Anche quest’anno Canossa Erasmus parteciperà agli #Eramsusdays con una maratona in diretta che coinvolgerà le scuole e i cfp canossiani che hanno preso parte alle mobilità #erasmus+.
Mercoledì 14 ottobre ci sarà la maratona, giunta alla sua quarta edizione, che coinvolgerà studenti, docenti e staff che ci racconteranno le loro esperienze in prima persona!
Giovedì 15 ottobre invece ci sarà anche la seconda diretta con i nostri partner europei con la quale collaboriamo tutti i giorni per realizzare i nostri progetti.
Parleremo di mobilità di gruppo, mobilità lunghe e brevi, stage, job shadowing, attività di incoming e corsi di formazione e molto altro!
Seguiteci in diretta sul nostro canale youtube mercoledì 14 ottobre e giovedì 15 ottobre dalle 10 alle 14!
Potete rivedere le dirette e le maratone degli scorsi anni direttamente sul nostro canale youtube!
DALLA VISIONE ALLA MISSIONE Buone pratiche e strumenti della Missione Educativa Canossiana nella Formazione Professionale e Servizi per il Lavoro
SEMINARIO RESIDENZIALE 3-4 SETTEMBRE 2026 Casa Madre Canossiana, Verona
Questo seminario si ricollega a quello del 2024 dove abbiamo ripreso alcune domande: siamo fedeli al Carisma? sentiamo nostro il futuro della Missione? quali responsabilità personali e comunitarie ci coinvolgono?
Ora desideriamo compiere un passo ulteriore riprendendo insieme: Visione, Missione e Valori. Come tradurre la Visione nel nostro operare quotidiano, come dare forma concreta alla Missione.
La Visione che nasce dal Carisma educativo di Maddalena, avviato in Casa Madre nel 1808, continua oggi nei nostri Centri di Formazione Professionale e nei Servizi per il Lavoro. Essa non è un’idea astratta, ma una prospettiva viva che prende corpo nelle relazioni educative, nei percorsi formativi, nell’accompagnamento al lavoro, nell’attenzione ai più fragili, nei rapporti con famiglie e imprese.
Con questo seminario vogliamo condividere buone pratiche che rendono visibile e concreta la Missione educativa canossiana; individuare strumenti pedagogici, organizzativi e relazionali coerenti con il nostro Carisma; promuovere una cultura della qualità e della cura basata sul “Noi Insieme”.
Vogliamo chiederci: in che modo la nostra Visione ispira realmente le scelte didattiche e organizzative? Quali pratiche esprimono con chiarezza l’identità canossiana nella formazione professionale e nei Servizi per il Lavoro? Quali strumenti condivisi possiamo adottare per rendere la nostra Comunità Educante sempre più competente, generativa e orientata al futuro?
La Missione educativa canossiana non vive solo nella memoria di un Carisma ricevuto, ma nella responsabilità quotidiana di ciascuno di noi, di chi lo rende attuale, nei laboratori, nelle aule, negli uffici orientamento, nei colloqui individuali, nelle relazioni con il territorio.
Dalla Visione alla Missione: un passaggio che chiede consapevolezza, metodo e coraggio.
Lo possiamo fare insieme, con i nostri comuni Valori di riferimento – Valori in Azione.
CHI CI SARÀ CON NOI
Arduino Salatin: Già preside dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia(IUSVE), collaboratore del Ministero della Pubblica Istruzione, esperto di sistemi di istruzione e formazioneprofessionale.
Cristiano Pravadelli: Psicologo clinico, un coach che si focalizza prevalentemente sulla crescita e sullo sviluppo personale. Si occupa di sviluppo e consolidamento di competenze progettuali,creative e relazionali.
Eliana Zanoletti: Madre canossiana, Ministra dell’Educazione, insegna storia e filosofia presso Campus Canossa di Brescia, ricerca e studio sul Progetto Educativo Canossiano, riferimento per i Seminari annuali di Venezia. Ettore Sartorio: In ENAC ha coordinato per anni la formazione del personale docente delle Opere Educative Canossiane, oggi continua la sua collaborazione nel coordinamento nazionale dei Seminari annuali di Venezia.
Sebastiano Zanolli: Esperto in progetti di gestione del cambiamento rivolti a medie e grandi organizzazioni. Una persona alla ricerca di nuove idee e nuovi strumenti per “Organizzazioni di Valor”- “La Grande Differenza”.
L’Europa entra in classe: quattro nuovi progetti approvati per ENAC e le scuole Canossiane
Buone notizie per la rete Canossiana: sono stati approvati quattro nuovi progetti europei, che nei prossimi tre anni coinvolgeranno centinaia di studenti e decine di docenti in percorsi di educazione alla cittadinanza europea, ai diritti umani e alla sostenibilità.
A questi si aggiunge la conferma della consueta attività dimobilità KA1, che porterà oltre 250 opportunità di mobilità nel prossimo anno. Un risultato importante, che conferma la capacità della rete Canossiana di fare squadra con università, scuole e istituzioni di tutta Europa, e di tradurre la cooperazione internazionale in esperienze concrete per studenti e insegnanti. Siamo inoltre in attesa del risultato per le mobilità KA1 per Istituto Canossiano di Rovato.
Ecco una panoramica dei progetti approvati.
EUchallenge – Capire l’Europa per diventarne protagonisti Jean Monnet Network · ENAC partner
EUchallenge è una rete Jean Monnet che unisce sei scuole/istituti di formazione professionale di Italia, Grecia, Portogallo e Romania insieme all’Università di Cagliari (capofila), con ENAC e Canossa Campus come partner. L’obiettivo è formare 250 docenti e 2.000 studenti su temi di geopolitica europea, politica estera, difesa, Brexit e rapporti tra grandi potenze.
Il progetto punta su metodologie innovative e coinvolgenti: moduli di formazione con video-interviste a policymaker europei, didattica in co-teaching tramite COIL (Collaborative Online International Learning), simulazioni del Parlamento europeo in stile Model UN e laboratori partecipativi di co-progettazione. Momento clou saranno le due settimane di mobilità “EUchallenge JAM”, durante le quali gli studenti presenteranno le proprie proposte politiche direttamente a Bruxelles, nelle istituzioni europee. Un progetto che nasce sull’esperienza di precedenti reti Jean Monnet e che vuole rispondere, molto concretamente, al problema della scarsa partecipazione civica e dell’euroscetticismo tra i giovani.
H.E.R.O. – Human Rights Education for Responsible Europeans Jean Monnet Project – Canossa Campus di Brescia
Il progetto H.E.R.O., promosso dal Canossa Campus di Brescia, introduce un percorso strutturato e verticale di educazione europea, integrato nell’Educazione Civica dal secondo al quinto anno della scuola secondaria di secondo grado.
Fondato sulla Carta dei diritti fondamentali dell’UE e sul Trattato sull’Unione Europea, H.E.R.O. adotta un approccio basato sui diritti umani, con la dignità della persona e la democrazia come filo conduttore. In tre anni coinvolgerà circa 430 studenti in 24 classi, per un totale di 240 ore di percorso strutturato, con l’obiettivo di rafforzare il senso critico, la consapevolezza dei propri diritti e doveri e l’attitudine al dialogo interculturale.
La scuola di Rovato porta l’Europa anche nella scuola secondaria di primo grado. EU-GLIMPSE costruisce un percorso progressivo su tre anni (classi 1ª-3ª, 11-14 anni), pienamente integrato nell’Educazione Civica, pensato per un contesto socio-culturale piuttosto omogeneo dove le occasioni di confronto con la diversità europea sono ancora limitate.
Ogni classe segue un’ unità di Apprendimento dedicata all’Unione Europea intesa non solo come sistema istituzionale, ma come comunità di valori, diritti e responsabilità condivisi. Il progetto coinvolgerà circa 180 studenti e 6 docenti, tra cui un gruppo di “docenti ambasciatori” dedicati alla programmazione e alla sostenibilità del percorso nel tempo.
GreenAgro4Edu – La sostenibilità entra nella formazione agraria KA2 – ENAC partner
Con GreenAgro4Edu lo sguardo si allarga alla formazione professionale e alla sostenibilità. Il progetto mira a rafforzare la capacità dei docenti VET di insegnare e valutare l’agroecologia utilizzando il quadro europeo GreenComp, con un approccio pratico e collegato alle competenze richieste dal mondo del lavoro.
Sono previsti eventi di formazione dei formatori, la co-creazione di materiali didattici e griglie di valutazione, e due Field Lab di 10 giorni per gli studenti, in contesti nordici e mediterranei. L’obiettivo finale è dotare i partner di un pacchetto di risorse aperto e riutilizzabile, riconosciuto anche dalle imprese come evidenza di competenze in sostenibilità.
Quattro progetti, quattro modi diversi di raccontare l’Europa ai nostri studenti e docenti: dalla geopolitica ai diritti umani, dalla scuola media alla formazione professionale. La rete Canossiana continua a crescere, insieme all’Europa.
Dalle nuove amicizie agli incontri diretti con l’Unione europea, la Summer School “Jean Monnet European Values and Migration” EUAMI ha offerto ai partecipanti molto più di un tradizionale programma accademico.
Tenutasi a Bruxelles dal 13 al 17 luglio, la Summer School ha riunito più di quaranta studenti provenienti da quattro Stati membri dell’UE per una settimana intensa all’insegna dell’apprendimento, del dibattito e dello scambio culturale. Nel corso del programma, i partecipanti hanno visitato le principali istituzioni dell’Unione europea — il Parlamento europeo, la Commissione europea e il Consiglio dell’Unione europea — hanno dialogato con i membri del Parlamento europeo, hanno esplorato un museo dedicato alla storia della migrazione e hanno scoperto l’importante ruolo che le regioni europee svolgono attraverso l’operato del Comitato delle regioni.
Tuttavia, il programma ufficiale racconta solo una parte della storia. Durante la settimana sono nate nuove amicizie, si sono scambiate idee e prospettive tra culture diverse e, soprattutto, i partecipanti hanno sviluppato un più forte senso di appartenenza a una comunità europea condivisa.
Ogni studente ha vissuto la Summer School in modo unico. Questo “diario di viaggio” collettivo raccoglie le loro riflessioni, i ricordi e le intuizioni individuali, offrendo un resoconto personale di una settimana che è stata arricchente tanto fuori dall’aula quanto al suo interno.
Tutti i contributi inclusi in questo volume sono stati redatti dagli studenti che hanno partecipato alla Summer School dell’EUAMI.
Come si può parlare di Europa agli studenti della formazione professionale in modo concreto, vicino alla loro esperienza e capace di coinvolgerli davvero? È la domanda che ha guidato il primo anno del pilot di EUCLASS Alliance, il progetto Jean Monnet coordinato da ENAC che mette in rete scuole e organizzazioni educative europee per rafforzare la dimensione europea nella formazione professionale.
Il pilot, previsto su due anni, è iniziato nell’autunno 2025. Nel corso del primo anno sei enti di formazione professionale – ENAC in Italia, Centro San Viator in Spagna, Luovi in Finlandia, Kuressaare Ametikool in Estonia, Firda nei Paesi Bassi e AKMI in Grecia – hanno portato nelle classi i materiali e le metodologie sviluppati durante la prima Teacher Summer School. L’obiettivo non era soltanto trasmettere informazioni sull’Unione europea, ma sperimentare attività capaci di rendere comprensibili temi spesso percepiti come lontani: istituzioni, democrazia, cittadinanza, valori comuni, identità e opportunità per i giovani.
Il calendario condiviso del progetto registra 30 attività e quasi 1000 studenti coinvolti. Questi numeri raccontano un avvio ampio e articolato, ma il risultato più interessante emerge dalle esperienze delle classi: gli studenti partecipano di più e comprendono meglio quando l’Europa smette di essere un contenuto astratto e diventa qualcosa da discutere, simulare, creare e vivere.
In molte delle scuole coinvolte, una delle attività di maggiore successo è stata il Moving Debate, un dibattito dinamico nel quale gli studenti prendono posizione su domande come «Ti senti cittadino europeo?» o «L’Europa ha bisogno di cambiare?», spostandosi fisicamente tra le aree “sono d’accordo” e “non sono d’accordo”. Dopo aver motivato la propria scelta e ascoltato le argomentazioni dei compagni, ciascuno può rivedere la propria opinione e riposizionarsi nello spazio. Un esercizio semplice, ma molto concreto, per sperimentare il confronto democratico, l’ascolto e la possibilità di cambiare punto di vista.
Anche le simulazioni hanno avuto un ruolo centrale. Nel laboratorio dedicato al Trattato di Maastricht, la storia dell’integrazione europea è diventata un’esperienza diretta: divisi in delegazioni nazionali, gli studenti hanno negoziato interessi differenti, costruito alleanze e cercato compromessi, comprendendo quanto mediazione e ascolto siano essenziali nei processi democratici.
Con il laboratorio della moneta da 3 euro, invece, il punto di partenza è stato un oggetto quotidiano. Dopo aver analizzato i simboli e le figure presenti sulle monete reali, i gruppi hanno progettato una nuova moneta, motivando le proprie scelte dal punto di vista storico, culturale e civico.
La simulazione della “Direttiva sul cioccolato” ha permesso agli studenti di interpretare Commissione europea, Parlamento, Consiglio e Stati membri, confrontandosi e negoziando per raggiungere una decisione comune. Nella “Mermaid Quota Simulation”, invece, le delegazioni dovevano accordarsi sulla distribuzione di una risorsa limitata – le sirene – conciliando gli interessi nazionali con quelli collettivi. In entrambi i casi, il gioco di ruolo ha reso più accessibili concetti complessi come la cooperazione, il processo decisionale europeo e la ricerca del compromesso. Accanto ai dibattiti e alle simulazioni, il pilot ha valorizzato anche la creatività e le competenze professionali degli studenti. In Estonia, gli allievi di grafica di Kuressaare Ametikool hanno realizzato i poster della mostra “My Estonia, My Europe”, trasformando la ricerca sull’Unione europea in un vero progetto di comunicazione visiva. Le opere sono poi diventate materiale didattico per altre classi e occasione di confronto durante la Settimana dell’Europa.
In Spagna, Centro San Viator ha trasformato le istituzioni europee in una missione da risolvere. Nell’escape room “Mission Strasbourg”, gli studenti della formazione professionale di base hanno lavorato in squadra per affrontare enigmi dedicati ai simboli dell’Unione, ai diritti dei cittadini, alle istituzioni e ai fondi europei. Attraverso indizi, mappe e sfide collaborative, contenuti spesso percepiti come lontani sono diventati concreti, accessibili e coinvolgenti.ù
Le attività hanno prodotto apprendimenti diversi ma collegati: una maggiore conoscenza delle istituzioni e dei diritti europei, più consapevolezza dell’impatto dell’UE nella vita quotidiana e lo sviluppo di competenze trasversali come comunicazione, pensiero critico, collaborazione, creatività, negoziazione e problem solving.
Il confronto tra le esperienze mostra anche che l’approccio scelto fa la differenza. Gli interventi degli esperti restano preziosi per offrire contenuti autorevoli, ma una lezione lunga e prevalentemente frontale rischia di perdere l’attenzione degli studenti. Dibattiti, giochi di ruolo, materiali visivi, oggetti autentici e attività creative rendono invece più accessibili anche concetti complessi e coinvolgono maggiormente chi incontra difficoltà nei metodi tradizionali.
Il primo anno si chiude con una base solida e con indicazioni concrete per il seguito. Nel secondo anno le scuole continueranno a sperimentare e perfezionare i materiali, rafforzeranno le attività collaborative online e gli scambi tra docenti e daranno nuovo spazio alla voce degli studenti. I feedback raccolti serviranno a rendere le proposte più accessibili, più vicine ai diversi percorsi professionali e più facili da trasferire.
La lezione più importante è già emersa: per avvicinare i giovani all’Europa non basta raccontare come funzionano le istituzioni. Occorre offrire loro occasioni per prendere posizione, confrontarsi, negoziare, creare e collaborare oltre i confini. È così che l’Europa entra davvero in classe e la cittadinanza europea diventa un’esperienza vissuta.
Carisma e Stem: l’Esperienza di Luca studente del Barbara Melzi di Legnano
Guarda l’intervista a Luca, studente al quinto anno del Liceo economico sociale dell’Istituto Canossiano Barbara Melzi di Legnano, che racconta come il progetto Carisma e STEM sia stato fondamentale nell’orientare il suo futuro accademico.
Partecipando ai laboratori pratici di fisica e statistica, Luca ha avuto l’opportunità di mettersi alla prova con le discipline scientifiche in modo dinamico e applicativo, toccando con mano la concretezza della materia. Questa esperienza sul campo gli ha permesso di trasformare la semplice curiosità in una vera e propria passione, fornendogli la chiarezza necessaria per superare gli incertezze tipiche del periodo della maturità.
Forte della consapevolezza e delle competenze maturate durante il percorso, Luca ha così maturato la decisione di proseguire gli studi iscrivendosi alla facoltà di Statistica presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Il workshop inaugura il filone dedicato al gaming, pensato per avvicinare i partecipanti alle professioni del settore attraverso attività divulgative e laboratoriali.
Durante l’incontro, ogni partecipante lavorerà su un PC e seguirà un percorso pratico di sviluppo videoludico con Godot, realizzando un proprio videogioco passo dopo passo: dall’ideazione alla fase di test.
Un’esperienza concreta per scoprire competenze, strumenti e opportunità professionali del mondo del gaming.
Il progetto è realizzato grazie ai fondi europei della Regione del Veneto
L’iniziativa si inserisce nell’ambito del PROGRAMMA REGIONALE FSE+ 2021-2027 – PRIORITA’ 1.
“OCCUPAZIONE” Giovani Energie – azioni sperimentali per l’attivazione dei giovani nella definizione del proprio percorso formativo e professionale – DGR 729 DEL 22/06/2023.
Il settimo episodio di Learning for life – ENAC si racconta è online. Lo speciale dedicato al Seminario di Venezia 2026
Nel settimo appuntamento di “Learning for Life – ENAC si racconta” è una puntata speciale, dedicata al Seminario di Venezia che si è svolto dal 15 al 17 luglio 2026 all’Istituto Canossiano San Trovaso.
Il titolo del seminario, “Il mondo: un testo da leggere e da ascoltare“, potrebbe sembrare un richiamo al passato, ma come spiega Madre Eliana, si tratta di recuperare gli strumenti fondamentali per rendere ogni persona un soggetto attivo e responsabile. In un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale, “leggere” significa decodificare la realtà, “scrivere” vuol dire mettere la propria firma nel mondo e “far di conto” rappresenta la capacità di valutare e scegliere consapevolmente. “Cambiano i contesti, ma ciò che è fondamentale rimane: per approcciarsi alla realtà bisogna saperla guardare e ascoltare.”
Uno dei momenti più interessanti del seminario è stato l’intervento della dott.ssa Marianella Sclavi, pioniera dell’ascolto attivo. La sua riflessione parte da un presupposto pedagogico fortissimo: nessun vivente è un “menos abens” (una persona mancante), ma ognuno è portatore di un sapere complesso da valorizzare. Attraverso l’autoconsapevolezza emozionale e l’uso creativo dell’umorismo, i docenti sono invitati a trasformare il disagio e il conflitto in preziose occasioni di apprendimento.
Nella seconda parte dell’episodio, il pedagogista Pierpaolo Triani ci invita a riflettere sulla differenza tra apprendere nozioni e “concepire” concetti: insegnare non è “appiccicare” foglietti sulla fronte degli allievi, ma attivare la loro mente affinché arrivino a una comprensione personale.Questo approccio si è tradotto in workshop operativi con Elena Mosa e Silvia Panzavolta, focalizzati su metodologie come il Debate e il Making Learning Visible. L’obiettivo è allenare i ragazzi a sostare nel dubbio, a farsi domande e a dialogare con la complessità dell’era moderna
Infine, lo sguardo si è rivolto al futuro con Massimo Chiriatti, che ha affrontato il tema dell’IA in classe.Il suo consiglio per i docenti è chiaro: non vietare lo strumento, ma osservare il processo con cui lo studente arriva al risultato. Solo così possiamo capire se la tecnologia sta semplicemente esternalizzando un compito o se sta effettivamente estendendo le capacità cognitive dei nostri ragazzi e le nostre ragazze.
Un episodio ricco di spunti per chiunque voglia capire come la formazione canossiana stia evolvendo per rispondere alle sfide del domani, restando fedele alle proprie radici.
Conclusa la formazione carismatica per il personale Neoassunto
Si è concluso venerdì 26 giugno il percorso di formazione carismatica per il personale neoassunto, un cammino che ha offerto una bussola valoriale a chi inizia il proprio percorso nelle scuole canossiane.
La formazione, iniziata online il 30 ottobre 2025, si è sviluppata attraverso moduli dedicati alla postura educativa, all’inclusione e alla centralità delle persone di domani. L’atto conclusivo si è svolto in presenza a Verona, presso la Casa Madre, tra attività laboratoriali e una visita pomeridiana a Palazzo Canossa.
L’itinerario ha offerto a chi insegna gli strumenti per riscoprirsi non come semplice trasmettitore di nozioni disciplinari, ma come autentico maestro di vita. Nelle riflessioni emerse durante il percorso sono ricorsi concetti come il valore del tempo, l’ascolto attivo e la cura relazionale, elementi fondamentali per costruire aule che siano comunità accoglienti e inclusive. Una preparazione che permette ai docenti di sviluppare sensibilità verso le fragilità degli studenti e di valorizzare l’unicità di ciascuno, un bagaglio pedagogico che qualifica l’identità e l’efficacia del corpo docente in qualsiasi contesto scolastico.
Il momento culminante del percorso è stata la visita a Palazzo Canossa, dove ha vissuto all’inizio della sua vita Maddalena di Canossa. Nonostante la giornata si sia rivelata torrida dal punto di vista meteorologico, i partecipanti hanno apprezzato profondamente l’esperienza culturale. Camminare in quegli spazi storici ha permesso di toccare con mano le radici concrete dell’ispirazione educativa originaria, trasformando la fatica del caldo estivo in un momento di suggestione, condivisione e slancio emotivo che ha unito tutti i presenti.
Il sesto episodio di Learning for life – ENAC si racconta è online. Il racconto della Fondazione ENAC Lombardia Cfp Canossa
Il sesto episodio del podcast Learning for Life ci porta nel cuore pulsante di ENAC Lombardia, precisamente nella sede di Bagnolo Mella durante i giorni intensi degli esami finali.
Attraverso le voci della direttrice Elisabetta Valsecchi e delle coordinatrici Michela Martini e Laura Pizzotti, emerge il ritratto di un ente che ha saputo trasformarsi senza mai perdere la propria anima canossiana.
Nata nel 1997, ENAC Lombardia ha vissuto una svolta decisiva nel 2007 con la fusione dei centri CFP Canossa in un unico soggetto regionale. “Una sfida vinta che“, come spiega Elisabetta Valsecchi, “ha permesso di creare economie di scala e raddoppiare le attività, portando l’ente a diventare Impresa Sociale nel febbraio 2026“. Oggi la Fondazione conta sei sedi in Lombardia, offrendo percorsi che spaziano dalla ristorazione alla grafica, fino all’agricoltura e alla logistica.
Progetti come Scuola Impresa permettono ai ragazzi di gestire veri ristoranti didattici o pasticcerie aperte al pubblico, dove imparano a confrontarsi con il mercato reale e persino con la gestione fiscale.
Coltivare connessioni è il mantra: dal legame con le aziende partner, essenziali per le 400 ore annue di alternanza, alle collaborazioni con il territorio per progetti sociali, come la realizzazione di panchine rosse contro la violenza sulle donne. Ma cosa significa davvero essere un centro canossiano oggi?
La risposta è racchiusa anche nelle parole di Lucia, una studentessa di Bagnolo Mella prossima alla qualifica. Nel suo tema finale, Lucia racconta di come la scuola l’abbia trasformata da ragazza fragile e piena di ansia sociale in una giovane donna consapevole. È questo “formare alla vita” il vero obiettivo di ENAC: uno sguardo che non vede solo competenze tecniche, ma persone da accogliere in una famiglia.
Il futuro di ENAC Lombardia parla di digitalizzazione e nuove sfide normative, come la sperimentazione dei percorsi 4+2. Tuttavia, i pilastri rimarranno gli stessi: inclusione, sostenibilità e qualità, con l’obiettivo di trasformare ogni fragilità nella più grande forza dei suoi allievi.