Carisma e Stem: le attività all’Istituto Canossiano di Monza
Nell’ambito del progetto Carisma e Stem, gli studenti e le studentesse dell’Istituto Canossiano di Monza hanno partecipato al visiting presso l’HUB Nokia di Vimercate, all’interno dell’Energy Park.
Questa attività ha rappresentato un’importante occasione di orientamento per studenti e studentesse, permettendo loro di sperimentare direttamente in azienda il significato concreto di concetti come “lavoro di squadra” e “inclusione” in ambito STEM.
La presentazione dei componenti del gruppo di lavoro che ha coordinato l’evento si rivela particolarmente efficace nel ridurre la distanza che spesso gli studenti e le studentesse del liceo percepiscono quando si avvicinano a realtà professionali che appaiono loro lontane o difficilmente accessibili. Il racconto dei percorsi di studio e professionali dei singoli esperti Nokia contribuisce inoltre a trasmettere un messaggio positivo: il successo e le opportunità di lavoro in aziende multinazionali di alto livello possono diventare obiettivi concreti e raggiungibili, quando sono sostenuti da impegno, passione e determinazione.
Carisma e Stem: le attività all’Istituto Canossiano di Treviso
Nell’ambito del progetto Carisma e Stem, gli studenti e le studentesse dell’Istituto Canossiano di Treviso di 3A e 3B del Liceo Scientifico hanno messo in pausa la routine scolastica per partecipare al laboratorio immersivo “Connessi al mondo, ma in cerca di noi”.
Sotto la guida esperta dei facilitatori di Onde Alte, i ragazzi non si sono limitati ad ascoltare, ma sono diventati protagonisti attivi del proprio apprendimento. Attraverso un mix di:
Giochi e attività creative: per scardinare gli automatismi del web. Confronto e ascolto attivo: per esplorare come il digitale influenzi le emozioni. Co-progettazione: per immaginare soluzioni concrete alle sfide del futuro.
L’obiettivo non era “demonizzare” la tecnologia, ma imparare a trasformarla in uno strumento che genera valore, evitando le trappole dell’alienazione e della dipendenza da approvazione sociale.
Al termine dei tre giorni, i ragazzi portano a casa non solo nuovi strumenti tecnici, ma una consapevolezza rinnovata: essere connessi è inevitabile, ma restare “in cerca di noi” è ciò che fa davvero la differenza.
esperienze immersive e orientamento per portare i giovani alla scoperta delle carriere scientifiche
Il 15 maggio l’Università Cattolica di Brescia si è svolto l’evento conclusivo di “Carisma e STEM per cittadini del futuro”, il progetto, selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa Sociale. Due anni di laboratori immersivi, orientamento e attivazione del territorio nelle Scuole Superiori Canossiane di Monza, Como, Brescia, Legnano, Feltre e Treviso. Oltre 1.165 studentesse e studenti coinvolti, più di 3.000 ore di attività, sei città italiane, 21 partner, laboratori immersivi, co-docenze con ricercatori, esperienze sul campo e un nuovo modo di fare orientamento scolastico
La sessione mattutina si è aperta con i saluti istituzionali del Direttore di Sede UCSC Giuseppe Bonelli, del Preside della Facoltà di Scienze della Formazione Domenico Simeone, del Preside di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali Claudio Giannetti e della Presidente di ENAC ETS Elena Pilastro. In collegamento da Roma, Elisabetta Barzelloni, Responsabile Attività Istituzionali del Fondo per la Repubblica Digitale, ha sottolineato il valore strategico di progetti come questo per gli studenti e per la diffusione di buone pratiche educative.
Marco Bonis (Responsabile del progetto per ENAC ETS) ha quindi presentato il razionale e i risultati complessivi del progetto, prima di lasciare spazio alle testimonianze dirette: scuole, partner, studentesse e studenti si sono alternati sul palco per raccontare le esperienze più significative vissute in questi mesi.
La sessione sulla formazione, moderata dalla prof.ssa Stefania Pagliara (UCSC), ha messo in luce come il progetto abbia puntato su un approccio alla competenza scientifica funzionale basato su attività autentiche, esperienziali e immersive. Tra le esperienze presentate:
Le studentesse e gli studenti dell’ Istituto Canossiano Matilde di Canossa Como, hanno raccontato i laboratori Arduino e le esperienze immersive all’Innovation Hub Como Next, accompagnati dalla STEM Facilitator Silvia Marelli: esperienze pratiche che, nelle loro parole, hanno reso la tecnologia qualcosa da “fare con le mani”, non solo da studiare.
Dall’ Istituto Canossiano Barbara Melzi di Legnano è arrivata la testimonianza dei laboratori di scienze immersive co-condotti con la prof.ssa Pagliara dell’UCSC, del progetto con Casa dell’ Agricolturae la partecipazione alla Giornata di Primavera del FAI. Studenti e Studentesse hanno descritto come lavorare sul campo abbia cambiato il loro rapporto con le discipline scientifiche.
Gli studenti dell’ Istituto Canossiano di Monza hanno presentato il percorso “Tech Transfer: Cibo e sostenibilità” con WonderGene (Ana Rodriguez Prieto): analisi OGM in laboratorio, sfide di biologia molecolare e la simulazione di un pitch davanti a una giuria. “Non pensavamo che la scienza potesse essere anche questo”, hanno raccontato.
Dall’ Istituto Canossiano di Feltre è arrivata la voce di chi ha vissuto la Settimana STEM e l’esperienza al Consorzio RFX di Padova: studentesse e studenti hanno descritto l’impatto di incontrare ricercatori reali – Fulvio Auriemma e Marco Veranda – e toccare con mano la scienza realizzando dei progetti reali.
Gli studenti del l Canossa Campus di Brescia hanno illustrato il Progetto Centralina, con la raccolta di dati ambientali in tempo reale tramite il dispositivo ORION, sottolineando come il monitoraggio del territorio abbia dato concretezza alle ore di scienze in aula.
Dall’ Istituto Canossiano Madonna del Grappa di Treviso, è arrivata la testimonianza dell’esperienza a Napoli, così come quella della riqualificazione dei laboratori di scienze: momenti in cui la scienza ha incontrato il patrimonio culturale e la città.
La prof.ssa Paola Zini (UCSC) ha moderato la sessione sull’orientamento, illustrando le metodologie adottate nel progetto per avvicinare i giovani alle carriere STEM. L’orientamento è stato inteso non come attività accessoria, ma come pratica educativa autentica, capace di aiutare ogni studente a scoprire il proprio potenziale. Tra le testimonianze, quella di Nokia– che ha aperto il Nokia Park di Monza agli studenti canossiani – e le attività di laboratorio condotte dalla prof.ssa Zini con gli studenti dell’Istituto di Como.
La mattinata si è chiusa con la presentazione del Teatro Telaio, e del linguaggio teatrale come strumento di divulgazione scientifica, un elemento che ha caratterizzato il progetto fin dalle sue fasi iniziali, portando la scienza davanti a centinaia di studenti e cittadini.
Il pomeriggio è stato dedicato alla valutazione e alla progettazione del futuro. La dott.ssa Katia Montalbetti ed il dott. Enrico Orizio (UCSC) hanno presentato i risultati del monitoraggio e della valutazione del progetto, con un focus sui fattori di successo e sui meccanismi generativi di cambiamento.
Tre tavoli di lavoro collaborativi hanno poi riunito in paralleli studenti, direttori e STEM Facilitator, stakeholder esterni: un confronto ricco e diretto per raccogliere punti di vista diversi e orientare le progettualità future.
Gli studenti che non hanno partecipato ai focus group hanno assistito allo spettacolo di edutainment di Lorenzo Paletti, che combina rigore scientifico e illusionismo per mostrare come la scienza possa essere comunicata in modo coinvolgente e stimolante.
“L’idea alla base del progetto è semplice: i giovani si orientano verso le carriere scientifiche se le vivono, non solo se le studiano. Questa giornata è la dimostrazione che funziona.”
Carisma e STEM: dalla solidarietà alla medicina, un viaggio tra scelte consapevoli
Nell’ambito del progetto Carisma e Stem, gli studenti e le studentesse dell’Istituto Canossiano Barbara Melzi di Legnano hanno vissuto una giornata formativa intensa e ricca di stimoli, che ha intrecciato solidarietà sociale, agricoltura sostenibile e medicina d’avanguardia.
La giornata è iniziata allaCascina Contina di Rosate, dove studenti e studentesse sono stati accolti dal responsabile della cooperativa sociale, il signor Osea Bianchi, che ha illustrato il progetto con le sue finalità e criticità. La visita ha permesso di conoscere da vicino la falegnameria, la chiesa e il refettorio, ma soprattutto di incontrare gli ospiti della struttura e ascoltare le loro storie. Il momento di condivisione con chi vive in comunità ogni giorno è stato particolarmente interessante e arricchente, offrendo una prospettiva concreta su tematiche di inclusione sociale e percorsi di reinserimento. Il pranzo ha poi visto i ragazzi e le ragazze protagonisti dell’assemblaggio della propria pizza a km0, realizzata con prodotti tipici dell’azienda agricola, unendo convivialità e sostenibilità alimentare.
Nel pomeriggio, il gruppo si è spostato all’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, dove ha visitato il campus universitario e il simulation lab, accompagnati dagli studenti di medicina, medtech e discipline sanitarie non mediche.
Qui studenti e studentesse hanno potuto assistere a simulazioni concrete, approcciarsi alla cura di “finti” pazienti e immergersi nella vita ospedaliera universitaria. Un’esperienza che ha permesso di toccare con mano cosa significa studiare medicina e lavorare in ambito sanitario, comprendendo l’importanza della formazione pratica e della simulazione nell’apprendimento medico.
Un’attività che si inserisce perfettamente negli obiettivi del progetto Carisma&STEM: favorire scelte consapevoli, avvicinare i giovani alle discipline scientifiche e sanitarie, e sviluppare una visione integrata tra competenze tecniche e valori umani.
Carisma e STEM: Quando Chimica, Fisica e Biologia si incontrano
Nell’ambito dei percorsi di codocenza del progetto Carisma e Stem, la classe terza del liceo scienze umane dell’Istituto Canossiano Barbara Melzi di Legnano ha svolto un’attività che ha integrato chimica, fisica e biologia in un percorso volto a comprendere il benessere di un ecosistema nel suo complesso.
Il Lago di Comabbio è diventato il laboratorio naturale dove osservare concretamente l’intersezione tra diverse discipline scientifiche.
Le analisi condotte sul lago hanno permesso alla classe di comprendere come i diversi parametri chimico-fisici possano essere interpretati e come questi impattino sulla biodiversità dell’ecosistema lacustre.
Studentesse e studenti hanno raccolto campioni direttamente dall’acqua del lago per poi analizzarli con il microscopio, passando dall’osservazione macroscopica dell’ambiente a quella microscopica degli organismi che lo popolano. Un percorso che ha reso tangibile il legame tra i parametri misurati e la vita presente nell’ecosistema.
Quest’attività ha permesso a studentesse e studenti di vedere le connessioni tra discipline diverse e di affrontare problemi reali con strumenti provenienti da più ambiti scientifici. Il lago non è stato studiato solo dal punto di vista chimico, fisico o biologico, ma come un sistema complesso dove tutti questi fattori interagiscono, proprio come accade nella realtà.
Le diverse attività laboratoriali hanno permesso agli studenti di dimostrare che, in presenza di forze conservative, l’energia meccanica si conserva, dando significato concreto a una delle più importanti leggi della fisica.
L’approccio laboratoriale ha consentito ai ragazzi di immergersi nell’esperienza, toccando con mano quanto studiato a scuola e cogliendone l’importanza anche nella vita quotidiana. Le materie scientifiche sono state percepite in modo più tangibile, superando la distanza che spesso separa i concetti teorici dalla loro applicazione reale.
Il direttore Flavio Merlo ha espresso soddisfazione per l’iniziativa: “Faremo in modo di rinnovare la collaborazione anche l’anno prossimo, in attesa di avere un altro Polaris, perché sono state esperienze veramente utili a far vedere ai ragazzi che quello che c’è nei libri in realtà è esattamente fuori dalla finestra“.
Un’affermazione che sintetizza bene l’obiettivo di queste attività: mostrare agli studenti e alle studentesse che la fisica non è solo una materia da studiare, ma uno strumento per comprendere il mondo che li circonda.
Focus di questa giornata è stato lo studio dei moti, permettendo agli studenti e alle studentesse di verificare sperimentalmente le leggi che governano il moto rettilineo uniforme e il moto uniformemente accelerato. I ragazzi e le ragazze hanno potuto utilizzare sensori di movimento, cronometri di precisione e simulatori virtuali per raccogliere dati, analizzare grafici e confrontare i risultati con le previsioni teoriche.
L’esperienza laboratoriale è fondamentale nello studio delle materie scientifiche, perché permette agli studenti e alle studentesse di sperimentare da protagonisti quanto viene insegnato in classe. Toccare con mano i concetti affrontati solo teoricamente ha avuto un impatto positivo sulla percezione della fisica, dimostrando entusiasmo e partecipazione attiva durante tutta la giornata.
Carisma e STEM: i laboratori Tech Transfer con Wondergene a Monza
Nel contesto del progetto Carisma&STEM per cittadini del futuro, gli studenti dell’Istituto Canossiano di Monzahanno partecipato a un’esperienza formativa che ha integrato scienza, sostenibilità e imprenditorialità attraverso un approccio davvero coinvolgente: Tech Transfer – La start-up con le mani in pasta in collaborazione con Wondergene partner di progetto.
Il progetto è stato strutturato in modalità Challenge Based Learning: gli studenti, organizzati in team, hanno affrontato problematiche reali legate al cibo e alla sostenibilità, sviluppando soluzioni innovative in ambito biotech, valutandone la fattibilità tecnica ed economica e arrivando alla progettazione di start-up innovative nel settore agroalimentare.
Cuore centrale del percorso è stato il laboratorio scientifico, svolto interamente in modalità hands-on, che ha consentito agli studenti di sperimentare direttamente tecniche di biologia molecolare e biotecnologie applicate al settore alimentare. In particolare, i ragazzi hanno messo le mani in pasta, letteralmente,lavorando sull’analisi di campioni alimentari per verificare la presenza o l’assenza di modificazioni genetiche. Hanno poi approfondito le tecniche di PCR (Reazione a Catena della Polimerasi) applicate agli alimenti, comprendendo il ruolo di questa tecnica nell’amplificazione del DNA per il controllo di qualità, la sicurezza alimentare e la tracciabilità delle filiere. Attraverso l’identificazione di specifiche sequenze di DNA, hanno acquisito competenze fondamentali nel campo delle biotecnologie.
L’approccio didattico adottato ha favorito lo sviluppo delle competenze trasversali delle 4C: il pensiero critico per analizzare problemi complessi e trovare soluzioni innovative, la creatività per progettare soluzioni originali in ambito biotech, la comunicazione per esprimersi in modo efficace sia in ambito scientifico che aziendale, e la collaborazione per lavorare in team e raggiungere obiettivi comuni. A queste si aggiunge l’uso consapevole degli strumenti digitali, fondamentali per la progettazione e il pitch delle start-up.
L’obiettivo finale dell’attività è stato quello di costruire una start-up innovativa nel settore biotech applicato all’agroalimentare. Gli studenti hanno dovuto identificare un problema reale legato a cibo e sostenibilità, progettare una soluzione biotecnologica, definire gli step attuativi, valutare la fattibilità tecnica ed economica e presentare il progetto con un pitch imprenditoriale. Un percorso completo che ha permesso agli studenti di comprendere come la ricerca scientifica possa trasformarsi in innovazione concreta e sostenibile.
Il progetto è stato guidato, come per quello di Como, dalla dott.ssa esperta Ana Rodriguez Prieto, biochimica e biologa.
L’attività teatrale presentata era in linea con i temi delle scienze naturali trattati in classe: l’evoluzione, l’entomologia e i servizi ecosistemici.
In particolare, la capacità delle attrici di entrare e uscire dal personaggio storico di Maria Sibylla Merian, sotto la veste di narratrici della storia, ha creato negli spettatori un flusso di coscienza interessante che ha reso “vivo” il personaggio, facendo trasalire, positivamente, le emozioni vissute da Maria Sibylla durante tutta la sua vita, anche nel pubblico. Inoltre, la narrazione, ha permesso di toccare temi quali deforestazione, economia e massimizzazione del profitto da parte dell’uomo, non sempre in linea con la spinta e la passione pura per la scienza di Maria Sibylla Merian.
Carisma e STEM: i laboratori Tech Transfer con Wondergene
Dal 12 al 15 gennaio 2026 le classi 3A e 3B del Liceo Scientifico Sportivo dell’ Istituto Canossiano di Como hanno partecipato ad una attività di “Tech Transfer” che ha integrato scienza, sostenibilità e imprenditorialità attraverso un approccio davvero coinvolgente grazie Wondergene partner di progetto.
Il progetto è stato strutturato in modalità Challenge Based Learning: gli studenti, organizzati in team, hanno affrontato problematiche reali legate all’ambiente e alla sostenibilità, sviluppando soluzioni in ambito biotech, valutandone la fattibilità tecnica ed economica e arrivando alla progettazione di start-up innovative in ambito agroalimentare.
Cuore centrale del percorso è stato il laboratorio scientifico, svolto interamente in modalità hands-on, che ha consentito agli studenti di sperimentare direttamente tecniche di biotecnologia applicata al settore agroalimentare.
In particolare, gli studenti hanno analizzato campioni di mais per verificare la presenza o l’assenza di modificazioni genetiche, acquisendo competenze sull’identificazione di specifiche sequenze di DNA. Successivamente, è stata realizzata un’attività di PCR (Reazione a Catena della Polimerasi) applicata agli alimenti, approfondendo il ruolo di questa tecnica nell’amplificazione del DNA per il controllo di qualità, la sicurezza alimentare e la tracciabilità delle filiere.
L’approccio didattico adottato ha favorito lo sviluppo delle competenze trasversali delle 4C: pensiero critico, creatività, comunicazione scientifica e aziendale, collaborazione, oltre all’uso consapevole degli strumenti digitali.
l progetto è stato guidato dalla dott.ssa Ana Rodriguez Prieto, biochimica e biologa, che si è distinta per una conduzione brillante e altamente coinvolgente, riuscendo ad avvicinare gli studenti alle discipline STEM in modo efficace, accessibile e stimolante, valorizzando la dimensione applicativa della scienza e favorendo una partecipazione attiva e consapevole.
Una menzione davvero particolare ad Ana che è stata super disponibile e super interessante!!