Il quinto episodio di Learning for life – ENAC si racconta è online.
Il racconto della Fondazione ENAC EMILIA ROMAGNA ETS
Nel quinto episodio di ENAC si racconta – Learning for Life incontriamo Fiammetta Antozzi, direttrice generale di Fondazione ENAC Emilia Romagna, per un viaggio nella storia e nell’identità di un ente che dal 1997 costruisce ponti tra formazione e vita.
La storia di ENAC Emilia Romagna nasce nella storica sede delle Canossiane di Fidenza, in via Milani 18, dove dal 1912 sono passate lavoranti, orfane che imparavano a cucire, maestre diplomate alle magistrali, fino ad arrivare ai licei. Fiammetta racconta: “Io lavoro qui dal 1995, quando la scuola superiore mi chiamò per delle supplenze di lingua. Lì conobbi madre Luisa Merlin, che è stata la nostra Presidente da sempre e ancora oggi lo è.“
Nel 1997 nasce ufficialmente l’associazione ENAC Emilia Romagna, quasi trent’anni che l’anno prossimo saranno celebrati. Un percorso iniziato con i corsi post-diploma, in collaborazione con AECA, per offrire alle ragazze del linguistico una certificazione professionale aggiuntiva. Oggi conta due sedi a Fidenza: la sede storica di via Milani, dedicata agli adulti e ai servizi amministrativi, e la sede di via Gobetti, inaugurata l’8 febbraio 2010 (giorno di Santa Bakhita, “una casualità vissuta come evidente provvidenza“), dedicata ai giovani e alla IeFP.
I numeri del 2025 parlano chiaro: 1285 persone servite, di cui 165 giovani nell’IeFP e oltre 1000 negli altri servizi; 89 operatori, di cui il 70-80% sono docenti e formatori provenienti dal mondo del lavoro; 300-350 aziende partner all’anno, con un 30% sempre nuove. I percorsi offerti spaziano dai bienni IeFP (profili estetica e benessere, amministrativo-segretariale) ai quarti anni, agli IFTS, fino ai servizi per il lavoro.
Guardando avanti, Fiammetta identifica due parole chiave che sembrano un ossimoro ma che convivono perfettamente: stabilità e innovazione.
“[…] Prima da noi ci sono ragazzi e ragazze, uomini e donne, poi persone da formare e far diventare professionisti,” sottolinea Fiammetta. “Gli ultimi devono sempre essere i primi. Più hai bisogno, più il mio cuore si deve fare grande, il mio tempo si deve allargare, la mia speranza non deve vacillare.”
Avere a cuore le persone e le loro storie, fare il bene e farlo bene con competenza vera e onestà intellettuale, e farlo con purezza di cuore, apertura e quella mission canossiana che permea ogni azione.
