Il progetto, declinato in base all’età e al percorso di studi, ha sfidato gli studenti a passare dalla fruizione passiva alla rielaborazione attiva.
Gli studenti del Liceo “Scienze umane e Arti comunicative” e Liceo scientifico STEM hanno avuto l’opportunità di frequentare percorsi guidati da insegnanti o di esperti dei vari settori artistici alla scoperta del cinema, (guidati da Alessandro Padovani, Marco Possiedi, Lorenzo Cassol), hanno esplorato il fumetto (con Luca Debus), il disegno anatomico (con Franca Bortot), l’acquarello (con Lara Cossalter), la poesia visiva (con Samuele Spada), la fotografia (con Sofia Lockie), cianotipia (con Giulia Maschio), la grafica multimediale (con Sara Tonin), la scrittura creativa (con Lucia Andreina).
La densa mattinata è stata progettata e poi vissuta come un’esperienza immersiva nel processo creativo, ispirata a figure eclettiche come Leonardo da Vinci e Maria Sibylla Merian, capaci di coniugare arte, osservazione della realtà ma anche indagine di se stessi. L’obiettivo è stato quello di educare lo sguardo e il pensiero critico, analitico, ma anche divergente, curioso e visionario.
Inoltre gli studenti che hanno fatto i percorsi artistici presso la Galleria Rizzarda hanno creato reel tra le sale cercando di valorizzarne le collezioni e l’incontro tra giovani ed arte: hanno postato nella rete i loro video come ha apprezzato il Sindaco Viviana Fusaro, nell’ottica di promuovere una fruizione sempre più attiva dei luoghi della cultura. L’iniziativa, promossa dai docenti, con il sostegno del Comune di Feltre, vuole avvicinare i giovani al patrimonio culturale cittadino: tutti i materiali realizzati nel corso della mattinata saranno condivisi con i Musei.
L’arte in posa: gli studenti tornano protagonisti tra i capolavori della storia all’Istituto Canossiano di Monza
Alle Canossiane di Monza, gli alunni della scuola Secondaria di Primo Grado trasformano la fotografia in uno strumento di lettura critica e creativa, reinterpretando i grandi classici dell’arte, della letteratura e il linguaggio delle emozioni.
La scuola si trasforma in un set fotografico. Non si tratta di una semplice lezione teorica, ma di un viaggio immersivo nel mondo della rappresentazione visiva che vede protagonisti gli studenti. Attraverso il progetto di fotografia per l’anno scolastico 2025/26, i ragazzi hanno avuto l’opportunità di uscire dai banchi per mettersi dall’altra parte dell’obiettivo, trasformando la storia dell’arte e la letteratura in un’esperienza vissuta.
Il progetto, declinato in base all’età e al percorso di studi, ha sfidato gli studenti a passare dalla fruizione passiva alla rielaborazione attiva.
Per le classi prime, l’obiettivo è stato esplorare “I Colori delle Emozioni”: un esercizio di introspezione in cui ogni alunno ha dovuto scegliere un colore come protagonista assoluto per comunicare uno stato d’animo — dalla gioia alla malinconia, dalla rabbia alla calma — senza il ricorso alle parole, ma affidandosi esclusivamente alla potenza del linguaggio cromatico e alla postura del corpo.
Le classi seconde si sono invece misurate con “Io nella Storia”, un progetto dedicato alla letteratura. Gli studenti hanno scelto un libro del cuore e ne hanno riprodotto la copertina, entrando fisicamente nella scena. Utilizzando abiti, oggetti di scena e studiando attentamente lo sfondo, i ragazzi hanno ricreato l’immaginario letterario, trasformandosi nei protagonisti delle loro letture preferite.
Il cuore pulsante del progetto ha coinvolto le classi terze con l’iniziativa “Scatti d’Arte“. Qui, la sfida si è fatta ambiziosa: riprodurre celebri capolavori della storia dell’arte, da “Le Spigolatrici” di Millet al “Viandante sul mare di nebbia” di Friedrich, fino al “Marat Assassinato” di David. In questo percorso, un ruolo fondamentale è stato giocato dall’innovazione tecnologica: per massimizzare la resa artistica, gli studenti hanno utilizzato l’Intelligenza Artificiale come uno strumento di post-produzione. Le fotografie scattate sono state passate attraverso filtri IA studiati appositamente per elaborare i colori, le texture e le luci, rendendo gli scatti finali estremamente somiglianti alla resa estetica e all’atmosfera dei dipinti originali. Grazie a questo intervento digitale, l’immagine fotografica si è “avvicinata” alla pittura, creando un ponte visivo tra la modernità dello scatto digitale e la maestosità del classico. Gli studenti, lavorando singolarmente o in gruppo, hanno scelto se seguire la via della fedeltà filologica — ricreando meticolosamente luci e pose — o quella della rilettura contemporanea. “L’obiettivo — spiegano le docenti responsabili, le proff.sse Gatto e Pizzasegale — è sviluppare capacità di osservazione analitica. Non vogliamo che guardino un’opera solo visivamente, ma che ne comprendano il contenuto per poi filtrarlo attraverso la propria sensibilità”.
Il valore educativo del progetto trascende l’aspetto estetico. Le fotografie realizzate non resteranno chiuse in un cassetto: saranno presentate durante la festa della scuola. In questa occasione, gli studenti spiegheranno le tecniche utilizzate, le scelte di inquadratura e le motivazioni dietro le loro reinterpretazioni.
Unendo competenze tecnologiche, creatività e capacità di analisi critica, questo percorso trasforma gli studenti in veri e propri “curatori” delle proprie immagini. Dimostrando che, anche nel 2026, confrontarsi con il passato — che sia un quadro di Goya o la copertina di un libro — rimane il modo più efficace per raccontare, e comprendere, chi siamo oggi.
Il World Café dei docenti dell’Istituto Maddalena di Canossa di Pavia
C’è un filo rosso che attraversa l’anno scolastico 2025/2026 all’Istituto Maddalena di Canossa di Pavia: Progetto “Radici e Orizzonti”, presentato a famiglie e docenti. La scuola non è soltanto un luogo di istruzione, ma uno spazio di incontro, nel quale nascono relazioni, si consolidano punti di riferimento e si costruiscono significati . Dopo un primo passo, ossia il questionario rivolto a genitori e insegnanti, il Progetto è entrato nel vivo con la mattinata di formazione e confronto dedicata a tutto il corpo docente dei tre Settori di scuola (Infanzia, Primaria e Secondaria di 1°grado), guidata dalla Dott.ssa Tania Fracassi.
La professionista, esperta in processi decisionali, intelligenza emotiva e dinamiche relazionali, è solita operare in tanti contesti, con la capacità e le competenze per favorire crescita personale e relazionale, attraverso strumenti concreti e spazi di riflessione e orientamento . Quella vissuta dai docenti è stata un’esperienza di comunità, un laboratorio di idee, un esercizio di visione condivisa. Il tutto nella mattinata dell’11 Aprile presso la Scuola.
La mattinata si è aperta con un momento di ascolto dedicato alla storia professionale della Dott.ssa Fracassi. Un racconto intenso, che ha attraversato la sua esperienza in contesti ad alta complessità, con un cambio professionale per dedicarsi alla formazione. La metodologia scelta, il World Café, un approccio partecipativo che facilita il confronto in piccoli gruppi e permette alle persone di sentirsi davvero ascoltate, è stata un’occasione preziosa, non scontata, che ha permesso a ciascuno di sentirsi parte attiva del percorso.
I docenti, suddivisi in tavoli, hanno ruotato ogni venti minuti, incontrando colleghi diversi, prospettive nuove, sensibilità differenti. Ogni tavolo aveva un facilitatore incaricato di raccogliere i pensieri in forma anonima e fedele, così che ogni voce potesse trovare spazio e poi al termine dell’incontro relazionare in sintesi quanto emerso dalle persone incontrate.
Il risultato? Un mosaico ricchissimo di idee, emozioni, desideri e visioni.I quattro temi del confronto sono stati:
Significato della parola “scuola” e della parola “educazione” ed è stato il primo passo, quasi un riscaldamento emotivo.
Che cosa ci motiva rispetto al nostro ruolo. Qui il confronto si è fatto più intimo. Sono emerse motivazioni profonde, radicate.
Quale cambiamento sogniamo nella scuola e quale contributo sapremmo dare. È stato il momento più visionario. I sogni si sono intrecciati con le aspettative e con il desiderio di futuro
Quali gli attori di una buona scuola e il loro ruolo in una visione migliorativa. Qui la riflessione si è fatta concreta, citando alunni, docenti e coordinatori come registri, famiglie, specialisti….Si è indicata nella presenza della psicologa un sostegno non solo per gli alunni ma anche per i docenti, l’importanza della logopedista e di figure specialistiche che affianchino i docenti nel trattare anche temi curricolari.
Nonostante le differenze di sensibilità, di ordine scolastico, di esperienza, la mattinata ha mostrato un tratto comune: un entusiasmo di squadra che non è scontato. Il World Café ha permesso di far emergere punti di vista nuovi e attivare un senso di corresponsabilità. Dopo la relazione dei vari facilitatori, la mattinata si è conclusa con tre gesti semplici:
una parola gentile verso se stessi,
una riflessione personale sull’esperienza vissuta,
una prospettiva per il futuro.
Un modo per chiudere il cerchio: dopo aver ascoltato gli altri, tornare a sé, riconoscere il proprio valore, e ripartire.
La mattinata ha mostrato una scuola che sceglie la via del dialogo autentico perché crede che educare sia davvero “un lavoro di squadra”. E soprattutto ha mostrato che le radici della scuola, la sua storia, i suoi valori, la sua missione, non sono un ancoraggio che trattiene, ma un punto fermo da cui guardare lontano. Il progetto “Radici e Orizzonti” non si esaurisce qui. La terza tappa sarà la serata conclusiva con il Dott. Daniele Novara, prevista per il 7 maggio 2026, un momento di restituzione e rilancio per tutti, docenti e genitori.
Educare alla Pace: il percorso della nostra Scuola Primaria di Pavia
Dalle parole che curano ai gesti che uniscono, passando per i grandi testimoni della non violenza: un anno di creatività, preghiera e responsabilità condivisa per crescere bambini capaci di costruire un futuro più umano e fraterno.
In un tempo in cui il mondo è attraversato da ferite profonde, guerre che scuotono l’Europa, il Medio Oriente, l’Africa, e conflitti dimenticati che continuano a generare dolore, la Scuola Primaria “Maddalena di Canossa” di Pavia si impegna a coltivare la pace come stile di vita e come responsabilità condivisa. La pace non nasce dai grandi palazzi della politica, è un cammino educativo che si esprime dai piccoli gesti quotidiani, dalle parole che scegliamo, dagli sguardi che offriamo, dalle mani che tendiamo e si fa testimonianza e dono che sa ispirare scelte di accoglienza e di amore gli uni per gli altri.
L’anno scolastico 2025/2026 alla Scuola “Maddalena di Canossa” di Pavia è stato così dedicato al tema “Costruttori di pace”, un percorso trasversale che viene sviluppato in tutte le classi, dai 6 ai 10 anni, con attività pensate per far crescere nei bambini non solo la consapevolezza, ma soprattutto la responsabilità di essere semi di bene nel mondo.
Le parole che costruiscono: il laboratorio delle “Parole di Pace”: In ogni classe è nato un “vocabolario della pace”, frutto di riflessioni, dialoghi e giochi cooperativi, individuando le parole gentili che uniscono.
Le bandiere della pace: colori che parlano al cuore: ogni bambino ha realizzato la propria bandiera della pace, ispirandosi ai simboli universali della non violenza: arcobaleni, colombe, mani che si intrecciano, cuori che si aprono, ponti che uniscono rive lontane
Incontro con i grandi testimoni: Gandhi, Mandela, Madre Teresa di Calcutta, Papa Francesco e tanti altri seminatori e difensori della pace: Il percorso educativo ha portato i bambini a conoscere figure che hanno cambiato la storia non con la forza, ma con la forza della non violenza.
Uno dei momenti più intensi del percorso è stato vissuto venerdì 13 marzo, quando la scuola ha aderito alla giornata di digiuno e preghiera per la pace proposta dalla Conferenza Episcopale Italiana.Alle ore 11.00, nel cortile principale, tutti i bambini e i ragazzi dei tre Ordini (Infanzia, Primaria e Secondaria di 1° grado) si sono disposti in cerchio, in forma di raggiera, attorno a un grande planisfero. Un’immagine potente: un’unica comunità che abbraccia il mondo.
Educare al valore del denaro: un percorso di cittadinanza economica per i bambini dai 6 ai 10 anni
Nelle classi della Scuola “Maddalena di Canossa” di Pavia, l’Educazione Finanziaria è diventata un viaggio affascinante dentro la vita reale. Una tematica trasversale per tutti i bambini, affrontata grazie alla collaborazione con la Federazione Autonoma Bancari Italiani (FABI)e con Poste Italiane.
Gli alunni dai 6 ai 10 anni hanno esplorato il mondo dell’economia e della finanza attraverso linguaggi semplici, strumenti concreti, giochi, filastrocche, simulazioni e attività cooperative. Un percorso che si inserisce pienamente nella visione educativa che da anni sostiene l’importanza di formare cittadini capaci di scelte economiche consapevoli, responsabili e sostenibili come indicato anche dalla Banca d’Italia e nelle Indicazioni per l’insegnamento di Educazione Civica. Quello che è nato nelle nostre aule non è stato un semplice Progetto: è stata una vera palestra di vita.
Apprendere il “valore delle cose” costituisce un tassello prezioso per la buona crescita dei bambini ed è compito degli educatori accompagnare ogni scolaro fin dalla tenera età a diventare una persona capace di custodire, scegliere, condividere e costruire.
Un momento molto amato è stato il “gioco degli imprevisti”: carte che simulavano eventi inattesi — la bicicletta che si rompe, un piccolo guadagno extra, un regalo da comprare. I bambini hanno capito che: • non tutto si può prevedere • avere un risparmio protegge • pianificare dà sicurezza Molti hanno commentato: “È come quando si rompe qualcosa in casa e i miei genitori dicono: meno male che avevamo messo da parte!”
Nella realtà educativa di Pavia sanno che il percorso di Educazione Finanziaria non si esaurisce nelle attività svolte o in quest’anno scolastico: è un seme che deve continuare a crescere nel tempo, guidando i bambini nella loro vita quotidiana e nelle scelte che li attenderanno da adolescenti e da adulti. Quello che hanno visto negli alunni è stato l’interesse per gli argomenti trattati, tanta “curiosità viva”, la capacità di collegare concetti complessi alle esperienze familiari, la voglia di capire come funziona il mondo e come si può abitarlo con responsabilità. È proprio in questa tensione verso il reale che riconoscono la forza educativa del progetto: offrire strumenti concreti per leggere la vita, interpretarla, orientarla.
E in questo cammino si ritrova pienamente il carisma di Santa Maddalena di Canossa, che ci invita a formare persone capaci di “fare il bene, e farlo bene”, con intelligenza, libertà interiore e attenzione agli altri. Educare al valore del denaro significa educare alla giustizia, alla sobrietà, alla cura del creato, alla solidarietà verso chi ha meno. Significa aiutare i bambini a comprendere che ogni risorsa è un dono da custodire, che ogni scelta economica è anche una scelta etica, che il benessere personale è legato al bene comune.
TalitaKUM: marzo, il mese dei legami che si raccontano e si vivono
Ci sono mesi che scorrono veloci e altri che lasciano tracce più profonde. Marzo, è stato un mese fatto di storie, incontri e momenti condivisi, dove ogni attività ha avuto il sapore autentico della partecipazione.
Il TalitaKUM, Centro Polivalente della Fondazione ENAC Puglia ETS – Ente Nazionale Canossiano ha iniziato il suo marzo del 2026 con una giornata speciale, dedicata alla festa della donna. Un pomeriggio diverso dal solito, arricchito dalla presenza di una lettrice e proprietaria della libreria “La Borsa di Tappeto”, che ha portato con sé parole capaci di emozionare. Le sue letture hanno riempito la stanza di silenzi attenti e occhi curiosi, creando un’atmosfera intima e coinvolgente. Ma TalitaKUM non è mai solo ascolto: è esperienza, è relazione. Ed è così che, al termine delle letture, i ragazzi sono diventati protagonisti di un workshop speciale. Accanto a loro, una figura femminile della propria famiglia: mamme, nonne, sorelle. Insieme hanno condiviso pensieri, creatività e piccoli gesti carichi di significato. Un modo semplice ma potente per celebrare le donne, quelle vicine, quelle che ogni giorno fanno la differenza senza bisogno di grandi parole. E come ogni momento che si rispetti, anche questo si è concluso con un tocco di dolcezza: la degustazione della torta mimosa, preparata con cura dai ragazzi. Non solo un dolce, ma il simbolo perfetto di una giornata fatta di attenzione, impegno e collaborazione.
Il 19 marzo, invece, il centro ha cambiato completamente ritmo. In occasione della festa del papà, TalitaKUM si è trasformato… quasi in uno stadio. L’energia era quella delle grandi occasioni, l’atmosfera ricordava quella del Bernabeu, e in campo sono scesi dei veri “campioni”: papà e figli, pronti a sfidarsi in un quadrangolare all’insegna del divertimento.
Tra azioni improvvisate, risate e tifo caloroso, ogni squadra ha dato il massimo. Solo una ha sollevato la coppa, è vero, ma il risultato più importante è stato un altro: giocare insieme, rispettarsi e condividere un momento autentico. Perché, in fondo, è questo che resta davvero. E poi, come spesso accade quando l’entusiasmo prende il sopravvento, è successo qualcosa di inaspettato: a un certo punto, la partita si è trasformata. Le regole si sono fatte più “elastiche”, i ruoli più confusi, e quello che sembrava calcio ha iniziato ad assomigliare… quasi a una partita di rugby. Papà contro figli, senza esclusione di risate. Una scena difficile da raccontare, ma facilissima da immaginare. L’energia della giornata è stata così coinvolgente che i partecipanti, a fine attività, avevano già le idee chiare: “quando si rifà?”. E la risposta non si è fatta attendere. Una nuova sfida è già nell’aria, questa volta ancora più grande, ancora più inclusiva: un vero e proprio Family Day, dove a scendere in campo saranno le famiglie al completo. Marzo, a TalitaKUM, è stato tutto questo: un intreccio di emozioni, relazioni e momenti condivisi. Perché qui ogni attività è solo un punto di partenza. Il vero traguardo è sempre lo stesso: far sentire ogni bambino, ogni ragazzo, ogni famiglia parte di qualcosa di importante. E mentre i giorni si allungano e l’aria si fa più mite, una cosa è certa: il bello deve ancora venire.
5inergia Cfp Canossa Milano e JRK di Paide (Estonia)
Cos’è la sinergia? È lavorare insieme sapendo che la parte che faccio io si completerà e prenderà significato e valore insieme alla parte che fa un’altra persona.
Anche se nell’’aziendalese’ più spinto è ormai una parola inflazionata (e spesso usata a sproposito), nel caso della collaborazione tra ENAC Lombardia CFP Canossa Milano e JRK di Paide (Estonia), il termine ‘sinergia‘ recupera tutta la sua forza: qui è davvero centrato perché non si è trattato di un semplice scambio, ma di un vero incastro di competenze.
Per il quinto anno consecutivo abbiamo ospitato a Milano un gruppo di studenti del corso di informatica del JRK di Paide. Come per le scorse edizioni, la cooperazione si è articolata in una fase online (febbraio 2026) e una in presenza (marzo 2026). Durante il periodo milanese, Agor, Jan, Max e Sander si sono dedicati a un importante progetto di sviluppo: una web app che il JRK utilizzerà nei propri corsi per Assistente veterinario, specificamente per la cura dei cavalli. L’aspetto più interessante, a mio avviso, è stata l’integrazione tra lo sviluppo tecnico e la fase — cruciale — di progettazione dei contenuti. Ma, al di là dei processi, credo che il modo migliore per raccontare questa esperienza sia dare voce ai protagonisti: ecco le impressioni dei ragazzi.
Agor: “Questo tirocinio mi è piaciuto perché ho imparato come funzionano lo sviluppo di app e il web design e cosa serve per realizzarli. All’inizio non ne avevo idea, ma questa esperienza mi ha aiutato a capire tutto il processo. Non ho davvero nulla di negativo da dire. A scuola sono stati tutti gentili con noi — ok, alcuni erano un po’ molesti, aprivano la porta e scappavano via, ma non importa. Sono davvero grato per l’opportunità di aver vissuto un mese in Italia, per aver visto com’è la cultura qui e per aver esplorato la bellissima città di Milano.”
Jan: “Mi è piaciuto molto lo stage che abbiamo fatto all ENAC Lombardia CFP Canossa. Durante il tirocinio abbiamo imparato come funziona lo sviluppo di app con PHP, HTML, CSS e JavaScript. Prima di questa esperienza, sapevo solo creare siti web molto semplici con Nextcloud e WordPress. Lo stage mi è piaciuto molto perché abbiamo imparato a lavorare insieme come una squadra e a essere più indipendenti dagli aiuti esterni.
Prima di venire in Italia, avevo sentito dire che fosse un po’ pericoloso, dato che questa è una città molto grande, più grande dell’Estonia (il paese da cui proveniamo). Invece non abbiamo avuto nessuna esperienza negativa con le persone; quasi tutti quelli che abbiamo incontrato sono stati molto gentili e amichevoli. Una cosa che ho notato degli italiani è che sono più socievoli e parlano molto più degli estoni.
Ci sono però dei lati negativi: una cosa che ho notato a Milano è che non ci sono molti alberi e aree verdi; un’altra cosa che ho visto in tutta la città è che le strade non sono molto pulite. Se ignorassimo questi problemi, Milano non sarebbe affatto una brutta città in cui vivere.”
Max: “Il mio tirocinio in Italia è stato splendido: mi sono sentito accolto e ho acquisito sicurezza. Ho fatto pratica con l’inglese e con un po’ di italiano (imparato con Duolingo), ho ammirato l’impressionante architettura storica anche se non capisco le persone che imbrattano di graffiti gli edifici! Superata una breve fase iniziale di rodaggio, le ottime strutture e la gentilezza dei locali hanno reso l’esperienza formativa e indimenticabile.“
Sander: “Nel complesso, lo stage è stato positivo perché ho migliorato il mio livello di inglese e ho imparato a comunicare e a confrontarmi meglio con le persone in questa lingua. Cosa più importante, ho imparato lo sviluppo web, un ambito con cui non avevo mai avuto a che fare prima; anche se non è esattamente ciò su cui si concentra la nostra specializzazione, è stato comunque interessante seguire l’intero processo, dal design all’implementazione. Ho sicuramente imparato molto e mi è venuta persino voglia di approfondire l’argomento in futuro.
Le persone sono generalmente gentili e disponibili e comunicano molto, anche se a volte per le strade si sentiva odore di cannabis; abbiamo visto anche dei truffatori e il modo in cui la gente parcheggia qui è curioso e decisamente più insolito rispetto all’Estonia. Tuttavia, anche questi piccoli dettagli non hanno lasciato una cattiva impressione dell’Italia; finora penso che qui ci siano un’architettura bellissima e brave persone.“
Proff. Alessandro Visigalli ICT, Web Design, Sviluppo App Android/iOS, Tutor Alternanza, Erasmus+
Un Giubileo di Grazia e Speranza con i Bambini della Scuola Primaria Canossa di Pavia
Il Giubileo è sempre un’occasione di rinnovamento spirituale, un viaggio che attraversa la storia e l’anima di chi lo vive. Ma quando a celebrarlo sono i bambini, tutto si colora di una luce nuova: quella della gioia autentica, della fede vissuta con stupore e dell’entusiasmo che si propaga come un canto di speranza. Quest’anno, la Scuola Primaria “Maddalena di Canossa” di Pavia ha intrapreso un pellegrinaggio speciale per celebrare questo tempo di Grazia.
La preparazione ha visto gli alunni trattare la tematica trasversalmente nelle discipline e nelle varie classi, approfondendone le origini, la storia, i simboli, le curiosità e ovviamente il significato dell’indulgenza e più in generale del grande amore di Dio. Il giorno fissato per vivere insieme il Giubileo, in cortile c’è stata una breve spiegazione sull’esperienza e sul dono che ci si apprestava a vivere e un approfondimento delle origini del Giubileo, riportando alla memoria le antiche tradizioni ebraiche, quando il 50° anno era segnato dal suono del corno di ariete, il Jobel, che annunciava un tempo di liberazione e rinnovamento. Da questa radice profonda infatti, nasce il nostro Giubileo cristiano, che ogni 25 anni ci invita a riscoprire la grazia, la misericordia e l’amore di Dio. Abbiamo anche noi suonato il corno e abbiamo dato inizio al Pellegrinaggio dalla nostra Scuola alla Cattedrale della città.
Con le bandiere del Giubileo, una per classe, che riportavano non solo il logo, ma il disegno della Porta Santa della Basilica di San Pietro, i bambini, accompagnati dai docenti, hanno attraversato le strade della città in pellegrinaggio giubilare, con passo sicuro e cuore aperto, dando forma visibile al significato del cammino. Questo pellegrinaggio non era solo uno spostamento fisico, ma il simbolo di un viaggio interiore verso l’amore di Gesù, un percorso di crescita e consapevolezza. All’arrivo al Duomo, il momento solenne ha preso vita e abbiamo attraversato la Porta Giubilare.
È stato uno dei momenti più emozionanti perché quella porta era stata aperta per noi in quell’orario e questa unicità ci ha fatti sentire speciali. Significativo anche il gioco di luci creato. all’entrata erano spente e poi, una volta entrati tutti i bambini, le luci sono state accese. Tutto questo ha contribuito a vedere questo passaggio il simbolo dell’ingresso in una nuova vita ricolma di bontà e fiducia, di gioia. Ogni bambino ha varcato quella soglia con attenzione e ordine, mantenendosi composto nella certezza che quel momento era veramente importante. Don Marco Labate, al quale è affidato il Progetto Pastorale del nostro Istituto scolastico, ha accolto i “piccoli pellegrini” con parole profonde, rese ancora più “importanti” dal luogo maestoso in cui ci si trovava, la chiesa più grande di Pavia. che qualcuno vedeva per la prima volta. Abbiamo pregato e cantato, incentrando l’attenzione sul tema della Speranza. La parabola del Figlio prodigo ha illuminato i cuori nella certezza dell’abbraccio sempre pronto di Gesù che ci attende anche quando sbagliamo. Abbiamo anche pregato per la Chiesa e ricordato Papa Francesco.
Il Giubileo non è stato solo celebrazione, ma anche riflessione sulle sfide quotidiane. Alcuni bambini hanno condiviso testimonianze che parlavano della loro esperienza di speranza, come la prima partita di rugby vissuta tra fatica e sconforto, ma poi trasformata in una vittoria interiore grazie alla fiducia e alla fede, senza vedere gli avversari come nemici. O il percorso di una bambina sportiva, che ha affrontato le sconfitte con coraggio, nella certezza di essere dono di Dio, scoprendo nel suo essere un valore e nella fede la forza per non abbattersi e il coraggio che poi l’ha portata sul podio. Ci ha poi raggiunti il Vescovo , Mons. Corrado Sanguineti che si è fermato con i bambini parlando di speranza e offrendo esempi di speranza per rendere positiva la vita. Ha sottolineato come il Giubileo sia un dono gratuito di Dio, un tempo in cui possiamo riscoprire la bellezza della fede e la certezza che Gesù è sempre con noi, pronto a rialzarci e a darci una nuova speranza.
Successivamente ha spiegato il logo del Giubileo e ha benedetto tutti i presenti. Infine, al termine della celebrazione, si è fermato per salutare ciascuno, ogni bambino, ogni adulto presente con loro, esprimendo ancora una familiarità significativa e cordiale. Il canto La Speranza ha risuonato nella chiesa, i bambini hanno innalzato le loro voci con gioia e gratitudine. In realtà sono stati vari i canti sulla speranza, anche in riferimento a Santa Maddalena “donna di speranza”. La musica ha unito i cuori, ha dato voce alla felicità di quel giorno, ha trasformato la celebrazione in un momento di comunione.
L’Anno Santo celebrato con i bambini della Primaria non è stato solo un evento religioso, ma una vera e propria esperienza di vita, di fede e di comunità. Le immagini, le emozioni, i sorrisi rimarranno nei cuori, testimoniando la bellezza di un’esperienza che potrà essere ricordata anche in futuro. Il Giubileo non finisce qui: siamo certi possa continuare nel cuore di ognuno della nostra comunità educante che ha attraversato quella porta, che ha cantato, che ha sperato e che ci auguriamo possa portare nel mondo il messaggio di gioia e di misericordia che ha ricevuto.
Progetto di Educazione Ambientale all’Istituto Maddalena di Canossa di Monza: Un Impegno Sostenibile per il Futuro
L‘Istituto Maddalena di Canossa di Monza sta portando avanti un’importante iniziativa di educazione ambientale, coinvolgendo tutte e tre le classi della secondaria di primo grado. Il progetto, che rientra nel programma di sensibilizzazione e educazione alla sostenibilità, è stato realizzato in collaborazione con **CREDA Onlus**, associazione che dal 1987 opera nel campo della tutela dell’ambiente, promuovendo progetti di ricerca, comunicazione e sensibilizzazione legati allo sviluppo sostenibile.
Nel corso delle attività proposte, gli studenti hanno avuto l’opportunità di approfondire vari temi legati alla gestione sostenibile dei rifiuti, come la raccolta differenziata, la gestione dei rifiuti organici, il ciclo dell’acqua, e il problema crescente delle microplastiche, dei cambiamenti climatici e dello spreco alimentare. Le esperienze didattiche sono state caratterizzate da laboratori scientifici ed esperienziali, in cui gli studenti hanno potuto mettersi alla prova in attività pratiche e coinvolgenti.
La frazione umida sotto la lente: il laboratorio delle classi Prime Gli studenti delle classi Prime hanno esplorato i processi di degradazione e trasformazione della materia organica in un laboratorio scientifico che ha permesso loro di comprendere come i materiali organici vengano smaltiti e trasformati in compost. In particolare, i ragazzi hanno avuto la possibilità di osservare, sotto il microscopio e con lenti di ingrandimento, i microorganismi coinvolti nei processi di decomposizione, come muffe, lombrichi, millepiedi e centopiedi. L’obiettivo era quello di sensibilizzare i ragazzi sull’importanza di una corretta gestione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani, che può contribuire a ridurre l’impatto ambientale e favorire la sostenibilità. L’attività si è conclusa con un quiz digitale che ha testato le conoscenze acquisite durante l’incontro.
La seconda vita dei RAEE: alla scoperta dei dispositivi elettronici Le classi seconde si sono dedicate invece all’analisi delle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche(RAEE) e al loro riciclo. In un laboratorio pratico, gli studenti hanno costruito semplici circuiti elettrici, imparando a riconoscere i principali componenti elettronici e a capire le forze invisibili che alimentano i dispositivi elettronici quotidiani. Utilizzando lenti di ingrandimento, hanno osservato le schede elettroniche di piccoli elettrodomestici e, attraverso un gioco a indizi, hanno identificato i materiali preziosi contenuti all’interno dei dispositivi, come oro, cobalto e ittrio. L’attività ha avuto l’obiettivo di sensibilizzare gli studenti sull’importanza del recupero e del riciclo dei materiali elettronici per ridurre l’inquinamento e promuovere un’economia circolare.
I Love Water: l’importanza dell’acqua come risorsa limitata
Infine, gli studenti delle classi terze hanno affrontato il tema dell’acqua, una risorsa fondamentale ma sempre più minacciata. L’acqua dolce è infatti una risorsa limitata, e il progetto ha permesso agli studenti di investigare le cause della sua diminuzione a livello globale. Attraverso l’utilizzo di un kit specifico, i ragazzi hanno misurato i parametri chimico-fisici che determinano la qualità dell’acqua destinata al consumo umano, apprendendo come funziona il ciclo integrato dell’acqua potabile. Durante l’attività, gli studenti hanno riflettuto sulla disponibilità di acqua dolce nel mondo, sugli impatti del cambiamento climatico e sull’importanza di preservare questa risorsa.
Un impegno condiviso per il futuro
Tutti questi laboratori, che fanno parte del più ampio progetto di educazione ambientale promosso dall’Istituto Maddalena di Canossa, hanno coinvolto attivamente gli studenti in percorsi didattici che li sensibilizzano e li preparano ad affrontare le sfide ambientali future. Questo progetto rappresenta un esempio significativo di come l’educazione possa contribuire in modo attivo e costruttivo alla costruzione di una società più sostenibile e responsabile.
L’Istituto Canossiano Maddalena di Canossa di Monza ha creato un nuovo gioco di carte: “il binomio fantastico canossiano”
Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla sua superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna…Non diversamente una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni, in un movimento che interessa l’esperienza e la memoria, la fantasia e l’inconscio”.
Cosí teorizzava il celebre mostro sacro della letteratura italiana per ragazzi, Gianni Rodari, nella sua “Grammatica della fantasia”. Seguendo proprio tale principio gli alunni della 1B, o meglio le aspiranti penne del futuro, hanno preso parte ad un progetto di scrittura creativa che li ha visti coinvolti nel corso del primo quadrimestre e che li impegnerà anche nel secondo.
I giovani scrittori si sono ispirati durante tale progetto alle funzioni di Vladimir Propp, ovvero elementi ricorrenti in tutte le fiabe esistenti, da cappuccetto rosso alla principessa e il ranocchio, come l’allontanamento dell’eroe, la trasformazione, le nozze e tante altre.
Dopodichè hanno realizzato delle vere e proprie tessere o carte raffiguranti in maniera iconico simbolica proprio tali funzioni. Coadiuvati per quanto concerne la parte grafico-artistica dalla professoressa d’Arte Immagine Viviana Gatto, hanno quindi dato forma concreta a quelle che erano solo delle vaghe immagini mentali degli avvenimenti classici e tradizionali del racconto.
Conclusasi la parte uno, hanno poi potuto dare il via al gioco vero e proprio. Una volta mescolate le carte da loro prodotte, selezionatene casualmente due a testa, hanno poi potuto cominciare a viaggiare sulle fervide ali dell’immaginazione, con un obiettivo e un vincolo (uno solo) ben chiaro: creare una fiaba che contenesse le funzioni a loro capitate. Ed è così che il fuoco di draghi ha preso forma e ha visto opporsi le lame di coraggiosi cavalieri dai nomi più disparati; giovani eroine, dopo cammini ardui ed estenuanti, accompagnate da animali fantastici, sono riuscite a sposare principi, nelle fiabe dei piccoli talenti.
Gli alunni, attingendo all’inesauribile bacino della fantasia, si sono cimentati in narrazioni di guerre in regni lontani, le alunne in amori impossibili, sognando e facendo sognare con loro il prof di italiano, Marco Taravella, che le ha lette immergendosi nel viaggio.