Reflections of Treviso: studenti italiani ed islandesi rileggono la città nel progetto della Sfp Canossiana
Osservare la città, catturarne l’essenza attraverso i riflessi sulle vetrine dei negozi, i canali, le superfici metalliche, gli specchi e le pozzanghere. Con questo stimolante obiettivo si è svolto, nelle giornate del 19 e 20 ottobre 2026, un workshop grafico interculturale intitolato “Reflections of Treviso”.
L’iniziativa ha visto protagonisti gli allievi della classe 3^G dell’indirizzo Grafico della Scuola di Formazione Professionale ENAC dell’Istituto Canossiano di Treviso e 12 studenti del corso d’arte della scuola islandese Fjölbrautaskólinn í Breiðholti, accompagnati dai loro docenti.
Il progetto è nato da una domanda guida suggestiva: “Come appare Treviso quando la guardiamo in modo indiretto?”. Per due giorni, i giovani italiani e islandesi hanno lavorato insieme organizzati in gruppi misti, superando le barriere linguistiche attraverso la lingua inglese e fondendo le rispettive sensibilità per raccontare il centro cittadino oltre i classici cliché turistici.
La prima giornata è stata dedicata alla conoscenza reciproca e ad una sessione fotografica sul campo, mentre la seconda giornata si è svolta nei laboratori informatici realizzando una brochure pieghevole in lingua inglese. L’esperienza si è conclusa con un’esposizione dei lavori e una presentazione in cui ogni gruppo ha illustrato le proprie scelte creative.
“Iniziative come questa sono un’occasione speciale per poter dialogare con una cultura diversa dalla nostra. Svolgere attività insieme permette di confrontarsi, mettere in moto competenze, risolvere i problemi che si presentano e crescere”. Commenta Andrea Michielan, direttore della Scuola ENAC. “Gli studenti italiani e islandesi hanno legato sin da subito, evidenziando come ci sia una particolare sintonia tra le nostre culture”.
Le brochure “Reflections of Treviso”, realizzate dai vari gruppi, rimangono come testimonianza di una Treviso accogliente, capace di farsi riscoprire con occhi nuovi e di parlare il linguaggio universale dell’arte e della formazione.






