, attraverso strumenti concreti e spazi di riflessione e orientamento . Quella vissuta dai docenti è stata un’esperienza di comunità, un laboratorio di idee, un esercizio di visione condivisa. Il tutto nella mattinata dell’11 Aprile presso la Scuola.
La mattinata si è aperta con un momento di ascolto dedicato alla storia professionale della Dott.ssa Fracassi. Un racconto intenso, che ha attraversato la sua esperienza in contesti ad alta complessità, con un cambio professionale per dedicarsi alla formazione. La metodologia scelta, il World Café, un approccio partecipativo che facilita il confronto in piccoli gruppi e permette alle persone di sentirsi davvero ascoltate, è stata un’occasione preziosa, non scontata, che ha permesso a ciascuno di sentirsi parte attiva del percorso.
I docenti, suddivisi in tavoli, hanno ruotato ogni venti minuti, incontrando colleghi diversi, prospettive nuove, sensibilità differenti. Ogni tavolo aveva un facilitatore incaricato di raccogliere i pensieri in forma anonima e fedele, così che ogni voce potesse trovare spazio e poi al termine dell’incontro relazionare in sintesi quanto emerso dalle persone incontrate.
Il risultato? Un mosaico ricchissimo di idee, emozioni, desideri e visioni.I quattro temi del confronto sono stati:
Significato della parola “scuola” e della parola “educazione” ed è stato il primo passo, quasi un riscaldamento emotivo.
Che cosa ci motiva rispetto al nostro ruolo. Qui il confronto si è fatto più intimo. Sono emerse motivazioni profonde, radicate.
Quale cambiamento sogniamo nella scuola e quale contributo sapremmo dare. È stato il momento più visionario. I sogni si sono intrecciati con le aspettative e con il desiderio di futuro
Quali gli attori di una buona scuola e il loro ruolo in una visione migliorativa. Qui la riflessione si è fatta concreta, citando alunni, docenti e coordinatori come registri, famiglie, specialisti….Si è indicata nella presenza della psicologa un sostegno non solo per gli alunni ma anche per i docenti, l’importanza della logopedista e di figure specialistiche che affianchino i docenti nel trattare anche temi curricolari.
Nonostante le differenze di sensibilità, di ordine scolastico, di esperienza, la mattinata ha mostrato un tratto comune: un entusiasmo di squadra che non è scontato. Il World Café ha permesso di far emergere punti di vista nuovi e attivare un senso di corresponsabilità. Dopo la relazione dei vari facilitatori, la mattinata si è conclusa con tre gesti semplici:
una parola gentile verso se stessi,
una riflessione personale sull’esperienza vissuta,
una prospettiva per il futuro.
Un modo per chiudere il cerchio: dopo aver ascoltato gli altri, tornare a sé, riconoscere il proprio valore, e ripartire.
La mattinata ha mostrato una scuola che sceglie la via del dialogo autentico perché crede che educare sia davvero “un lavoro di squadra”. E soprattutto ha mostrato che le radici della scuola, la sua storia, i suoi valori, la sua missione, non sono un ancoraggio che trattiene, ma un punto fermo da cui guardare lontano. Il progetto “Radici e Orizzonti” non si esaurisce qui. La terza tappa sarà la serata conclusiva con il Dott. Daniele Novara, prevista per il 7 maggio 2026, un momento di restituzione e rilancio per tutti, docenti e genitori.
Educare alla Pace: il percorso della nostra Scuola Primaria di Pavia
Dalle parole che curano ai gesti che uniscono, passando per i grandi testimoni della non violenza: un anno di creatività, preghiera e responsabilità condivisa per crescere bambini capaci di costruire un futuro più umano e fraterno.
In un tempo in cui il mondo è attraversato da ferite profonde, guerre che scuotono l’Europa, il Medio Oriente, l’Africa, e conflitti dimenticati che continuano a generare dolore, la Scuola Primaria “Maddalena di Canossa” di Pavia si impegna a coltivare la pace come stile di vita e come responsabilità condivisa. La pace non nasce dai grandi palazzi della politica, è un cammino educativo che si esprime dai piccoli gesti quotidiani, dalle parole che scegliamo, dagli sguardi che offriamo, dalle mani che tendiamo e si fa testimonianza e dono che sa ispirare scelte di accoglienza e di amore gli uni per gli altri.
L’anno scolastico 2025/2026 alla Scuola “Maddalena di Canossa” di Pavia è stato così dedicato al tema “Costruttori di pace”, un percorso trasversale che viene sviluppato in tutte le classi, dai 6 ai 10 anni, con attività pensate per far crescere nei bambini non solo la consapevolezza, ma soprattutto la responsabilità di essere semi di bene nel mondo.
Le parole che costruiscono: il laboratorio delle “Parole di Pace”: In ogni classe è nato un “vocabolario della pace”, frutto di riflessioni, dialoghi e giochi cooperativi, individuando le parole gentili che uniscono.
Le bandiere della pace: colori che parlano al cuore: ogni bambino ha realizzato la propria bandiera della pace, ispirandosi ai simboli universali della non violenza: arcobaleni, colombe, mani che si intrecciano, cuori che si aprono, ponti che uniscono rive lontane
Incontro con i grandi testimoni: Gandhi, Mandela, Madre Teresa di Calcutta, Papa Francesco e tanti altri seminatori e difensori della pace: Il percorso educativo ha portato i bambini a conoscere figure che hanno cambiato la storia non con la forza, ma con la forza della non violenza.
Uno dei momenti più intensi del percorso è stato vissuto venerdì 13 marzo, quando la scuola ha aderito alla giornata di digiuno e preghiera per la pace proposta dalla Conferenza Episcopale Italiana.Alle ore 11.00, nel cortile principale, tutti i bambini e i ragazzi dei tre Ordini (Infanzia, Primaria e Secondaria di 1° grado) si sono disposti in cerchio, in forma di raggiera, attorno a un grande planisfero. Un’immagine potente: un’unica comunità che abbraccia il mondo.
Educare al valore del denaro: un percorso di cittadinanza economica per i bambini dai 6 ai 10 anni
Nelle classi della Scuola “Maddalena di Canossa” di Pavia, l’Educazione Finanziaria è diventata un viaggio affascinante dentro la vita reale. Una tematica trasversale per tutti i bambini, affrontata grazie alla collaborazione con la Federazione Autonoma Bancari Italiani (FABI)e con Poste Italiane.
Gli alunni dai 6 ai 10 anni hanno esplorato il mondo dell’economia e della finanza attraverso linguaggi semplici, strumenti concreti, giochi, filastrocche, simulazioni e attività cooperative. Un percorso che si inserisce pienamente nella visione educativa che da anni sostiene l’importanza di formare cittadini capaci di scelte economiche consapevoli, responsabili e sostenibili come indicato anche dalla Banca d’Italia e nelle Indicazioni per l’insegnamento di Educazione Civica. Quello che è nato nelle nostre aule non è stato un semplice Progetto: è stata una vera palestra di vita.
Apprendere il “valore delle cose” costituisce un tassello prezioso per la buona crescita dei bambini ed è compito degli educatori accompagnare ogni scolaro fin dalla tenera età a diventare una persona capace di custodire, scegliere, condividere e costruire.
Un momento molto amato è stato il “gioco degli imprevisti”: carte che simulavano eventi inattesi — la bicicletta che si rompe, un piccolo guadagno extra, un regalo da comprare. I bambini hanno capito che: • non tutto si può prevedere • avere un risparmio protegge • pianificare dà sicurezza Molti hanno commentato: “È come quando si rompe qualcosa in casa e i miei genitori dicono: meno male che avevamo messo da parte!”
Nella realtà educativa di Pavia sanno che il percorso di Educazione Finanziaria non si esaurisce nelle attività svolte o in quest’anno scolastico: è un seme che deve continuare a crescere nel tempo, guidando i bambini nella loro vita quotidiana e nelle scelte che li attenderanno da adolescenti e da adulti. Quello che hanno visto negli alunni è stato l’interesse per gli argomenti trattati, tanta “curiosità viva”, la capacità di collegare concetti complessi alle esperienze familiari, la voglia di capire come funziona il mondo e come si può abitarlo con responsabilità. È proprio in questa tensione verso il reale che riconoscono la forza educativa del progetto: offrire strumenti concreti per leggere la vita, interpretarla, orientarla.
E in questo cammino si ritrova pienamente il carisma di Santa Maddalena di Canossa, che ci invita a formare persone capaci di “fare il bene, e farlo bene”, con intelligenza, libertà interiore e attenzione agli altri. Educare al valore del denaro significa educare alla giustizia, alla sobrietà, alla cura del creato, alla solidarietà verso chi ha meno. Significa aiutare i bambini a comprendere che ogni risorsa è un dono da custodire, che ogni scelta economica è anche una scelta etica, che il benessere personale è legato al bene comune.
L’Officina dell’Amore: il cammino quaresimale dei bambini della Scuola Primaria “Maddalena di Canossa” di Pavia
Ci sono momenti dell’anno in cui la scuola respira un “profumo del cuore” nuovo. Le aule diventano luoghi più riflessivi, i gesti più attenti, le parole più misurate. È come se un respiro più profondo attraversasse i corridoi, invitando tutti, bambini, insegnanti, famiglie, a fermarsi un istante e ad ascoltare ciò che accade “dentro”, a pensare.
La Quaresima è uno di questi momenti: un tempo antico e sempre nuovo, un tempo che non chiede di fare di più, ma di fare meglio; non di correre, ma di guardare; non di aggiungere, ma di purificare.
Alla Scuola Primaria “Maddalena di Canossa” di Pavia questo tempo assume quest’anno un significato particolare, perché diventa un laboratorio vivo, un’officina di cura e di crescita interiore. I bambini, accompagnati dalla maestra di Religione Monica Ferrari e da tutti i docenti, vivono un percorso che intreccia Vangelo, simboli, preghiera e piccoli gesti quotidiani. Un percorso che non parla solo alla mente, ma soprattutto al cuore.
Le classi quinte hanno studiato da vicino la civiltà etrusca, una delle più affascinanti dell’Italia antica. Fioriti tra il IX e il I secolo a.C. nell’Italia centrale, gli Etruschi erano abili navigatori, commercianti, urbanisti, ma soprattutto straordinari artigiani. La loro arte orafa è ancora oggi considerata una delle più raffinate del mondo antico: orecchini, fibule, collane e pendenti realizzati con tecniche come la granulazione, la filigrana, l’uso sapiente dell’oro, dell’ambra, della pasta vitrea e delle pietre dure.
Il laboratorio creativo ha trasformato le classi quinte A e B in un vero atelier antico. I bambini hanno lavorato con entusiasmo, alternando momenti individuali, in cui ciascuno ha potuto esprimere la propria sensibilità artistica, a momenti di gruppo, in cui la collaborazione ha dato vita a creazioni sorprendenti.
Il percorso non è stato solo artistico. La Scienza ha accompagnato i bambini nell’osservazione dei materiali, nelle trasformazioni della materia, nella scoperta delle proprietà delle superfici, nella ricerca di equilibrio e simmetria. Ogni collana, ogni bracciale, ogni anello è diventato un piccolo esperimento, una sintesi di conoscenza e manualità.
Il risultato finale è stato una collezione di gioielli che sembra uscita da un museo… ma con un tocco di modernità che solo i bambini sanno dare. Colori vivaci, materiali inaspettati, forme nuove: la storia si è fatta viva, giocosa, attuale.
Guardando i loro lavori, si ha la sensazione che gli antichi artigiani etruschi avrebbero sorriso, riconoscendo in quei piccoli creatori la stessa passione per la bellezza.
Racchette in movimento, cuori in gioco: Il progetto curricolare di Padel delle classi seconde
Alla Scuola primaria “Maddalena di Canossa” di Pavia ogni giornata è un mosaico di esperienze diverse: attività che si intrecciano, metodologie dinamiche che dialogano, ricerca continua di progettualità integrata e proposte di approfondimento. In questo contesto educativo, il progetto curricolare di Padel vissuto dalle classi seconde A e B si è inserito come un tassello prezioso: un’esperienza che ha trasformato la palestra in un campo di gioco, il campo in un laboratorio di emozioni, e ogni bambino in un piccolo atleta capace di sorprendere sé stesso.
Da tempo, nell’ambito dell’Educazione Fisica, il maestro Mattia Maini propone alle classi della Scuola Primaria attività curricolari sportive integrative che arricchiscono il programma motorio settimanale: pattinaggio, golf, arti marziali, atletica. Negli ultimi anni, grazie anche al sostegno delle Federazioni sportive, queste attività sono diventate un’occasione preziosa per offrire ai bambini esperienze di qualità, guidate da istruttori qualificati e integrate nella didattica quotidiana. Per le classi seconde, quest’anno, la scelta è caduta sul padel, uno sport in grande crescita, semplice da apprendere, inclusivo, dinamico, capace di coinvolgere tutti.
Il padel ha una caratteristica che lo rende perfetto per i bambini: si gioca in coppia. Non c’è competizione individuale, non c’è solitudine, non c’è “io contro te”. C’è un noi. E questo “noi” è diventato il cuore del progetto. Il percorso “Racchette in classe”, portato nella nostra Scuola dal Dynamyte Padel Clubdi Pavia, ha permesso ai bambini di scoprire uno sport nuovo, divertente e immediato, guidati dagli istruttori del progetto e accompagnati costantemente dal maestro Mattia e dalla docente dell’area umanistica Elena Rossi, entrambi presenti in campo, attivi partecipi con gli alunni.
Una frase molto amata dagli appassionati dice: “Nel padel non vinci da solo: vinci quando impari a fidarti.” E i bambini lo hanno sperimentato in ogni scambio.
Il padel ha insegnato ai bambini qualcosa che va oltre il gesto tecnico. Giocare in coppia significa: accettare che la vittoria è condivisa imparare a guardarsi capire quando intervenire e quando lasciare spazio sostenere il compagno quando sbaglia gioire insieme quando si riesce.
È stato emozionante vedere come i bambini abbiano sviluppato una forma di resilienza intelligente: quella capacità di fermarsi, respirare, riorganizzarsi e ripartire insieme.
Molti hanno scoperto talenti che non sapevano di avere: chi una grande precisione, chi una velocità sorprendente, chi una calma strategica, chi una capacità naturale di incoraggiare l’altro.