L’Officina dell’Amore: il cammino quaresimale dei bambini della Scuola Primaria “Maddalena di Canossa” di Pavia
Ci sono momenti dell’anno in cui la scuola respira un “profumo del cuore” nuovo. Le aule diventano luoghi più riflessivi, i gesti più attenti, le parole più misurate. È come se un respiro più profondo attraversasse i corridoi, invitando tutti, bambini, insegnanti, famiglie, a fermarsi un istante e ad ascoltare ciò che accade “dentro”, a pensare.
La Quaresima è uno di questi momenti: un tempo antico e sempre nuovo, un tempo che non chiede di fare di più, ma di fare meglio; non di correre, ma di guardare; non di aggiungere, ma di purificare.
Alla Scuola Primaria “Maddalena di Canossa” di Pavia questo tempo assume quest’anno un significato particolare, perché diventa un laboratorio vivo, un’officina di cura e di crescita interiore. I bambini, accompagnati dalla maestra di Religione Monica Ferrari e da tutti i docenti, vivono un percorso che intreccia Vangelo, simboli, preghiera e piccoli gesti quotidiani. Un percorso che non parla solo alla mente, ma soprattutto al cuore.
Le classi quinte hanno studiato da vicino la civiltà etrusca, una delle più affascinanti dell’Italia antica. Fioriti tra il IX e il I secolo a.C. nell’Italia centrale, gli Etruschi erano abili navigatori, commercianti, urbanisti, ma soprattutto straordinari artigiani. La loro arte orafa è ancora oggi considerata una delle più raffinate del mondo antico: orecchini, fibule, collane e pendenti realizzati con tecniche come la granulazione, la filigrana, l’uso sapiente dell’oro, dell’ambra, della pasta vitrea e delle pietre dure.
Il laboratorio creativo ha trasformato le classi quinte A e B in un vero atelier antico. I bambini hanno lavorato con entusiasmo, alternando momenti individuali, in cui ciascuno ha potuto esprimere la propria sensibilità artistica, a momenti di gruppo, in cui la collaborazione ha dato vita a creazioni sorprendenti.
Il percorso non è stato solo artistico. La Scienza ha accompagnato i bambini nell’osservazione dei materiali, nelle trasformazioni della materia, nella scoperta delle proprietà delle superfici, nella ricerca di equilibrio e simmetria. Ogni collana, ogni bracciale, ogni anello è diventato un piccolo esperimento, una sintesi di conoscenza e manualità.
Il risultato finale è stato una collezione di gioielli che sembra uscita da un museo… ma con un tocco di modernità che solo i bambini sanno dare. Colori vivaci, materiali inaspettati, forme nuove: la storia si è fatta viva, giocosa, attuale.
Guardando i loro lavori, si ha la sensazione che gli antichi artigiani etruschi avrebbero sorriso, riconoscendo in quei piccoli creatori la stessa passione per la bellezza.
Racchette in movimento, cuori in gioco: Il progetto curricolare di Padel delle classi seconde
Alla Scuola primaria “Maddalena di Canossa” di Pavia ogni giornata è un mosaico di esperienze diverse: attività che si intrecciano, metodologie dinamiche che dialogano, ricerca continua di progettualità integrata e proposte di approfondimento. In questo contesto educativo, il progetto curricolare di Padel vissuto dalle classi seconde A e B si è inserito come un tassello prezioso: un’esperienza che ha trasformato la palestra in un campo di gioco, il campo in un laboratorio di emozioni, e ogni bambino in un piccolo atleta capace di sorprendere sé stesso.
Da tempo, nell’ambito dell’Educazione Fisica, il maestro Mattia Maini propone alle classi della Scuola Primaria attività curricolari sportive integrative che arricchiscono il programma motorio settimanale: pattinaggio, golf, arti marziali, atletica. Negli ultimi anni, grazie anche al sostegno delle Federazioni sportive, queste attività sono diventate un’occasione preziosa per offrire ai bambini esperienze di qualità, guidate da istruttori qualificati e integrate nella didattica quotidiana. Per le classi seconde, quest’anno, la scelta è caduta sul padel, uno sport in grande crescita, semplice da apprendere, inclusivo, dinamico, capace di coinvolgere tutti.
Il padel ha una caratteristica che lo rende perfetto per i bambini: si gioca in coppia. Non c’è competizione individuale, non c’è solitudine, non c’è “io contro te”. C’è un noi. E questo “noi” è diventato il cuore del progetto. Il percorso “Racchette in classe”, portato nella nostra Scuola dal Dynamyte Padel Clubdi Pavia, ha permesso ai bambini di scoprire uno sport nuovo, divertente e immediato, guidati dagli istruttori del progetto e accompagnati costantemente dal maestro Mattia e dalla docente dell’area umanistica Elena Rossi, entrambi presenti in campo, attivi partecipi con gli alunni.
Una frase molto amata dagli appassionati dice: “Nel padel non vinci da solo: vinci quando impari a fidarti.” E i bambini lo hanno sperimentato in ogni scambio.
Il padel ha insegnato ai bambini qualcosa che va oltre il gesto tecnico. Giocare in coppia significa: accettare che la vittoria è condivisa imparare a guardarsi capire quando intervenire e quando lasciare spazio sostenere il compagno quando sbaglia gioire insieme quando si riesce.
È stato emozionante vedere come i bambini abbiano sviluppato una forma di resilienza intelligente: quella capacità di fermarsi, respirare, riorganizzarsi e ripartire insieme.
Molti hanno scoperto talenti che non sapevano di avere: chi una grande precisione, chi una velocità sorprendente, chi una calma strategica, chi una capacità naturale di incoraggiare l’altro.
La Bussola Interiore: quando la scuola diventa un luogo che insegna a pensare
Nelle settimane di Febbraio, la Scuola “Maddalena di Canossa” di Pavia ha sviluppato un progetto significativo: un tempo dedicato all’ascolto, alla riflessione, alla crescita interiore, il percorso “La Bussola Interiore”, per lo sviluppo del pensiero critico nei bambini dai 6 ai 10 anni. Esso è parte del progetto regionale “Scuola in Ascolto” (CUP E81I24000020002 – Rete n. 6, Protocollo E1.2024.0104862), finanziato da Regione Lombardia. Un progetto che non insegna solo a “fare scelte giuste”, ma a capire da dove nascono le scelte, quali emozioni le guidano, quali influenze le orientano, quali conseguenze generano. Un progetto che educa alla libertà interiore, alla responsabilità, al discernimento, tenuto dalla psicologa e psicoterapeuta Monica Demichelis.
Perché una bussola interiore?
Perché i bambini di oggi crescono in un mondo che parla forte, velocissimo, spesso senza pause. Un mondo che propone modelli, tendenze, pressioni, imitazioni. Un mondo che rischia di dire loro chi essere prima ancora che loro possano chiedersi chi vogliono diventare. E allora la scuola si ferma. Ascolta. E offre ai bambini uno spazio nuovo: un luogo dove imparare a riconoscere le proprie emozioni, distinguere i desideri autentici da quelli “presi in prestito”, prevedere le conseguenze delle proprie scelte, dire “no” senza paura e “sì” con consapevolezza.
Le prime lezioni del Progetto “La bussola interiore” sono state un laboratorio di umanità e di rafforzamento della sicurezza interiore. I bambini hanno riflettuto sull’importanza di decidere senza la paura di essere diversi. Hanno parlato di emozioni e pressioni , riflettendo su quanto una scelta possa nascere da loro oppure no. Prevedere le conseguenze e valutare le alternative, è stato subito per i più grandi un ragionare sull’assunzione della responsabilità delle proprie azioni. Sappiamo come la prevenzione dei comportamenti a rischio non avviene con divieti, ma con strumenti interiori che aiutano a non imitare laddove può esserci qualcosa che può far male o avere conseguenze negative per sé e per gli altri. I bambini si sono interrogati sul lasciarsi e non lasciarsi trascinare e quanto la scelta di pensare prima di agire possa limitare i conflitti e favorire le soluzioni, riportando serenità in situazioni difficili. In queste prime lezioni la scuola ha educato alla libertà buona; in un tempo in cui spesso si spinge verso l’omologazione, questo percorso restituisce ai bambini e ai ragazzi il diritto più prezioso: la possibilità di diventare se stessi.
Il progetto è articolato in cinque moduli tematici, ognuno dei quali ha apre ai bambini e ai ragazzi una finestra nuova sul proprio mondo interiore e sulle dinamiche del gruppo.
La scuola di Pavia celebra Santa Giuseppina Bakhita
Venerdì 6 Febbraio, nell’Aula Magna della Scuola “Maddalena di Canossa” di Pavia, centonovanta bambini della Scuola Primaria , hanno respirato insieme la stessa emozione. Dopo una settimana di presentazione della figura di Santa Giuseppina Bakhita da parte della docente di Religione, gli alunni hanno vissuto un’ora celebrativa densa come un racconto antico, capace di unire storie lontane e vite presenti. Hanno ricordato Santa Giuseppina Bakhita, una donna che ha attraversato il dolore senza lasciarsi spegnere, trasformando la ferita in luce, la paura in fiducia, la schiavitù in libertà interiore.
L’incontro si è aperto con il canto dedicato a “Bakhita, un raggio di sole”: voci diverse, timbri diversi, ma un unico ritmo del cuore. I bambini hanno cantato con un’energia che non era solo musicale: era un modo per dire “ci siamo, siamo qui insieme per te Bakhita, che hai vissuto una vita così forte, carica e profonda e hai tanto da dirci”. Il ritornello ha creato un clima di attesa e di ascolto. Molti bambini, mentre cantavano, guardavano l’immagine di Bakhita presente nel quadro sul palco: un volto mite, un sorriso che sembra proprio conoscere ogni fatica e ogni rinascita
Guidati da Madre Anne, i bambini hanno visto un breve video sulla vita di Bakhita. Silenzio. Un silenzio che non era assenza di suono, ma presenza di attenzione. Il racconto delle origini, di una bambina strappata alla sua casa, la paura, le ferite, la lunga strada verso la libertà… tutto è passato davanti ai loro occhi del cuore, come un racconto che non appartiene solo al passato.
Molti bambini hanno riflettuto su quanto era piaciuto del video e si sono trovati unanimi nella frase forte di essersi sentita veramente “Figlia in Dio” o nella frase piena di speranza che indicava come anche dal dolore può nascere la libertà, la salvezza e la speranza. Bakhita ha fatto splendere nella sua vita l’amore e il perdono e con Madre Anne i bambini hanno riassunto la sua storia che finisce “nella luce e nella gioia”. La riflessione interattiva ha trasformato l’Aula Magna in un piccolo laboratorio di pensiero. I bambini hanno ascoltato, ma soprattutto hanno pensato. E hanno risposto. Si è parlato di libertà, speranza, rispetto, cura dell’altro, rinascita, resilienza nella fede, amore e perseveranza. Valori che non sono concetti astratti, ma che devono diventare anche piccoli e grandi gesti quotidiani: una mano che aiuta, una parola gentile, un litigio che si scioglie, un “scusa” che libera.
In Aula Magna, dopo la riflessione con Madre Anne, è seguita la preghiera a Santa Giuseppina Bakhita, alternata tra Coro A e Coro B e ha creato un ritmo , un dialogo che sembrava abbracciare tutta la sala. Le parole — dolci, profonde, accessibili — hanno permesso ai bambini di immedesimarsi: la paura, la speranza, la gentilezza, la cura, la pace… tutto ciò che appartiene alla vita di Bakhita, appartiene anche alla loro.
Infine è stato ripreso il canto su Bakhita. Questa volta le voci erano ancora più consapevoli. Come se la storia appena ascoltata avesse dato un significato ulteriore alle parole. Il ritornello, ripetuto insieme, è diventato un saluto, un grazie, un impegno ad essere “raggi di sole”.
L’istituto Canossiano di Milano “Limonta – Donzelli” vestito a festa
Anche quest’anno il presepe dell’Istituto Canossiano “Limonta – Donzelli” di Milano ha conquistato il secondo posto nella categoria scuole primarie del concorso della città di Milano. Un risultato che conferma una tradizione di eccellenza, dopo le numerose vittorie ottenute negli anni nei concorsi della Fom e del Municipio 4.
Ogni anno si ripete questa tradizione. A novembre, un gruppo di mamme e papà inizia a immaginare, inventare e creare il presepe dell’anno. Coinvolgono i bambini chiedendo loro di realizzare piccoli manufatti a tema, e poi, nelle serate successive fino ai primi di dicembre, danno vita alla loro visione.
Quest’anno la mattina del 6 dicembre, come per magia, nell’atrio della scuola è comparso un presepe bellissimo dedicato alla comunità scolastica e alle famiglie che la animano. Una sorpresa che ogni anno emoziona grandi e piccini.
Il 13 dicembre poi la scuola si è vestita a festa aprendo le porte al quartiere. Non solo per ammirare il presepe premiato, ma anche per partecipare a un mercatino benefico i cui proventi vengono destinati alla comunità canossiana per migliorie alla scuola. Un modo concreto per fare del bene mentre si condivide la bellezza della tradizione natalizia.
Ma quest’anno la giornata ha riservato una sorpresa davvero speciale. L’Istituto Canossiano è stato scelto come location per l’inaugurazione del murales realizzato in occasione delle Olimpiadi Milano Cortina 2026.
Un evento unico per la scuola, che ha ospitato gli artisti Smoe e diversi rappresentanti della politica milanese e lombarda. Il murales, che ora abbellisce la scuola, rappresenta non solo un’opera d’arte urbana di grande valore, ma anche un simbolo del legame tra la comunità scolastica e il grande evento sportivo che Milano si prepara ad ospitare.
Il 17 dicembre nella scuola Canossiana di Potenza ha vissuto uno degli appuntamenti più significativi dell’anno: il concerto di Natale “Accendi la Pace”, un evento che coinvolge tutti i bambini della scuola primaria e che nasce dal percorso d’Avvento iniziato il 29 novembre, guidato da Don Giuseppe De Marco.
Il cammino d’Avvento di quest’anno – che porta lo stesso titolo del concerto – invita grandi e piccoli a riflettere sul valore della pace come scelta quotidiana. Ogni settimana i bambini sono stati accompagnati a comprendere che la pace non è solo un grande tema internazionale, ma un impegno che parte dai gesti semplici: ascoltare, accogliere, condividere, rispettare gli altri. È proprio da questo percorso che è nata l’idea del nostro concerto, pensato come un momento in cui le voci dei bambini possano “accendere” simbolicamente la pace dentro e attorno a noi.
A dirigere l’esibizione il maestro Francesco Fabrizio, che da oltre dieci anni insegna musica e informatica nella scuola e che, con passione e competenza, accompagna i bambini alla scoperta del linguaggio musicale come esperienza di armonia, collaborazione ed espressione personale. Il maestro Fabrizio è anche autore del libro “Il Castello delle Note”, un testo pensato per gli insegnanti della scuola primaria. Il libro nasce dall’idea di offrire strumenti semplici e pratici per insegnare musica anche a chi non ha una formazione musicale specifica: attività guidate, percorsi graduali e proposte inclusive che rendono la musica accessibile e coinvolgente per tutti i bambini.
Il concerto “Accendi la Pace” rappresenta quindi la sintesi di tutto questo cammino: una festa del Natale, certo, ma soprattutto un’occasione per educare alla pace attraverso il linguaggio universale della musica.
“Che questo concerto possa accendere in ciascuno di noi la pace che nasce dalla carità, perché – come insegna il carisma canossiano – solo un cuore che sa amare e servire può diventare luce per il mondo.”
Francia, Spagna e Austria: le mobilità delle canossiane Rovato
Bilbao: un’esperienza Erasmus indimenticabile
Durante la seconda settimana di novembre, venti alunni di classe quinta della scuola primaria “Annunciata Cosi” di Rovato, accompagnati da tre insegnanti, hanno vissuto un’importante esperienza Erasmus a Bilbao, in Spagna. Un’occasione di crescita personale, culturale ed educativa che ha lasciato un segno profondo in tutti i partecipanti.
Considerata la giovane età dei bambini, il gruppo ha alloggiato insieme in hotel, una scelta che ha garantito sicurezza e condivisione per tutta la durata del soggiorno. Le giornate erano organizzate in modo strutturato e ricco di stimoli: ogni mattina il gruppo raggiungeva la scuola ospitante utilizzando i mezzi pubblici, entrando fin da subito in contatto con una realtà scolastica accogliente e dinamica.
La scuola spagnola, Centro San Viator, si è distinta per un approccio educativo basato sull’indipendenza e sull’intraprendenza degli alunni, sempre nel rispetto delle regole. I bambini erano incoraggiati a muoversi in autonomia e a partecipare attivamente alla vita scolastica. Le attività si svolgevano per l’intera giornata, fino alle ore 16, insieme ai coetanei del posto.
Nel corso della settimana sono state proposte numerose esperienze significative: dalla visita guidata in città, alla preparazione di piatti tipici locali, alle lezioni condivise in classe, fino a un’uscita nella suggestiva Oma Forest, durante la quale gli alunni hanno potuto scoprire le bellezze del paesaggio basco. In ogni momento, si sono sentiti accolti, inclusi e valorizzati.
Particolare attenzione è stata riservata all’inclusione: la scuola ha progettato attività specifiche per permettere la partecipazione attiva di tutti i bambini e delle insegnanti, coinvolgendo anche chi presentava maggiori difficoltà. L’istituto, di grandi dimensioni, ospita numerose classi composte da circa quindici alunni ciascuna, una scelta che favorisce un rapporto equilibrato tra insegnanti e studenti e consente un ampio utilizzo di attività laboratoriali e di gruppo.
Le lezioni, della durata di circa 45 minuti, prevedono pause frequenti durante le quali i ragazzi possono scendere in autonomia in cortile per momenti di relax e socializzazione.
Questa esperienza Erasmus si è rivelata speciale e profondamente significativa, non solo per gli alunni ma anche per le insegnanti: un viaggio educativo che rimarrà nel cuore di tutti come un ricordo prezioso, destinato a durare per tutta la vita.
Il pellegrinaggio ad Aquileia dell’Istituto Canossiano di Treviso
Giornata di fede e comunità per l’Istituto Canossiano “Madonna del Grappa” di Treviso, che ha vissuto un pellegrinaggio ad Aquileia con la partecipazione di tutti gli ordini di scuola: Primaria, Secondaria di I e II grado e Scuola di Formazione Professionale.
Quasi mille persone tra studentesse e studenti, insieme a docenti, Madri e personale amministrativo, hanno preso parte all’iniziativa, pensata come momento di riflessione, condivisione e approfondimento spirituale.
La giornata è iniziata con il percorso lungo la via sacra, sito archeologico romano, per poi proseguire con la celebrazione della Santa Messa di inizio anno scolastico nella Basilica di Aquileia, luogo simbolo della storia cristiana e culturale del territorio.
L’esperienza, che si colloca all’interno dell’anno giubilare, ha rappresentato un’occasione per rinsaldare il legame tra le diverse componenti dell’Istituto e per rinnovare l’impegno educativo e valoriale che caratterizza la tradizione canossiana.
Un cammino di attesa: il nostro Avvento alla scuola primaria “Maddalena di Canossa” di Bedizzole
Alla scuola primaria “Maddalena di Canossa”, l’Avvento è sempre un periodo speciale: le giornate si accorciano, l’aria profuma di inverno e nelle classi cominciano a comparire piccoli segni di festa. Ma quest’anno, più ancora degli addobbi, è stato il cammino a rendere questo tempo davvero significativo. Un cammino fatto di parole semplici, gesti quotidiani e sorrisi che si accendono, proprio come le lucine dell’albero.
Tutto è iniziato con una domanda rivolta ai bambini:
“Come ci prepariamo ad una cosa bella?”
Da lì è nato il nostro itinerario, costruito passo dopo passo, grazie al Vangelo delle domeniche e a uno slogan diverso per ogni tappa. Ogni settimana, con l’aiuto del curato della Parrocchia don Michele, abbiamo “acceso” una parola: una luce che ha illuminato la scuola dal mattino all’uscita. Giuseppina Bakhita era una bambina originaria del Sudan, rapita piccolissima e venduta come schiava. Dopo essere arrivata in Italia, liberata dalla schiavitù, decise di convertirsi al cristianesimo e diventare suora canossiana.
1ª Domenica di Avvento – Sta’ pronto!
La prima settimana i bambini hanno scoperto il valore dell’attesa. Non un’attesa annoiata, ma un’attesa attenta, come chi aspetta una sorpresa e non vuole perderne nemmeno un istante. “Accendi la pace… con te stesso”: questa frase ci ha accompagnato nelle attività quotidiane. I bambini si sono esercitati nel fermarsi un momento, respirare profondamente, riconoscere le proprie emozioni e trovare in sé un piccolo spazio di calma.
2ª Domenica di Avvento – Ascolta!
Nella seconda tappa, Giovanni Battista ci ha insegnato che le strade del cuore si preparano ascoltando. Così, in classe, abbiamo giocato con il silenzio, provato ad ascoltare davvero un compagno che parla, scoperto che capire gli altri è già un modo di voler bene. Lo slogan è diventato un impegno: “Accendi la pace… in famiglia e con gli amici.” Molti bambini hanno raccontato di aver provato ad ascoltare di più a casa, magari mentre qualcuno aveva bisogno di raccontare la propria giornata.
3ª Domenica di Avvento – Abbi coraggio!
La terza settimana il messaggio è diventato più concreto: “Accendi la pace… nel tuo quotidiano.” I bambini hanno pensato ad un piccolo gesto coraggioso da compiere: chiedere scusa, aiutare il compagno più timido, rinunciare ad arrabbiarsi subito. Ogni azione è stata una piccola scintilla, capace di cambiare l’atmosfera in classe.
4ª Domenica di Avvento – Scegli di esserci!
Con Giuseppe, che accoglie un sogno più grande di lui, abbiamo imparato l’importanza di “esserci”: non solo fisicamente, ma con il cuore. L’ultimo slogan – “Accendi la pace… nel mondo, ovunque!” – ha invitato tutti a guardare oltre la scuola, oltre le mura di casa, verso un mondo che ha tanto bisogno della gentilezza dei più piccoli.
Natale – Gioisci!
E così siamo arrivati insieme alla grotta di Betlemme. La nascita di Gesù ci ha trovato non solo pronti, ma più consapevoli, più attenti, più uniti.
“Gioisci e condividi la tua gioia”: l’ultimo messaggio è stato un invito semplice e bellissimo. I bambini l’hanno accolto con spontaneità, portando alla scuola un clima di festa che si legge negli occhi e nei gesti. Un Avvento che illumina anche noi… Questo cammino, fatto di piccole luci accese ogni settimana, non è rimasto solo un lavoro scolastico. È diventato uno stile: un modo di stare insieme più gentile, più rispettoso, più attento.
I bambini ci hanno ricordato che l’Avvento non è solo un tempo dell’anno, ma un modo di guardare agli altri con cura, come se ogni giorno fosse una porta che si apre alla gioia. E forse, la luce più bella di questo Natale, sono proprio loro: i bambini, con la loro capacità di rendere semplici anche le cose più grandi.