La festa di Maddalena alla Sfp Canossiana di Verona
L’8 maggio celebrato con un percorso esperienziale costruito insieme.
L’8 maggio, giorno in cui si celebra la festa di Maddalena di Canossa, alla Sfp Canossiana di Verona è stato vissuto in modo speciale. I rappresentanti di classe, insieme alle Madri di Casa Madre, hanno costruito un percorso che ha accompagnato tutta la comunità scolastica attraverso tre tappe, unite da un filo conduttore profondo: il tema del limite.
Il percorso aveva tre tappe che a turno ogni classe visitava. In aula magna, con madre Margherita che accoglieva il gruppo con video e domande, come per esempio: Qualè il tuo sogno? Qual è il limite che ti separa da essa/o? Il limite è reale o mentale? Un modo coinvolgente per entrare nel vivo della giornata, lasciando che fossero le immagini e le risposte alle domande degli studenti a introdurre il tema.
Altra tappa era in chiostro con madre Elisabeth. Qui studentesse e studenti si sono confrontati con un’esperienza concreta sulla fiducia: bendati, hanno dovuto affidarsi completamente alla voce di altri compagni per attraversare un percorso a ostacoli. Un gioco che ha reso tangibile cosa significhi superare i propri limiti attraverso la fiducia nell’altro, sentire che da soli si è vulnerabili ma insieme si può andare oltre.
La tappa di riflessione è stata in chiesa, dove madre Luisa e i rappresentanti di classe hanno accolto i gruppi per raccontare la storia di Maddalena di Canossa. Non una lezione frontale, ma un incontro con una donna che ha fatto del limite – suo e degli altri – il punto di partenza per costruire qualcosa di nuovo. I limiti della società del suo tempo, i limiti delle persone che incontrava: Maddalena li ha guardati in faccia e ha scelto di attraversarli.
Il percorso ha parlato attraverso le esperienze più che attraverso le parole. Il limite come punto di partenza e non di arrivo. La festa dell’8 maggio alla SFP di Verona ha raccontato questo.
Il 30 aprile è mancata la nostra collega Giulia Croda, dopo un lungo e coraggioso percorso di malattia affrontato con una forza e una dignità che hanno lasciato un segno profondo in tutti noi.
Giulia ha lavorato presso la sede di Feltre di ENAC Veneto per oltre dodici anni, affermandosi come un punto di riferimento nei progetti dell’area sociale. Ha collaborato per qualche mese anche nella sede di Treviso e si è sempre relazionata – e fatta ben voler bene – sia all’interno dell’Istituto Canossiano di Feltre, sia tra i colleghi di Schio e Verona. Con competenza e dedizione, ha collaborato quotidianamente con enti pubblici, assistenti sociali e servizi specialistici, contribuendo alla costruzione di percorsi rivolti alle persone più fragili e a chi si trova in condizioni di svantaggio o difficoltà di inserimento lavorativo. Allo stesso tempo, ha portato avanti con la medesima cura e attenzione anche iniziative dedicate ai genitori e agli educatori della fascia 0-3.
Ma il suo valore andava ben oltre il ruolo professionale.
Giulia era una donna di relazioni, capace di creare legami autentici, tessere reti e mettere le persone al centro. Sapeva ascoltare, trovare le parole giuste, accogliere senza giudizio. Era una presenza discreta e allo stesso tempo luminosa, capace di entrare in sintonia con chiunque incontrasse, con naturale empatia e profondità. Chi ha lavorato accanto a lei la ricorda come una persona che non smetteva mai di prendersi cura degli altri, anche nei momenti più difficili della propria vita. Ha combattuto per tanti anni contro la malattia, come una guerriera, con grinta e ottimismo! La sua resilienza non era solo una parola, ma un modo concreto di stare al mondo: affrontare la malattia senza perdere l’ironia, l’attenzione agli altri, la capacità di esserci davvero.
Le parole delle colleghe raccontano meglio di qualsiasi descrizione questa sua unicità: Giulia è stata “una persona capace di affrontare con straordinaria forza e dignità un lungo percorso di malattia, senza mai perdere la sua attenzione autentica verso gli altri”. Una collega che “sapeva essere ironica e diretta, ma anche profondamente empatica e accogliente, capace di dare aiuto e di chiederlo”. Un “raggio di sole”, capace di far sorridere anche nella tristezza, tra risate, leggerezza e profondità.
Anche gli enti e le associazioni che hanno condiviso con lei percorsi progettuali e momenti di lavoro complessi la ricordano con grande stima, sottolineandone la tenacia, il coraggio e l’energia, qualità che emergevano anche nelle sfide più impegnative, tra riunioni, progettazioni e il confronto con la complessità della burocrazia.
Per molti di noi, però, Giulia non era solo una collega.
Era un’amica, era una dei nostri cari, per noi e per le nostre famiglie perché la relazione andava oltre le mura dell’ufficio ed entrava proprio a far parte delle nostre vite personali.
Una presenza quotidiana fatta di gesti semplici: una chiacchiera, una risata, uno spritz dopo il lavoro, una visita a casa, una partita a un gioco in scatola, un pranzo, una festa, una passeggiata. Con lei si poteva parlare di tutto — dalle cose più leggere alle questioni più profonde: lavoro, educazione, politica, musica, vita. Si poteva ridere, si poteva riflettere ma anche tanto confidarsi e aiutarsi nel diventare grandi (guai se dicessimo vecchi, ci sgriderebbe!). Condivideva con naturalezza la sua ironia e la sua autoironia — “di due non ne facciamo una” — e proprio in quella leggerezza riusciva a rendere più sopportabili anche i momenti difficili.
Lascia un vuoto grande, umano prima ancora che professionale. Un vuoto che si avverte nei corridoi, nella sua scrivania, nelle abitudini quotidiane. Eppure, allo stesso tempo, lascia una presenza che continua a vivere nei ricordi, nei gesti, nelle relazioni che ha costruito.
Nella lettera del marito — letta durante il funerale — emerge con forza la profondità della persona che Giulia è stata anche nella sua vita privata: una donna capace di affrontare anni di prove con ottimismo, determinazione e amore, senza mai arrendersi, cercando sempre la normalità anche quando sembrava impossibile. Una donna “meravigliosa, umile e generosa”, la cui essenza era proprio quella resilienza che tutti abbiamo imparato a conoscere.
Ciò che resta oggi è proprio questo: il segno concreto del suo passaggio.
Restano le relazioni che ha costruito, l’attenzione che ha saputo dedicare agli altri, il modo in cui ha abitato il lavoro e la vita. Restano i sorrisi, le parole, i gesti, la sua capacità di essere insieme leggera e profonda. Resta – e vogliamo che resti – la sua tenacia nelle nostre mani, nelle nostre menti, nelle nostre azioni quotidiane per costruire ancora tanto di buono per il prossimo, usando proprio la forza e la grinta che lei ci ha sempre donato e insegnato.
E resta, soprattutto, un’eredità silenziosa ma potente: quella di continuare a lavorare — e a vivere — con la stessa cura, sensibilità e autenticità che lei ci ha insegnato.
Perché, come qualcuno ha ricordato citando una canzone di Ligabue a lei cara, ciò che conta davvero è l’amore: quell’amore che Gesù ci ha indicato come via, fondamento e compimento di ogni cosa.
E ciò che oggi rimane è proprio questo: tutto l’AMORE che Giulia ha saputo seminare e lasciare nelle nostre vite.
Carisma e Stem: le attività all’Istituto Canossiano di Monza
Nell’ambito del progetto Carisma e Stem, gli studenti e le studentesse dell’Istituto Canossiano di Monza hanno partecipato al visiting presso l’HUB Nokia di Vimercate, all’interno dell’Energy Park.
Questa attività ha rappresentato un’importante occasione di orientamento per studenti e studentesse, permettendo loro di sperimentare direttamente in azienda il significato concreto di concetti come “lavoro di squadra” e “inclusione” in ambito STEM.
La presentazione dei componenti del gruppo di lavoro che ha coordinato l’evento si rivela particolarmente efficace nel ridurre la distanza che spesso gli studenti e le studentesse del liceo percepiscono quando si avvicinano a realtà professionali che appaiono loro lontane o difficilmente accessibili. Il racconto dei percorsi di studio e professionali dei singoli esperti Nokia contribuisce inoltre a trasmettere un messaggio positivo: il successo e le opportunità di lavoro in aziende multinazionali di alto livello possono diventare obiettivi concreti e raggiungibili, quando sono sostenuti da impegno, passione e determinazione.
Sei appassionato di cinema e di cortometraggi? Hai mai pensato di realizzare un piccolo corto, magari insieme ad altre persone, mettendo in condivisione idee, talenti, competenze tecniche e relazionali? Eccoci, questo è il corso che fa per te!
All’interno di questo laboratorio di videomaking, della durata di 24 ore complessive distribuite su 6 giorni, ogni partecipante avrà l’opportunità di esplorare il mondo della produzione di video racconti. I partecipanti potranno vivere un’esperienza completa nella creazione di un cortometraggio, facendo uso della strumentazione del settore, come Da Vinci Resolve. L’output finale del corso sarà un cortometraggio collettivo realizzato dagli stessi partecipanti, che verrà proiettato all’interno del Bridge Film Festival.
Insomma un laboratorio che fornirà le conoscenze necessarie per poter catturare immagini di alta qualità e registrazioni video. I partecipanti esploreranno le tecniche di regia e composizione visuale che trasformano le semplici riprese in narrazioni visivamente coinvolgenti. Verrà insegnato come comunicare emozioni, idee e messaggi attraverso le immagini in movimento. La regia del corso è affidata all’Associazione Diplomart, che da tredici anni a questa parte organizza e gestisce il Bridge Film Festival, rassegna ormai rodata del palcoscenico culturale veronese, attiva nella diffusione di una cultura dell’interculturalità e di uno spirito internazionale.
Il progetto è realizzato grazie ai fondi europei della Regione del Veneto
L’iniziativa si inserisce nell’ambito del PROGRAMMA REGIONALE FSE+ 2021-2027 – PRIORITA’ 1.
“OCCUPAZIONE” Giovani Energie – azioni sperimentali per l’attivazione dei giovani nella definizione del proprio percorso formativo e professionale – DGR 729 DEL 22/06/2023.
Note Digitali, un percorso intensivo dedicato ai giovani tra i 17 e i 29 anni che desiderano esplorare il mondo della produzione musicale e muovere i primi passi in un settore in continua evoluzione.
Il laboratorio si concentra su un approccio avanzato, tecnico e creativo alle principali fasi della produzione audio, con un forte orientamento alla pratica e al progetto individuale.
Mixing avanzato: strategie di mix professionale, utilizzo creativo di processing avanzato, gestione della profondità, dell’immagine stereo e del loudness
Mastering: preparazione del brano per le diverse piattaforme, standard industriali, ascolto critico e finalizzazione professionale
Sound Design avanzato: sintesi, layering, manipolazione sonora e creazione di timbri originali per musica, media e performance
Produzione e mercato musicale: branding artistico, distribuzione digitale, diritti, networking e strategie per inserirsi attivamente nel settore strategie per inserirsi attivamente nel settore
Il corso sarà condotto da Stefano Ribaudo produttore musicale professionista, attivo nel panorama contemporaneo, che condividerà processi di lavoro reali, casi studio e dinamiche concrete del settore, offrendo un confronto diretto su cosa significhi oggi produrre musica a livello professionale.
Note Digitali – seconda edizione è pensato per chi vuole fare un salto di qualità: consolidare le proprie competenze, affinare il proprio suono, lavorare su progetti strutturati e crescere all’interno di una community di giovani creativi orientati al futuro. Un’occasione per trasformare le competenze in visione e la passione in una direzione professionale.
Il progetto è realizzato grazie ai fondi europei della Regione del Veneto
L’iniziativa si inserisce nell’ambito del PROGRAMMA REGIONALE FSE+ 2021-2027 – PRIORITA’ 1.
“OCCUPAZIONE” Giovani Energie – azioni sperimentali per l’attivazione dei giovani nella definizione del proprio percorso formativo e professionale – DGR 729 DEL 22/06/2023.
Costruire un cortometraggio: uno sguardo sul Bridge Film Festival
Una masterclass che ispira e, al contempo, dà sostanza. Che si siede a cavalcioni, sospeso in cima a un muretto, tra immaginazione e concretezza. Un momento per cogliere come incanalare l’arte e la magia del cinema in un prodotto concreto e finito. “Festival e cortometraggi” è un evento che anticipa un laboratorio formativo, in cui si vuole dare spazio e strumenti ai partecipanti affinché possano creare, in comune, un cortometraggio, che verrà proiettato all’interno del Bridge Film Festival. Arrivato quest’anno alla sua tredicesima edizione, il Festival si concentra sui temi della diversità e dell’interculturalità, partendo dalla pelle che ciascuno di noi indossa, come elemento accidentale che troppo spesso veicola pregiudizi ed esclusioni.
A guidarci durante la serata l’Associazione Diplomart.Realtà che si incunea all’interno del tessuto veronese per allargare i confini cittadini, aprendo orizzonti simbolici ed educativi e stimolando nuove sensibilità attente e aperte allo scambio tra culture e background diversi.
Il progetto è realizzato grazie ai fondi europei della Regione del Veneto
L’iniziativa si inserisce nell’ambito del PROGRAMMA REGIONALE FSE+ 2021-2027 – PRIORITA’ 1.
“OCCUPAZIONE” Giovani Energie – azioni sperimentali per l’attivazione dei giovani nella definizione del proprio percorso formativo e professionale – DGR 729 DEL 22/06/2023.
Happycentro. C’è uno studio di progettazione dietro la serranda.
Un JobTalk che diventa puntata di podcast. Un classico di Salmon che invita a una puntata ospitati da Happycentro, vecchio amico di casa e grande esponente della grafica e la creatività a Verona ma anche a livello internazionale.
Se non conoscete Happycentro: si descrivono come una piccola bottega e lavorano per grandi marchi, si descrivono come felici e sono di fatto entusiasti. Si spingono sempre oltre, non rifanno mai due volte la stessa cosa e cercano sempre un nuovo modo di lavorare affascinati dalla contaminazione tra discipline. Se non conoscete i Salmoni: si descrivono come un progetto editoriale indipendente nato a Verona nel 2012 con un obiettivo preciso: “Tutto da Verona e provincia, che non sia Romeo & Giulietta.” Una redazione indipendente che costruisce mappe, eventi e connessioni.
Il progetto è realizzato grazie ai fondi europei della Regione del Veneto
L’iniziativa si inserisce nell’ambito del PROGRAMMA REGIONALE FSE+ 2021-2027 – PRIORITA’ 1.
“OCCUPAZIONE” Giovani Energie – azioni sperimentali per l’attivazione dei giovani nella definizione del proprio percorso formativo e professionale – DGR 729 DEL 22/06/2023.
Un workshop di videomaking che parte dal fare, non dalla teoria. Dalla materia prima e delle idee al movimento delle immagini, passando per prove, errori, tentativi e soluzioni. Insieme a Happycentro, esploreremo il video come processo progettuale
Graphic design, motion, video e artigianato visivo. Un modo di pensare il videomaking, prima ancora di realizzarlo.Un’esperienza pratica, intensa, concreta.
Un workshop per chi vuole sporcarsi le mani, evitare di rifare ciò che già sa fare e spingersi un passo più in là.
Il progetto è realizzato grazie ai fondi europei della Regione del Veneto
L’iniziativa si inserisce nell’ambito del PROGRAMMA REGIONALE FSE+ 2021-2027 – PRIORITA’ 1.
“OCCUPAZIONE” Giovani Energie – azioni sperimentali per l’attivazione dei giovani nella definizione del proprio percorso formativo e professionale – DGR 729 DEL 22/06/2023.