La scuola di Pavia celebra Santa Giuseppina Bakhita
Venerdì 6 Febbraio, nell’Aula Magna della Scuola “Maddalena di Canossa” di Pavia, centonovanta bambini della Scuola Primaria , hanno respirato insieme la stessa emozione. Dopo una settimana di presentazione della figura di Santa Giuseppina Bakhita da parte della docente di Religione, gli alunni hanno vissuto un’ora celebrativa densa come un racconto antico, capace di unire storie lontane e vite presenti. Hanno ricordato Santa Giuseppina Bakhita, una donna che ha attraversato il dolore senza lasciarsi spegnere, trasformando la ferita in luce, la paura in fiducia, la schiavitù in libertà interiore.
L’incontro si è aperto con il canto dedicato a “Bakhita, un raggio di sole”: voci diverse, timbri diversi, ma un unico ritmo del cuore. I bambini hanno cantato con un’energia che non era solo musicale: era un modo per dire “ci siamo, siamo qui insieme per te Bakhita, che hai vissuto una vita così forte, carica e profonda e hai tanto da dirci”. Il ritornello ha creato un clima di attesa e di ascolto. Molti bambini, mentre cantavano, guardavano l’immagine di Bakhita presente nel quadro sul palco: un volto mite, un sorriso che sembra proprio conoscere ogni fatica e ogni rinascita



Guidati da Madre Anne, i bambini hanno visto un breve video sulla vita di Bakhita. Silenzio. Un silenzio che non era assenza di suono, ma presenza di attenzione. Il racconto delle origini, di una bambina strappata alla sua casa, la paura, le ferite, la lunga strada verso la libertà… tutto è passato davanti ai loro occhi del cuore, come un racconto che non appartiene solo al passato.
Molti bambini hanno riflettuto su quanto era piaciuto del video e si sono trovati unanimi nella frase forte di essersi sentita veramente “Figlia in Dio” o nella frase piena di speranza che indicava come anche dal dolore può nascere la libertà, la salvezza e la speranza. Bakhita ha fatto splendere nella sua vita l’amore e il perdono e con Madre Anne i bambini hanno riassunto la sua storia che finisce “nella luce e nella gioia”. La riflessione interattiva ha trasformato l’Aula Magna in un piccolo laboratorio di pensiero. I bambini hanno ascoltato, ma soprattutto hanno pensato. E hanno risposto. Si è parlato di libertà, speranza, rispetto, cura dell’altro, rinascita, resilienza nella fede, amore e perseveranza. Valori che non sono concetti astratti, ma che devono diventare anche piccoli e grandi gesti quotidiani: una mano che aiuta, una parola gentile, un litigio che si scioglie, un “scusa” che libera.
In Aula Magna, dopo la riflessione con Madre Anne, è seguita la preghiera a Santa Giuseppina Bakhita, alternata tra Coro A e Coro B e ha creato un ritmo , un dialogo che sembrava abbracciare tutta la sala. Le parole — dolci, profonde, accessibili — hanno permesso ai bambini di immedesimarsi: la paura, la speranza, la gentilezza, la cura, la pace… tutto ciò che appartiene alla vita di Bakhita, appartiene anche alla loro.
Infine è stato ripreso il canto su Bakhita. Questa volta le voci erano ancora più consapevoli. Come se la storia appena ascoltata avesse dato un significato ulteriore alle parole. Il ritornello, ripetuto insieme, è diventato un saluto, un grazie, un impegno ad essere “raggi di sole”.


