L’arte in posa: gli studenti tornano protagonisti tra i capolavori della storia all’Istituto Canossiano di Monza
Alle Canossiane di Monza, gli alunni della scuola Secondaria di Primo Grado trasformano la fotografia in uno strumento di lettura critica e creativa, reinterpretando i grandi classici dell’arte, della letteratura e il linguaggio delle emozioni.
La scuola si trasforma in un set fotografico. Non si tratta di una semplice lezione teorica, ma di un viaggio immersivo nel mondo della rappresentazione visiva che vede protagonisti gli studenti. Attraverso il progetto di fotografia per l’anno scolastico 2025/26, i ragazzi hanno avuto l’opportunità di uscire dai banchi per mettersi dall’altra parte dell’obiettivo, trasformando la storia dell’arte e la letteratura in un’esperienza vissuta.
Il progetto, declinato in base all’età e al percorso di studi, ha sfidato gli studenti a passare dalla fruizione passiva alla rielaborazione attiva.
Per le classi prime, l’obiettivo è stato esplorare “I Colori delle Emozioni”: un esercizio di introspezione in cui ogni alunno ha dovuto scegliere un colore come protagonista assoluto per comunicare uno stato d’animo — dalla gioia alla malinconia, dalla rabbia alla calma — senza il ricorso alle parole, ma affidandosi esclusivamente alla potenza del linguaggio cromatico e alla postura del corpo.



Le classi seconde si sono invece misurate con “Io nella Storia”, un progetto dedicato alla letteratura. Gli studenti hanno scelto un libro del cuore e ne hanno riprodotto la copertina, entrando fisicamente nella scena. Utilizzando abiti, oggetti di scena e studiando attentamente lo sfondo, i ragazzi hanno ricreato l’immaginario letterario, trasformandosi nei protagonisti delle loro letture preferite.



Il cuore pulsante del progetto ha coinvolto le classi terze con l’iniziativa “Scatti d’Arte“. Qui, la sfida si è fatta ambiziosa: riprodurre celebri capolavori della storia dell’arte, da “Le Spigolatrici” di Millet al “Viandante sul mare di nebbia” di Friedrich, fino al “Marat Assassinato” di David.
In questo percorso, un ruolo fondamentale è stato giocato dall’innovazione tecnologica: per massimizzare la resa artistica, gli studenti hanno utilizzato l’Intelligenza Artificiale come uno strumento di post-produzione. Le fotografie scattate sono state passate attraverso filtri IA studiati appositamente per elaborare i colori, le texture e le luci, rendendo gli scatti finali estremamente somiglianti alla resa estetica e all’atmosfera dei dipinti originali. Grazie a questo intervento digitale, l’immagine fotografica si è “avvicinata” alla pittura, creando un ponte visivo tra la modernità dello scatto digitale e la maestosità del classico.
Gli studenti, lavorando singolarmente o in gruppo, hanno scelto se seguire la via della fedeltà filologica — ricreando meticolosamente luci e pose — o quella della rilettura contemporanea. “L’obiettivo — spiegano le docenti responsabili, le proff.sse Gatto e Pizzasegale — è sviluppare capacità di osservazione analitica. Non vogliamo che guardino un’opera solo visivamente, ma che ne comprendano il contenuto per poi filtrarlo attraverso la propria sensibilità”.


Il valore educativo del progetto trascende l’aspetto estetico. Le fotografie realizzate non resteranno chiuse in un cassetto: saranno presentate durante la festa della scuola. In questa occasione, gli studenti spiegheranno le tecniche utilizzate, le scelte di inquadratura e le motivazioni dietro le loro reinterpretazioni.
Unendo competenze tecnologiche, creatività e capacità di analisi critica, questo percorso trasforma gli studenti in veri e propri “curatori” delle proprie immagini. Dimostrando che, anche nel 2026, confrontarsi con il passato — che sia un quadro di Goya o la copertina di un libro — rimane il modo più efficace per raccontare, e comprendere, chi siamo oggi.

