Una “gita” speciale, fatta non di grandi distanze ma di piccoli passi insieme. I ragazzi e gli operatori del centro hanno scelto di raggiungere a piedi il Parco San Felice, trasformando il tragitto in un’occasione preziosa per osservare la città con occhi diversi: le strade percorse lentamente, le chiacchiere spontanee, le risate leggere e quel senso di compagnia autentica che spesso nella quotidianità si perde.
Arrivati al parco, immersi nel verde e nella quiete della natura, è iniziato uno dei momenti più belli della giornata: un grande picnic condiviso. Le tovaglie stese sull’erba sono diventate simbolo di accoglienza e comunità. Ognuno ha portato qualcosa da casa, ma ciò che ha reso speciale quel pranzo non è stato soltanto il cibo, bensì il gesto spontaneo di offrirlo all’altro. Un panino diviso a metà, una bibita passata di mano in mano, un dolce condiviso con un sorriso: piccoli gesti che raccontano valori profondi come la cura, l’amicizia e il desiderio di stare insieme.
Per qualche ora il tempo è sembrato rallentare. La natura ha accolto tutti con il suo silenzio gentile, regalando un momento di serenità e relax lontano dai ritmi frenetici della vita quotidiana. Tra il verde degli alberi, il sole sul viso e la semplicità dello stare insieme, si è respirato un senso autentico di libertà e benessere.
Esperienze come questa ricordano quanto siano importanti i momenti condivisi, soprattutto in realtà come TALITÀKUM, dove ogni attività diventa occasione di crescita umana, inclusione e affetto reciproco. Perché, a volte, basta una passeggiata, una tovaglia stesa sull’erba e il desiderio di condividere per sentirsi davvero parte di qualcosa di bello.
From Waste to Wow: al Centromoda Canossa un pomeriggio tra swap e upcycling
Venerdì 8 maggio 2026 il Centromoda Canossa ha ospitato un incontro internazionale del progetto europeo Schools Beyond Regions and Borders (SBRB), accogliendo studenti e studentesse provenienti da diversi Paesi europei: Portogallo, Spagna, Irlanda, Austria, Germania, Bosnia, Slovenia, Lettonia e Svezia.
Un’esperienza che ha unito educazione, sostenibilità e creatività attraverso attività pratiche e momenti di confronto, trasformando la scuola in uno spazio di scambio culturale e partecipazione attiva.
Il progetto Schools Beyond Regions and Borders, avviato nel 2021 con il supporto della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol e dell’Università di Trento, nasce con l’obiettivo di promuovere la cittadinanza attiva tra i giovani europei, incoraggiando il dialogo tra culture diverse e la costruzione di una maggiore consapevolezza rispetto alle sfide contemporanee.
Nel corso degli anni il progetto si è ampliato coinvolgendo scuole di numerosi Paesi europei e affrontando tematiche sociali e ambientali attraverso seminari, incontri e attività laboratoriali. L’edizione di quest’anno è dedicata al tema dell’acqua: una risorsa fondamentale che, oltre agli aspetti ambientali e geopolitici, è stata analizzata anche in relazione al mondo della moda e dell’industria tessile.
Durante il pomeriggio, i partecipanti hanno preso parte a un laboratorio esperienziale ideato dal Centromoda Canossa in collaborazione con Atotus per riflettere sul tema del riuso creativo.
L’attività si è sviluppata in diverse fasi. Dopo un momento introduttivo dedicato alla sostenibilità e alla filosofia progettuale della scuola, gli studenti hanno partecipato a uno swap party, scegliendo t-shirt da recuperare e trasformare. Successivamente, guidati dagli studenti del Centromoda, i partecipanti si sono spostati nei laboratori per personalizzare i capi attraverso diverse lavorazioni creative e di upcycling. Un’esperienza pratica che ha permesso ai ragazzi di sperimentare concretamente come un indumento inutilizzato possa acquisire nuova vita, trasformandosi in un pezzo unico attraverso creatività, manualità e collaborazione.
L’iniziativa ha rappresentato anche un’occasione per mostrare come la moda possa diventare uno strumento educativo capace di affrontare temi complessi come sostenibilità, consumo responsabile e impatto ambientale. A conclusione dell’evento, i partecipanti hanno contribuito ad una lavagna virtuale, lasciando pensieri, impressioni e messaggi legati all’esperienza vissuta e al tema del riuso.
L’evento ha trasformato il Centromoda Canossa in uno spazio internazionale di dialogo e sperimentazione, dove sostenibilità e creatività si sono intrecciate in modo concreto.Tra tessuti, idee e nuove relazioni, il pomeriggio ha mostrato come la scuola possa diventare un luogo capace di connettere persone, culture e sensibilità diverse, formando non solo competenze tecniche ma anche cittadini più consapevoli del proprio ruolo nel mondo.
Creatività in campo alla Sfp Canossiana di Treviso
C’è un momento in cui la creatività incontra lo sport e smette di essere solo espressione per diventare identità. È ciò che è accaduto a Treviso, dove un ambizioso concorso di idee è diventato un vero e proprio laboratorio di creatività condivisa. Protagonisti, gli studenti del Liceo Artistico Statale, dell’I.I.S. Palladio e della Scuola di Formazione Professionale ENAC dell’Istituto Canossiano, chiamati a dare un volto, anzi, una mascotte al Treviso FBC.
Non si è trattato semplicemente di disegnare un personaggio, ma di costruire un simbolo capace di incarnare l’anima di una squadra e il legame profondo con il suo territorio. La mascotte, infatti, nasce come ponte: tra club e tifosi, tra città e identità sportiva, tra tradizione e immaginazione.
Il progetto ha preso forma attraverso un percorso strutturato e coinvolgente. Dieci gruppi interdisciplinari si sono messi alla prova affrontando tutte le fasi del processo creativo: dall’ideazione del concept allo sviluppo dell’identità visiva, dalla costruzione dello storytelling fino alla realizzazione di prototipi tridimensionali. Un’esperienza concreta, che ha permesso agli studenti di misurarsi con dinamiche reali di progettazione, affinando competenze fondamentali come il lavoro di squadra, la gestione del tempo e l’integrazione delle conoscenze.
La forza dell’iniziativa risiede proprio nella collaborazione tra istituti diversi, che ha dato vita a un ecosistema progettuale ricco e articolato. Le competenze tecniche si sono intrecciate con quelle artistiche e narrative, generando proposte coerenti, originali e fortemente identitarie.
Il risultato è oggi visibile in un percorso espositivo che racconta dieci mascotte, dieci visioni diverse, unite da un unico obiettivo: diventare il simbolo riconoscibile del Treviso FBC.
In un’epoca in cui il legame tra sport e comunità è sempre più centrale, questo progetto dimostra come la scuola possa essere un motore di innovazione culturale e sociale. Perché educare significa anche dare forma alle idee. E, in questo caso, dare un volto, unico e condiviso, a una passione collettiva.
La Skills Competition della Sfp Canossiana di Verona a Madrid
Il percorso è iniziato ufficialmente l’8 aprile 2026 con un incontro online dedicato alla presentazione dei partner e dei partecipanti. Ma è dal 13 aprile che la competizione è entrata nel vivo presso la sede ospitante a Madrid presso la Ies Puerta Bonita, con il lancio di una campagna di comunicazione mirata e complessa.
Insieme agli studenti di Verona, c’erano anche colleghi tedeschi di Berlino dal Mediencollege, i portoghesi dell’ETIC di Lisbona e Algarve e chiaramente anche gli studenti spagnoli.
Gli studenti hanno partecipato a una sessione di approfondimento cruciale su “Disinformazione, Radicalismo e Intelligenza Artificiale nei Social Network e nei Media”, guidata dalla prof.ssa Carolina Fernández-Castrillo dell’Università Carlos III di Madrid. Questo seminario ha fornito le basi teoriche per la sfida pratica: ideare una campagna capace di contrastare la radicalizzazione e le fake news. Divisi in gruppi di lavoro internazionali, gli studenti hanno affrontato tutte le fasi di una vera agenzia di comunicazione:
Ideazione e Strategia Sviluppo Creativo Progettazione Merchandising
Ogni giornata di lavoro si è conclusa con una presentazione dei risultati intermedi davanti a un team di docenti, simulando un vero “pitch” aziendale per ricevere feedback diretti e migliorare i progetti in tempo reale.
Il momento culminante della competizione è avvenuto venerdì 17 aprile, con la fase di produzione fisica dei materiali. Gli studenti della SFP Canossiana hanno potuto utilizzare macchinari professionali per dare vita alle loro idee:
Stampa diretta (DTG) su tote bag e realizzazione di spille. Stampa a caldo di tazze e serigrafia su magliette.
La settimana si è conclusa con la proiezione dei materiali digitali e la valutazione finale del team docente. Oltre all’aspetto professionale, non è mancato il momento della convivialità, con una cena gastronomica celebrativa che ha sancito il successo dell’esperienza e i legami internazionali creati.
Gli allievi dell’obbligo formativo dell’ ENAC Puglia hanno preso parte alla “CombiGuru Challenge“, la competizione tra istituti alberghieri più prestigiosa d’Italia.
Si sono messi in gioco fin dal primo giorno, sfidandosi sull’App, studiando, sudando e crescendo insieme, fase dopo fase, fino a sognare quel traguardo.
E poi, quel sogno ha preso il volto di Leonardo: è stato lui a conquistare il pass, diventando il simbolo di tutto l’ENAC. Il 31 marzo 2026, a Padova, Leonardo non era solo: con lui portava la passione, le ore di preparazione e i consigli preziosi dello Chef Giuseppe De Monte che lo ha guidato con maestria fino a questo momento cruciale.
Il risultato? Un meritatissimo 4° posto che brilla più di ogni medaglia.
Ma sapete cosa ci rende davvero orgogliosi? Il messaggio che Leonardo ha urlato al mondo con il suo lavoro. La sua presenza a Padova ha dato voce a tutti quei ragazzi che la società troppo spesso preferisce ignorare, etichettare o mettere in un angolo e che, invece, hanno una “fame” di futuro che non può essere spenta. Siamo immensamente fieri di Leonardo. Il suo talento e la sua voglia di mettere alla prova le sue capacità hanno dimostrato che il futuro appartiene a chi ha il coraggio di “cucinarlo” con il cuore.
TalitaKUM: marzo, il mese dei legami che si raccontano e si vivono
Ci sono mesi che scorrono veloci e altri che lasciano tracce più profonde. Marzo, è stato un mese fatto di storie, incontri e momenti condivisi, dove ogni attività ha avuto il sapore autentico della partecipazione.
Il TalitaKUM, Centro Polivalente della Fondazione ENAC Puglia ETS – Ente Nazionale Canossiano ha iniziato il suo marzo del 2026 con una giornata speciale, dedicata alla festa della donna. Un pomeriggio diverso dal solito, arricchito dalla presenza di una lettrice e proprietaria della libreria “La Borsa di Tappeto”, che ha portato con sé parole capaci di emozionare. Le sue letture hanno riempito la stanza di silenzi attenti e occhi curiosi, creando un’atmosfera intima e coinvolgente. Ma TalitaKUM non è mai solo ascolto: è esperienza, è relazione. Ed è così che, al termine delle letture, i ragazzi sono diventati protagonisti di un workshop speciale. Accanto a loro, una figura femminile della propria famiglia: mamme, nonne, sorelle. Insieme hanno condiviso pensieri, creatività e piccoli gesti carichi di significato. Un modo semplice ma potente per celebrare le donne, quelle vicine, quelle che ogni giorno fanno la differenza senza bisogno di grandi parole. E come ogni momento che si rispetti, anche questo si è concluso con un tocco di dolcezza: la degustazione della torta mimosa, preparata con cura dai ragazzi. Non solo un dolce, ma il simbolo perfetto di una giornata fatta di attenzione, impegno e collaborazione.
Il 19 marzo, invece, il centro ha cambiato completamente ritmo. In occasione della festa del papà, TalitaKUM si è trasformato… quasi in uno stadio. L’energia era quella delle grandi occasioni, l’atmosfera ricordava quella del Bernabeu, e in campo sono scesi dei veri “campioni”: papà e figli, pronti a sfidarsi in un quadrangolare all’insegna del divertimento.
Tra azioni improvvisate, risate e tifo caloroso, ogni squadra ha dato il massimo. Solo una ha sollevato la coppa, è vero, ma il risultato più importante è stato un altro: giocare insieme, rispettarsi e condividere un momento autentico. Perché, in fondo, è questo che resta davvero. E poi, come spesso accade quando l’entusiasmo prende il sopravvento, è successo qualcosa di inaspettato: a un certo punto, la partita si è trasformata. Le regole si sono fatte più “elastiche”, i ruoli più confusi, e quello che sembrava calcio ha iniziato ad assomigliare… quasi a una partita di rugby. Papà contro figli, senza esclusione di risate. Una scena difficile da raccontare, ma facilissima da immaginare. L’energia della giornata è stata così coinvolgente che i partecipanti, a fine attività, avevano già le idee chiare: “quando si rifà?”. E la risposta non si è fatta attendere. Una nuova sfida è già nell’aria, questa volta ancora più grande, ancora più inclusiva: un vero e proprio Family Day, dove a scendere in campo saranno le famiglie al completo. Marzo, a TalitaKUM, è stato tutto questo: un intreccio di emozioni, relazioni e momenti condivisi. Perché qui ogni attività è solo un punto di partenza. Il vero traguardo è sempre lo stesso: far sentire ogni bambino, ogni ragazzo, ogni famiglia parte di qualcosa di importante. E mentre i giorni si allungano e l’aria si fa più mite, una cosa è certa: il bello deve ancora venire.
5inergia Cfp Canossa Milano e JRK di Paide (Estonia)
Cos’è la sinergia? È lavorare insieme sapendo che la parte che faccio io si completerà e prenderà significato e valore insieme alla parte che fa un’altra persona.
Anche se nell’’aziendalese’ più spinto è ormai una parola inflazionata (e spesso usata a sproposito), nel caso della collaborazione tra ENAC Lombardia CFP Canossa Milano e JRK di Paide (Estonia), il termine ‘sinergia‘ recupera tutta la sua forza: qui è davvero centrato perché non si è trattato di un semplice scambio, ma di un vero incastro di competenze.
Per il quinto anno consecutivo abbiamo ospitato a Milano un gruppo di studenti del corso di informatica del JRK di Paide. Come per le scorse edizioni, la cooperazione si è articolata in una fase online (febbraio 2026) e una in presenza (marzo 2026). Durante il periodo milanese, Agor, Jan, Max e Sander si sono dedicati a un importante progetto di sviluppo: una web app che il JRK utilizzerà nei propri corsi per Assistente veterinario, specificamente per la cura dei cavalli. L’aspetto più interessante, a mio avviso, è stata l’integrazione tra lo sviluppo tecnico e la fase — cruciale — di progettazione dei contenuti. Ma, al di là dei processi, credo che il modo migliore per raccontare questa esperienza sia dare voce ai protagonisti: ecco le impressioni dei ragazzi.
Agor: “Questo tirocinio mi è piaciuto perché ho imparato come funzionano lo sviluppo di app e il web design e cosa serve per realizzarli. All’inizio non ne avevo idea, ma questa esperienza mi ha aiutato a capire tutto il processo. Non ho davvero nulla di negativo da dire. A scuola sono stati tutti gentili con noi — ok, alcuni erano un po’ molesti, aprivano la porta e scappavano via, ma non importa. Sono davvero grato per l’opportunità di aver vissuto un mese in Italia, per aver visto com’è la cultura qui e per aver esplorato la bellissima città di Milano.”
Jan: “Mi è piaciuto molto lo stage che abbiamo fatto all ENAC Lombardia CFP Canossa. Durante il tirocinio abbiamo imparato come funziona lo sviluppo di app con PHP, HTML, CSS e JavaScript. Prima di questa esperienza, sapevo solo creare siti web molto semplici con Nextcloud e WordPress. Lo stage mi è piaciuto molto perché abbiamo imparato a lavorare insieme come una squadra e a essere più indipendenti dagli aiuti esterni.
Prima di venire in Italia, avevo sentito dire che fosse un po’ pericoloso, dato che questa è una città molto grande, più grande dell’Estonia (il paese da cui proveniamo). Invece non abbiamo avuto nessuna esperienza negativa con le persone; quasi tutti quelli che abbiamo incontrato sono stati molto gentili e amichevoli. Una cosa che ho notato degli italiani è che sono più socievoli e parlano molto più degli estoni.
Ci sono però dei lati negativi: una cosa che ho notato a Milano è che non ci sono molti alberi e aree verdi; un’altra cosa che ho visto in tutta la città è che le strade non sono molto pulite. Se ignorassimo questi problemi, Milano non sarebbe affatto una brutta città in cui vivere.”
Max: “Il mio tirocinio in Italia è stato splendido: mi sono sentito accolto e ho acquisito sicurezza. Ho fatto pratica con l’inglese e con un po’ di italiano (imparato con Duolingo), ho ammirato l’impressionante architettura storica anche se non capisco le persone che imbrattano di graffiti gli edifici! Superata una breve fase iniziale di rodaggio, le ottime strutture e la gentilezza dei locali hanno reso l’esperienza formativa e indimenticabile.“
Sander: “Nel complesso, lo stage è stato positivo perché ho migliorato il mio livello di inglese e ho imparato a comunicare e a confrontarmi meglio con le persone in questa lingua. Cosa più importante, ho imparato lo sviluppo web, un ambito con cui non avevo mai avuto a che fare prima; anche se non è esattamente ciò su cui si concentra la nostra specializzazione, è stato comunque interessante seguire l’intero processo, dal design all’implementazione. Ho sicuramente imparato molto e mi è venuta persino voglia di approfondire l’argomento in futuro.
Le persone sono generalmente gentili e disponibili e comunicano molto, anche se a volte per le strade si sentiva odore di cannabis; abbiamo visto anche dei truffatori e il modo in cui la gente parcheggia qui è curioso e decisamente più insolito rispetto all’Estonia. Tuttavia, anche questi piccoli dettagli non hanno lasciato una cattiva impressione dell’Italia; finora penso che qui ci siano un’architettura bellissima e brave persone.“
Proff. Alessandro Visigalli ICT, Web Design, Sviluppo App Android/iOS, Tutor Alternanza, Erasmus+
Dopo aver partecipato al passaggio della Fiaccola Olimpica e ad averne condiviso i valori di pace, rispetto e amicizia, in occasione delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina, il Cfp di Magenta ha organizzato le ENAChiadi .
Le diverse classi si sono messe alla prova in una vera e propria “olimpiade del sapere” sfidandosi in diverse discipline didattiche – italiano, matematica, inglese, informatica e tecniche di laboratorio– dimostrando impegno, spirito di squadra e voglia di mettersi in gioco.
Ogni prova è stata occasione per valorizzare competenze diverse, in un clima di sana competizione, gioco e collaborazione. Il momento più significativo è stato senza dubbio la cerimonia conclusiva, che ha visto anche la partecipazione della Protezione Civile di Magenta, accolta con grande rispetto e riconoscenza. Per l’occasione, gli studenti del corso di pasticceria hanno realizzato dei biscotti artigianali, donati come segno di ringraziamento per il prezioso lavoro svolto come volontari a supporto delle Olimpiadi.
Durante la cerimonia sono stati premiati i tre gruppi vincitori, che hanno conquistato rispettivamente la medaglia d’oro, d’argento e di bronzo. Un riconoscimento speciale è stato inoltre assegnato al gruppo che ha ideato il miglior inno olimpico: un progetto creativo che ha unito tecnologia e talento, grazie all’uso dell’intelligenza artificiale per la musica e alla scrittura originale dei testi. La cerimonia, avvenuta alla presenza dell’Assessore con deleghe allo sport e tempo libero di Magenta, si è conclusa con un momento simbolico di grande suggestione: lo spegnimento del braciere olimpico, appositamente creato nel giardino del Centro, a sancire la fine dei giochi e l’esperienza condivisa.
A concludere la giornata, un momento conviviale con un rinfresco realizzato dagli allievi di Sala-Bar, aperto a tutti i partecipanti. Per l’occasione è stato anche creato un aperitivo speciale, il “Ma.Mi.Co”, nome che richiama Magenta, luogo della creazione, e le città di Milano e Cortina, ispirazione degli ingredienti utilizzati, tipici delle zone olimpiche. Un finale perfetto per celebrare insieme un’esperienza educativa che ha unito i ragazzi in sfide di gioco, creatività e conoscenza.
TalitaKUM: un pomeriggio che cambia le giornate (e un po’ anche la vita)
Ci sono luoghi che non sono semplicemente spazi, ma diventano casa.
Il TalitaKUM, Centro Polivalente della Fondazione ENAC Puglia ETS – Ente Nazionale Canossiano con sede in Via Gioberti, 24 a Foggia, è uno di questi. Tra compiti e attività, si costruisce molto di più dello studio: si costruisce fiducia. Basta poco, a volte, per fare la differenza. Uno sguardo attento, una parola di incoraggiamento, qualcuno che si siede accanto e dice, senza bisogno di troppe spiegazioni: “ce la puoi fare”. Ma è nei momenti condivisi che TalitaKUM rivela davvero la sua anima. Il mese di febbraio ne è stato un esempio concreto, tra feste, sorrisi e piccoli grandi traguardi. Durante la festa di Carnevale, il centro si è trasformato in un mondo colorato, fatto di fantasia e libertà. Tra maschere, musica e risate, ogni bambino ha potuto esprimere una parte di sé. E in mezzo a tutti quei personaggi, uno in particolare ha lasciato il segno: Greta, con il suo splendido travestimento da Jasmine, ha conquistato tutti. Non è stato solo un costume ben fatto, ma la luce nei suoi occhi, la sicurezza con cui si muoveva, la gioia nel sentirsi vista e apprezzata.
Quando è stata proclamata vincitrice, l’emozione era tangibile: un sorriso grande, quasi incredulo, di quelli che restano. Anche San Valentino ha regalato momenti speciali, diversi ma altrettanto intensi. La festa si è trasformata in un’occasione per celebrare i legami, quelli veri, fatti di affetto e presenza. Tra giochi e attività, una coppia ha colpito tutti per complicità e sintonia: Michelle e il suo papà Tiberio. La loro intesa, i sorrisi condivisi, la naturalezza con cui si cercavano durante le prove… tutto parlava di un legame profondo. Quando sono stati premiati come coppia più unita, la loro gioia era sincera, semplice, ma fortissima. Un momento che ha emozionato non solo loro, ma anche chi guardava. Sono attimi che sembrano piccoli, ma che per i bambini significano tantissimo. Perché in quei momenti si sentono riconosciuti, valorizzati, importanti. E quella gioia, quell’emozione pura, diventa qualcosa che si portano dentro. Il venerdì, ormai, ha un sapore speciale. È il giorno in cui tutto si colora un po’ di più, in cui si esce dalla routine e si crea qualcosa di unico. Ma non è solo gioco. È libertà: libertà di essere, di esprimersi, di sentirsi abbastanza. E quando anche i genitori entrano in scena, succede qualcosa di ancora più bello.
Si ride insieme, ci si sfida, ci si guarda negli occhi fuori dalla quotidianità. Sono attimi semplici, ma restano. Perché rafforzano legami, costruiscono ricordi, fanno sentire tutti un po’ più vicini. TalitaKUM non è solo un doposcuola. È un luogo dove si cresce, si cade e ci si rialza, dove ogni bambino viene visto davvero. Dove anche il più timido trova la sua voce e il più insicuro scopre di avere valore. TalitaKUM continua così, giorno dopo giorno, a riempire i pomeriggi di senso. Un luogo dove si cresce insieme, tra piccoli passi e grandi emozioni. E mentre si guarda ai prossimi mesi, una cosa è certa: le sorprese non mancheranno perché la PRIMAVERA sta arrivando!
ENAC Emilia Romagna: un ente di formazione dove si sta bene
Quale è la cosa più importante nella formazione? Dare capacità e conoscenze per far raggiungere a tutti i corsisti un livello più alto di competenze rispetto a quelle di partenza. E quale è il fattore cruciale, se i corsisti sono minorenni e frequentano la IeFP? Farli crescere come persone, dar loro consapevolezza del mondo, generare curiosità, far sì che stiano bene e promuovere la loro umanità; e questo a prescindere dal profilo professionale. Proprio per il loro benessere la nostra è da sempre è una scuola che sostiene l’umano e promuove salute. In questi anni ENAC Emilia Romagna ets ente di formazione con due sedi nella città di Fidenza, ha fatto alcune operazioni importanti per garantire il benessere e promuovere l’apprendimento in salute dei propri allievi.
Di particolare rilievo sono stati il rinnovo completo di tutto il parco didatticohardware e software, di tutti i laboratori di Simulimpresa e di Informatica; è stata aggiunta una considerevole sezione di didattica Wi-Fi on demand che permette ai docenti di trasformare un’aula didattica normale in un’aula dotata di dispositivi digitali, questo grazie a un set di computer portatili e di tablet che possono garantire all’intera classe un supporto digitale su richiesta, e secondo le indicazioni didattiche che i docenti predispongono.
È proprio di questi giorni invece l’ultimo step, che ha riguardato il tinteggio di tutte le aule teoriche e dei laboratori (simulimpresa, informatica, estetica e acconciatura); il rinnovamento dei locali è stato effettuato sia per una questione di salubrità, sia per una questione estetica, con la scelta di colori sgargianti e tradizionalmente non presenti nelle aule scolastiche, che mettono allievi e staff in condizione di essere attivi e stimolati all’apprendimento, operativi e ben predisposti al lavoro didattico.
In particolare, l’operazione di risanamento e tinteggio dei locali è stata portata avanti con un progetto interno dell’ente che ha visto collaborare docenti, tutor, coordinatori e operatori dell’ente, allievi, genitori e anche genitori di nostri docenti che si sono messi a disposizione. Un particolare ringraziamento va al signor Gianni Belloni, che ha coordinato i lavori e ha fatto tanto di più di quanto era stato richiesto, generando un ambiente positivo, un lavoro fatto a regola dell’arte, un esito di ambienti davvero creativi.
Tutto ciò si innesta sulla scia di una didattica per ambienti di apprendimento, che l’ente percorre già da alcuni anni, e che garantisce locali, attrezzature, scelte espositive, disposizione delle sedute dei banchi e degli allievi funzionalmente ad ogni tipo di materia, ad ogni tipo di lavoro, di attività di apprendimento e di obiettivo da raggiungere.
Il recente Beauty Daydel 19 gennaio 2026 ha visto coinvolti tutti gli allievi dell’area amministrativa e dell’area estetica ed ha accolto i “clienti didattici” in questi nuovi ambienti, che sono stati molto apprezzati e hanno sortito complimenti da parte di tutti.
Lo staff e la Direzione dell’ente sono soddisfatti di quanto è stato fatto e stanno già pensando a quali altri progetti potranno essere messi in campo nei prossimi mesi dell’anno per rendere più funzionale, accogliente e sereno l’ambiente in cui i nostri allievi si trovano tutti i giorni a vivere.