Carisma e STEM: i laboratori Tech Transfer con Wondergene a Monza
Nel contesto del progetto Carisma&STEM per cittadini del futuro, gli studenti dell’Istituto Canossiano di Monza hanno partecipato a un’esperienza formativa che ha integrato scienza, sostenibilità e imprenditorialità attraverso un approccio davvero coinvolgente: Tech Transfer – La start-up con le mani in pasta in collaborazione con Wondergene partner di progetto.
Il progetto è stato strutturato in modalità Challenge Based Learning: gli studenti, organizzati in team, hanno affrontato problematiche reali legate al cibo e alla sostenibilità, sviluppando soluzioni innovative in ambito biotech, valutandone la fattibilità tecnica ed economica e arrivando alla progettazione di start-up innovative nel settore agroalimentare.
Cuore centrale del percorso è stato il laboratorio scientifico, svolto interamente in modalità hands-on, che ha consentito agli studenti di sperimentare direttamente tecniche di biologia molecolare e biotecnologie applicate al settore alimentare. In particolare, i ragazzi hanno messo le mani in pasta, letteralmente, lavorando sull’analisi di campioni alimentari per verificare la presenza o l’assenza di modificazioni genetiche. Hanno poi approfondito le tecniche di PCR (Reazione a Catena della Polimerasi) applicate agli alimenti, comprendendo il ruolo di questa tecnica nell’amplificazione del DNA per il controllo di qualità, la sicurezza alimentare e la tracciabilità delle filiere. Attraverso l’identificazione di specifiche sequenze di DNA, hanno acquisito competenze fondamentali nel campo delle biotecnologie.
L’approccio didattico adottato ha favorito lo sviluppo delle competenze trasversali delle 4C: il pensiero critico per analizzare problemi complessi e trovare soluzioni innovative, la creatività per progettare soluzioni originali in ambito biotech, la comunicazione per esprimersi in modo efficace sia in ambito scientifico che aziendale, e la collaborazione per lavorare in team e raggiungere obiettivi comuni. A queste si aggiunge l’uso consapevole degli strumenti digitali, fondamentali per la progettazione e il pitch delle start-up.
L’obiettivo finale dell’attività è stato quello di costruire una start-up innovativa nel settore biotech applicato all’agroalimentare. Gli studenti hanno dovuto identificare un problema reale legato a cibo e sostenibilità, progettare una soluzione biotecnologica, definire gli step attuativi, valutare la fattibilità tecnica ed economica e presentare il progetto con un pitch imprenditoriale.
Un percorso completo che ha permesso agli studenti di comprendere come la ricerca scientifica possa trasformarsi in innovazione concreta e sostenibile.
Il progetto è stato guidato, come per quello di Como, dalla dott.ssa esperta Ana Rodriguez Prieto, biochimica e biologa.






