Scienza Senza Confini: Lo Scambio Erasmus+ tra Brescia e Aquisgrana
24 studenti, dodici italiani del Canossa Campus di Brescia e dodici tedeschi del St. Leonhard Gymnasium di Aachen, protagonisti di un progetto Erasmus+ che ha unito chimica sostenibile, biodiversità e fotosintesi in un’esperienza educativa che si è sviluppata in due momenti: la prima mobilità in Germania (1-6 dicembre 2025) e il ritorno a Brescia (25-30 gennaio 2026).
Il progetto coordinato dal Prof. Stefano Andreoli e dalla Prof.ssa Giulia Paola Beduschi, ha permesso ai ragazzi di crescere non solo dal punto di vista educativo, ma anche relazionale, vivendo l’esperienza dell’ospitalità in famiglia e lavorando insieme su temi cruciali per il futuro del pianeta.
La struttura è immersa in un paesaggio variegato tra meleti, boschi e panoramiche catene montuose. Il paese di Coredo offre numerose passeggiate nella natura e si trova a breve distanza dall’antichissimoSantuario di San Romedio, uno degli eremi più caratteristici d’Europa.
“Una Scuola Neutrale per il 2030: chimica sostenibile e il riciclo della plastica”. Questo è stato il tema della prima settimana di scambio ad Aquisgrana, dove gli studenti italiani sono stati accolti dal St. Leonhard Gymnasium, una scuola con oltre 400 anni di storia nel cuore della città tedesca.
Le attività si sono concentrate su un approccio pratico e sperimentale. Nel laboratorio di chimica della scuola, gli studenti hanno creato bioplastiche partendo da materiali naturali come banane, latte e patate. Un’esperienza che ha reso tangibile come i legami chimici nelle componenti naturali possano formare film di bioplastica.
Il momento più significativo è stata la visita all’Università di Aquisgrana, dove i ragazzi hanno seguito una lezione universitaria sulla chimica del riciclo e dei poliesteri, visitato i laboratori di ricerca osservando dal vivo un microscopio elettronico, sperimentato un laboratorio di fotochimica creando pigmenti fotosensibili e scoperto l’istituto di ricerca sui processi delle bioplastiche, comprendendo come l’industria crea e ricicla la plastica.

A gennaio il Canossa Campus di Brescia ha ospitato gli studenti tedeschi per la seconda parte del progetto: “Decoding Nature to save our planet: a biochemical approach to photosynthesis and biodiversity”.
La settimana bresciana si è articolata in cinque giornate intense. Dopo l’accoglienza del primo giorno, le lezioni sull’Agenda 2030 e la fotosintesi hanno gettato le basi teoriche, subito trasformate in pratica con l’identificazione di specie vegetali nel laboratorio scientifico.
Il secondo giorno ha portato il gruppo al Museo di Scienze Naturali di Brescia, dove il confine tra micro e macro è svanito: sezioni fogliari osservate al microscopio, fotosintesi misurata in tempo reale, l’erbario storico che raccontava secoli di biodiversità. La sera, il centro città, una cena insieme e uno spettacolo di magia con le carte hanno chiuso la giornata in leggerezza.








Il terzo giorno è stata la volta dell’Università di Brescia e delle sue lezioni sulla chimica sostenibile: termodinamica, fotovoltaico, idrogeno verde. Nel pomeriggio, Verona li ha accolti per una passeggiata tra storia e cultura. Il quarto giorno li ha visti camminare lungo la Valle delle Cartiere sul Lago di Garda, tra vegetazione relitta e specie invasive, con il pranzo al sacco alla Chiesa di Gaino e il lago che brillava nel pomeriggio di Toscolano Maderno.
L’ultimo giorno, il cerchio si è chiuso: presentazioni di gruppo, riflessioni condivise, feedback su quanto vissuto, e poi la pizza tutti insieme prima dei saluti.
Un modo diverso di imparare, dove l’Agenda 2030 non è rimasta una lista di obiettivi ma è diventata urgenza condivisa, dove la sostenibilità si è toccata con mano e le competenze scientifiche sono cresciute insieme alle amicizie internazionali.
