Intercultura e dialogo interreligioso
Il seminario “Intercultura e dialogo interreligioso”, svoltosi l’8 settembre e il 7 ottobre 2026 presso la Casa Madre dell’Istituto Canossiano di Verona, ha offerto a docenti ed educatori un importante momento di riflessione sulla gestione della complessità plurale nei contesti scolastici.
La prima giornata, guidata dal professor Antonio Cuciniello, si è concentrata sulla cornice sociologica, culturale e teologica dell’incontro. Analizzando i dati ISMU sul panorama italiano, il relatore ha sottolineato la necessità di superare etichette generiche come “seconda generazione”, ponendo l’accento sulla centralità della storia personale di ciascun alunno.
Attraverso la metafora dell’iceberg della cultura, Cuciniello ha invitato gli educatori a guardare oltre gli elementi visibili come la lingua o l’abbigliamento, per esplorare i valori profondi, le concezioni del mondo e la visione della scuola custodite dalle famiglie con background migratorio. L’intervento ha valorizzato il concetto di laicità quale spazio equo di confronto e riscoperta del fatto religioso come patrimonio storico e culturale comune, fondato su un uso consapevole delle parole e sul costante ascolto reciproco.
La seconda giornata è iniziata al mattino con due sessioni di visiting volte a esplorare sul campo esperienze pratiche e modelli organizzativi innovativi per l’inclusione.
Nel pomeriggio, il professor Fabio Caon ha affrontato il tema dell’apprendimento cooperativo e della gestione delle classi plurilingui. Caon ha illustrato l’impatto emotivo e cognitivo dell’impatto con una nuova lingua, mostrando come l’incertezza alzi il filtro affettivo dell’alunno, ostacolando l’apprendimento. Per rispondere a questa sfida, la glottodidattica deve valorizzare le competenze pregresse e ricorrere ad ancore visive e multimodali.
Attraverso l’apprendimento cooperativo, la definizione precisa dei ruoli e l’uso di schede di lavoro stratificate, la classe si trasforma da ambiente etnocentrico in un luogo policentrico e inclusivo.



