Anche quest’anno Canossa Erasmus parteciperà agli #Eramsusdays con una maratona in diretta che coinvolgerà le scuole e i cfp canossiani che hanno preso parte alle mobilità #erasmus+.
Mercoledì 14 ottobre ci sarà la maratona, giunta alla sua quarta edizione, che coinvolgerà studenti, docenti e staff che ci racconteranno le loro esperienze in prima persona!
Giovedì 15 ottobre invece ci sarà anche la seconda diretta con i nostri partner europei con la quale collaboriamo tutti i giorni per realizzare i nostri progetti.
Parleremo di mobilità di gruppo, mobilità lunghe e brevi, stage, job shadowing, attività di incoming e corsi di formazione e molto altro!
Seguiteci in diretta sul nostro canale youtube mercoledì 14 ottobre e giovedì 15 ottobre dalle 10 alle 14!
Potete rivedere le dirette e le maratone degli scorsi anni direttamente sul nostro canale youtube!
L’Europa entra in classe: quattro nuovi progetti approvati per ENAC e le scuole Canossiane
Buone notizie per la rete Canossiana: sono stati approvati quattro nuovi progetti europei, che nei prossimi tre anni coinvolgeranno centinaia di studenti e decine di docenti in percorsi di educazione alla cittadinanza europea, ai diritti umani e alla sostenibilità.
A questi si aggiunge la conferma della consueta attività dimobilità KA1, che porterà oltre 250 opportunità di mobilità nel prossimo anno. Un risultato importante, che conferma la capacità della rete Canossiana di fare squadra con università, scuole e istituzioni di tutta Europa, e di tradurre la cooperazione internazionale in esperienze concrete per studenti e insegnanti. Siamo inoltre in attesa del risultato per le mobilità KA1 per Istituto Canossiano di Rovato.
Ecco una panoramica dei progetti approvati.
EUchallenge – Capire l’Europa per diventarne protagonisti Jean Monnet Network · ENAC partner
EUchallenge è una rete Jean Monnet che unisce sei scuole/istituti di formazione professionale di Italia, Grecia, Portogallo e Romania insieme all’Università di Cagliari (capofila), con ENAC e Canossa Campus come partner. L’obiettivo è formare 250 docenti e 2.000 studenti su temi di geopolitica europea, politica estera, difesa, Brexit e rapporti tra grandi potenze.
Il progetto punta su metodologie innovative e coinvolgenti: moduli di formazione con video-interviste a policymaker europei, didattica in co-teaching tramite COIL (Collaborative Online International Learning), simulazioni del Parlamento europeo in stile Model UN e laboratori partecipativi di co-progettazione. Momento clou saranno le due settimane di mobilità “EUchallenge JAM”, durante le quali gli studenti presenteranno le proprie proposte politiche direttamente a Bruxelles, nelle istituzioni europee. Un progetto che nasce sull’esperienza di precedenti reti Jean Monnet e che vuole rispondere, molto concretamente, al problema della scarsa partecipazione civica e dell’euroscetticismo tra i giovani.
H.E.R.O. – Human Rights Education for Responsible Europeans Jean Monnet Project – Canossa Campus di Brescia
Il progetto H.E.R.O., promosso dal Canossa Campus di Brescia, introduce un percorso strutturato e verticale di educazione europea, integrato nell’Educazione Civica dal secondo al quinto anno della scuola secondaria di secondo grado.
Fondato sulla Carta dei diritti fondamentali dell’UE e sul Trattato sull’Unione Europea, H.E.R.O. adotta un approccio basato sui diritti umani, con la dignità della persona e la democrazia come filo conduttore. In tre anni coinvolgerà circa 430 studenti in 24 classi, per un totale di 240 ore di percorso strutturato, con l’obiettivo di rafforzare il senso critico, la consapevolezza dei propri diritti e doveri e l’attitudine al dialogo interculturale.
La scuola di Rovato porta l’Europa anche nella scuola secondaria di primo grado. EU-GLIMPSE costruisce un percorso progressivo su tre anni (classi 1ª-3ª, 11-14 anni), pienamente integrato nell’Educazione Civica, pensato per un contesto socio-culturale piuttosto omogeneo dove le occasioni di confronto con la diversità europea sono ancora limitate.
Ogni classe segue un’ unità di Apprendimento dedicata all’Unione Europea intesa non solo come sistema istituzionale, ma come comunità di valori, diritti e responsabilità condivisi. Il progetto coinvolgerà circa 180 studenti e 6 docenti, tra cui un gruppo di “docenti ambasciatori” dedicati alla programmazione e alla sostenibilità del percorso nel tempo.
GreenAgro4Edu – La sostenibilità entra nella formazione agraria KA2 – ENAC partner
Con GreenAgro4Edu lo sguardo si allarga alla formazione professionale e alla sostenibilità. Il progetto mira a rafforzare la capacità dei docenti VET di insegnare e valutare l’agroecologia utilizzando il quadro europeo GreenComp, con un approccio pratico e collegato alle competenze richieste dal mondo del lavoro.
Sono previsti eventi di formazione dei formatori, la co-creazione di materiali didattici e griglie di valutazione, e due Field Lab di 10 giorni per gli studenti, in contesti nordici e mediterranei. L’obiettivo finale è dotare i partner di un pacchetto di risorse aperto e riutilizzabile, riconosciuto anche dalle imprese come evidenza di competenze in sostenibilità.
Quattro progetti, quattro modi diversi di raccontare l’Europa ai nostri studenti e docenti: dalla geopolitica ai diritti umani, dalla scuola media alla formazione professionale. La rete Canossiana continua a crescere, insieme all’Europa.
Dalle nuove amicizie agli incontri diretti con l’Unione europea, la Summer School “Jean Monnet European Values and Migration” EUAMI ha offerto ai partecipanti molto più di un tradizionale programma accademico.
Tenutasi a Bruxelles dal 13 al 17 luglio, la Summer School ha riunito più di quaranta studenti provenienti da quattro Stati membri dell’UE per una settimana intensa all’insegna dell’apprendimento, del dibattito e dello scambio culturale. Nel corso del programma, i partecipanti hanno visitato le principali istituzioni dell’Unione europea — il Parlamento europeo, la Commissione europea e il Consiglio dell’Unione europea — hanno dialogato con i membri del Parlamento europeo, hanno esplorato un museo dedicato alla storia della migrazione e hanno scoperto l’importante ruolo che le regioni europee svolgono attraverso l’operato del Comitato delle regioni.
Tuttavia, il programma ufficiale racconta solo una parte della storia. Durante la settimana sono nate nuove amicizie, si sono scambiate idee e prospettive tra culture diverse e, soprattutto, i partecipanti hanno sviluppato un più forte senso di appartenenza a una comunità europea condivisa.
Ogni studente ha vissuto la Summer School in modo unico. Questo “diario di viaggio” collettivo raccoglie le loro riflessioni, i ricordi e le intuizioni individuali, offrendo un resoconto personale di una settimana che è stata arricchente tanto fuori dall’aula quanto al suo interno.
Tutti i contributi inclusi in questo volume sono stati redatti dagli studenti che hanno partecipato alla Summer School dell’EUAMI.
Come si può parlare di Europa agli studenti della formazione professionale in modo concreto, vicino alla loro esperienza e capace di coinvolgerli davvero? È la domanda che ha guidato il primo anno del pilot di EUCLASS Alliance, il progetto Jean Monnet coordinato da ENAC che mette in rete scuole e organizzazioni educative europee per rafforzare la dimensione europea nella formazione professionale.
Il pilot, previsto su due anni, è iniziato nell’autunno 2025. Nel corso del primo anno sei enti di formazione professionale – ENAC in Italia, Centro San Viator in Spagna, Luovi in Finlandia, Kuressaare Ametikool in Estonia, Firda nei Paesi Bassi e AKMI in Grecia – hanno portato nelle classi i materiali e le metodologie sviluppati durante la prima Teacher Summer School. L’obiettivo non era soltanto trasmettere informazioni sull’Unione europea, ma sperimentare attività capaci di rendere comprensibili temi spesso percepiti come lontani: istituzioni, democrazia, cittadinanza, valori comuni, identità e opportunità per i giovani.
Il calendario condiviso del progetto registra 30 attività e quasi 1000 studenti coinvolti. Questi numeri raccontano un avvio ampio e articolato, ma il risultato più interessante emerge dalle esperienze delle classi: gli studenti partecipano di più e comprendono meglio quando l’Europa smette di essere un contenuto astratto e diventa qualcosa da discutere, simulare, creare e vivere.
In molte delle scuole coinvolte, una delle attività di maggiore successo è stata il Moving Debate, un dibattito dinamico nel quale gli studenti prendono posizione su domande come «Ti senti cittadino europeo?» o «L’Europa ha bisogno di cambiare?», spostandosi fisicamente tra le aree “sono d’accordo” e “non sono d’accordo”. Dopo aver motivato la propria scelta e ascoltato le argomentazioni dei compagni, ciascuno può rivedere la propria opinione e riposizionarsi nello spazio. Un esercizio semplice, ma molto concreto, per sperimentare il confronto democratico, l’ascolto e la possibilità di cambiare punto di vista.
Anche le simulazioni hanno avuto un ruolo centrale. Nel laboratorio dedicato al Trattato di Maastricht, la storia dell’integrazione europea è diventata un’esperienza diretta: divisi in delegazioni nazionali, gli studenti hanno negoziato interessi differenti, costruito alleanze e cercato compromessi, comprendendo quanto mediazione e ascolto siano essenziali nei processi democratici.
Con il laboratorio della moneta da 3 euro, invece, il punto di partenza è stato un oggetto quotidiano. Dopo aver analizzato i simboli e le figure presenti sulle monete reali, i gruppi hanno progettato una nuova moneta, motivando le proprie scelte dal punto di vista storico, culturale e civico.
La simulazione della “Direttiva sul cioccolato” ha permesso agli studenti di interpretare Commissione europea, Parlamento, Consiglio e Stati membri, confrontandosi e negoziando per raggiungere una decisione comune. Nella “Mermaid Quota Simulation”, invece, le delegazioni dovevano accordarsi sulla distribuzione di una risorsa limitata – le sirene – conciliando gli interessi nazionali con quelli collettivi. In entrambi i casi, il gioco di ruolo ha reso più accessibili concetti complessi come la cooperazione, il processo decisionale europeo e la ricerca del compromesso. Accanto ai dibattiti e alle simulazioni, il pilot ha valorizzato anche la creatività e le competenze professionali degli studenti. In Estonia, gli allievi di grafica di Kuressaare Ametikool hanno realizzato i poster della mostra “My Estonia, My Europe”, trasformando la ricerca sull’Unione europea in un vero progetto di comunicazione visiva. Le opere sono poi diventate materiale didattico per altre classi e occasione di confronto durante la Settimana dell’Europa.
In Spagna, Centro San Viator ha trasformato le istituzioni europee in una missione da risolvere. Nell’escape room “Mission Strasbourg”, gli studenti della formazione professionale di base hanno lavorato in squadra per affrontare enigmi dedicati ai simboli dell’Unione, ai diritti dei cittadini, alle istituzioni e ai fondi europei. Attraverso indizi, mappe e sfide collaborative, contenuti spesso percepiti come lontani sono diventati concreti, accessibili e coinvolgenti.ù
Le attività hanno prodotto apprendimenti diversi ma collegati: una maggiore conoscenza delle istituzioni e dei diritti europei, più consapevolezza dell’impatto dell’UE nella vita quotidiana e lo sviluppo di competenze trasversali come comunicazione, pensiero critico, collaborazione, creatività, negoziazione e problem solving.
Il confronto tra le esperienze mostra anche che l’approccio scelto fa la differenza. Gli interventi degli esperti restano preziosi per offrire contenuti autorevoli, ma una lezione lunga e prevalentemente frontale rischia di perdere l’attenzione degli studenti. Dibattiti, giochi di ruolo, materiali visivi, oggetti autentici e attività creative rendono invece più accessibili anche concetti complessi e coinvolgono maggiormente chi incontra difficoltà nei metodi tradizionali.
Il primo anno si chiude con una base solida e con indicazioni concrete per il seguito. Nel secondo anno le scuole continueranno a sperimentare e perfezionare i materiali, rafforzeranno le attività collaborative online e gli scambi tra docenti e daranno nuovo spazio alla voce degli studenti. I feedback raccolti serviranno a rendere le proposte più accessibili, più vicine ai diversi percorsi professionali e più facili da trasferire.
La lezione più importante è già emersa: per avvicinare i giovani all’Europa non basta raccontare come funzionano le istituzioni. Occorre offrire loro occasioni per prendere posizione, confrontarsi, negoziare, creare e collaborare oltre i confini. È così che l’Europa entra davvero in classe e la cittadinanza europea diventa un’esperienza vissuta.
Elisa, di ENAC Ente Nazionale Canossiano, è recentemente tornata da Puerto de la Cruz, a Tenerife, dove ha partecipato al corso “Stress and Conflict Management: The Way to Resilience and Satisfaction”, organizzato da Erasmus Learning Academy (ELA).
Il corso ha affrontato un tema sempre più centrale nel mondo della formazione professionale: le principali fonti di stress nel contesto lavorativo e le strategie per gestirle. Attraverso attività di team building, i partecipanti hanno analizzato le diverse fonti di stress, esplorando strategie cognitive e comportamentali per affrontarlo. Non sono mancate tecniche pratiche di conflict management e sessioni dedicate al rilassamento e alla visualizzazione, strumenti concreti da portare nella quotidianità lavorativa.
Un’occasione di formazione internazionale per acquisire metodi nuovi e applicabili, condividendo esperienze e buone pratiche con colleghi provenienti da diversi paesi europei. Il confronto con realtà formative diverse rappresenta sempre un valore aggiunto: permette di portare a casa non solo competenze tecniche, ma anche punti di vista nuovi su come affrontare le sfide quotidiane nel lavoro con studenti e colleghi.
Investire nel benessere e nelle competenze relazionali di chi lavora ogni giorno nella formazione professionale significa investire, in modo indiretto, anche nella qualità dell’accompagnamento offerto a studentesse e studenti.
La Skills Competition della Sfp Canossiana di Verona a Madrid
Il percorso è iniziato ufficialmente l’8 aprile 2026 con un incontro online dedicato alla presentazione dei partner e dei partecipanti. Ma è dal 13 aprile che la competizione è entrata nel vivo presso la sede ospitante a Madrid presso la Ies Puerta Bonita, con il lancio di una campagna di comunicazione mirata e complessa.
Insieme agli studenti di Verona, c’erano anche colleghi tedeschi di Berlino dal Mediencollege, i portoghesi dell’ETIC di Lisbona e Algarve e chiaramente anche gli studenti spagnoli.
Gli studenti hanno partecipato a una sessione di approfondimento cruciale su “Disinformazione, Radicalismo e Intelligenza Artificiale nei Social Network e nei Media”, guidata dalla prof.ssa Carolina Fernández-Castrillo dell’Università Carlos III di Madrid. Questo seminario ha fornito le basi teoriche per la sfida pratica: ideare una campagna capace di contrastare la radicalizzazione e le fake news. Divisi in gruppi di lavoro internazionali, gli studenti hanno affrontato tutte le fasi di una vera agenzia di comunicazione:
Ideazione e Strategia Sviluppo Creativo Progettazione Merchandising
Ogni giornata di lavoro si è conclusa con una presentazione dei risultati intermedi davanti a un team di docenti, simulando un vero “pitch” aziendale per ricevere feedback diretti e migliorare i progetti in tempo reale.
Il momento culminante della competizione è avvenuto venerdì 17 aprile, con la fase di produzione fisica dei materiali. Gli studenti della SFP Canossiana hanno potuto utilizzare macchinari professionali per dare vita alle loro idee:
Stampa diretta (DTG) su tote bag e realizzazione di spille. Stampa a caldo di tazze e serigrafia su magliette.
La settimana si è conclusa con la proiezione dei materiali digitali e la valutazione finale del team docente. Oltre all’aspetto professionale, non è mancato il momento della convivialità, con una cena gastronomica celebrativa che ha sancito il successo dell’esperienza e i legami internazionali creati.
5inergia Cfp Canossa Milano e JRK di Paide (Estonia)
Cos’è la sinergia? È lavorare insieme sapendo che la parte che faccio io si completerà e prenderà significato e valore insieme alla parte che fa un’altra persona.
Anche se nell’’aziendalese’ più spinto è ormai una parola inflazionata (e spesso usata a sproposito), nel caso della collaborazione tra ENAC Lombardia CFP Canossa Milano e JRK di Paide (Estonia), il termine ‘sinergia‘ recupera tutta la sua forza: qui è davvero centrato perché non si è trattato di un semplice scambio, ma di un vero incastro di competenze.
Per il quinto anno consecutivo abbiamo ospitato a Milano un gruppo di studenti del corso di informatica del JRK di Paide. Come per le scorse edizioni, la cooperazione si è articolata in una fase online (febbraio 2026) e una in presenza (marzo 2026). Durante il periodo milanese, Agor, Jan, Max e Sander si sono dedicati a un importante progetto di sviluppo: una web app che il JRK utilizzerà nei propri corsi per Assistente veterinario, specificamente per la cura dei cavalli. L’aspetto più interessante, a mio avviso, è stata l’integrazione tra lo sviluppo tecnico e la fase — cruciale — di progettazione dei contenuti. Ma, al di là dei processi, credo che il modo migliore per raccontare questa esperienza sia dare voce ai protagonisti: ecco le impressioni dei ragazzi.
Agor: “Questo tirocinio mi è piaciuto perché ho imparato come funzionano lo sviluppo di app e il web design e cosa serve per realizzarli. All’inizio non ne avevo idea, ma questa esperienza mi ha aiutato a capire tutto il processo. Non ho davvero nulla di negativo da dire. A scuola sono stati tutti gentili con noi — ok, alcuni erano un po’ molesti, aprivano la porta e scappavano via, ma non importa. Sono davvero grato per l’opportunità di aver vissuto un mese in Italia, per aver visto com’è la cultura qui e per aver esplorato la bellissima città di Milano.”
Jan: “Mi è piaciuto molto lo stage che abbiamo fatto all ENAC Lombardia CFP Canossa. Durante il tirocinio abbiamo imparato come funziona lo sviluppo di app con PHP, HTML, CSS e JavaScript. Prima di questa esperienza, sapevo solo creare siti web molto semplici con Nextcloud e WordPress. Lo stage mi è piaciuto molto perché abbiamo imparato a lavorare insieme come una squadra e a essere più indipendenti dagli aiuti esterni.
Prima di venire in Italia, avevo sentito dire che fosse un po’ pericoloso, dato che questa è una città molto grande, più grande dell’Estonia (il paese da cui proveniamo). Invece non abbiamo avuto nessuna esperienza negativa con le persone; quasi tutti quelli che abbiamo incontrato sono stati molto gentili e amichevoli. Una cosa che ho notato degli italiani è che sono più socievoli e parlano molto più degli estoni.
Ci sono però dei lati negativi: una cosa che ho notato a Milano è che non ci sono molti alberi e aree verdi; un’altra cosa che ho visto in tutta la città è che le strade non sono molto pulite. Se ignorassimo questi problemi, Milano non sarebbe affatto una brutta città in cui vivere.”
Max: “Il mio tirocinio in Italia è stato splendido: mi sono sentito accolto e ho acquisito sicurezza. Ho fatto pratica con l’inglese e con un po’ di italiano (imparato con Duolingo), ho ammirato l’impressionante architettura storica anche se non capisco le persone che imbrattano di graffiti gli edifici! Superata una breve fase iniziale di rodaggio, le ottime strutture e la gentilezza dei locali hanno reso l’esperienza formativa e indimenticabile.“
Sander: “Nel complesso, lo stage è stato positivo perché ho migliorato il mio livello di inglese e ho imparato a comunicare e a confrontarmi meglio con le persone in questa lingua. Cosa più importante, ho imparato lo sviluppo web, un ambito con cui non avevo mai avuto a che fare prima; anche se non è esattamente ciò su cui si concentra la nostra specializzazione, è stato comunque interessante seguire l’intero processo, dal design all’implementazione. Ho sicuramente imparato molto e mi è venuta persino voglia di approfondire l’argomento in futuro.
Le persone sono generalmente gentili e disponibili e comunicano molto, anche se a volte per le strade si sentiva odore di cannabis; abbiamo visto anche dei truffatori e il modo in cui la gente parcheggia qui è curioso e decisamente più insolito rispetto all’Estonia. Tuttavia, anche questi piccoli dettagli non hanno lasciato una cattiva impressione dell’Italia; finora penso che qui ci siano un’architettura bellissima e brave persone.“
Proff. Alessandro Visigalli ICT, Web Design, Sviluppo App Android/iOS, Tutor Alternanza, Erasmus+
All’inizio di marzo 2026, due studenti dalla Sfp Canossiana di Verona e due dalla Sfp Canossiana di Treviso e due docenti, assieme ad altri 24 studenti di formazione professionale e 8 insegnanti provenienti da Estonia, Finlandia, Grecia, Paesi Bassi e Spagna si sono riuniti a Bruxelles per una study visit intensiva di quattro giorni.
Quella che è iniziata come un’attività di progetto è diventata qualcosa di più : un’esperienza vissuta di cittadinanza europea attiva.
La prima giornata si è concentrata sulla costruzione del gruppo attraverso ice-breaker dinamici: Passport Speed Meet per creare connessioni rapide oltre i confini, Building Together con sfide collaborative su ponti e torri che rappresentano il futuro dell’Europa, e riflessioni profonde sui valori europei. Il pomeriggio ha portato gli studenti in un tour interattivo di Street Art nel quartiere di Laeken, dove hanno esplorato murales su inclusione, uguaglianza, anti-discriminazione e solidarietà, riflettendo sul significato di questi valori attraverso discussioni e sfide fotografiche.
Il secondo giorno gli studenti hanno esplorato il Parlamentarium con schede di lavoro interattive, scoprendo come funzionano le istituzioni europee e come vengono create le leggi UE. Nel pomeriggio, un tour a caccia al tesoro nel Quartiere europeo li ha portati a localizzare edifici chiave, risolvere domande sulle istituzioni e comprendere la geografia della governance europea. La giornata si è conclusa con riflessioni su ciò che li aveva sorpresi di più.
Il terzo giorno ha combinato storia e futuro. Al mattino, gli studenti hanno visitato la Casa della Storia Europea in gruppi internazionali, esplorando il percorso dalla divisione all’unità attraverso sessioni collaborative con debriefing tra piani. Il pomeriggio ha portato l’incontro con la deputata europea Brigitte Van den Berg per discutere del VET Students Advisory Board—una piattaforma strategica dove le voci degli studenti informano le politiche europee su riconoscimento dei diplomi, attrattività delle carriere tecniche e mobilità Erasmus+. Gli studenti hanno capito che la loro voce conta ora, non in futuro.
L’ultimo giorno gli studenti hanno visitato il Parlamento europeo, il culmine di tutto ciò che avevano appreso. Consegna dei certificati e riflessioni finali su come fosse cambiata la loro comprensione dell’Europa.
In quattro giorni, questo gruppo ha realizzato qualcosa di notevole. Gli studenti che sono arrivati come individui da sei paesi diversi sono partiti come un’unica squadra europea, con nuova comprensione, fiducia e impegno verso la cittadinanza attiva.
Molto presto pubblicheremo le interviste agli studenti sul sito di progetto:
Scienza Senza Confini: Lo Scambio Erasmus+ tra Brescia e Aquisgrana
24 studenti, dodici italiani del Canossa Campus di Brescia e dodici tedeschi del St. Leonhard Gymnasium di Aachen, protagonisti di un progetto Erasmus+ che ha unito chimica sostenibile, biodiversità e fotosintesi in un’esperienza educativa che si è sviluppata in due momenti: la prima mobilità in Germania (1-6 dicembre 2025) e il ritorno a Brescia (25-30 gennaio 2026).
Il progetto coordinato dal Prof. Stefano Andreoli e dalla Prof.ssa Giulia Paola Beduschi, ha permesso ai ragazzi di crescere non solo dal punto di vista educativo, ma anche relazionale, vivendo l’esperienza dell’ospitalità in famiglia e lavorando insieme su temi cruciali per il futuro del pianeta.
La struttura è immersa in un paesaggio variegato tra meleti, boschi e panoramiche catene montuose. Il paese di Coredo offre numerose passeggiate nella natura e si trova a breve distanza dall’antichissimoSantuario di San Romedio, uno degli eremi più caratteristici d’Europa.
“Una Scuola Neutrale per il 2030: chimica sostenibile e il riciclo della plastica”. Questo è stato il tema della prima settimana di scambio ad Aquisgrana, dove gli studenti italiani sono stati accolti dal St. Leonhard Gymnasium, una scuola con oltre 400 anni di storia nel cuore della città tedesca. Le attività si sono concentrate su un approccio pratico e sperimentale. Nel laboratorio di chimica della scuola, gli studenti hanno creato bioplastiche partendo da materiali naturali come banane, latte e patate. Un’esperienza che ha reso tangibile come i legami chimici nelle componenti naturali possano formare film di bioplastica.
Il momento più significativo è stata la visita all’Università di Aquisgrana, dove i ragazzi hanno seguito una lezione universitaria sulla chimica del riciclo e dei poliesteri, visitato i laboratori di ricerca osservando dal vivo un microscopio elettronico, sperimentato un laboratorio di fotochimica creando pigmenti fotosensibili e scoperto l’istituto di ricerca sui processi delle bioplastiche, comprendendo come l’industria crea e ricicla la plastica.
A gennaio il Canossa Campus di Brescia ha ospitato gli studenti tedeschi per la seconda parte del progetto: “Decoding Nature to save our planet: a biochemical approach to photosynthesis and biodiversity”.
La settimana bresciana si è articolata in cinque giornate intense. Dopo l’accoglienza del primo giorno, le lezioni sull’Agenda 2030 e la fotosintesi hanno gettato le basi teoriche, subito trasformate in pratica con l’identificazione di specie vegetali nel laboratorio scientifico. Il secondo giorno ha portato il gruppo al Museo di Scienze Naturali di Brescia, dove il confine tra micro e macro è svanito: sezioni fogliari osservate al microscopio, fotosintesi misurata in tempo reale, l’erbario storico che raccontava secoli di biodiversità. La sera, il centro città, una cena insieme e uno spettacolo di magia con le carte hanno chiuso la giornata in leggerezza.
Il terzo giorno è stata la volta dell’Università di Brescia e delle sue lezioni sulla chimica sostenibile: termodinamica, fotovoltaico, idrogeno verde. Nel pomeriggio, Verona li ha accolti per una passeggiata tra storia e cultura. Il quarto giorno li ha visti camminare lungo la Valle delle Cartiere sul Lago di Garda, tra vegetazione relitta e specie invasive, con il pranzo al sacco alla Chiesa di Gaino e il lago che brillava nel pomeriggio di Toscolano Maderno.
L’ultimo giorno, il cerchio si è chiuso: presentazioni di gruppo, riflessioni condivise, feedback su quanto vissuto, e poi la pizza tutti insieme prima dei saluti.
Un modo diverso di imparare, dove l’Agenda 2030 non è rimasta una lista di obiettivi ma è diventata urgenza condivisa, dove la sostenibilità si è toccata con mano e le competenze scientifiche sono cresciute insieme alle amicizie internazionali.
Cosa succede quando lasci la tua zona di comfort per lanciarti in un’avventura in giro per l’Europa? European Tales è il podcast che racconta il mondo della mobilità internazionale attraverso gli occhi di chi lo vive ogni giorno. In ogni episodio, intervistiamo studenti e studentesse delle scuole superiori e dei percorsi IeFP per farci raccontare le loro storie: tra sfide quotidiane, nuovi amici e tirocini che aprono la mente. Ma non solo: daremo spazio anche a docenti che scelgono di mettersi in gioco con la mobilità, job shadowing, corsi.