CentroModa Canossa ritorna in Togo con una mobilità di due settimane!
Sabato 25 novembre Eleonora, Chiara e Ilaria, tre studentesse di quinta del CentroModa Canossa sono partite per per un’esperienza unica in Togo.
Per due settimane sono state ospitate nel “Centre Catholique de Formation Technique et Professionnelle “Madre Agata Carelli” dove hanno condiviso le lezioni con le studentesse e gli studenti di moda. Hanno partecipato a lezioni di figurino, di modellistica e non solo, hanno visitato la città e il mercato e hanno partecipato alla sfilata di moda degli studenti laureati. Due settimane intese, formative e molto utili per conoscere una nuova cultura, mettersi alla prova e condividere buone pratiche e #knowhow.
L’obiettivo dell’esperienza è stato insegnare l’arte dei figurini di moda, dei cartamodelli in modellistica e delle rifiniture in confezione. Un’opportunità unica per creare abiti mescolando tessuti tipici africani con quelli italiani.
Costruire l’Europa partendo dai giovani, attraverso ponti culturali tra Italia, Francia, Spagna e Olanda. Con questo obiettivo, la settimana scorsa si sono svolti tre scambi culturali tra la scuola “Madonna del Grappa” di Treviso e tre scuole europee.
Alcuni alunni di terza media, che studiano Spagnolo, sono volati in Spagna per uno scambio con studenti di una scuola di Madrid e lì sono stati ospitati dalle famiglie di quella scuola. Hanno partecipato ad alcune lezioni nella scuola madrilena e visitato i luoghi più significativi della città, tra cui il Prado e il Palacio de Lidia.
Altri studenti, di seconda e terza media, hanno ospitato dei pari età di Orléans, arrivati grazie ad un gemellaggio tra le due città che dura da molti anni. Italiani e francesi hanno visitato le città di Padova e Treviso e qui sono stati accolti dall’assessore Sernagiotto, in rappresentanza dell’amministrazione comunale.
Dall’Olanda, in particolare dall’Oranje Nassau College di Zoertermeer, sono arrivati 12 studenti nell’ambito di un progetto Erasmus+. Il tema chiave del progetto è stata la sostenibilità, al centro di lavori di gruppo e di incontri con il Vice Sindaco Alessandro Manera e con Luana Rotari, che ci ha parlato del prestigioso riconoscimento Green Leaf Award ottenuto dalla nostra città.
Inoltre, sono state visitate Venezia (soffermandoci alla Venice Calls) e Padova, oltre ad una visita aziendale alla Prodeco Pharma di Castelfranco V.to e al Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna. Queste esperienze senz’altro allargano gli orizzonti culturali dei nostri giovani, oltre ad essere significative per la loro autonomia e arricchenti dal punto di vista linguistico.
In partenza il progetto R.E.T.E. – Risorse ed Esperienze del Territorio Educante
Il progetto, R.E.T.E. – Risorse ed Esperienze del Territorio Educante, nasce dalla volontà di 7 enti non lucrativi specializzati sui minori e 2 istituti scolastici di potenziare servizi e progettualità per fronteggiare la “desertificazione educativa” che sta attraversando Foggia e i suoi sobborghi, il tutto con la supervisione del Comune.
Giovedì 5 ottobre, a partire dalle 10.30, è stato presentato ai candidati sindaci, presso la Sala Giunta della Provincia di piazza XX Settembre a Foggia. All’appuntamento erano presenti tutti i partner del progetto, Enac Puglia con il centro “Talità Kum”, Associazione Comunità sulla Strada di Emmaus, l’Associazione San Benedetto odv, la Congr. Suore Pie Operaie di San Giuseppe, il Centro Diurno Bakhita, Centro Socio-Educativo “Allegra Brigata”, Casa Delle Figlie Della Carita’ Canossiane,Ce.S.eVo.Ca. (Centro Studi e Volontariato di Capitanata),Comune di Foggia,Cooperativa Sociale Aura, ENAC, Istituto Comprensivo Statale “Da Feltre-Zingarelli“, lstituto d’Istruzione Superiore Statale ‘Luigi Einaudi’ e i partner della Rete cittadina Infanzia e Adolescenza che dal 2021 sollecita incontri e confronti su tematiche sociali e tutte le associazioni ed enti del Terzo settore che hanno partecipato ai tavoli di coordinamento dei Piani Sociali di Zona.
Quasi 300 minori accolti, 457 genitori, 30 scuole attive e dieci associazioni, daranno vita ad un ‘Patto Educativo di Città’ rinforzando la comunità educante attorno alla scuola e alla famiglia. Formazione degli operatori, riqualificazione di aree urbane e supporto genitoriale, saranno solo alcune delle azioni preventivate per raggiungere le finalità del progetto sempre con il coinvolgimento del Comune di Foggia.
Dieter Loots, docente esperto della Scuola Artevelde hogeschool in Belgio, ospitato a Verona e Treviso ha fatto un’esperienza molto coinvolgente.
Il docente belga ci ha raccontato com’è andata la sua esperienza nei nostri centri e di come la sua esperienza sia stata utile anche ai nostri docenti. Hanno infatti partecipato ad un corso di formazione sui principi e sulla teoria dell’apprendimento attivo, sui metodi di insegnamento che coinvolgono gli studenti anche tramite video e AI e su come riprogettare le attività di classe.
“Before the start of the summer vacation in Belgium, I had the opportunity to conduct training for ENAC in Verona and Treviso on the topic of “Engaging Learning Strategies.” Coming from my role as an educational support and development professional in higher education, as well as a secondary school teacher, I had already built up considerable expertise in this area.
Providing professional development and training is part of my job, but I was honored to be given the chance to deliver training in Verona and Treviso. It was a bit of a surprise awkward for me to be labeled as an expert, as it was the first time I had been given that title.
I was very curious about whether I could effectively convey the theme, whether language would be a barrier, and whether the teachers would find it useful. For four days, I worked with two small teams of incredibly dedicated teachers. They were authentic, engaged, and highly motivated. It was a pleasure to work with them, and they actively participated. I must give special credit to the English teachers who provided live translations for their colleagues who were less proficient in English. This ensured that everyone was on the same page. Of course, we took regular breaks for good espresso, as I expected in Italy.
The program included discussions on the principles and theories of active learning and motivation, engaging teaching methods, and interactive educational tools. In the end, it felt like an experience where we could discover new things together and engage in discussions.
Apart from the content of the program, I found it personally enriching to meet new people who were passionate about providing good education and caring for children. Through them, I gained new ideas and was inspired. More than the two beautiful cities, I was charmed by the teachers and their dedication to their profession.
I have made connections that I hope will endure for a long time. This experience was not only professionally rewarding but also personally fulfilling, and I look forward to continuing to learn and grow with these connections.”
Aya ha lavorato presso il National Maternity Hospital svolgendo attività di back office e front office, mentre Gaja ha collaborato per il Jennifer Rothwell Studio in tutte le attività di comunicazione, dall’utilizzo di software di grafica alla realizzazione di materiale stampato. Le abbiamo intervistate a distanza ed ecco qui il racconto di questa nuova avventura.
Iniziamo da un semplice, come stai? com’è andanda quest’esperienza? Gaja: Buongiorno io sto benissimo, questa esperienza è stata molto di aiuto soprattutto per essermi mossa da sola nel organizzarmi e pianificare giorno per giorno per andare a lavorare ma anche per uscire e fare delle escursioni. Era la prima volta che prendevi parte ad un progetto europeo? E che viaggiavi in un altro paese?
Aya: La mia esperienza in Irlanda è stata serena. Per me questa non è stata la prima volta che ho preso parte ad un progetto europeo, infatti a settembre 2022 sono stata a Malta per tre settimane a fare un tirocinio in un’azienda.
Gaja: Per me non è la prima volta sono stata a Malta per un mese, Lisbona e in Finlandia per due settimane.
È stato difficile adattarsi ai ritmi e alla cultura irlandese? oppure ti sei trovata a tuo agio fin da subito?
Aya: Non è stato difficile adattarmi alla cultura Irlandese… è simile a quello che viene mostrato nelle serie televisive come ad esempio “Normal People”. Ho trascorso la maggior parte del tempo in Irlanda in serenità vivendomi le mie avventure da sola alla scoperta di Dublino e della sua natura. Gaja: La cultura irlandese è molto simile alla nostra italiana quindi si mi sono trovata molto bene e soprattutto ascoltata ed aiutata.
..il momento più bello? E quello più brutto invece? Gaja: Il momento più bello è stato poter incontrare tante persone di diversa nazionalità e di essere diventati amici
Come si svolgeva una tua giornata tipo?
Aya: La mia giornata tipo durante la settimana dei primi due mesi variava, per esempio, sveglia molto presto alle 5:30, colazione , prendevo il bus e alle 8:00 iniziavo a lavorare fino alle 15:30. Verso le 17:00 ritornavo a casa, cenavo e poi tempo libero. Mentre per l’ultimo mese mi svegliavo un po’ più tardi verso le 6:30, iniziavo a lavorare verso le 9:00 e finivo alle 16:00. Durante il weekend preferivo alzarmi con calma facendo le cose con calma e uscendo a trascorre il tempo fuori.
Gaja: Una mia giornata tipo era alzarmi presto, fare la doccia prepararmi e andare a lavoro dove iniziavo alle 9 e finivo alle 17 dopo tornavo a casa e cenavo e subito a dormire.. ma tra Venerdì e sabato mi sono sempre organizzata per fare dei tour o per uscire con i miei nuovi amici.
Un consiglio che daresti ad un tuo compagno/a in partenza per la tua stessa mobilità?
Aya: Un consiglio che potrei dare é prima di partecipare a un’esperienza del genere di pensarci più volte senza ascoltare le opinioni di nessuno perché sarà la tua esperienza dunque se non ti senti pronta/o a partire non farlo. So benissimo che è un’esperienza che ti arricchisce ma per quello che ho vissuto non lo consiglierei a persone che preferirebbero un po’ di privacy, essere ascoltati e che odiano il freddo, la pioggia e ovviamente lavorare tutto il tempo spendendo le tue energie sul lavoro.
Gaja: Fallo! Subito non attendere non sai quante cose belle vedrai
Una frase/parola in irlandese
Aya: GO N – ÉIRÍ LEAT – che tu possa avere successo Gaja: GRÀ=amore
C’è qualcosa che ancora non hai fatto/visitato nella tua wishlist?
Aya: Purtroppo a causa del lavoro e del meteo ho sempre rimandato il tour nella parte del nord dell’Irlanda.
Gaja: Il palazzo della Guiness mi mancava solo quello
Colonna sonora per quest’esperienza? Consigliaci tre canzoni!
Giovedì 5 ottobre 2023 una delegazione del Canossa Campus è stata a Roma, al Ministero dell’Istruzione e del Merito, per ritirare un premio consegnato da Fondazione Intercultura. La nostra scuola è stata riconosciuta come una delle cinque migliori a livello nazionale per il processo di internazionalizzazione che costantemente persegue.
Sono tante le esperienze internazionali che proponiamo ai nostri alunni, dai viaggi di cultura ed esperienza in Tanzania al service learning di Singapore, fino alle avventure europee finanziate dal Programma Erasmus+. Questi viaggi sono un’occasione per studenti e professori per sperimentare il motto One love, one mission, one canossian.
Dietro a ciascun viaggio proposto ai ragazzi ci sono punti fermi che delineano una mappa e ci aiutano a orientare la nostra azione educativa: ad esempio, ci sembra urgente superare una visione della scuola appiattita sulla trasmissione di informazioni e lo sviluppo di competenze spendibili esclusivamente sul mercato del lavoro, e riteniamo che la scuola possa e debba svolgere anche una funzione etica e valoriale, contribuendo alla promozione di un profondo senso di responsabilità e affezione degli esseri umani nei confronti del mondo in cui vivono e delle persone che lo abitano.
L’interculturalità è quindi una delle maggiori sfide per la scuola di oggi. Pensiamo che la scuola possa e debba aiutare a superare le ansie e le paure che da sempre sono associate a ciò che non si conosce, e in quest’ottica diventa fondamentale la capacità di decentrarsi, di scoprire nuove prospettive e realtà.
Ci riempie di orgoglio il fatto che Intercultura abbia riconosciuto e deciso di premiare l’impegno e le energie che ogni giorno investiamo nel progettare e attuare esperienze che consentano ai nostri studenti di diventare cittadini attivi di un mondo in continuo cambiamento.
Anche quest’anno Canossa Erasmus parteciperà agli Eramsusdays con una maratona in diretta che coinvolgerà le scuole e i cfp canossiani che hanno preso parte alle mobilità erasmus+. Studenti, docenti e staff ci racconteranno le loro esperienze in prima persona!
Non solo, quest’anno si aggiunge anche una seconda diretta con i nostri partner europei con la quale collaboriamo tutti i giorno per realizzare i nostri progetti, venerdì 18 ottobre!
Potrete seguirci in diretta sul canale youtube così condivideremo tutta la rete canossiana e con tutti voi le esperienze e le attività Erasmus+ che ci hanno fatto passare tanti momenti di confronto, conoscenza e formazione.
Saremo in diretta mercoledì 16 ottobre con tutta la rete canossiana dal Trentino alla Puglia, passando per Lombardia, Veneto e Emilia Romagna, mentre venerdì 18 ottobre saremo in diretta con i nostri partner europei.
Hai detto treno? La mobilità sostenibile del cfp Canossa di Brescia
Il treno e l’aereo sono due mezzi di trasporto molto diversi e con pregi e difetti. L’aereo è naturalmente molto più veloce ma consideriamo che gli aeroporti (soprattutto quelli “low-cost”) sono distanti dalla città. Da Paris Beauvais alla città ci vuole più di un’ora! Inoltre è necessario presentarsi in aeroporto almeno un’ora prima della partenza. Possiamo ignorare il climate change e gli altri problemi che derivano dall’inquinamento?
C’è una motivazione che ogni giorno diventa più importante ed è il fatto che il treno inquina enormemente meno dell’aereo. Secondo la Federazione Europea per i Trasporti e l’Ambiente un aereo di linea, per una distanza equivalente, emette CO2 4-5 volte di più di un treno europeo. Certo, non si può andare a New York in treno ma a Parigi sì! E anche il treno è cool!
Ecco cosa pensano gli allievi del CFP Canossa di Brescia di questa nuova esperienza.
Secondo te perché quest’anno si è scelto di andare a Parigi in treno e non in aereo? (Per il minore inquinamento, per la sicurezza, per la comodità di arrivare direttamente in città) Come è andato il viaggio? Raccontaci la tua esperienza in treno. Vogliamo la tua opinione!
Giada Belleri: “Quest’anno si è scelto di utilizzare il treno perché è un mezzo di trasporto ecologico e più sostenibile per quanto riguarda l’ambiente. Il viaggio, nonostante le tante ore, è andato molto bene e per quasi tutto il tempo abbiamo giocato a carte.”
Linda Patti: “Secondo me per l’inquinamento e forse anche per il costo del biglietto e la possibilità di poter portare più peso nella valigia rispetto all’aereo; nonostante le tante ore, alla fine tra il dormire, le chiacchierate e il giocare a carte, è passato in fretta.”
Marika Musesti: “Secondo me si è scelto di utilizzare il treno sia per una questione di comodità che per una questione di inquinamento. I viaggi sia all’andata che al ritorno sono stati abbastanza lunghi, ma comunque divertenti, dato che abbiamo giocato a carte, chiacchierato, guardato dei film e anche dormito.”
Anastasia Bonomi: “Quest’anno hanno scelto di viaggiare con il treno per sostenere l’ambiente. Il viaggio mi è piaciuto molto e, nonostante le molte ore, siamo riusciti a farle passare chiacchierando, giocando, riposando e a guardare il bellissimo paesaggio. È stata una bella esperienza.”
Vania Abbatucci: “Secondo me si è scelto il treno per la comodità e per non avere il problema del peso della valigia, ma soprattutto per una questione ambientale. Il viaggio è stato divertentissimo nonostante le tante ore.”
Durante l’anno scolastico 2022/2023, nell’ambito dei corsi PON “Per la Scuola – competenze e ambienti per l’apprendimento”, finanziato dai Fondi Strutturali Europei, alcuni studenti delle scuole secondarie di II grado hanno partecipato ad un corso di fotografia tenuto in lingua inglese da Ibrahim Malla, fotografo umanitario e ambasciatore della Croce Rossa in vari territori del mondo.
La fotografia è un potente strumento di comunicazione, per questo i ragazzi hanno lavorato sul messaggio che le immagini trasmettono e hanno deciso di dedicare il loro progetto di fine corso alle Madri Canossiane, che quotidianamente li sostengono nel loro cammino, ma la cui vita rimane in gran parte nascosta. Si tratta di un modo di ringraziare le Madri per il lavoro che fanno, per tutta la vita, a sostegno della comunità.
Durante l’incontro di presentazione della mostra i ragazzi hanno dato voce e volto alla loro esperienza; dai loro racconti non è emersa solo la gratitudine per la comunità di Legnano, ma anche lo stupore e la sincera gioia per aver conosciuto anche le Madri più anziane nella casa di Tradate; donne che hanno raccontato ai giovani delle loro esperienze in missione, delle gioie e delle fatiche che hanno costellato la loro vita di consacrate seguendo l’insegnamento di Santa Maddalena.
Il risultato finale è stato fantastico; un percorso originale, un allestimento fotografico che mostra le Madri impegnate nelle attività che normalmente non vediamo, ma sono tipiche della vita di ogni famiglia, di ogni casa; gli studenti le hanno ritratte nella loro umanità, da cui il titolo HuNUNity, un gioco di parole tra “Humanity”, Umanità in inglese, e “Nun”, la parola inglese per Suora.
Dal 21 al 30 giugno, l’esposizione ha mostrato immagini inedite che hanno permesso di entrare nel mondo e nello stile dell’Istituto “Barbara Melzi”; un modo originale per iniziare le celebrazioni dedicate all’anniversario dei 250 anni della nascita della fondatrice dell’ordine Santa Maddalena.
English Summer Camp alla scuola primaria di Villafranca
Durante l’estate 2023 una novità è entrata nel nostro Istituto!
Una scuola di lingue – la “Stream Study” – ci ha chiesto di poter occupare i nostri spazi esterni e gli ambienti a piano terra per realizzare un “English Summer Camp”, un’esperienza estiva per bambini dai 5 ai 12 anni in lingua inglese, con varie attività divertenti, ludiche e didattiche.
La novità fa sempre un po’ paura e lascia talvolta un po’ perplessi, ma, dopo averne parlato in Comunità, abbiamo deciso di accettare la proposta. I bambini che hanno frequentato il Summer Campsono sia esterni che appartenenti alla nostra Scuola Primaria. Hanno avuto la possibilità di un orario di entrata e di uscita molto flessibile, oltre ad avere scelto la possibilità di frequenza di settimana in settimana.
In totale l’esperienza ha avuto la durata di 9 settimane, e sono più di 100 i bambini che hanno avuto questa bella possibilità educativa.
L’iniziativa nasce infatti dall’esigenza delle famiglie di avere, per i loro figli, un punto di riferimento educativo per l’intera estate. Ogni giorno responsabili, educatrici ed educatori si sono alternati per le varie attività di insegnamento della lingua inglese e per le giornate “a tema”: la giornata della musica, la giornata dello sport, la giornata dell’acqua…
Il clima che si respirava era sereno e semplice, informale ed educativo al tempo stesso… a fine giornata i bambini non avrebbero voluto rientrare in famiglia, perché qui “ci sono tanti amici”!
La Comunità delle Madri si è alternata per il servizio dell’accoglienza in portineria e del dialogo cordiale. Così, anche nei mesi estivi, i nostri ambienti hanno riecheggiato del simpatico vociare dei bambini e delle loro grida di gioia, ci hanno accompagnato lungo la giornata per ricordarci che ogni giorno siamo chiamate ad essere significativa presenza tra la gente del nostro tempo!