TalitaKUM: un pomeriggio che cambia le giornate (e un po’ anche la vita)
Ci sono luoghi che non sono semplicemente spazi, ma diventano casa.
Il TalitaKUM, Centro Polivalente della Fondazione ENAC Puglia ETS – Ente Nazionale Canossiano con sede in Via Gioberti, 24 a Foggia, è uno di questi. Tra compiti e attività, si costruisce molto di più dello studio: si costruisce fiducia. Basta poco, a volte, per fare la differenza. Uno sguardo attento, una parola di incoraggiamento, qualcuno che si siede accanto e dice, senza bisogno di troppe spiegazioni: “ce la puoi fare”. Ma è nei momenti condivisi che TalitaKUM rivela davvero la sua anima. Il mese di febbraio ne è stato un esempio concreto, tra feste, sorrisi e piccoli grandi traguardi. Durante la festa di Carnevale, il centro si è trasformato in un mondo colorato, fatto di fantasia e libertà. Tra maschere, musica e risate, ogni bambino ha potuto esprimere una parte di sé. E in mezzo a tutti quei personaggi, uno in particolare ha lasciato il segno: Greta, con il suo splendido travestimento da Jasmine, ha conquistato tutti. Non è stato solo un costume ben fatto, ma la luce nei suoi occhi, la sicurezza con cui si muoveva, la gioia nel sentirsi vista e apprezzata.
Quando è stata proclamata vincitrice, l’emozione era tangibile: un sorriso grande, quasi incredulo, di quelli che restano. Anche San Valentino ha regalato momenti speciali, diversi ma altrettanto intensi. La festa si è trasformata in un’occasione per celebrare i legami, quelli veri, fatti di affetto e presenza. Tra giochi e attività, una coppia ha colpito tutti per complicità e sintonia: Michelle e il suo papà Tiberio. La loro intesa, i sorrisi condivisi, la naturalezza con cui si cercavano durante le prove… tutto parlava di un legame profondo. Quando sono stati premiati come coppia più unita, la loro gioia era sincera, semplice, ma fortissima. Un momento che ha emozionato non solo loro, ma anche chi guardava. Sono attimi che sembrano piccoli, ma che per i bambini significano tantissimo. Perché in quei momenti si sentono riconosciuti, valorizzati, importanti. E quella gioia, quell’emozione pura, diventa qualcosa che si portano dentro. Il venerdì, ormai, ha un sapore speciale. È il giorno in cui tutto si colora un po’ di più, in cui si esce dalla routine e si crea qualcosa di unico. Ma non è solo gioco. È libertà: libertà di essere, di esprimersi, di sentirsi abbastanza. E quando anche i genitori entrano in scena, succede qualcosa di ancora più bello.
Si ride insieme, ci si sfida, ci si guarda negli occhi fuori dalla quotidianità. Sono attimi semplici, ma restano. Perché rafforzano legami, costruiscono ricordi, fanno sentire tutti un po’ più vicini. TalitaKUM non è solo un doposcuola. È un luogo dove si cresce, si cade e ci si rialza, dove ogni bambino viene visto davvero. Dove anche il più timido trova la sua voce e il più insicuro scopre di avere valore. TalitaKUM continua così, giorno dopo giorno, a riempire i pomeriggi di senso. Un luogo dove si cresce insieme, tra piccoli passi e grandi emozioni. E mentre si guarda ai prossimi mesi, una cosa è certa: le sorprese non mancheranno perché la PRIMAVERA sta arrivando!
Alle Canossiane di Monza Impresa Sangalli e Fondazione Creda insegnano l’importanza del riciclo
L’articolo che vi abbiamo inviato è stato scritto da Carlo Codini, giornalista di MB news, che ha visitato la nostra scuola durante l’attività.
Dalla seconda vita dei rifiuti elettronici ai segreti del compostaggio: gli studenti dell’Istituto Maddalena di Canossa protagonisti di una mattinata all’insegna della sostenibilità pratica con i laboratori organizzati da Fondazione Creda e Impresa Sangalli.
Monza. Non la solita lezione frontale, ma un’immersione totale nel mondo dell’economia circolare. All’istituto Maddalena di Canossa di Monza, la settimana è iniziata all’insegna dell’ecologia pratica grazie ai progetti con focus sull’educazione ambientale che vedono protagoniste Impresa Sangalli e Fondazione CREDA insieme al comune di Monza. Nella mattinata di lunedì, coinvolti gli studenti delle classi seconde della Scuola Secondaria di primo grado, impegnati nel laboratorio “La seconda vita dei RAEE” per scoprire i segreti, e i pericoli, dei rifiuti elettronici. Martedì 24 febbraio, il testimone è passato alle classi 1°A e 1°B con “CompostiAMO”, un viaggio immersivo nel mondo dell’organico, dove i ragazzi hanno potuto toccare con mano come un avanzo di cucina possa trasformarsi, grazie al lavoro silenzioso dei decompositori, in fertile humus per la terra.
Lo scorso anno scolastico, sono state in totale 238 le classi di ogni ordine e grado coinvolte a Monza dai laboratori organizzati da Creda e Sangalli. Ma non si è trattato solo di lezioni agli alunni: promossi 6 workshop per i docenti, 4 corsi di compostaggio per i cittadini e 2 eventi pubblici. L’obiettivo dichiarato dai partner è chiaro: trasformare i ragazzi in cittadini attivi e consapevoli, capaci di vedere nel rifiuto non uno scarto, ma una risorsa preziosa per alimentare l’economia circolare della città.
“Siamo al secondo anno di una collaborazione preziosa con gli esperti di Fondazione CREDA e Impresa Sangalli, un percorso che abbiamo voluto estendere a tutte le tre annualità della nostra secondaria – ha commentato la preside della Scuola Secondaria Prof. Viviana Gatto. “Dopo il successo dello scorso anno, riproporre questa esperienza è stata una scelta naturale: crediamo in una didattica che non sia solo ascolto, ma pratica attiva. Se lunedì i ragazzi delle seconde si sono immersi nel mondo dei rifiuti elettronici e oggi le prime hanno lavorato sul compostaggio, venerdì toccherà alle classi terze chiudere il cerchio con il progetto I love water, dedicato all’analisi delle acque. La nostra scuola si contraddistingue per questo approccio pratico: a questa età è fondamentale che i concetti di educazione ambientale passino attraverso la sperimentazione diretta e non solo sui libri. È un tema che ci è estremamente caro e che speriamo di portare avanti anche nei prossimi anni”.
“Nell’ambito delle attività che forniamo ai Comuni, consideriamo particolarmente qualificanti quelle della sensibilizzazione e della formazione – le parole di Daniele Tronconi, consigliere di amministrazione di Impresa Sangalli. “Ci rivolgiamo a tutti i cittadini, ma con una cura particolare alle scuole, alle quali proponiamo programmi articolati e molto affinati dai nostri partner. CREDA è quello principale, direi che lo è sul piano scientifico, oltre che su quello operativo, ma forniamo i nostri servizi in diverse regioni e cerchiamo di valorizzare le risorse locali ogni qualvolta ci viene assegnato un appalto. L’offerta didattica per le scuole è in genere continua, come a Monza, Sesto San Giovanni o Varese o, in alcuni casi, concentrata nel tempo, stiamo sperimentando le Settimane delle scuole, ma raccogliamo un forte interesse, dimostrato dal fatto che, nelle città dove sviluppiamo questi programmi insieme ai Comuni, ogni anno coinvolgiamo mediamente un quinto della popolazione scolastica”.
“CompostiAMO” e i RAEE tra laboratorio e divertimento
Il percorso è iniziato lunedì con le classi seconde, chiamate a confrontarsi con il tema, tanto attuale quanto complesso, dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Sotto la guida degli esperti di Fondazione CREDA, il laboratorio “La seconda vita dei RAEE” ha trasformato l’aula in un piccolo centro di ingegneria e ricerca. Gli studenti non si sono limitati a studiare la teoria, ma sono passati all’azione con l’attività “Circuiti fantastici”: armati di pile, cavi, lampadine e motorini elettrici, hanno sperimentato la creazione di circuiti in serie e in parallelo per comprendere il flusso dell’energia.
L’obiettivo di Impresa Sangalli nell’ambito della campagna di sensibilizzazione cittadina, è quello di mostrare come questi oggetti, una volta smessi, non debbano finire nel sacco del secco, ma vadano gestiti separatamente a causa delle sostanze pericolose che contengono. Particolarmente d’impatto è stata la fase “A caccia di elementi”: i ragazzi, trasformati in investigatori, hanno analizzato le componenti interne degli smartphone con l’ausilio di lenti d’ingrandimento, scoprendo la presenza di materiali preziosi e rari come oro, cobalto, ittrio e indio. Attraverso schede indizio, il laboratorio ha aperto una finestra sulle criticità globali, dallo sfruttamento del lavoro minorile nelle miniere alle difficoltà di approvvigionamento di queste materie prime, ribadendo che riciclare correttamente un vecchio cellulare è, a tutti gli effetti, un’azione di salvaguardia dei diritti umani e ambientali.
“Con Compostiamo, il lavoro si è spostato sulla frazione organica, che rappresenta circa il 40% dei nostri rifiuti urbani – ha spiegato l’educatrice di Fondazione Creda Giorgia Pasini. “Il laboratorio è iniziato con una sfida a squadre per smascherare gli ‘intrusi’ tra i materiali della differenziata, per poi passare all’osservazione naturalistica vera e propria. I ragazzi hanno analizzato il compost maturo e quello ancora in trasformazione, armati di lenti digitali e taccuino per il disegno dal vero. Vedere dal vivo l’azione dei decompositori, come i lombrichi, che trasformano uno scarto vegetale in fertilizzante, permette ai bambini di visualizzare concretamente il ciclo della vita. Spesso conoscono le definizioni, ma solo vedendo il rifiuto che torna a essere terra fertile comprendono davvero la potenza dell’economia circolare”.
L’attività è partita in modo dinamico con il “Gioco degli intrusi”: sui banchi sono state disposte diverse famiglie di materiali e i ragazzi, collaborando in gruppo, hanno dovuto individuare quegli oggetti “fuoriposto” che rischiano di compromettere la qualità della raccolta differenziata. Il cuore dell’esperienza è stata però l’osservazione scientifica del compost: gli alunni hanno esaminato vaschette di materiale organico sia maturo che in fase di trasformazione. Grazie all’utilizzo di lenti d’ingrandimento digitali collegate alla LIM, la classe ha potuto osservare da vicino i “protagonisti” di questo processo: i decompositori. Vedere un lombrico in azione mentre trasforma scarti vegetali in humus fertile ha permesso di visualizzare concretamente il passaggio da “rifiuto” a “risorsa per il suolo”. Seguendo il metodo dei naturalisti, i ragazzi hanno poi riportato su carta, attraverso disegni e annotazioni, i dettagli anatomici degli organismi osservati, consolidando l’idea che la sostenibilità passi per una conoscenza profonda e rispettosa dei ritmi della natura.
L’Officina dell’Amore: il cammino quaresimale dei bambini della Scuola Primaria “Maddalena di Canossa” di Pavia
Ci sono momenti dell’anno in cui la scuola respira un “profumo del cuore” nuovo. Le aule diventano luoghi più riflessivi, i gesti più attenti, le parole più misurate. È come se un respiro più profondo attraversasse i corridoi, invitando tutti, bambini, insegnanti, famiglie, a fermarsi un istante e ad ascoltare ciò che accade “dentro”, a pensare.
La Quaresima è uno di questi momenti: un tempo antico e sempre nuovo, un tempo che non chiede di fare di più, ma di fare meglio; non di correre, ma di guardare; non di aggiungere, ma di purificare.
Alla Scuola Primaria “Maddalena di Canossa” di Pavia questo tempo assume quest’anno un significato particolare, perché diventa un laboratorio vivo, un’officina di cura e di crescita interiore. I bambini, accompagnati dalla maestra di Religione Monica Ferrari e da tutti i docenti, vivono un percorso che intreccia Vangelo, simboli, preghiera e piccoli gesti quotidiani. Un percorso che non parla solo alla mente, ma soprattutto al cuore.
Le classi quinte hanno studiato da vicino la civiltà etrusca, una delle più affascinanti dell’Italia antica. Fioriti tra il IX e il I secolo a.C. nell’Italia centrale, gli Etruschi erano abili navigatori, commercianti, urbanisti, ma soprattutto straordinari artigiani. La loro arte orafa è ancora oggi considerata una delle più raffinate del mondo antico: orecchini, fibule, collane e pendenti realizzati con tecniche come la granulazione, la filigrana, l’uso sapiente dell’oro, dell’ambra, della pasta vitrea e delle pietre dure.
Il laboratorio creativo ha trasformato le classi quinte A e B in un vero atelier antico. I bambini hanno lavorato con entusiasmo, alternando momenti individuali, in cui ciascuno ha potuto esprimere la propria sensibilità artistica, a momenti di gruppo, in cui la collaborazione ha dato vita a creazioni sorprendenti.
Il percorso non è stato solo artistico. La Scienza ha accompagnato i bambini nell’osservazione dei materiali, nelle trasformazioni della materia, nella scoperta delle proprietà delle superfici, nella ricerca di equilibrio e simmetria. Ogni collana, ogni bracciale, ogni anello è diventato un piccolo esperimento, una sintesi di conoscenza e manualità.
Il risultato finale è stato una collezione di gioielli che sembra uscita da un museo… ma con un tocco di modernità che solo i bambini sanno dare. Colori vivaci, materiali inaspettati, forme nuove: la storia si è fatta viva, giocosa, attuale.
Guardando i loro lavori, si ha la sensazione che gli antichi artigiani etruschi avrebbero sorriso, riconoscendo in quei piccoli creatori la stessa passione per la bellezza.
Racchette in movimento, cuori in gioco: Il progetto curricolare di Padel delle classi seconde
Alla Scuola primaria “Maddalena di Canossa” di Pavia ogni giornata è un mosaico di esperienze diverse: attività che si intrecciano, metodologie dinamiche che dialogano, ricerca continua di progettualità integrata e proposte di approfondimento. In questo contesto educativo, il progetto curricolare di Padel vissuto dalle classi seconde A e B si è inserito come un tassello prezioso: un’esperienza che ha trasformato la palestra in un campo di gioco, il campo in un laboratorio di emozioni, e ogni bambino in un piccolo atleta capace di sorprendere sé stesso.
Da tempo, nell’ambito dell’Educazione Fisica, il maestro Mattia Maini propone alle classi della Scuola Primaria attività curricolari sportive integrative che arricchiscono il programma motorio settimanale: pattinaggio, golf, arti marziali, atletica. Negli ultimi anni, grazie anche al sostegno delle Federazioni sportive, queste attività sono diventate un’occasione preziosa per offrire ai bambini esperienze di qualità, guidate da istruttori qualificati e integrate nella didattica quotidiana. Per le classi seconde, quest’anno, la scelta è caduta sul padel, uno sport in grande crescita, semplice da apprendere, inclusivo, dinamico, capace di coinvolgere tutti.
Il padel ha una caratteristica che lo rende perfetto per i bambini: si gioca in coppia. Non c’è competizione individuale, non c’è solitudine, non c’è “io contro te”. C’è un noi. E questo “noi” è diventato il cuore del progetto. Il percorso “Racchette in classe”, portato nella nostra Scuola dal Dynamyte Padel Clubdi Pavia, ha permesso ai bambini di scoprire uno sport nuovo, divertente e immediato, guidati dagli istruttori del progetto e accompagnati costantemente dal maestro Mattia e dalla docente dell’area umanistica Elena Rossi, entrambi presenti in campo, attivi partecipi con gli alunni.
Una frase molto amata dagli appassionati dice: “Nel padel non vinci da solo: vinci quando impari a fidarti.” E i bambini lo hanno sperimentato in ogni scambio.
Il padel ha insegnato ai bambini qualcosa che va oltre il gesto tecnico. Giocare in coppia significa: accettare che la vittoria è condivisa imparare a guardarsi capire quando intervenire e quando lasciare spazio sostenere il compagno quando sbaglia gioire insieme quando si riesce.
È stato emozionante vedere come i bambini abbiano sviluppato una forma di resilienza intelligente: quella capacità di fermarsi, respirare, riorganizzarsi e ripartire insieme.
Molti hanno scoperto talenti che non sapevano di avere: chi una grande precisione, chi una velocità sorprendente, chi una calma strategica, chi una capacità naturale di incoraggiare l’altro.
Il secondo episodio di Learning for life – ENAC si racconta è online: “Chi fa funzionare ENAC ogni giorno?”
Dietro ogni progetto che prende vita, dietro ogni corso che parte, dietro ogni allievo e allieva che entra nei nostri centri di formazione, c’è un lavoro silenzioso ma fondamentale. Un lavoro fatto di numeri, scadenze, rendicontazioni. Ma soprattutto, un lavoro fatto di cura, attenzione e passione.
Nel secondo episodio di “ENAC si racconta” entriamo nell’ufficio amministrazione e segreteria di ENAC e incontriamo Donatella Varone, Elisa Biasi, Kamal Kaur Deep, Renzo Olivieri e Samuel Barbato.
Donatella lavora in segreteria e si occupa di coordinamento, comunicazioni e rapporti con gli enti regionali e con tutte le scuole canossiane. È in ENAC da diversi anni ed è diventata un punto di riferimento essenziale per tutta la rete come Elisa, Kamal, Renzo e Samuel che formano il cuore dell’area amministrazione. Si occupano di bilanci, buste paga, rendicontazioni, fondi FSE ed europei, gestione della documentazione complessa che permette ai progetti di esistere e svilupparsi.
Insieme formano una squadra, dove ognuno ha il suo ruolo ma tutti condividono lo stesso obiettivo: fare in modo che ENAC possa realizzare la sua missione educativa senza intoppi, garantendo trasparenza, precisione e professionalità.
Come interpretano “Formare alla vita – Learning for life” nel lavoro di tutti i giorni?
“Per noi significa essere consapevoli che ogni numero, ogni documento, ogni scadenza rispettata contribuisce alla crescita dei ragazzi e delle ragazze. Non li vediamo direttamente in aula, ma il nostro lavoro permette che quell’aula esista, che quel progetto si realizzi, che quei formatori possano lavorare serenamente.”
ENAC in poche parole: famiglia, comunità, impegno, crescita, professionalità, cuore.
L’evento “Dal Mixing al Mastering: dalla A alla Z” è un’opportunità gratuita, informale e completamente immersiva per entrare, anche solo per qualche ora, dentro uno studio di produzione musicale professionale.
Un’esperienza coinvolgente, pensata per chi vuole capire come funziona davvero la produzione musicale dall’interno, senza pressioni e senza prerequisiti tecnici.
Durante l’evento avrai la possibilità di:
Assistere dal vivo al processo creativo di Stefano Ribaudo, professionista del settore audio e della produzione musicale
Scoprire come nasce un brano da zero: dall’idea iniziale alla struttura, dalla scelta dei suoni alle decisioni artistiche finali
Capire cosa significa lavorare “dietro le quinte” nel mondo del sound design e della produzione audio
Fare un primo passo concreto verso percorsi futuri di formazione nel settore musicale e audio
Questo incontro non è solo un evento: è un primo aggancio. Un’occasione per capire se la musica può diventare anche il tuo percorso professionale, e per connetterti con un ambiente che, spesso, sembra lontano o irraggiungibile.
L’obiettivo è abbassare le barriere di accesso, stimolare curiosità e creare le basi per un rapporto più continuativo con il settore — orientando i partecipanti, se lo desiderano, verso attività formative più strutturate come laboratori sulla produzione musicale e percorsi di crescita professionale nel mondo della musica.
Il progetto è realizzato grazie ai fondi europei della Regione del Veneto
L’iniziativa si inserisce nell’ambito del PROGRAMMA REGIONALE FSE+ 2021-2027 – PRIORITA’ 1.
“OCCUPAZIONE” Giovani Energie – azioni sperimentali per l’attivazione dei giovani nella definizione del proprio percorso formativo e professionale – DGR 729 DEL 22/06/2023.
La Bussola Interiore: quando la scuola diventa un luogo che insegna a pensare
Nelle settimane di Febbraio, la Scuola “Maddalena di Canossa” di Pavia ha sviluppato un progetto significativo: un tempo dedicato all’ascolto, alla riflessione, alla crescita interiore, il percorso “La Bussola Interiore”, per lo sviluppo del pensiero critico nei bambini dai 6 ai 10 anni. Esso è parte del progetto regionale “Scuola in Ascolto” (CUP E81I24000020002 – Rete n. 6, Protocollo E1.2024.0104862), finanziato da Regione Lombardia. Un progetto che non insegna solo a “fare scelte giuste”, ma a capire da dove nascono le scelte, quali emozioni le guidano, quali influenze le orientano, quali conseguenze generano. Un progetto che educa alla libertà interiore, alla responsabilità, al discernimento, tenuto dalla psicologa e psicoterapeuta Monica Demichelis.
Perché una bussola interiore?
Perché i bambini di oggi crescono in un mondo che parla forte, velocissimo, spesso senza pause. Un mondo che propone modelli, tendenze, pressioni, imitazioni. Un mondo che rischia di dire loro chi essere prima ancora che loro possano chiedersi chi vogliono diventare. E allora la scuola si ferma. Ascolta. E offre ai bambini uno spazio nuovo: un luogo dove imparare a riconoscere le proprie emozioni, distinguere i desideri autentici da quelli “presi in prestito”, prevedere le conseguenze delle proprie scelte, dire “no” senza paura e “sì” con consapevolezza.
Le prime lezioni del Progetto “La bussola interiore” sono state un laboratorio di umanità e di rafforzamento della sicurezza interiore. I bambini hanno riflettuto sull’importanza di decidere senza la paura di essere diversi. Hanno parlato di emozioni e pressioni , riflettendo su quanto una scelta possa nascere da loro oppure no. Prevedere le conseguenze e valutare le alternative, è stato subito per i più grandi un ragionare sull’assunzione della responsabilità delle proprie azioni. Sappiamo come la prevenzione dei comportamenti a rischio non avviene con divieti, ma con strumenti interiori che aiutano a non imitare laddove può esserci qualcosa che può far male o avere conseguenze negative per sé e per gli altri. I bambini si sono interrogati sul lasciarsi e non lasciarsi trascinare e quanto la scelta di pensare prima di agire possa limitare i conflitti e favorire le soluzioni, riportando serenità in situazioni difficili. In queste prime lezioni la scuola ha educato alla libertà buona; in un tempo in cui spesso si spinge verso l’omologazione, questo percorso restituisce ai bambini e ai ragazzi il diritto più prezioso: la possibilità di diventare se stessi.
Il progetto è articolato in cinque moduli tematici, ognuno dei quali ha apre ai bambini e ai ragazzi una finestra nuova sul proprio mondo interiore e sulle dinamiche del gruppo.
Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo alle canossiane di Monza
Nelle giornate del 2 e 3 febbraio 2026, la scuola secondaria di primo grado Canossiane di Monza ha dedicato un importante spazio di riflessione al tema del bullismo e del cyberbullismo, in occasione della Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo del 7 febbraio.
Gli studenti sono stati invitati ad affrontare l’argomento con serietà, sincerità e senza giudizio, per creare un clima di ascolto e fiducia che permettesse a ciascuno di esprimersi liberamente. Gli incontri, della durata di due ore per classe, hanno favorito il confronto e la partecipazione attiva dei ragazzi.
Attraverso la visione di un PowerPoint, che ha fornito una definizione chiara e concreta dei due fenomeni, gli alunni hanno potuto immedesimarsi nelle situazioni proposte, condividendo pensieri, emozioni ed esperienze personali.
A rendere il percorso ancora più significativo sono state alcune attività mirate, come il lavoro sui ruoli e sulle responsabilità e la scrittura di una lettera indirizzata a uno dei protagonisti di una situazione di bullismo. Queste proposte hanno aiutato i ragazzi a riconoscere i comportamenti violenti e a riflettere sulle loro conseguenze.
Il percorso si è concluso il 6 febbraio con la visione del film “IL CIELO CHE SI SPEGNE NEL MARE” (REC Original Movie 2026) realizzato dal Mondo REC, che ha offerto agli studenti un ulteriore spunto di riflessione e confronto.
Iniziative come questa rappresentano un passo importante verso la costruzione di una comunità scolastica più consapevole e attenta, in cui il rispetto dell’altro e l’ascolto diventano strumenti fondamentali di prevenzione. Parlare di bullismo e cyberbullismo significa educare al coraggio di chiedere aiuto e alla responsabilità di non voltarsi dall’altra parte.
La scuola di Pavia celebra Santa Giuseppina Bakhita
Venerdì 6 Febbraio, nell’Aula Magna della Scuola “Maddalena di Canossa” di Pavia, centonovanta bambini della Scuola Primaria , hanno respirato insieme la stessa emozione. Dopo una settimana di presentazione della figura di Santa Giuseppina Bakhita da parte della docente di Religione, gli alunni hanno vissuto un’ora celebrativa densa come un racconto antico, capace di unire storie lontane e vite presenti. Hanno ricordato Santa Giuseppina Bakhita, una donna che ha attraversato il dolore senza lasciarsi spegnere, trasformando la ferita in luce, la paura in fiducia, la schiavitù in libertà interiore.
L’incontro si è aperto con il canto dedicato a “Bakhita, un raggio di sole”: voci diverse, timbri diversi, ma un unico ritmo del cuore. I bambini hanno cantato con un’energia che non era solo musicale: era un modo per dire “ci siamo, siamo qui insieme per te Bakhita, che hai vissuto una vita così forte, carica e profonda e hai tanto da dirci”. Il ritornello ha creato un clima di attesa e di ascolto. Molti bambini, mentre cantavano, guardavano l’immagine di Bakhita presente nel quadro sul palco: un volto mite, un sorriso che sembra proprio conoscere ogni fatica e ogni rinascita
Guidati da Madre Anne, i bambini hanno visto un breve video sulla vita di Bakhita. Silenzio. Un silenzio che non era assenza di suono, ma presenza di attenzione. Il racconto delle origini, di una bambina strappata alla sua casa, la paura, le ferite, la lunga strada verso la libertà… tutto è passato davanti ai loro occhi del cuore, come un racconto che non appartiene solo al passato.
Molti bambini hanno riflettuto su quanto era piaciuto del video e si sono trovati unanimi nella frase forte di essersi sentita veramente “Figlia in Dio” o nella frase piena di speranza che indicava come anche dal dolore può nascere la libertà, la salvezza e la speranza. Bakhita ha fatto splendere nella sua vita l’amore e il perdono e con Madre Anne i bambini hanno riassunto la sua storia che finisce “nella luce e nella gioia”. La riflessione interattiva ha trasformato l’Aula Magna in un piccolo laboratorio di pensiero. I bambini hanno ascoltato, ma soprattutto hanno pensato. E hanno risposto. Si è parlato di libertà, speranza, rispetto, cura dell’altro, rinascita, resilienza nella fede, amore e perseveranza. Valori che non sono concetti astratti, ma che devono diventare anche piccoli e grandi gesti quotidiani: una mano che aiuta, una parola gentile, un litigio che si scioglie, un “scusa” che libera.
In Aula Magna, dopo la riflessione con Madre Anne, è seguita la preghiera a Santa Giuseppina Bakhita, alternata tra Coro A e Coro B e ha creato un ritmo , un dialogo che sembrava abbracciare tutta la sala. Le parole — dolci, profonde, accessibili — hanno permesso ai bambini di immedesimarsi: la paura, la speranza, la gentilezza, la cura, la pace… tutto ciò che appartiene alla vita di Bakhita, appartiene anche alla loro.
Infine è stato ripreso il canto su Bakhita. Questa volta le voci erano ancora più consapevoli. Come se la storia appena ascoltata avesse dato un significato ulteriore alle parole. Il ritornello, ripetuto insieme, è diventato un saluto, un grazie, un impegno ad essere “raggi di sole”.