La Banda del sottobosco dell’Istituto Canossiano di Rovato
“I ragazzi della Banda del sottobosco oggi sono tornati dove tutto è iniziato, in quella che è stata la loro CASA per tre anni: la scuola, L’Istituto Canossiano Annunciata Cosi di Rovato.”
Inizia cosi un bellissimo post su Instagram che descrive la serata del 19 maggio, i genitori e i ragazzi della scuola hanno potuto ascoltare la storia degli amici della banda. 4 anni fa si sono conosciuti e trovati nella stessa classe di Chicco il riccio e oggi raccontano la loro esperienza e portano la loro testimonianza che “ricorda il valore dell’amicizia vera, quella che abbate ogni barriera e continua ad ispirare il loro viaggio”.
Lorenzo F, Lorenzo Z, Manuel, Kevin, Giacomo e Francesco hanno saputo sin da subito riconoscere la diversità di Federico, compagno autistico, e trasformarla in un’amicizia che vede oltre le stereotipie e le ripetitività, oltre le stranezze e la sua diagnosi. Hanno condiviso la scuola ma non solo, con Federico e alcuni ragazzi autistici hanno condiviso lezioni di golf e progetti di teatro, lo hanno invitato agli allenamenti di calcio e si sono spesso autoinvitati a casa di Roberta, mamma di Fede, per cene e serate insieme.
Sono stati al grest estivo, in vacanza e con la scuola hanno condiviso l’Erasmus in Spagna. Hanno saputo fronteggiare ogni situazione e ogni avventura mai pensando che Federico non dovesse essere parte del loro gruppo, anzi vivendo le novità come una nuova sfida in cui coinvolgerlo. A macchia d’olio questo modo di rapportarsi con lui ha contagiato l’intera classe che alla fine della terza media era un’unica banda di 27 vivaci ed esuberanti animaletti che avevano imparato a convivere nel sottobosco e a coccolare Chicco il riccio, trasformando quegli aculei in morbide setole.
La loro amicizia è improvvisamente diventata l’argomento d’esame di Lorenzo e in un batter d’occhio una fiaba per bambini con il solo obiettivo di testimoniare che l’amicizia abbatte ogni barriera e con la speranza che la parola inclusione, come ci ha ricordato la mamma di Federico, possa diventare normalità e non se ne debba più parlare.
La banda del sottobosco è stata ricevuta a Roma dalla ministra Alessandra Locatelli Ministro Per Le Disabilità lo scorso 11 maggio. La ministra ha elogiato il gruppo dicendo “noi lavoriamo ogni giorno per cercare di fare capire agli altri quello che voi invece avete compreso con un’estrema naturalezza. Siamo orgogliosi di voi!”
Che bel messaggio di speranza e positività!!! Ne siamo orgogliosi.
Brescia protagonista della robotica educativa: la finale Italia WRO 2026 all’Istituto Canossiano di Via Diaz
Brescia ha ospitato l’11 e 12 maggio la Finale Italia della World Robot Olympiad (WRO) 2026, competizione internazionale dedicata alla robotica e alle discipline STEM. A distinguersi sono stati soprattutto i team bresciani, con tre titoli nazionali e numerosi piazzamenti che aprono le porte a finali internazionali.
Sfide, tecnologia e creatività hanno trasformato quindi la nostra scuola nell’HUB della robotica educativa. Il 12 maggio infatti abbiamo ospitato proprio la finale WRO 2026, con team di studenti provenienti da tutto lo Stivale.
L’evento è stato organizzato da Dreampuzzle APS ETS, realtà attiva nella promozione della robotica educativa e delle competenze digitali a scuola tra i giovani, con cui collaboriamo da anni. Di fatto, svolge corsi per i nostri alunni delle medie sia in orario curricolare sia in orario pomeridiano durante le attività opzionali, riscuotendo sempre più entusiasmo e partecipazione.
Oltre 300 ragazzi provenienti da tutta Italia si sono confrontati nelle diverse categorie della WRO: RoboMission, con robot autonomi impegnati a completare missioni sul campo di gara; RoboSports, una sfida robotica dinamica tra squadre; Future Innovators, dedicata alla presentazione di progetti innovativi e soluzioni tecnologiche. Un’occasione per mettere alla prova progettazione, programmazione, problem solving e lavoro di squadra.
A rendere ancora più speciale l’edizione bresciana sono stati i risultati ottenuti dai team del territorio e soprattutto dai nostri alunni della scuola secondaria di I grado, protagonisti in più categorie. Il successo dell’iniziativa ha anche un valore simbolico sul fronte dell’inclusione nelle discipline tecnologiche: le squadre, tra cui una vincitrice, sono composte anche da ragazze. Un segnale che conferma come la robotica educativa possa essere uno spazio STEM sempre più accessibile e stimolante per tutte e tutti!
Grazie alla vittoria nelle rispettive categorie, i team bresciani rappresenteranno l’Italia alla finale mondiale della World Robot Olympiad, in programma a San Juan (Porto Rico) nel dicembre 2026. Inoltre, si sono distinti anche con altri piazzamenti di rilievo, a conferma della qualità del lavoro svolto durante l’anno da scuole e team del territorio. Altre squadre hanno ottenuto la qualificazione agli Open Championships internazionali, in programma in USA, in India a settembre e in Croazia a ottobre.
Si tratta di un vero e proprio evento che guarda al futuro! La World Robot Olympiad è oggi una delle principali competizioni mondiali dedicate alla robotica educativa, con oltre 100 nazioni partecipanti. L’obiettivo non è soltanto competitivo: la manifestazione promuove infatti competenze STEM, ovvero tecnologiche, creatività, collaborazione e passione per l’innovazione tra le nuove generazioni.
L’arte in posa: gli studenti tornano protagonisti tra i capolavori della storia all’Istituto Canossiano di Monza
Alle Canossiane di Monza, gli alunni della scuola Secondaria di Primo Grado trasformano la fotografia in uno strumento di lettura critica e creativa, reinterpretando i grandi classici dell’arte, della letteratura e il linguaggio delle emozioni.
La scuola si trasforma in un set fotografico. Non si tratta di una semplice lezione teorica, ma di un viaggio immersivo nel mondo della rappresentazione visiva che vede protagonisti gli studenti. Attraverso il progetto di fotografia per l’anno scolastico 2025/26, i ragazzi hanno avuto l’opportunità di uscire dai banchi per mettersi dall’altra parte dell’obiettivo, trasformando la storia dell’arte e la letteratura in un’esperienza vissuta.
Il progetto, declinato in base all’età e al percorso di studi, ha sfidato gli studenti a passare dalla fruizione passiva alla rielaborazione attiva.
Per le classi prime, l’obiettivo è stato esplorare “I Colori delle Emozioni”: un esercizio di introspezione in cui ogni alunno ha dovuto scegliere un colore come protagonista assoluto per comunicare uno stato d’animo — dalla gioia alla malinconia, dalla rabbia alla calma — senza il ricorso alle parole, ma affidandosi esclusivamente alla potenza del linguaggio cromatico e alla postura del corpo.
Le classi seconde si sono invece misurate con “Io nella Storia”, un progetto dedicato alla letteratura. Gli studenti hanno scelto un libro del cuore e ne hanno riprodotto la copertina, entrando fisicamente nella scena. Utilizzando abiti, oggetti di scena e studiando attentamente lo sfondo, i ragazzi hanno ricreato l’immaginario letterario, trasformandosi nei protagonisti delle loro letture preferite.
Il cuore pulsante del progetto ha coinvolto le classi terze con l’iniziativa “Scatti d’Arte“. Qui, la sfida si è fatta ambiziosa: riprodurre celebri capolavori della storia dell’arte, da “Le Spigolatrici” di Millet al “Viandante sul mare di nebbia” di Friedrich, fino al “Marat Assassinato” di David. In questo percorso, un ruolo fondamentale è stato giocato dall’innovazione tecnologica: per massimizzare la resa artistica, gli studenti hanno utilizzato l’Intelligenza Artificiale come uno strumento di post-produzione. Le fotografie scattate sono state passate attraverso filtri IA studiati appositamente per elaborare i colori, le texture e le luci, rendendo gli scatti finali estremamente somiglianti alla resa estetica e all’atmosfera dei dipinti originali. Grazie a questo intervento digitale, l’immagine fotografica si è “avvicinata” alla pittura, creando un ponte visivo tra la modernità dello scatto digitale e la maestosità del classico. Gli studenti, lavorando singolarmente o in gruppo, hanno scelto se seguire la via della fedeltà filologica — ricreando meticolosamente luci e pose — o quella della rilettura contemporanea. “L’obiettivo — spiegano le docenti responsabili, le proff.sse Gatto e Pizzasegale — è sviluppare capacità di osservazione analitica. Non vogliamo che guardino un’opera solo visivamente, ma che ne comprendano il contenuto per poi filtrarlo attraverso la propria sensibilità”.
Il valore educativo del progetto trascende l’aspetto estetico. Le fotografie realizzate non resteranno chiuse in un cassetto: saranno presentate durante la festa della scuola. In questa occasione, gli studenti spiegheranno le tecniche utilizzate, le scelte di inquadratura e le motivazioni dietro le loro reinterpretazioni.
Unendo competenze tecnologiche, creatività e capacità di analisi critica, questo percorso trasforma gli studenti in veri e propri “curatori” delle proprie immagini. Dimostrando che, anche nel 2026, confrontarsi con il passato — che sia un quadro di Goya o la copertina di un libro — rimane il modo più efficace per raccontare, e comprendere, chi siamo oggi.
Alle Canossiane di Monza Impresa Sangalli e Fondazione Creda insegnano l’importanza del riciclo
L’articolo che vi abbiamo inviato è stato scritto da Carlo Codini, giornalista di MB news, che ha visitato la nostra scuola durante l’attività.
Dalla seconda vita dei rifiuti elettronici ai segreti del compostaggio: gli studenti dell’Istituto Maddalena di Canossa protagonisti di una mattinata all’insegna della sostenibilità pratica con i laboratori organizzati da Fondazione Creda e Impresa Sangalli.
Monza. Non la solita lezione frontale, ma un’immersione totale nel mondo dell’economia circolare. All’istituto Maddalena di Canossa di Monza, la settimana è iniziata all’insegna dell’ecologia pratica grazie ai progetti con focus sull’educazione ambientale che vedono protagoniste Impresa Sangalli e Fondazione CREDA insieme al comune di Monza. Nella mattinata di lunedì, coinvolti gli studenti delle classi seconde della Scuola Secondaria di primo grado, impegnati nel laboratorio “La seconda vita dei RAEE” per scoprire i segreti, e i pericoli, dei rifiuti elettronici. Martedì 24 febbraio, il testimone è passato alle classi 1°A e 1°B con “CompostiAMO”, un viaggio immersivo nel mondo dell’organico, dove i ragazzi hanno potuto toccare con mano come un avanzo di cucina possa trasformarsi, grazie al lavoro silenzioso dei decompositori, in fertile humus per la terra.
Lo scorso anno scolastico, sono state in totale 238 le classi di ogni ordine e grado coinvolte a Monza dai laboratori organizzati da Creda e Sangalli. Ma non si è trattato solo di lezioni agli alunni: promossi 6 workshop per i docenti, 4 corsi di compostaggio per i cittadini e 2 eventi pubblici. L’obiettivo dichiarato dai partner è chiaro: trasformare i ragazzi in cittadini attivi e consapevoli, capaci di vedere nel rifiuto non uno scarto, ma una risorsa preziosa per alimentare l’economia circolare della città.
“Siamo al secondo anno di una collaborazione preziosa con gli esperti di Fondazione CREDA e Impresa Sangalli, un percorso che abbiamo voluto estendere a tutte le tre annualità della nostra secondaria – ha commentato la preside della Scuola Secondaria Prof. Viviana Gatto. “Dopo il successo dello scorso anno, riproporre questa esperienza è stata una scelta naturale: crediamo in una didattica che non sia solo ascolto, ma pratica attiva. Se lunedì i ragazzi delle seconde si sono immersi nel mondo dei rifiuti elettronici e oggi le prime hanno lavorato sul compostaggio, venerdì toccherà alle classi terze chiudere il cerchio con il progetto I love water, dedicato all’analisi delle acque. La nostra scuola si contraddistingue per questo approccio pratico: a questa età è fondamentale che i concetti di educazione ambientale passino attraverso la sperimentazione diretta e non solo sui libri. È un tema che ci è estremamente caro e che speriamo di portare avanti anche nei prossimi anni”.
“Nell’ambito delle attività che forniamo ai Comuni, consideriamo particolarmente qualificanti quelle della sensibilizzazione e della formazione – le parole di Daniele Tronconi, consigliere di amministrazione di Impresa Sangalli. “Ci rivolgiamo a tutti i cittadini, ma con una cura particolare alle scuole, alle quali proponiamo programmi articolati e molto affinati dai nostri partner. CREDA è quello principale, direi che lo è sul piano scientifico, oltre che su quello operativo, ma forniamo i nostri servizi in diverse regioni e cerchiamo di valorizzare le risorse locali ogni qualvolta ci viene assegnato un appalto. L’offerta didattica per le scuole è in genere continua, come a Monza, Sesto San Giovanni o Varese o, in alcuni casi, concentrata nel tempo, stiamo sperimentando le Settimane delle scuole, ma raccogliamo un forte interesse, dimostrato dal fatto che, nelle città dove sviluppiamo questi programmi insieme ai Comuni, ogni anno coinvolgiamo mediamente un quinto della popolazione scolastica”.
“CompostiAMO” e i RAEE tra laboratorio e divertimento
Il percorso è iniziato lunedì con le classi seconde, chiamate a confrontarsi con il tema, tanto attuale quanto complesso, dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Sotto la guida degli esperti di Fondazione CREDA, il laboratorio “La seconda vita dei RAEE” ha trasformato l’aula in un piccolo centro di ingegneria e ricerca. Gli studenti non si sono limitati a studiare la teoria, ma sono passati all’azione con l’attività “Circuiti fantastici”: armati di pile, cavi, lampadine e motorini elettrici, hanno sperimentato la creazione di circuiti in serie e in parallelo per comprendere il flusso dell’energia.
L’obiettivo di Impresa Sangalli nell’ambito della campagna di sensibilizzazione cittadina, è quello di mostrare come questi oggetti, una volta smessi, non debbano finire nel sacco del secco, ma vadano gestiti separatamente a causa delle sostanze pericolose che contengono. Particolarmente d’impatto è stata la fase “A caccia di elementi”: i ragazzi, trasformati in investigatori, hanno analizzato le componenti interne degli smartphone con l’ausilio di lenti d’ingrandimento, scoprendo la presenza di materiali preziosi e rari come oro, cobalto, ittrio e indio. Attraverso schede indizio, il laboratorio ha aperto una finestra sulle criticità globali, dallo sfruttamento del lavoro minorile nelle miniere alle difficoltà di approvvigionamento di queste materie prime, ribadendo che riciclare correttamente un vecchio cellulare è, a tutti gli effetti, un’azione di salvaguardia dei diritti umani e ambientali.
“Con Compostiamo, il lavoro si è spostato sulla frazione organica, che rappresenta circa il 40% dei nostri rifiuti urbani – ha spiegato l’educatrice di Fondazione Creda Giorgia Pasini. “Il laboratorio è iniziato con una sfida a squadre per smascherare gli ‘intrusi’ tra i materiali della differenziata, per poi passare all’osservazione naturalistica vera e propria. I ragazzi hanno analizzato il compost maturo e quello ancora in trasformazione, armati di lenti digitali e taccuino per il disegno dal vero. Vedere dal vivo l’azione dei decompositori, come i lombrichi, che trasformano uno scarto vegetale in fertilizzante, permette ai bambini di visualizzare concretamente il ciclo della vita. Spesso conoscono le definizioni, ma solo vedendo il rifiuto che torna a essere terra fertile comprendono davvero la potenza dell’economia circolare”.
L’attività è partita in modo dinamico con il “Gioco degli intrusi”: sui banchi sono state disposte diverse famiglie di materiali e i ragazzi, collaborando in gruppo, hanno dovuto individuare quegli oggetti “fuoriposto” che rischiano di compromettere la qualità della raccolta differenziata. Il cuore dell’esperienza è stata però l’osservazione scientifica del compost: gli alunni hanno esaminato vaschette di materiale organico sia maturo che in fase di trasformazione. Grazie all’utilizzo di lenti d’ingrandimento digitali collegate alla LIM, la classe ha potuto osservare da vicino i “protagonisti” di questo processo: i decompositori. Vedere un lombrico in azione mentre trasforma scarti vegetali in humus fertile ha permesso di visualizzare concretamente il passaggio da “rifiuto” a “risorsa per il suolo”. Seguendo il metodo dei naturalisti, i ragazzi hanno poi riportato su carta, attraverso disegni e annotazioni, i dettagli anatomici degli organismi osservati, consolidando l’idea che la sostenibilità passi per una conoscenza profonda e rispettosa dei ritmi della natura.
Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo alle canossiane di Monza
Nelle giornate del 2 e 3 febbraio 2026, la scuola secondaria di primo grado Canossiane di Monza ha dedicato un importante spazio di riflessione al tema del bullismo e del cyberbullismo, in occasione della Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo del 7 febbraio.
Gli studenti sono stati invitati ad affrontare l’argomento con serietà, sincerità e senza giudizio, per creare un clima di ascolto e fiducia che permettesse a ciascuno di esprimersi liberamente. Gli incontri, della durata di due ore per classe, hanno favorito il confronto e la partecipazione attiva dei ragazzi.
Attraverso la visione di un PowerPoint, che ha fornito una definizione chiara e concreta dei due fenomeni, gli alunni hanno potuto immedesimarsi nelle situazioni proposte, condividendo pensieri, emozioni ed esperienze personali.
A rendere il percorso ancora più significativo sono state alcune attività mirate, come il lavoro sui ruoli e sulle responsabilità e la scrittura di una lettera indirizzata a uno dei protagonisti di una situazione di bullismo. Queste proposte hanno aiutato i ragazzi a riconoscere i comportamenti violenti e a riflettere sulle loro conseguenze.
Il percorso si è concluso il 6 febbraio con la visione del film “IL CIELO CHE SI SPEGNE NEL MARE” (REC Original Movie 2026) realizzato dal Mondo REC, che ha offerto agli studenti un ulteriore spunto di riflessione e confronto.
Iniziative come questa rappresentano un passo importante verso la costruzione di una comunità scolastica più consapevole e attenta, in cui il rispetto dell’altro e l’ascolto diventano strumenti fondamentali di prevenzione. Parlare di bullismo e cyberbullismo significa educare al coraggio di chiedere aiuto e alla responsabilità di non voltarsi dall’altra parte.
Simulazione dell’Assemblea ONU all’Istituto Canossiano di Pavia
Gli studenti della classe 3B della Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Maddalena di Canossa di Paviasono stati protagonisti di un’esperienza didattica originale e altamente coinvolgente: una simulazione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, promossa e coordinata dal prof. Alberga Nicolò.
L’attività è stata preceduta da lezioni dedicate alla conoscenza dell’ONU, dei suoi organi e delle sue funzioni, che hanno permesso agli alunni di comprendere il valore delle istituzioni internazionali e il ruolo della cooperazione tra gli Stati. Successivamente, la classe è stata suddivisa in delegazioni rappresentanti Brasile, Canada, Germania, Sudafrica e Giappone. All’interno di ogni delegazione, gli studenti hanno assunto ruoli ben definiti capo delegazione, esperto tematico, writer e ricercatore preparando con attenzione interventi e argomentazioni da presentare durante l’Assemblea.
Il tema al centro del dibattito, la salvaguardia dell’ambiente e lariduzione delle emissioni , ha offerto l’occasione per riflettere su una delle sfide più urgenti del nostro tempo.
A rendere l’esperienza ancora più autentica è stato l’entusiasmo con cui i ragazzi hanno curato ogni dettaglio del role playing: abbigliamento formale, badge personalizzati, bandierine e materiali rappresentativi dei Paesi assegnati trasformando l’aula in una vera sede diplomatica internazionale.
La simulazione ha permesso agli studenti di sviluppare competenze civiche fondamentali , come il rispetto delle regole del confronto democratico, la capacità di ascolto e di negoziazione, il lavoro di squadra e la responsabilità individuale all’interno di un progetto comune. Un’attività che ha unito apprendimento, partecipazione attiva ed educazione alla cittadinanza globale, dimostrando come la scuola possa essere un luogo di crescita, dialogo e consapevolezza.
Francia, Spagna e Austria: le mobilità delle canossiane Rovato
Vienna: ospiti alla MS Leopoldau
Una mobilità Erasmus+ a Vienna dal 29 novembre al 6 dicembre 2025 che ha coinvolto 22 studenti e 3 docenti, ospiti durante le giornate di lezione alla MS Leopoldau. La settimana si è sviluppata tra scuola e città: dopo l’arrivo e la sistemazione, il lunedì è stato dedicato all’accoglienza ufficiale, alla presentazione dell’istituto, ad attività di conoscenza reciproca e a momenti sportivi condivisi; la scuola ospitante si è dimostrata fin da subito molto accogliente, così come i ragazzi e le ragazze, con quella normale timidezza iniziale che si è sciolta in fretta.
Nei giorni successivi gli studenti hanno vissuto un bellissimo percorso tra visite culturali e scientifiche (centro storico, Museo della Tecnica, Museo di Storia dell’Arte) e attività laboratoriali, con un progetto di upcycling che ha valorizzato manualità, creatività e lavoro di gruppo.
L’esperienza ha offerto occasioni concrete per allenare autonomia, collaborazione e uso della lingua in situazione reale, e si è chiusa con un fantastico pomeriggio di svago e socialità al Prater, il grande parco divertimenti storico di Vienna (famoso per la Ruota panoramica).
È stata una settimana fatta di giorni intensi che hanno lasciato entusiasmo, nuove amicizie e la sensazione condivisa di essere tornati a casa un po’ più sicuri e un po’ più uniti di prima!
Francia, Spagna e Austria: le mobilità delle canossiane Rovato
Otto giorni a Brest per il progetto Erasmus: tra scuola francese, famiglie ospitanti e crescita personale
17 ragazzi di seconda media sono stati protagonisti di una bellissima esperienza erasmus a Brest, in Bretagna, per una settimana di totale immersione nella cultura francese. L’avventura è iniziata con un gesto speciale: durante il volo, il comandante li ha salutati dalla cabina su richiesta delle famiglie francesi che poi hanno trovato all’aeroporto di Nantes ad attenderli. I primi due giorni con le famiglie hanno offerto esperienze diverse per tutti: mercatini di Natale, luna park, scoperta dell’oceano e le immancabili crêpes, dolci e salate, diventate il filo conduttore gastronomico della settimana.
Dal lunedì è iniziata la vera sfida: frequentare le lezioni nella scuola francese. Latino, matematica, spagnolo, inglese, educazione fisica. Tutto rigorosamente in francese. “Forse non abbiamo capito proprio tutto“, ammettono con ironia i ragazzi. Come sintetizza Jacopo Bonometti: “Lezioni in francese dove la noia prevale sulle altre emozioni“.
Tra i momenti più entusiasmanti, la visita alla fabbrica di cioccolato con la creazione di tavolette personalizzate, lo spettacolo di luci al Castello di Trévarez e i tradizionali giochi bretoni dell’ultimo giorno. Non è stato sempre facile. Pietro Agnesi confessa: “Nei primi giorni mi sono sentito molto solo e a volte anche un po’ triste“. La barriera linguistica è stata la sfida più grande, ma proprio questa ha spinto i ragazzi a trovare modi alternativi di comunicare. Come dice Filippo Galbiati: “A scuola mi hanno accolto come uno di loro anche senza parlare la stessa lingua, ci capivamo con gli sguardi e i sorrisi“.
“Siamo cresciuti tutti nel parlato ed a capirci fra di noi e nel fare amicizie indimenticabili con persone sconosciute“, riflette ancora Filippo. Una crescita che Lorenzo Patti sintetizza: “Questa settimana è stata sotto alcuni punti di vista molto difficile ma anche molto utile e bella“. “È stata una esperienza di quelle con la E maiuscola“, scrivono nel loro diario collettivo. “Qualcosa di grande che ci ha fatto fare un po’ fatica, ma che ci ha anche permesso di fare dei passi di crescita“.
A maggio saranno i ragazzi francesi a raggiungere Rovato per la seconda parte dello scambio. Un appuntamento che i diciassette protagonisti attendono con la consapevolezza che quello vissuto a Brest non è stato solo un viaggio, ma un tassello importante nel loro percorso di crescita.
Un ponte verso il futuro: i percorsi extrascolastici alle Canossiane di Monza
Con il Decreto del Ministro dell’Istruzione e del Merito n. 102 del 27 maggio 2024 ha preso avvio Agenda Nord, un progetto nazionale di durata biennale (a.s. 2024/2025 – 2025/2026) rivolto a tutte le istituzioni scolastiche, comprese quelle paritarie.
Qui si inseriscono le nuove attività extrascolastiche proposte dalla Scuola Secondaria di Primo Grado delle Canossiane di Monza, finanziate da Agenda Nord. Si tratta di tre corsi pensati per valorizzare i talenti degli studenti, stimolare la loro crescita personale e migliorare le competenze linguistiche, logico-matematiche e creative, preparandoli alle sfide future con strumenti solidi e una rinnovata motivazione.
ALLENA(MENTI): potenziamento matematico e preparazione alle sfide logiche Ottobre 2025 – febbraio 2026, 30 ore
Il corso si sviluppa in due fasi: • Primo quadrimestre: potenziamento in matematica — aritmetica, algebra e geometria — con un focus speciale sulla preparazione alle Olimpiadi della Matematica grazie a materiali specifici forniti da Kangourou Italia. • Secondo quadrimestre: rafforzamento mirato alle prove INVALSI, con esercitazioni dedicate al problem solving e alla logica. Gli obiettivi includono il potenziamento delle competenze logico-matematiche, digitali e laboratoriali, ma anche lo sviluppo del pensiero critico e delle capacità deduttive. Le metodologie adottate — lavori in piccoli gruppi e individuali, cooperative learning, giochi di logica e attività laboratoriali — mirano a rendere la matematica un territorio esplorativo, capace di stimolare curiosità e creatività. Tra i risultati attesi figurano la capacità di applicare concetti matematici in contesti diversi, la risoluzione autonoma di problemi complessi e la formazione di un autentico “pensiero matematico”.
ENGLISH CORNER: un viaggio attraverso i generi narrativi in lingua inglese Ottobre 2025 – febbraio 2026, 30 ore
L’English Corner propone un originale percorso di approfondimento linguistico attraverso tre generi narrativi affascinanti: storia poliziesca, fantasy/horror e fantascienza. Ogni macro-modulo guiderà gli studenti nella pratica delle quattro abilità fondamentali della lingua inglese — speaking, listening, reading e writing — attraverso testi letterari, analisi linguistiche, visione di estratti cinematografici e attività di narrazione.
Il corso si basa su metodologie attive: piccoli gruppi, cooperative learning e laboratori di scrittura creativa in lingua. L’obiettivo è duplice: migliorare le competenze linguistiche e al tempo stesso sviluppare la capacità di raccontare, interpretare e rielaborare storie appartenenti ai diversi generi affrontati.
L’arte di scrivere storie: corso di scrittura creativa Ottobre 2025 – marzo 2026, 30 ore
Pensato per stimolare l’espressione personale e la fantasia, il corso di scrittura creativa offre agli studenti gli strumenti necessari per raccontare se stessi e costruire mondi narrativi originali. Il programma affronta i principali elementi della narrazione, quali l’idea centrale della storia; la costruzione della trama, la creazione di personaggi credibili, l’ambientazione e l’atmosfera, così come il punto di vista narrativo e il messaggio che la storia vuole trasmettere.
Gli incontri, condotti da docenti di lettere, prevedono lavori individuali e di gruppo, cooperative learning e analisi di testi letterari. I partecipanti riceveranno feedback personalizzati per migliorare tecnica e sensibilità narrativa, fino alla produzione di racconti originali che saranno oggetto di valutazione.
Orientarsi al futuro: all’Istituto “Annunciata Cosi” di Rovato il primo pomeriggio di orientamento
Martedì 7 ottobre 2025, presso la scuola secondaria di primo grado “Annunciata Cosi” di Rovato, si è svolto il primo pomeriggio di orientamento dedicato agli studenti delle classi seconde e terze. L’iniziativa, promossa e organizzata dai docenti Barbieri, Brigati e Falasco, ha rappresentato un’importante occasione di incontro tra il mondo della scuola secondaria di primo grado e quello delle superiori, offrendo ai ragazzi un’opportunità concreta per riflettere sul proprio futuro formativo. Dalle 15:30 alle 19:00, alcuni istituti superiori hanno allestito stand informativi per presentare i propri ndirizzi di studio. Tra questi: l’Istituto Foppa, il Piamarta, il Madonna della Neve di Adro, l’Accademia Symposium, il Lorenzo Gigli di Rovato, i Salesiani di Chiari e di Brescia, il Canossa Campus e ilCFP Canossa di Mompiano.
L’iniziativa, in origine pensata per le classi terze, è stata poi estesa anche alle seconde, data la sua rilevanza e l’interesse suscitato. Gli studenti hanno partecipato numerosi — alcuni accompagnati dai genitori — dimostrando curiosità, attenzione e voglia di conoscere le diverse possibilità che li attendono dopo la scuola media.
L’obiettivo dell’incontro era quello di favorire una scelta consapevole e informata, aiutando i ragazzi a confrontarsi con le proprie inclinazioni, passioni e domande sul futuro. Il clima è stato vivace e partecipato: i rappresentanti delle scuole superiori hanno risposto alle richieste degli studenti, illustrando programmi, attività laboratoriali e prospettive di crescita personale e professionale. Il pomeriggio si è concluso con grande soddisfazione da parte di docenti e studenti, nella prospettiva di rendere l’iniziativa un appuntamento fisso annuale all’interno del percorso di orientamento dell’Istituto “Annunciata Cosi”.