IA e nuove tecnologie nella IeFP: esperienze, sfide e lezioni dal campo
Il 10 dicembre 2026 dalle 14:30 alle 16:30, si terrà a Verona l’evento IA e nuove tecnologie nella IeFP: esperienze, sfide e lezioni dal campo.
L’incontro intende valorizzare esperienze, progetti e pratiche innovative sviluppate nel sistema della Formazione Professionale del Veneto, con particolare attenzione all’utilizzo di tecnologie immersive (XR, VR, AR), Intelligenza Artificiale e strumenti digitali avanzati per la didattica, l’orientamento e lo sviluppo delle competenze. L’iniziativa rappresenta un’occasione di confronto tra enti di formazione, reti nazionali ed europee, progettualità regionali e stakeholder del sistema VET.
Obiettivi
Presentare applicazioni concrete di XR, VR e AI nella formazione professionale.
Favorire lo scambio di buone pratiche tra enti IeFP e VET.
Promuovere l’innovazione metodologica e tecnologica nei percorsi formativi.
Ottobre al Talitàkum di Foggia: cuori che battono, mani in pasta e avventure che lasciano il segno!
Se settembre ci ha fatto ripartire con entusiasmo, ottobre al TALITÀKUM ha deciso di sorprenderci fin dal primo giorno! Tra emozioni da brividi, sfide ai fornelli e avventure all’aria aperta, il nostro centro si è trasformato in un’esplosione di sorrisi, energia e momenti capaci di lasciare il segno. E credeteci, è successo davvero di tutto!
Abbiamo aperto il mese con una festa speciale dedicata ai nonni, un appuntamento che ha trasformato il nostro centro in un abbraccio tra generazioni. Accanto ai nonni dei nostri ragazzi, sono arrivati anche i signori del Progetto ARES, pronti a regalare affetto e a diventare nonni speciali per chi non ha la fortuna di averli accanto. Tra una gara esilarante a colpi di detti antichi e parole delle nuove generazioni, risate incontenibili e biscotti al burro decorati con tanta fantasia, il pomeriggio è volato via in un’atmosfera di autentica condivisione. Ma il gran finale ci ha lasciati senza parole: luci soffuse, musica romantica e nonni e nipoti stretti in un ballo speciale. Mani che si intrecciano, sguardi pieni d’amore e lacrime che scivolano silenziose sui visi.
Perché ci sono emozioni che non hanno bisogno di spiegazioni: basta viverle per portarle nel cuore! Ma al TALITÀKUM, dopo aver fatto battere il cuore, è arrivato il momento di mettere alla prova anche mani, creatività e spirito di squadra. Ai fornelli è andato in scena TALITÀCHEF, una sfida tutta da gustare. Crepes, ferratelle abruzzesi, bignè, spremute d’arancia e un’irresistibile quantità di Nutella hanno animato una competizione tra squadre, tra ingredienti da dosare, difficoltà da superare e risate a non finire. E chi ha conquistato la vittoria? Proprio il gruppo delle crepes, quello che ha incontrato più ostacoli durante la preparazione.
Una vittoria che ci ricorda una cosa fondamentale: non conta quanto sia difficile la strada, ma la voglia di non arrendersi e di arrivare al traguardo insieme. E quando il sole ci ha regalato ancora giornate meravigliose, non ce lo siamo fatti ripetere due volte: tutti al Parco San Felice! Via le pareti, spazio alla natura e via libera alle sfide sportive! Tra corse, giochi e sana competizione, ragazzi ed educatori si sono messi in gioco, scoprendo nuovi modi per collaborare e divertirsi. Poi, piedi scalzi, teli stesi sul prato e picnic pronto: il modo perfetto per rallentare, condividere una merenda e rafforzare quei legami che rendono il TALITÀKUM molto più di un centro, una vera comunità!E adesso pensate che sia finita qui? Assolutamente no!
La fine di ottobre ci riserva un appuntamento tutto da brividi con la nostra attesissima Festa della Zucca, tra fantasia, sorprese e magia autunnale. E novembre è già pronto a spalancare le porte a nuove esperienze tutte da scoprire. Al TALITÀKUM non ci limitiamo a riempire le giornate: le trasformiamo in emozioni, le rendiamo occasioni di crescita e le custodiamo come ricordi preziosi. Perché quando si vive insieme, anche un pomeriggio qualunque può diventare qualcosa di straordinario. E il bello, ve lo assicuriamo, deve ancora arrivare.
Reflections of Treviso: studenti italiani ed islandesi rileggono la città nel progetto della Sfp Canossiana
Osservare la città, catturarne l’essenza attraverso i riflessi sulle vetrine dei negozi, i canali, le superfici metalliche, gli specchi e le pozzanghere. Con questo stimolante obiettivo si è svolto, nelle giornate del 19 e 20 ottobre 2026, un workshop grafico interculturale intitolato “Reflections of Treviso”.
Il progetto è nato da una domanda guida suggestiva: “Come appare Treviso quando la guardiamo in modo indiretto?”. Per due giorni, i giovani italiani e islandesi hanno lavorato insieme organizzati in gruppi misti, superando le barriere linguistiche attraverso la lingua inglese e fondendo le rispettive sensibilità per raccontare il centro cittadino oltre i classici cliché turistici.
La prima giornata è stata dedicata alla conoscenza reciproca e ad una sessione fotografica sul campo, mentre la seconda giornata si è svolta nei laboratori informatici realizzando una brochure pieghevole in lingua inglese. L’esperienza si è conclusa con un’esposizione dei lavori e una presentazione in cui ogni gruppo ha illustrato le proprie scelte creative.
“Iniziative come questa sono un’occasione speciale per poter dialogare con una cultura diversa dalla nostra. Svolgere attività insieme permette di confrontarsi, mettere in moto competenze, risolvere i problemi che si presentano e crescere”. Commenta Andrea Michielan, direttore della Scuola ENAC. “Gli studenti italiani e islandesi hanno legato sin da subito, evidenziando come ci sia una particolare sintonia tra le nostre culture”.
Le brochure “Reflections of Treviso”, realizzate dai vari gruppi, rimangono come testimonianza di una Treviso accogliente, capace di farsi riscoprire con occhi nuovi e di parlare il linguaggio universale dell’arte e della formazione.
Seconda Summer School EUCLASS Alliance: partire da un anno di esperienza in classe
Dal 5 al 9 ottobre 2026, 24 insegnanti e coordinatori di progetto provenienti da sei paesi europei si sono riuniti presso l’AKMI di Atene, in Grecia, per la seconda Summer/Autumn School del progetto EUCLASS Alliance.
A differenza della prima Summer School, che era incentrata sull’introduzione degli insegnanti all’educazione alla cittadinanza europea e alle metodologie didattiche innovative, questa seconda edizione si è basata su un intero anno di sperimentazione pratica nelle scuole partner. Dopo la formazione iniziale, gli insegnanti hanno realizzato attività pilota con i propri studenti, testando diversi approcci per integrare i temi legati all’UE nell’istruzione e formazione professionale (IeFP).
La scuola di Atene ha quindi offerto l’occasione per ritrovarsi, scambiarsi esperienze e riflettere sugli insegnamenti tratti dalla fase di sperimentazione, individuando al tempo stesso modi per sviluppare ulteriormente l’educazione alla cittadinanza europea negli istituti partner di Estonia, Finlandia, Grecia, Italia, Paesi Bassi e Spagna. Il programma è stato ideato per far tesoro delle esperienze maturate durante il primo anno di attuazione di EUCLASS, unendo la riflessione sulle pratiche didattiche allo sviluppo di nuove opportunità di cooperazione tra le scuole partner.
Le attività sono iniziate con una EUCLASS Reunion, che ha permesso ai partecipanti di ritrovarsi a un anno dalla prima Summer School e di condividere esperienze significative tratte dall’attuazione di EUCLASS nelle rispettive scuole. Una sessione plenaria di apertura ha poi offerto una panoramica dei progressi del progetto, evidenziando i risultati della prima fase di attuazione e introducendo il lavoro che attende il partenariato.
Uno dei momenti centrali del programma è stato il “Practice Marketplace” intitolato “EUCLASS Classroom Stories”, durante il quale i team nazionali di Finlandia, Paesi Bassi, Italia, Spagna ed Estonia hanno presentato alcune attività selezionate realizzate con i propri studenti.I
nvece di limitarsi a riferire quanto era stato fatto, gli insegnanti sono stati incoraggiati a raccontare le storie dietro le loro pratiche: che cosa avevano provato, come avevano reagito gli studenti, quali approcci avevano funzionato bene, quali difficoltà erano emerse e quali lezioni ne avevano tratto. Ogni presentazione è stata seguita da una sessione di feedback in stile “Critical Friends”, che ha permesso ai colleghi di altri paesi di porre domande, scambiare punti di vista e suggerire miglioramenti.
Questo approccio collaborativo ha spinto i partecipanti a guardare oltre i propri contesti nazionali, a individuare pratiche trasferibili e a considerare nuove idee da introdurre nella propria didattica. Il programma ha inoltre presentato l’EUCLASS Activity Repository, che raccoglie le risorse educative sviluppate durante la prima fase di sperimentazione. Gli insegnanti hanno avuto la possibilità di esplorare i materiali disponibili, individuare le attività adatte ai propri studenti e valutare come adattarle a diversi settori professionali e ambienti di apprendimento. Il repository rappresenta un passo importante per rendere l’esperienza maturata nel primo anno di progetto accessibile e riutilizzabile in tutto il partenariato.
Un’altra componente fondamentale è stata la School Design Lab, dedicata alla pianificazione della prossima fase di cooperazione tra le scuole partner di EUCLASS.
Lavorando in tre partenariati di scuole gemellate, i partecipanti si sono concentrati su due prossime attività del progetto: i Teacher Assignments Abroad (incarichi di insegnamento all’estero) e le Online Collaborative Activities (attività collaborative online) che coinvolgeranno studenti di paesi diversi.
L’obiettivo era sviluppare esperienze educative collegate tra loro, in modo che gli scambi tra insegnanti e la collaborazione online tra studenti si rafforzassero a vicenda anziché procedere come iniziative separate. Attraverso due design sprint, ogni partenariato ha lavorato su un tema condiviso legato all’UE, ne ha valutato la rilevanza per l’istruzione professionale e ha elaborato i primi piani per entrambe le attività.
Un esercizio di peer consultancy ha poi consentito agli insegnanti di scambiarsi feedback e di rafforzare la fattibilità e il valore educativo delle proprie proposte.La sessione si proponeva di concludersi con piani di partenariato concreti, responsabilità definite e i prossimi passi per l’attuazione.
Collegando la riflessione sul primo anno di sperimentazione alla progettazione condivisa delle attività future, la Summer School ha contribuito a trasformare le esperienze individuali in classe in opportunità condivise di cooperazione europea.
Quando la scienza esce dai laboratori Esperimenti, incontri, sfide: nei cortili dell’Università di Pavia la scienza ha smesso di essere una materia da studiare ed è diventata un’avventura da vivere.
La scienza, quella mattina, non era chiusa dentro un laboratorio. Non aveva un camice da guardare da lontano, né una formula scritta sulla lavagna da imparare a memoria. Era nei cortili dell’Università di Pavia, tra i ragazzi che si fermavano davanti a uno stand, provavano un esperimento, osservavano uno strumento, ascoltavano una ricercatrice, discutevano con un ricercatore. E soprattutto facevano domande.
Venerdì 25 settembre scorso le classi della Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Maddalena di Canossa di Pavia — una prima, due seconde e due terze — hanno partecipato alla Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, l’appuntamento che ogni anno porta la ricerca fuori dai luoghi in cui normalmente la si incontra, e la mette a disposizione della città. Per l’edizione 2026, i cortili storici dell’Università di Pavia hanno ospitato più di ottanta stand tra laboratori, esperimenti, dimostrazioni, giochi scientifici, esperienze immersive e incontri con ricercatrici e ricercatori. Un vero percorso dentro la ricerca contemporanea, dalla fisica alla medicina, dalle neuroscienze all’ambiente, dall’intelligenza artificiale all’alimentazione, fino ai temi della società e del futuro.
Per i nostri ragazzi, però, non è stata una visita da guardare, ma una mattina da vivere. Dalle 10.00 alle 13.00 gli studenti hanno attraversato i cortili dell’Ateneo, fermandosi davanti alle diverse proposte e partecipando direttamente alle attività. Hanno osservato, provato, sperimentato, e incontrato persone che della ricerca hanno fatto un mestiere. Soprattutto hanno scoperto che dietro una parola apparentemente difficile ricerca c’è in realtà una cosa molto semplice: qualcuno che vuole capire qualcosa che ancora non conosce. Ed è forse questa la prima lezione che la Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori può lasciare. La ricerca comincia da una domanda. Ma continua soltanto se qualcuno ha il coraggio di non accontentarsi della prima risposta.
«Da questa giornata porto a casa un pezzetto di conoscenza in più. Tra tutti gli stand, il mio preferito è stato sicuramente quello de “L’allegro chirurgo medievale”. Non c’erano medici, come si potrebbe presumere dal nome dello stand, ma filosofi specializzati nell’età medievale. Mi hanno spiegato che un tempo, accanto ai quattro elementi (terra, acqua, aria, fuoco,) esisteva la convinzione che ci fossero quattro fluidi nel nostro corpo: il sangue, il flegma, la bile gialla e quella nera. Quando uno di questi fluidi prevaleva, quella determinata persona assumeva un particolare umore. Per esempio, se predominava il sangue la persona aveva un umore sanguigno. È stato davvero affascinante!» Agata, P. 3A
«Mi sono precipitato allo stand dell’energia nucleare, composto da un modellino di PWR (reattore ad acqua pressurizzata) e a fianco un modellino di centrale nucleare, con un reattore all’interno. Mi hanno spiegato cose che sapevo già, ma non per questo meno interessanti! Con i ricercatori ho discusso dei diversi incidenti e di come si potevano evitare. Oltre ai gadget in omaggio (uno più bello dell’altro), porto a casa da quell’esperienza la sicurezza, consolidata dai ricercatori, che sarei in grado di passare il loro test di ingresso!» Francesco L.M. 3A
«Sinceramente non mi ero creata aspettative rispetto a quello che avrei visto o fatto, ma ho dovuto ricredermi: è stato molto interessante. Lo stand che mi è piaciuto di più si trovava nel Cortile delle Magnolie, ed era dedicato all’illusione. Mi hanno fatto sedere su una sedia di plastica e indossare una mantella nera, come quella che metti dal parrucchiere. Ho dovuto inserire il braccio in un buco, senza poterlo vedere, e mi hanno chiesto se riconoscevo e percepivo ancora la mia mano reale o se la scambiavo per finta. Solo alla fine sono riuscita a risolvere l’enigma. È stata una gran bella sfida!» Clelia C. 2A
Tra uno stand e l’altro, i ragazzi hanno potuto avvicinarsi a discipline e temi molto diversi, dalle attività dedicate ai cambiamenti climatici e agli eventi estremi alle neuroscienze e alle tecnologie biomediche, dall’osservazione del cielo alla linguistica e alla filosofia della mente. Il filo conduttore era sempre lo stesso: approcciarsi alla ricerca attraverso esperimenti, dimostrazioni e attività interattive. Perché la scienza, quando viene incontrata da vicino, cambia faccia. Diventa qualcosa che si può toccare, mettere alla prova, discutere. E qualche volta anche qualcosa da risolvere.
«L’università sembrava una scuola magica, un po’ come quelle dei film, piena di stand dove si potevano osservare e svolgere attività insolite e molto diverse tra loro. Quella che ho preferito era dedicata alla realtà virtuale. Ho indossato un visore e ho visto il mare, i crostacei, perfino i dinosauri. È stata davvero un’esperienza da brivido che ho condiviso, una volta tornata a casa, con tutta la mia famiglia.» Sofia G. 2A
«In assoluto,lo stand che mi ha conquistata è stato quello dedicato alla medicina legale, nel Cortile Volta dell’Università. Il ricercatore mi ha spiegato che si può riconoscere il sesso e l’età di una persona dalle sue ossa; per esempio, le donne hanno una gabella più incurvata, mentre negli uomini è più dritta e precisa. Inoltre, ho scoperto che si può comprendere l’età da alcune ossa che si usurano nel tempo, come il bacino. Questa esperienza mi è servita per imparare qualcosa di più sul mio corpo.» Elisabetta C. 3B
Per gli alunni della classe prima la mattinata ha avuto anche una sfida particolare: l’escape room scientifica del progetto europeo ERNEST, un’iniziativa nata proprio per trasformare la divulgazione scientifica in un’esperienza partecipativa, collaborativa e investigativa.
A Pavia l’attività proposta dall’INFN era “PER me si va ne la fisica recente”, un’escape room nella quale enigmi e sfide conducevano i partecipanti attraverso alcune tappe della storia della fisica delle particelle. L’obiettivo non era semplicemente arrivare alla soluzione: bisognava collaborare, raccogliere indizi, ragionare e mettere in relazione gli elementi a disposizione.
In altre parole, bisognava fare esattamente quello che fanno i ricercatori: osservare, formulare ipotesi, verificare, cambiare strada quando quella scelta non porta da nessuna parte. E soprattutto lavorare insieme.
«Dopo l’esperienza molto complessa ma altrettanto gratificante dell’escape room, ho scelto di provare lo stand dedicato all’intelligenza artificiale. Quando sono giunta il professore di arte stava sfidando l’IA, ma ha visto me e Giorgia, la mia compagna, arrivare e ci ha lasciato il suo posto. La sfida consisteva nel rispondere correttamente ad alcune domande di cultura generale. Ne abbiamo indovinate meno della metà, però mi sono sentita comunque molto fiera di me stessa, perché erano quesiti con una difficoltà impostata per il professore. Sono rimasta inoltre molto stupita dal fatto che l’intelligenza artificiale avesse indovinato a malapena metà delle domande, ma mi è servito per capire quello che lo stand voleva insegnarci, cioè che non sempre l’IA è nel giusto. Questo è un bell’insegnamento, che è bene ricordare sempre.» Viola S. 1A
«L’escape room è stata senza dubbio un’esperienza unica, ma più di tutti mi ha incuriosito uno stand sul quale erano posizionati un computer e delle cuffie, collegate ad esso da un cavo. La ricercatrice mi ha spiegato che l’esperimento consisteva nell’indovinare quale lingua fosse quella dell’audio. E’ stato molto difficile, ma altrettanto interessante: alcune lingue non le conoscevo proprio, ma altre le ho indovinate immediatamente. Spero di tornare anche l’anno prossimo!» Giorgia L. 1°
«L’escape room è stata interessante, ma lo stand in cui mi sono divertita di più si chiamava “La scienza dell’imprevedibile”. Consisteva nel partecipare a un quiz a squadre e rispondere a domande particolari sui neonati. Io e il mio gruppo siamo partiti parecchio male, poi per fortuna è arrivato un ragazzo di seconda ad aiutarci, e abbiamo vinto. Non è stato solo molto divertente, ho anche imparato alcune cose interessanti sui bambini, per esempio che fino a sei mesi copiano i suoni che emettono i genitori. Dalla mia esperienza alla Notte porto a casa l’amore e la curiosità per le novità!» Matilde L.L. 1A
«Ho partecipato a parecchi laboratori durante la mattinata, alcuni più interessanti, altri meno. Tutti però hanno acceso in me molte curiosità e, soprattutto, sono riusciti a rendere dei concetti in natura difficili, più chiari e comprensibili.» Laura T. 1A
Per tutte le classi è stata un’occasione di incontro con una realtà che appartiene profondamente alla città di Pavia: la sua Università, i suoi ricercatori, i suoi laboratori, la sua vocazione alla conoscenza. E forse è proprio questo il valore più grande di una giornata così. Portare la scuola nel mondo. E, per qualche ora, portare il mondo dentro la scuola. Perché imparare non significa soltanto conoscere ciò che qualcuno ha già scoperto. Significa conservare abbastanza curiosità da voler scoprire ciò che ancora non sappiamo.
«Mi ha affascinato più di tutto la spiegazione di un giovane ricercatore che, con parole molto semplici e chiare, ha raccontato di questo apparecchio che, una volta inserito nel corpo, rileva le informazioni mandate al cervello e capta ogni movimento del corpo, come tendere un muscolo o piegare un dito. Ero così interessata che ho fatto un sacco di domande! Poi il ricercatore mi ha proposto di provare l’apparecchio, ma dato che ero inquietata dal fatto che una macchinetta potesse percepire i miei movimenti, ho lasciato che lo testasse prima la mia compagna. Poi finalmente ho preso coraggio e mi sono sottoposta anche io all’esperimento. La mia Notte è stata un’esperienza meravigliosa!» Diana C. 3B
«Un ricercatore mi ha particolarmente colpito. Parlava di magneti con una grande semplicità e, per rendere tutto più chiaro, mi ha mostrato una piccola boccetta in vetro che conteneva una sorta di metallo allo stato liquido, attratto dal magnete solido che era attaccato alla boccetta. Mentre tornavamo a scuola, ho ripensato per tutto il tragitto a questa esperienza e all’accoglienza che abbiamo ricevuto. » Vittoria B., 2B
«Lo stand dedicato all’hantavirus è stata un’esperienza meravigliosa. Sapevo già dell’esistenza di questo virus, così ho partecipato al gioco/esperimento e nel passaggio finale ho estratto un biglietto che diceva: “Hai contagiato tutti e hai portato la pandemia”. Bene, mi sono detta, sono la causa della fine del mondo!» Angelica B., 2B
«Sono stata attratta subito. Era una scatola di legno coperta da un telo, per ricreare un’illusione al tatto e al cervello. Ho partecipato all’esperimento e sono rimasta senza parole. Ci ho ripensato tutto il giorno!» Federica R., 2A
Attività residenziali 2026: sport, natura e crescita per l’inizio del nuovo anno scolastico a Treviso
Dal 21 al 24 settembre 2026, la nostra comunità scolastica ha inaugurato il nuovo anno attraverso le tradizionali e stimolanti attività residenziali. Questo appuntamento ha rappresentato un momento cruciale di ripartenza, progettato per rafforzare lo spirito di squadra, incoraggiare la prova di sé e promuovere l’apprendimento pratico al di fuori degli spazi d’aula tradizionali. Sperimentare nuove discipline e collaborare in contesti ambientali e sportivi d’eccellenza offre a studentesse e studenti la carica ideale per affrontare le sfide del percorso di studi con entusiasmo e coesione.
Le classi del Liceo scientifico a indirizzo sportivo sono state protagoniste di un articolato programma outdoor suddiviso su tre differenti sedi operative, sperimentando dinamiche sportive complesse sia in ambienti terrestri sia in contesti acquatici. Per le classi prime, la residenziale di Lignano ha costituito un vero e proprio battesimo dell’energia e dell’affiatamento di gruppo. Inseriti in un contesto dinamico, gli studenti si sono messi alla prova esplorando diverse discipline e verificando sul campo come la pratica motoria sia uno strumento privilegiato di crescita e coesione. Le attività svolte hanno compreso:
Camminata metabolica: per stimolare la consapevolezza corporea, la postura e la resistenza;
Beach volley: per sviluppare l’intesa tattica, la comunicazione e la coordinazione di squadra;
SUP: per affinare l’equilibrio dinamico e il controllo propriocettivo sull’acqua;
Salvamento: per acquisire competenze fondamentali di sicurezza acquatica e primo soccorso;
Pallanuoto: per sperimentare la reattività e la resistenza nello sport di squadra in acqua;
Frisbee: per sviluppare precisione, tempestività e visione di gioco.
Il soggiorno a Campione del Garda ha offerto alle classi seconde un’esperienza immersiva nelle discipline veliche. Costantemente affiancati da istruttoriesperti, le ragazze e i ragazzi hanno appreso la gestione dei venti e delle correnti cimentandosi in quattro differenti attività: kayak, SUP, catamarano e barca a vela. L’attività ha coniugato rigore tecnico, sicurezza e grande divertimento.
Le classi terze hanno affrontato l’esperienza della Valbrenta immergendosi nell’ambiente dinamico dei corsi d’acqua dolci. Affrontando le correnti del fiume attraverso la pratica del rafting e del kayak, gli studenti hanno messo alla prova la propria prontezza di riflessi, coordinando la sincronia della pagaiata e la lettura delle traiettorie acquatiche in un contesto ad alto tasso di adrenalina e cooperazione.
In contemporanea alle attività sportive, dal 21 al 24 settembre 2026, le classi 1A, 2A e 3A del Liceo Ecologico-Digitale / Scienze Applicate hanno vissuto in un vero e proprio laboratorio scientifico a cielo aperto nel Parco di Paneveggio e Pale di S. Martino. Affiancati dalle guide del Parco, i giovani ricercatori hanno applicato rigidi protocolli di indagine ambientale sul campo, integrando l’osservazione naturalistica diretta con la raccolta e l’analisi dei dati ecosistemici. Il percorso didattico-scientifico si è articolato su tre pilastri d’indagine:
Geologia: analisi delle strutture rocciose ed esplorazione sul campo dei processi geologici e geomorfologici che hanno modellato le Dolomiti.
Biodiversità: applicazione dei metodi di campionamento e misurazione della biodiversità vegetale e animale all’interno del bioma forestale.
Monitoraggio dei torrenti: valutazione dello stato di salute e della qualità ecologica dei corsi d’acqua montani tramite rilevamento dei parametri chimico-fisici e dei bioindicatori.
I numerosi chilometri percorsi a piedi tra i boschi, le risate condivise e la concretezza del lavoro scientifico di terreno hanno consentito di consolidare le conoscenze teoriche con un’esperienza diretta ed entusiasmante.
Semi di Bellezza alla Scuola primaria canossiana Pavia
Un anno scolastico per imparare a riconoscere, custodire e far fiorire ciò che rende più bella la vita. In un tempo che spesso corre veloce, dominato dalla fretta, dalle immagini che scorrono senza lasciare traccia e da relazioni sempre più fragili, la scuola è chiamata a svolgere una missione fondamentale: aiutare i bambini a cogliere ciò che conta davvero.
È da questa consapevolezza che nasce il tema annuale della Scuola Primaria “Maddalena di Canossa” di Pavia: “Semi di Bellezza“, un progetto educativo che accompagna alunni, insegnanti e famiglie alla scoperta di quei piccoli e grandi tesori che ci circondano, a partire dalle bellezze della natura e del territorio per saperle valorizzare e custodire con cura. Bellezza da ritrovare anche in se stessi perché ciascuno è un dono ed è ricco di doni, bellezza da scovare nei gesti, nelle parole, negli sguardi, nelle esperienze di vita, per saper replicare e creare bellezza, moltiplicando la gioia, la meraviglia e la lode. Un seme è qualcosa di piccolo, quasi invisibile. Eppure racchiude una promessa immensa. Allo stesso modo l’educazione autentica non cerca risultati immediati o appariscenti, ma lavora giorno dopo giorno per coltivare ciò che maturerà nel tempo: la capacità di stupirsi, il senso del bene, il rispetto per gli altri, la gratitudine, la responsabilità, il desiderio di conoscere e di costruire il proprio futuro.
La bellezza, in questa prospettiva, non coincide semplicemente con l’armonia estetica. È molto di più. È la bellezza di una classe che collabora. È la bellezza di una mano tesa verso un compagno. È la bellezza di una parola gentile. È la bellezza di chi si impegna nonostante la fatica. È la bellezza di un bambino che scopre il proprio talento e decide di metterlo a servizio degli altri. È una bellezza che educa. Ed è proprio questa la bellezza che la scuola desidera seminare ogni giorno.
L’inizio di questo anno scolastico è stato vissuto con la distribuzione a tutti i bambini di semi di fiori evocativi di una bellezza da far crescere e che germogliando porta stupore. Con Don Marco Labate, l’intero Istituto ha potuto riflettere sul tema della bellezza di poter apprendere, dove ciascuno è protagonista del proprio progetto di vita. Nel segno di San Francesco e nella ricorrenza degli 800 anni dalla sua morte, gli inni e le lodi del Santo hanno risuonato come voce di chi ha saputo scorgere la bellezza in ogni creatura di Dio e ha saputo lodare il Signore con il cuore colmo di gratitudine. Nel cammino educativo della scuola, infatti, un posto speciale è occupato dall’attenzione alla bellezza del creato. I corridoi e le aule sono state abbellite con immagini e frasi evocative di questa bellezza. La natura diventa maestra silenziosa. Le stagioni, i colori, gli alberi, i fiori, gli animali e i paesaggi raccontano ai bambini la meraviglia della vita e invitano ciascuno a sentirsi parte di una realtà più grande. In un’epoca che chiede nuove forme di responsabilità ambientale, educare alla cura del creato significa educare alla gratitudine. Significa imparare che nulla è scontato, che ogni dono merita rispetto e che ciascuno può fare la propria parte per custodire il mondo che abita.
Per questo le prime giornate laboratoriali hanno visto i nostri alunni immergersi in esperienze umanistiche, scientifiche e linguistiche che hanno permesso loro di osservare la bellezza della natura e del territorio (anche con uscite) , gli oggetti e gli ambienti che li circondano come fonti di bellezza. Dai particolari scoperti, sono nate risonanze con cartelloni che hanno ripreso artisticamente i monumenti visitati apprezzandone i particolari e vere e proprie opere sfruttando le proprietà degli oggetti visti nella loro profondità.
Ogni giorno, tra le mura della scuola, accade qualcosa di straordinario: una scoperta scientifica, una pagina di storia che prende vita, un problema risolto insieme, un testo scritto con passione, un’opera artistica realizzata con fantasia, una domanda che apre nuove strade…In ciascuna di queste esperienze i bambini incontrano la bellezza della conoscenza. Imparano che studiare non significa accumulare informazioni, ma allenare la mente a comprendere, interpretare e affrontare la realtà.
Il sapere diventa così una forma di crescita personale, una sorgente di libertà, uno strumento per guardare il mondo con curiosità e consapevolezza. Nella disciplina di Religione, già dall’inizio dell’anno i bambini hanno cominciato a lasciare “tracce di bellezza”, scrivendo bigliettini da porre in una busta speciale: la busta che valorizza parole di meraviglia su quanto appreso, parole gentili e positive verso se stessi e i propri passi avanti nell’imparare e nello studio, frasi di bellezza sulla propria crescita con speranze e desideri, riflessioni sulla bellezza dei compagni, sulla loro presenza, le loro capacità, i loro gesti.
Tra i semi più preziosi da coltivare durante l’anno vi è certamente quello delle relazioni Ogni amicizia nata tra i banchi, ogni attività cooperativa, ogni momento di aiuto reciproco rappresenta un piccolo seme destinato a generare frutti di umanità. E già ad inizio anno tutti i docenti della Scuola Primaria hanno utilizzato un approccio che, quasi fosse una vera e propria disciplina, tende ad insegnare a vivere insieme, a scoprirne e difenderne la bellezza . Tutto questo sviluppando le competenze non cognitive (empatia, collaborazione, rispetto, gestione delle emozioni …) attraverso attività di educazione socio-emotiva (narrazioni simboliche, giochi psicologici, esercizi di autoregolazione); percorsi di cooperative learning, problem solving collaborativo e gestione dei conflitti…
Attraverso un accompagnamento e particolari attività scolastiche, gli alunni sperimentano che l’errore non è un ostacolo insormontabile ma una tappa del percorso, che ogni difficoltà può diventare occasione di apprendimento, che il successo più autentico coincide con la capacità di non arrendersi. Per questo la scuola è passata da una valutazione in itinere fatta di giudizi sintetici ad una valutazione in itinere fatta con giudizi descrittivi, capaci di illustrare il processo, i passi di progresso, i talenti utilizzati dai bambini….e sostenere la motivazione a compiere sempre progressi per costruire ed esprimere la propria bellezza.
I semi più importanti crescono quando scuola e famiglia camminano nella stessa direzione.Per questo motivo il tema dell’anno “Semi di bellezza” ha coinvolto l’intera comunità educante. Genitori, insegnanti e alunni sono stati chiamati a riconoscersi parte di un progetto comune a cominciare dagli incontri assembleari di inizio anno.Tra le esperienze di inizio anno che hanno coinvolto l’intera comunità educante si colloca anche il concerto del gruppo musicale “Praise”, che ha visto riuniti alunni, famiglie, docenti e personale della scuola in una serata di musica, riflessione e condivisione. Attraverso melodie, parole e testimonianze, i partecipanti hanno compiuto un viaggio nei semi più preziosi che ogni percorso educativo desidera custodire: la fiducia che sostiene il cammino, l’appartenenza che fa sentire famiglia, la cura che si esprime nei piccoli gesti quotidiani e il coraggio di diventare protagonisti di un cambiamento positivo
Nel carisma canossiano, che continua a ispirare la vita della scuola, la bellezza trova una delle sue espressioni più alte nell’attenzione alla persona. Ogni bambino è considerato unico, ogni bambino porta dentro di sé talenti, sogni e possibilità. Ogni bambino rappresenta un seme prezioso affidato alle cure della comunità educante.
L’impegno quotidiano degli insegnanti consiste proprio nell’accompagnare ogni alunno a riconoscere il proprio valore e a scoprire il bene che può donare al mondo.Per questo anche i docenti compiono un cammino di formazione continua che li solleciti a sostenere e seminare la bellezza, a vederla nei piccoli anche quelli più in fatica e ad accompagnare ogni storia affinchè possa realizzarsi nel suo meglio.
La Scuola Primaria Maddalena di Canossa continua così il proprio cammino educativo con uno sguardo rivolto al futuro, certa che ogni gesto di cura, ogni parola di incoraggiamento, ogni esperienza significativa vissuta insieme possa trasformarsi in un seme capace di germogliare e portare frutti di umanità, speranza e felicità. Perché educare, in fondo, significa proprio questo: credere che dentro ogni bambino sia custodito un seme di bellezza destinato a fiorire.
Il seminario “Intercultura e dialogo interreligioso”, svoltosi l’8 settembre e il 7 ottobre 2026 presso la Casa Madre dell’Istituto Canossiano di Verona, ha offerto a docenti ed educatori un importante momento di riflessione sulla gestione della complessità plurale nei contesti scolastici.
La prima giornata, guidata dal professor Antonio Cuciniello, si è concentrata sulla cornice sociologica, culturale e teologica dell’incontro. Analizzando i dati ISMU sul panorama italiano, il relatore ha sottolineato la necessità di superare etichette generiche come “seconda generazione”, ponendo l’accento sulla centralità della storia personale di ciascun alunno.
Attraverso la metafora dell’iceberg della cultura, Cuciniello ha invitato gli educatori a guardare oltre gli elementi visibili come la lingua o l’abbigliamento, per esplorare i valori profondi, le concezioni del mondo e la visione della scuola custodite dalle famiglie con background migratorio. L’intervento ha valorizzato il concetto di laicità quale spazio equo di confronto e riscoperta del fatto religioso come patrimonio storico e culturale comune, fondato su un uso consapevole delle parole e sul costante ascolto reciproco.
La seconda giornata è iniziata al mattino con due sessioni di visiting volte a esplorare sul campo esperienze pratiche e modelli organizzativi innovativi per l’inclusione. Nel pomeriggio, il professor Fabio Caon ha affrontato il tema dell’apprendimento cooperativo e della gestione delle classi plurilingui. Caon ha illustrato l’impatto emotivo e cognitivo dell’impatto con una nuova lingua, mostrando come l’incertezza alzi il filtro affettivo dell’alunno, ostacolando l’apprendimento. Per rispondere a questa sfida, la glottodidattica deve valorizzare le competenze pregresse e ricorrere ad ancore visive e multimodali.
Attraverso l’apprendimento cooperativo, la definizione precisa dei ruoli e l’uso di schede di lavoro stratificate, la classe si trasforma da ambiente etnocentrico in un luogo policentrico e inclusivo.
Hai voglia di giocare, ascoltare buona musica e stare insieme?
Ti aspettiamo a “FAI SQUADRA!”, l’evento per giovani tra tornei sportivi, musica con la band Reddast e un fantastico apericena finale! Con la partecipazione speciale della campionessa di volley Ylenia Pericati.
Non serve essere atleti, conta solo mettersi in gioco e divertirsi insieme…. Una proposta non per tutti, ma proprio per te!
Il progetto è realizzato grazie ai fondi europei della Regione del Veneto
L’iniziativa si inserisce nell’ambito del PROGRAMMA REGIONALE FSE+ 2021-2027 – PRIORITA’ 1.
“OCCUPAZIONE” Giovani Energie – azioni sperimentali per l’attivazione dei giovani nella definizione del proprio percorso formativo e professionale – DGR 729 DEL 22/06/2023.
Questo workshop nasce dal percorso che Carpe Diem – Giovani Energie dedica al rapporto tra giovani, aspettative e mondo del lavoro, e raccoglie il testimone dell’open call “Disegnaci il tuo Mostro del Lavoro!”, che ha invitato ragazze e ragazzi a raccontare attraverso disegni, fumetti e illustrazioni il proprio punto di vista sul lavoro.
Insieme a due illustratori professionisti, userai il fumetto per raccontare aspettative, sogni e visioni del futuro.
Ma non sarà solo un laboratorio di disegno: i fumetti e le illustrazioni realizzate diventeranno il punto di partenza per confrontarsi sul lavoro, condividere idee e prospettive e ascoltare l’esperienza di chi ha trasformato l’arte e l’illustrazione nel proprio mestiere.
Disegna fumetti e vignette originali Esplora il linguaggio dell’illustrazione Confrontati con altri giovani sul tema del lavoro
Il progetto è realizzato grazie ai fondi europei della Regione del Veneto
L’iniziativa si inserisce nell’ambito del PROGRAMMA REGIONALE FSE+ 2021-2027 – PRIORITA’ 1.
“OCCUPAZIONE” Giovani Energie – azioni sperimentali per l’attivazione dei giovani nella definizione del proprio percorso formativo e professionale – DGR 729 DEL 22/06/2023.