IA e nuove tecnologie nella IeFP: esperienze, sfide e lezioni dal campo
Il 10 dicembre 2026 dalle 14:30 alle 16:30, si terrà a Verona l’evento IA e nuove tecnologie nella IeFP: esperienze, sfide e lezioni dal campo.
L’incontro intende valorizzare esperienze, progetti e pratiche innovative sviluppate nel sistema della Formazione Professionale del Veneto, con particolare attenzione all’utilizzo di tecnologie immersive (XR, VR, AR), Intelligenza Artificiale e strumenti digitali avanzati per la didattica, l’orientamento e lo sviluppo delle competenze. L’iniziativa rappresenta un’occasione di confronto tra enti di formazione, reti nazionali ed europee, progettualità regionali e stakeholder del sistema VET.
Obiettivi
Presentare applicazioni concrete di XR, VR e AI nella formazione professionale.
Favorire lo scambio di buone pratiche tra enti IeFP e VET.
Promuovere l’innovazione metodologica e tecnologica nei percorsi formativi.
Reflections of Treviso: studenti italiani ed islandesi rileggono la città nel progetto della Sfp Canossiana
Osservare la città, catturarne l’essenza attraverso i riflessi sulle vetrine dei negozi, i canali, le superfici metalliche, gli specchi e le pozzanghere. Con questo stimolante obiettivo si è svolto, nelle giornate del 19 e 20 ottobre 2026, un workshop grafico interculturale intitolato “Reflections of Treviso”.
Il progetto è nato da una domanda guida suggestiva: “Come appare Treviso quando la guardiamo in modo indiretto?”. Per due giorni, i giovani italiani e islandesi hanno lavorato insieme organizzati in gruppi misti, superando le barriere linguistiche attraverso la lingua inglese e fondendo le rispettive sensibilità per raccontare il centro cittadino oltre i classici cliché turistici.
La prima giornata è stata dedicata alla conoscenza reciproca e ad una sessione fotografica sul campo, mentre la seconda giornata si è svolta nei laboratori informatici realizzando una brochure pieghevole in lingua inglese. L’esperienza si è conclusa con un’esposizione dei lavori e una presentazione in cui ogni gruppo ha illustrato le proprie scelte creative.
“Iniziative come questa sono un’occasione speciale per poter dialogare con una cultura diversa dalla nostra. Svolgere attività insieme permette di confrontarsi, mettere in moto competenze, risolvere i problemi che si presentano e crescere”. Commenta Andrea Michielan, direttore della Scuola ENAC. “Gli studenti italiani e islandesi hanno legato sin da subito, evidenziando come ci sia una particolare sintonia tra le nostre culture”.
Le brochure “Reflections of Treviso”, realizzate dai vari gruppi, rimangono come testimonianza di una Treviso accogliente, capace di farsi riscoprire con occhi nuovi e di parlare il linguaggio universale dell’arte e della formazione.
Seconda Summer School EUCLASS Alliance: partire da un anno di esperienza in classe
Dal 5 al 9 ottobre 2026, 24 insegnanti e coordinatori di progetto provenienti da sei paesi europei si sono riuniti presso l’AKMI di Atene, in Grecia, per la seconda Summer/Autumn School del progetto EUCLASS Alliance.
A differenza della prima Summer School, che era incentrata sull’introduzione degli insegnanti all’educazione alla cittadinanza europea e alle metodologie didattiche innovative, questa seconda edizione si è basata su un intero anno di sperimentazione pratica nelle scuole partner. Dopo la formazione iniziale, gli insegnanti hanno realizzato attività pilota con i propri studenti, testando diversi approcci per integrare i temi legati all’UE nell’istruzione e formazione professionale (IeFP).
La scuola di Atene ha quindi offerto l’occasione per ritrovarsi, scambiarsi esperienze e riflettere sugli insegnamenti tratti dalla fase di sperimentazione, individuando al tempo stesso modi per sviluppare ulteriormente l’educazione alla cittadinanza europea negli istituti partner di Estonia, Finlandia, Grecia, Italia, Paesi Bassi e Spagna. Il programma è stato ideato per far tesoro delle esperienze maturate durante il primo anno di attuazione di EUCLASS, unendo la riflessione sulle pratiche didattiche allo sviluppo di nuove opportunità di cooperazione tra le scuole partner.
Le attività sono iniziate con una EUCLASS Reunion, che ha permesso ai partecipanti di ritrovarsi a un anno dalla prima Summer School e di condividere esperienze significative tratte dall’attuazione di EUCLASS nelle rispettive scuole. Una sessione plenaria di apertura ha poi offerto una panoramica dei progressi del progetto, evidenziando i risultati della prima fase di attuazione e introducendo il lavoro che attende il partenariato.
Uno dei momenti centrali del programma è stato il “Practice Marketplace” intitolato “EUCLASS Classroom Stories”, durante il quale i team nazionali di Finlandia, Paesi Bassi, Italia, Spagna ed Estonia hanno presentato alcune attività selezionate realizzate con i propri studenti.I
nvece di limitarsi a riferire quanto era stato fatto, gli insegnanti sono stati incoraggiati a raccontare le storie dietro le loro pratiche: che cosa avevano provato, come avevano reagito gli studenti, quali approcci avevano funzionato bene, quali difficoltà erano emerse e quali lezioni ne avevano tratto. Ogni presentazione è stata seguita da una sessione di feedback in stile “Critical Friends”, che ha permesso ai colleghi di altri paesi di porre domande, scambiare punti di vista e suggerire miglioramenti.
Questo approccio collaborativo ha spinto i partecipanti a guardare oltre i propri contesti nazionali, a individuare pratiche trasferibili e a considerare nuove idee da introdurre nella propria didattica. Il programma ha inoltre presentato l’EUCLASS Activity Repository, che raccoglie le risorse educative sviluppate durante la prima fase di sperimentazione. Gli insegnanti hanno avuto la possibilità di esplorare i materiali disponibili, individuare le attività adatte ai propri studenti e valutare come adattarle a diversi settori professionali e ambienti di apprendimento. Il repository rappresenta un passo importante per rendere l’esperienza maturata nel primo anno di progetto accessibile e riutilizzabile in tutto il partenariato.
Un’altra componente fondamentale è stata la School Design Lab, dedicata alla pianificazione della prossima fase di cooperazione tra le scuole partner di EUCLASS.
Lavorando in tre partenariati di scuole gemellate, i partecipanti si sono concentrati su due prossime attività del progetto: i Teacher Assignments Abroad (incarichi di insegnamento all’estero) e le Online Collaborative Activities (attività collaborative online) che coinvolgeranno studenti di paesi diversi.
L’obiettivo era sviluppare esperienze educative collegate tra loro, in modo che gli scambi tra insegnanti e la collaborazione online tra studenti si rafforzassero a vicenda anziché procedere come iniziative separate. Attraverso due design sprint, ogni partenariato ha lavorato su un tema condiviso legato all’UE, ne ha valutato la rilevanza per l’istruzione professionale e ha elaborato i primi piani per entrambe le attività.
Un esercizio di peer consultancy ha poi consentito agli insegnanti di scambiarsi feedback e di rafforzare la fattibilità e il valore educativo delle proprie proposte.La sessione si proponeva di concludersi con piani di partenariato concreti, responsabilità definite e i prossimi passi per l’attuazione.
Collegando la riflessione sul primo anno di sperimentazione alla progettazione condivisa delle attività future, la Summer School ha contribuito a trasformare le esperienze individuali in classe in opportunità condivise di cooperazione europea.
Progetto Social Club a Foggia: due giorni di formazione tra docenti e studenti
Due giornate intense hanno animato la sede di ENAC Puglia, nell’ambito del progetto europeo Erasmus+ Social Club – Promoting Social Inclusion through Culture Action (KA220-VET Cooperation Partnership, 2024-2026), l’iniziativa che unisce cinque organizzazioni europee nell’impegno comune di ridurre la distanza culturale e la discriminazione tra gli studenti dell’istruzione e formazione professionale.
La prima sessione, dedicata ai docenti, ha aperto il percorso formativo con un’introduzione al progetto Social Club e ai suoi obiettivi. I partecipanti hanno risposto al primo sondaggio del Cultural Distance Monitor, uno strumento pensato per misurare percezioni e atteggiamenti verso la diversità culturale, e hanno preso visione dell’Action Plan e del Bridge Lab, i materiali didattici sviluppati nell’ambito del progetto per portare in classe i temi dell’inclusione, del rispetto delle differenze e del contrasto agli stereotipi. La sessione si è chiusa con un momento di autovalutazione, utile ai docenti per iniziare a riflettere sul proprio ruolo nella promozione di un ambiente scolastico più inclusivo.he vuole rispondere, molto concretamente, al problema della scarsa partecipazione civica e dell’euroscetticismo tra i giovani.
Giovedì 9 settembre e venerdì 10 settembre la formazione si è aperta agli studenti, protagonisti di un percorso di attività pratiche costruito attorno ai moduli del progetto Social Club:
Riconoscere le diverse forme di discriminazione — sessismo, razzismo, abilismo, eterosessismo e islamofobia — attraverso schede di abbinamento termine-definizione ed esempi tratti dalla vita reale, per imparare a nominare correttamente fenomeni spesso invisibili o normalizzati.
Stereotipi e pregiudizi, affrontati con un percorso di riflessione critica in piccoli gruppi, per imparare a riconoscerli nel linguaggio quotidiano e nei media.
Un esercizio di ascolto attivo, pensato per allenare l’empatia e migliorare il confronto tra pari, in linea con l’obiettivo del progetto di rafforzare le competenze relazionali degli studenti.
La costruzione della “scuola ideale”, immaginata e disegnata direttamente dagli studenti, per dare voce alla loro visione di un ambiente scolastico più accogliente.
Uno scambio culturale europeo, con la creazione di cartoline virtuali contenenti un pensiero da condividere con studenti di altri Paesi partner del progetto.
Le giornate a Foggia rappresentano una delle tappe formative previste dal progetto, e testimoniano come il lavoro congiunto tra docenti e studenti sia un elemento centrale della metodologia Social Club: un processo costruito insieme, partendo dall’ascolto e dal coinvolgimento diretto di chi la scuola la vive ogni giorno. Un ringraziamento va a ENAC Puglia e a tutti i docenti e gli studenti che hanno partecipato con entusiasmo a questa fase del progetto.
Anche quest’anno Canossa Erasmus parteciperà agli #Eramsusdays con una maratona in diretta che coinvolgerà le scuole e i cfp canossiani che hanno preso parte alle mobilità #erasmus+.
Mercoledì 14 ottobre ci sarà la maratona, giunta alla sua quarta edizione, che coinvolgerà studenti, docenti e staff che ci racconteranno le loro esperienze in prima persona!
Giovedì 15 ottobre invece ci sarà anche la seconda diretta con i nostri partner europei con la quale collaboriamo tutti i giorni per realizzare i nostri progetti.
Parleremo di mobilità di gruppo, mobilità lunghe e brevi, stage, job shadowing, attività di incoming e corsi di formazione e molto altro!
Seguiteci in diretta sul nostro canale youtube mercoledì 14 ottobre e giovedì 15 ottobre dalle 10 alle 14!
L’Europa entra in classe: quattro nuovi progetti approvati per ENAC e le scuole Canossiane
Buone notizie per la rete Canossiana: sono stati approvati quattro nuovi progetti europei, che nei prossimi tre anni coinvolgeranno centinaia di studenti e decine di docenti in percorsi di educazione alla cittadinanza europea, ai diritti umani e alla sostenibilità.
A questi si aggiunge la conferma della consueta attività dimobilità KA1, che porterà oltre 250 opportunità di mobilità nel prossimo anno. Un risultato importante, che conferma la capacità della rete Canossiana di fare squadra con università, scuole e istituzioni di tutta Europa, e di tradurre la cooperazione internazionale in esperienze concrete per studenti e insegnanti. Siamo inoltre in attesa del risultato per le mobilità KA1 per Istituto Canossiano di Rovato.
Ecco una panoramica dei progetti approvati.
EUchallenge – Capire l’Europa per diventarne protagonisti Jean Monnet Network · ENAC partner
EUchallenge è una rete Jean Monnet che unisce sei scuole/istituti di formazione professionale di Italia, Grecia, Portogallo e Romania insieme all’Università di Cagliari (capofila), con ENAC e Canossa Campus come partner. L’obiettivo è formare 250 docenti e 2.000 studenti su temi di geopolitica europea, politica estera, difesa, Brexit e rapporti tra grandi potenze.
Il progetto punta su metodologie innovative e coinvolgenti: moduli di formazione con video-interviste a policymaker europei, didattica in co-teaching tramite COIL (Collaborative Online International Learning), simulazioni del Parlamento europeo in stile Model UN e laboratori partecipativi di co-progettazione. Momento clou saranno le due settimane di mobilità “EUchallenge JAM”, durante le quali gli studenti presenteranno le proprie proposte politiche direttamente a Bruxelles, nelle istituzioni europee. Un progetto che nasce sull’esperienza di precedenti reti Jean Monnet e che vuole rispondere, molto concretamente, al problema della scarsa partecipazione civica e dell’euroscetticismo tra i giovani.
H.E.R.O. – Human Rights Education for Responsible Europeans Jean Monnet Project – Canossa Campus di Brescia
Il progetto H.E.R.O., promosso dal Canossa Campus di Brescia, introduce un percorso strutturato e verticale di educazione europea, integrato nell’Educazione Civica dal secondo al quinto anno della scuola secondaria di secondo grado.
Fondato sulla Carta dei diritti fondamentali dell’UE e sul Trattato sull’Unione Europea, H.E.R.O. adotta un approccio basato sui diritti umani, con la dignità della persona e la democrazia come filo conduttore. In tre anni coinvolgerà circa 430 studenti in 24 classi, per un totale di 240 ore di percorso strutturato, con l’obiettivo di rafforzare il senso critico, la consapevolezza dei propri diritti e doveri e l’attitudine al dialogo interculturale.
La scuola di Rovato porta l’Europa anche nella scuola secondaria di primo grado. EU-GLIMPSE costruisce un percorso progressivo su tre anni (classi 1ª-3ª, 11-14 anni), pienamente integrato nell’Educazione Civica, pensato per un contesto socio-culturale piuttosto omogeneo dove le occasioni di confronto con la diversità europea sono ancora limitate.
Ogni classe segue un’ unità di Apprendimento dedicata all’Unione Europea intesa non solo come sistema istituzionale, ma come comunità di valori, diritti e responsabilità condivisi. Il progetto coinvolgerà circa 180 studenti e 6 docenti, tra cui un gruppo di “docenti ambasciatori” dedicati alla programmazione e alla sostenibilità del percorso nel tempo.
GreenAgro4Edu – La sostenibilità entra nella formazione agraria KA2 – ENAC partner
Con GreenAgro4Edu lo sguardo si allarga alla formazione professionale e alla sostenibilità. Il progetto mira a rafforzare la capacità dei docenti VET di insegnare e valutare l’agroecologia utilizzando il quadro europeo GreenComp, con un approccio pratico e collegato alle competenze richieste dal mondo del lavoro.
Sono previsti eventi di formazione dei formatori, la co-creazione di materiali didattici e griglie di valutazione, e due Field Lab di 10 giorni per gli studenti, in contesti nordici e mediterranei. L’obiettivo finale è dotare i partner di un pacchetto di risorse aperto e riutilizzabile, riconosciuto anche dalle imprese come evidenza di competenze in sostenibilità.
Quattro progetti, quattro modi diversi di raccontare l’Europa ai nostri studenti e docenti: dalla geopolitica ai diritti umani, dalla scuola media alla formazione professionale. La rete Canossiana continua a crescere, insieme all’Europa.
Dalle nuove amicizie agli incontri diretti con l’Unione europea, la Summer School “Jean Monnet European Values and Migration” EUAMI ha offerto ai partecipanti molto più di un tradizionale programma accademico.
Tenutasi a Bruxelles dal 13 al 17 luglio, la Summer School ha riunito più di quaranta studenti provenienti da quattro Stati membri dell’UE per una settimana intensa all’insegna dell’apprendimento, del dibattito e dello scambio culturale. Nel corso del programma, i partecipanti hanno visitato le principali istituzioni dell’Unione europea — il Parlamento europeo, la Commissione europea e il Consiglio dell’Unione europea — hanno dialogato con i membri del Parlamento europeo, hanno esplorato un museo dedicato alla storia della migrazione e hanno scoperto l’importante ruolo che le regioni europee svolgono attraverso l’operato del Comitato delle regioni.
Tuttavia, il programma ufficiale racconta solo una parte della storia. Durante la settimana sono nate nuove amicizie, si sono scambiate idee e prospettive tra culture diverse e, soprattutto, i partecipanti hanno sviluppato un più forte senso di appartenenza a una comunità europea condivisa.
Ogni studente ha vissuto la Summer School in modo unico. Questo “diario di viaggio” collettivo raccoglie le loro riflessioni, i ricordi e le intuizioni individuali, offrendo un resoconto personale di una settimana che è stata arricchente tanto fuori dall’aula quanto al suo interno.
Tutti i contributi inclusi in questo volume sono stati redatti dagli studenti che hanno partecipato alla Summer School dell’EUAMI.
Come si può parlare di Europa agli studenti della formazione professionale in modo concreto, vicino alla loro esperienza e capace di coinvolgerli davvero? È la domanda che ha guidato il primo anno del pilot di EUCLASS Alliance, il progetto Jean Monnet coordinato da ENAC che mette in rete scuole e organizzazioni educative europee per rafforzare la dimensione europea nella formazione professionale.
Il pilot, previsto su due anni, è iniziato nell’autunno 2025. Nel corso del primo anno sei enti di formazione professionale – ENAC in Italia, Centro San Viator in Spagna, Luovi in Finlandia, Kuressaare Ametikool in Estonia, Firda nei Paesi Bassi e AKMI in Grecia – hanno portato nelle classi i materiali e le metodologie sviluppati durante la prima Teacher Summer School. L’obiettivo non era soltanto trasmettere informazioni sull’Unione europea, ma sperimentare attività capaci di rendere comprensibili temi spesso percepiti come lontani: istituzioni, democrazia, cittadinanza, valori comuni, identità e opportunità per i giovani.
Il calendario condiviso del progetto registra 30 attività e quasi 1000 studenti coinvolti. Questi numeri raccontano un avvio ampio e articolato, ma il risultato più interessante emerge dalle esperienze delle classi: gli studenti partecipano di più e comprendono meglio quando l’Europa smette di essere un contenuto astratto e diventa qualcosa da discutere, simulare, creare e vivere.
In molte delle scuole coinvolte, una delle attività di maggiore successo è stata il Moving Debate, un dibattito dinamico nel quale gli studenti prendono posizione su domande come «Ti senti cittadino europeo?» o «L’Europa ha bisogno di cambiare?», spostandosi fisicamente tra le aree “sono d’accordo” e “non sono d’accordo”. Dopo aver motivato la propria scelta e ascoltato le argomentazioni dei compagni, ciascuno può rivedere la propria opinione e riposizionarsi nello spazio. Un esercizio semplice, ma molto concreto, per sperimentare il confronto democratico, l’ascolto e la possibilità di cambiare punto di vista.
Anche le simulazioni hanno avuto un ruolo centrale. Nel laboratorio dedicato al Trattato di Maastricht, la storia dell’integrazione europea è diventata un’esperienza diretta: divisi in delegazioni nazionali, gli studenti hanno negoziato interessi differenti, costruito alleanze e cercato compromessi, comprendendo quanto mediazione e ascolto siano essenziali nei processi democratici.
Con il laboratorio della moneta da 3 euro, invece, il punto di partenza è stato un oggetto quotidiano. Dopo aver analizzato i simboli e le figure presenti sulle monete reali, i gruppi hanno progettato una nuova moneta, motivando le proprie scelte dal punto di vista storico, culturale e civico.
La simulazione della “Direttiva sul cioccolato” ha permesso agli studenti di interpretare Commissione europea, Parlamento, Consiglio e Stati membri, confrontandosi e negoziando per raggiungere una decisione comune. Nella “Mermaid Quota Simulation”, invece, le delegazioni dovevano accordarsi sulla distribuzione di una risorsa limitata – le sirene – conciliando gli interessi nazionali con quelli collettivi. In entrambi i casi, il gioco di ruolo ha reso più accessibili concetti complessi come la cooperazione, il processo decisionale europeo e la ricerca del compromesso. Accanto ai dibattiti e alle simulazioni, il pilot ha valorizzato anche la creatività e le competenze professionali degli studenti. In Estonia, gli allievi di grafica di Kuressaare Ametikool hanno realizzato i poster della mostra “My Estonia, My Europe”, trasformando la ricerca sull’Unione europea in un vero progetto di comunicazione visiva. Le opere sono poi diventate materiale didattico per altre classi e occasione di confronto durante la Settimana dell’Europa.
In Spagna, Centro San Viator ha trasformato le istituzioni europee in una missione da risolvere. Nell’escape room “Mission Strasbourg”, gli studenti della formazione professionale di base hanno lavorato in squadra per affrontare enigmi dedicati ai simboli dell’Unione, ai diritti dei cittadini, alle istituzioni e ai fondi europei. Attraverso indizi, mappe e sfide collaborative, contenuti spesso percepiti come lontani sono diventati concreti, accessibili e coinvolgenti.ù
Le attività hanno prodotto apprendimenti diversi ma collegati: una maggiore conoscenza delle istituzioni e dei diritti europei, più consapevolezza dell’impatto dell’UE nella vita quotidiana e lo sviluppo di competenze trasversali come comunicazione, pensiero critico, collaborazione, creatività, negoziazione e problem solving.
Il confronto tra le esperienze mostra anche che l’approccio scelto fa la differenza. Gli interventi degli esperti restano preziosi per offrire contenuti autorevoli, ma una lezione lunga e prevalentemente frontale rischia di perdere l’attenzione degli studenti. Dibattiti, giochi di ruolo, materiali visivi, oggetti autentici e attività creative rendono invece più accessibili anche concetti complessi e coinvolgono maggiormente chi incontra difficoltà nei metodi tradizionali.
Il primo anno si chiude con una base solida e con indicazioni concrete per il seguito. Nel secondo anno le scuole continueranno a sperimentare e perfezionare i materiali, rafforzeranno le attività collaborative online e gli scambi tra docenti e daranno nuovo spazio alla voce degli studenti. I feedback raccolti serviranno a rendere le proposte più accessibili, più vicine ai diversi percorsi professionali e più facili da trasferire.
La lezione più importante è già emersa: per avvicinare i giovani all’Europa non basta raccontare come funzionano le istituzioni. Occorre offrire loro occasioni per prendere posizione, confrontarsi, negoziare, creare e collaborare oltre i confini. È così che l’Europa entra davvero in classe e la cittadinanza europea diventa un’esperienza vissuta.
Elisa, di ENAC Ente Nazionale Canossiano, è recentemente tornata da Puerto de la Cruz, a Tenerife, dove ha partecipato al corso “Stress and Conflict Management: The Way to Resilience and Satisfaction”, organizzato da Erasmus Learning Academy (ELA).
Il corso ha affrontato un tema sempre più centrale nel mondo della formazione professionale: le principali fonti di stress nel contesto lavorativo e le strategie per gestirle. Attraverso attività di team building, i partecipanti hanno analizzato le diverse fonti di stress, esplorando strategie cognitive e comportamentali per affrontarlo. Non sono mancate tecniche pratiche di conflict management e sessioni dedicate al rilassamento e alla visualizzazione, strumenti concreti da portare nella quotidianità lavorativa.
Un’occasione di formazione internazionale per acquisire metodi nuovi e applicabili, condividendo esperienze e buone pratiche con colleghi provenienti da diversi paesi europei. Il confronto con realtà formative diverse rappresenta sempre un valore aggiunto: permette di portare a casa non solo competenze tecniche, ma anche punti di vista nuovi su come affrontare le sfide quotidiane nel lavoro con studenti e colleghi.
Investire nel benessere e nelle competenze relazionali di chi lavora ogni giorno nella formazione professionale significa investire, in modo indiretto, anche nella qualità dell’accompagnamento offerto a studentesse e studenti.
La Skills Competition della Sfp Canossiana di Verona a Madrid
Il percorso è iniziato ufficialmente l’8 aprile 2026 con un incontro online dedicato alla presentazione dei partner e dei partecipanti. Ma è dal 13 aprile che la competizione è entrata nel vivo presso la sede ospitante a Madrid presso la Ies Puerta Bonita, con il lancio di una campagna di comunicazione mirata e complessa.
Insieme agli studenti di Verona, c’erano anche colleghi tedeschi di Berlino dal Mediencollege, i portoghesi dell’ETIC di Lisbona e Algarve e chiaramente anche gli studenti spagnoli.
Gli studenti hanno partecipato a una sessione di approfondimento cruciale su “Disinformazione, Radicalismo e Intelligenza Artificiale nei Social Network e nei Media”, guidata dalla prof.ssa Carolina Fernández-Castrillo dell’Università Carlos III di Madrid. Questo seminario ha fornito le basi teoriche per la sfida pratica: ideare una campagna capace di contrastare la radicalizzazione e le fake news. Divisi in gruppi di lavoro internazionali, gli studenti hanno affrontato tutte le fasi di una vera agenzia di comunicazione:
Ideazione e Strategia Sviluppo Creativo Progettazione Merchandising
Ogni giornata di lavoro si è conclusa con una presentazione dei risultati intermedi davanti a un team di docenti, simulando un vero “pitch” aziendale per ricevere feedback diretti e migliorare i progetti in tempo reale.
Il momento culminante della competizione è avvenuto venerdì 17 aprile, con la fase di produzione fisica dei materiali. Gli studenti della SFP Canossiana hanno potuto utilizzare macchinari professionali per dare vita alle loro idee:
Stampa diretta (DTG) su tote bag e realizzazione di spille. Stampa a caldo di tazze e serigrafia su magliette.
La settimana si è conclusa con la proiezione dei materiali digitali e la valutazione finale del team docente. Oltre all’aspetto professionale, non è mancato il momento della convivialità, con una cena gastronomica celebrativa che ha sancito il successo dell’esperienza e i legami internazionali creati.