Dopo aver partecipato al passaggio della Fiaccola Olimpica e ad averne condiviso i valori di pace, rispetto e amicizia, in occasione delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina, il Cfp di Magenta ha organizzato le ENAChiadi .
Le diverse classi si sono messe alla prova in una vera e propria “olimpiade del sapere” sfidandosi in diverse discipline didattiche – italiano, matematica, inglese, informatica e tecniche di laboratorio– dimostrando impegno, spirito di squadra e voglia di mettersi in gioco.
Ogni prova è stata occasione per valorizzare competenze diverse, in un clima di sana competizione, gioco e collaborazione. Il momento più significativo è stato senza dubbio la cerimonia conclusiva, che ha visto anche la partecipazione della Protezione Civile di Magenta, accolta con grande rispetto e riconoscenza. Per l’occasione, gli studenti del corso di pasticceria hanno realizzato dei biscotti artigianali, donati come segno di ringraziamento per il prezioso lavoro svolto come volontari a supporto delle Olimpiadi.
Durante la cerimonia sono stati premiati i tre gruppi vincitori, che hanno conquistato rispettivamente la medaglia d’oro, d’argento e di bronzo. Un riconoscimento speciale è stato inoltre assegnato al gruppo che ha ideato il miglior inno olimpico: un progetto creativo che ha unito tecnologia e talento, grazie all’uso dell’intelligenza artificiale per la musica e alla scrittura originale dei testi. La cerimonia, avvenuta alla presenza dell’Assessore con deleghe allo sport e tempo libero di Magenta, si è conclusa con un momento simbolico di grande suggestione: lo spegnimento del braciere olimpico, appositamente creato nel giardino del Centro, a sancire la fine dei giochi e l’esperienza condivisa.
A concludere la giornata, un momento conviviale con un rinfresco realizzato dagli allievi di Sala-Bar, aperto a tutti i partecipanti. Per l’occasione è stato anche creato un aperitivo speciale, il “Ma.Mi.Co”, nome che richiama Magenta, luogo della creazione, e le città di Milano e Cortina, ispirazione degli ingredienti utilizzati, tipici delle zone olimpiche. Un finale perfetto per celebrare insieme un’esperienza educativa che ha unito i ragazzi in sfide di gioco, creatività e conoscenza.
All’inizio di marzo 2026, due studenti dalla Sfp Canossiana di Verona e due dalla Sfp Canossiana di Treviso e due docenti, assieme ad altri 24 studenti di formazione professionale e 8 insegnanti provenienti da Estonia, Finlandia, Grecia, Paesi Bassi e Spagna si sono riuniti a Bruxelles per una study visit intensiva di quattro giorni.
Quella che è iniziata come un’attività di progetto è diventata qualcosa di più : un’esperienza vissuta di cittadinanza europea attiva.
La prima giornata si è concentrata sulla costruzione del gruppo attraverso ice-breaker dinamici: Passport Speed Meet per creare connessioni rapide oltre i confini, Building Together con sfide collaborative su ponti e torri che rappresentano il futuro dell’Europa, e riflessioni profonde sui valori europei. Il pomeriggio ha portato gli studenti in un tour interattivo di Street Art nel quartiere di Laeken, dove hanno esplorato murales su inclusione, uguaglianza, anti-discriminazione e solidarietà, riflettendo sul significato di questi valori attraverso discussioni e sfide fotografiche.
Il secondo giorno gli studenti hanno esplorato il Parlamentarium con schede di lavoro interattive, scoprendo come funzionano le istituzioni europee e come vengono create le leggi UE. Nel pomeriggio, un tour a caccia al tesoro nel Quartiere europeo li ha portati a localizzare edifici chiave, risolvere domande sulle istituzioni e comprendere la geografia della governance europea. La giornata si è conclusa con riflessioni su ciò che li aveva sorpresi di più.
Il terzo giorno ha combinato storia e futuro. Al mattino, gli studenti hanno visitato la Casa della Storia Europea in gruppi internazionali, esplorando il percorso dalla divisione all’unità attraverso sessioni collaborative con debriefing tra piani. Il pomeriggio ha portato l’incontro con la deputata europea Brigitte Van den Berg per discutere del VET Students Advisory Board—una piattaforma strategica dove le voci degli studenti informano le politiche europee su riconoscimento dei diplomi, attrattività delle carriere tecniche e mobilità Erasmus+. Gli studenti hanno capito che la loro voce conta ora, non in futuro.
L’ultimo giorno gli studenti hanno visitato il Parlamento europeo, il culmine di tutto ciò che avevano appreso. Consegna dei certificati e riflessioni finali su come fosse cambiata la loro comprensione dell’Europa.
In quattro giorni, questo gruppo ha realizzato qualcosa di notevole. Gli studenti che sono arrivati come individui da sei paesi diversi sono partiti come un’unica squadra europea, con nuova comprensione, fiducia e impegno verso la cittadinanza attiva.
Molto presto pubblicheremo le interviste agli studenti sul sito di progetto:
“Ho visto il futuro…ed è un futuro molto bello!” Marco Bonis a Singapore
“Ho visto il futuro…ed è un futuro molto bello!” Vorrei iniziare così questo breve articolo sulla mia esperienza di job shadowing a Singapore. Parliamo della città/stato: sette milioni di abitanti, un paese di recente nascita (l’indipendenza dal Regno Unito risale al 1963, il distacco dalla Malesia al 1965), molte etnie e religioni che convivono, pochissima corruzione, debito pubblico inesistente, una politica volta principalmente al benessere della popolazione.
E’ la principale sede della finanza del sud est asiatico e la presenza dei maggiori poli finanziari si avverte negli edifici e nel benessere generale che circonda le aree urbane centrali.I servizi funzionano in maniera impeccabile e il senso civico, così come l’amore per il proprio paese e popolo, viene insegnato fin dalla tenera età.
Le scuole canossiane a Singapore sono molto belle, nuove o rinnovate di recente e “trasudano” i principi di Santa Maddalena e di Santa Bakhita in ogni muro. I bambini amano le canossiane, sono contenti di andare a scuola; è un luogo sicuro dove sentono di poter realizzare loro stessi. In ogni scuola canossiana c’è un museo dedicato alle Sante, viene utilizzato dagli ospiti e dai genitori per capire il senso di affiliazione che tutti, dai portinai al direttore, hanno nei confronti dell’Istituto.
Gli standard qualitativi sono molto alti e orientati alla performance; il curricolo scolastico è un mix tra l’International Baccalaureate e la personalizzazione dell’educazione tanto evocata dalla nostra fondatrice. Questo, talvolta, può creare disagio e una eccessiva responsabilizzazione dell’alunno. Gli studenti sono madrelingua inglese e studiano il cinese e altre due lingue a scelta. I segni dell’identità cattolica e canossiana sono tanti e gli spazi riconducono al benessere dell’alunno: biblioteca, thinking room, il safe place (una stanza dedicata al rilassamento), un pannello dove poter scrivere il proprio pensiero del giorno, un altare per i bambini musulmani, buddisti e induisti. Tutto convive con estrema armonia. Le risorse sono quasi interamente governative e questo facilita alcuni processi; tuttavia gli insegnanti sono soggetti ad un sistema di valutazione piuttosto stringente che va di pari passo con percorsi di formazione customizzati sui bisogni del singolo docente.
I vocational centers (i cfp) sono scuole di frontiera anche là. Gli “abitanti” sono figli di lavoratori immigrati che quando alle 18 devono tornare a casa lo fanno poco volentieri. La realtà a casa è ben peggio di quella scolastica e la scuola è un ambiente che gli ritorna dignità, pace e un pasto completo. Una volta all’anno passano una settimana a scuola: gli insegnano a lavare, stirare, pulire la camera, farsi da mangiare, rispettare le regole. L’ho trovato estremamente istruttivo.
In un cfp, gli studenti imparano a gestire la logistica, il magazzino, un negozio, l’e-commerce. Mi è sembrata un’offerta formativa al passo con le richieste del mercato del lavoro.
Ho avuto il piacere di visitare anche due università, la NIE (National Institute of Education) e la SMU (Singapore Management University). L’aspetto più impressionante è come abbiano ricondotto tutto a numeri, valutazione, KPY, indicatori, feedback. L’approccio scientifico è strabordato nelle scienze umane, nella pedagogia e nella filosofia dell’insegnamento. Forse è un tantino esagerato ma di sicuro si può trarre ispirazione per alcuni processi. Al NIE ho visto un’aula dove i futuri insegnanti vengono osservati da telecamere che analizza la mimica facciale, il linguaggio, il movimento degli occhi, la postura. Il tutto viene ricondotto ad una AI che elabora i risultati e fornisce feedback all’aspirante docente. A detta dei ricercatori gli universitari sono contenti di ricevere questi ritorni perché sono finalizzati al miglioramento della qualità dell’insegnamento stesso.
Di sicuro la figura di insegnante a cui tendono è quella dell’architetto del “sapere”, un facilitatore di opportunità e di risorse che progetto un long life learning, ovvero un apprendimento per tutta la durata della vita. Tutti gli studenti universitari, i ricercatori e il personale educativo sono invitati ad andare all’estero ad apprendere e riportare a Singapore quanto di buono hanno visto.
In conclusione posso asserire di aver visto un pezzetto di futuro e mi è piaciuto, molto!
Ho assaporato con mano la passione per la nostra missione e il motto di Santa Maddalena di Canossa “Chi non arde non incendia”, è ben rappresentato dalle nostre scuole e dai nostri bambini.
TalitaKUM: un pomeriggio che cambia le giornate (e un po’ anche la vita)
Ci sono luoghi che non sono semplicemente spazi, ma diventano casa.
Il TalitaKUM, Centro Polivalente della Fondazione ENAC Puglia ETS – Ente Nazionale Canossiano con sede in Via Gioberti, 24 a Foggia, è uno di questi. Tra compiti e attività, si costruisce molto di più dello studio: si costruisce fiducia. Basta poco, a volte, per fare la differenza. Uno sguardo attento, una parola di incoraggiamento, qualcuno che si siede accanto e dice, senza bisogno di troppe spiegazioni: “ce la puoi fare”. Ma è nei momenti condivisi che TalitaKUM rivela davvero la sua anima. Il mese di febbraio ne è stato un esempio concreto, tra feste, sorrisi e piccoli grandi traguardi. Durante la festa di Carnevale, il centro si è trasformato in un mondo colorato, fatto di fantasia e libertà. Tra maschere, musica e risate, ogni bambino ha potuto esprimere una parte di sé. E in mezzo a tutti quei personaggi, uno in particolare ha lasciato il segno: Greta, con il suo splendido travestimento da Jasmine, ha conquistato tutti. Non è stato solo un costume ben fatto, ma la luce nei suoi occhi, la sicurezza con cui si muoveva, la gioia nel sentirsi vista e apprezzata.
Quando è stata proclamata vincitrice, l’emozione era tangibile: un sorriso grande, quasi incredulo, di quelli che restano. Anche San Valentino ha regalato momenti speciali, diversi ma altrettanto intensi. La festa si è trasformata in un’occasione per celebrare i legami, quelli veri, fatti di affetto e presenza. Tra giochi e attività, una coppia ha colpito tutti per complicità e sintonia: Michelle e il suo papà Tiberio. La loro intesa, i sorrisi condivisi, la naturalezza con cui si cercavano durante le prove… tutto parlava di un legame profondo. Quando sono stati premiati come coppia più unita, la loro gioia era sincera, semplice, ma fortissima. Un momento che ha emozionato non solo loro, ma anche chi guardava. Sono attimi che sembrano piccoli, ma che per i bambini significano tantissimo. Perché in quei momenti si sentono riconosciuti, valorizzati, importanti. E quella gioia, quell’emozione pura, diventa qualcosa che si portano dentro. Il venerdì, ormai, ha un sapore speciale. È il giorno in cui tutto si colora un po’ di più, in cui si esce dalla routine e si crea qualcosa di unico. Ma non è solo gioco. È libertà: libertà di essere, di esprimersi, di sentirsi abbastanza. E quando anche i genitori entrano in scena, succede qualcosa di ancora più bello.
Si ride insieme, ci si sfida, ci si guarda negli occhi fuori dalla quotidianità. Sono attimi semplici, ma restano. Perché rafforzano legami, costruiscono ricordi, fanno sentire tutti un po’ più vicini. TalitaKUM non è solo un doposcuola. È un luogo dove si cresce, si cade e ci si rialza, dove ogni bambino viene visto davvero. Dove anche il più timido trova la sua voce e il più insicuro scopre di avere valore. TalitaKUM continua così, giorno dopo giorno, a riempire i pomeriggi di senso. Un luogo dove si cresce insieme, tra piccoli passi e grandi emozioni. E mentre si guarda ai prossimi mesi, una cosa è certa: le sorprese non mancheranno perché la PRIMAVERA sta arrivando!
Alle Canossiane di Monza Impresa Sangalli e Fondazione Creda insegnano l’importanza del riciclo
L’articolo che vi abbiamo inviato è stato scritto da Carlo Codini, giornalista di MB news, che ha visitato la nostra scuola durante l’attività.
Dalla seconda vita dei rifiuti elettronici ai segreti del compostaggio: gli studenti dell’Istituto Maddalena di Canossa protagonisti di una mattinata all’insegna della sostenibilità pratica con i laboratori organizzati da Fondazione Creda e Impresa Sangalli.
Monza. Non la solita lezione frontale, ma un’immersione totale nel mondo dell’economia circolare. All’istituto Maddalena di Canossa di Monza, la settimana è iniziata all’insegna dell’ecologia pratica grazie ai progetti con focus sull’educazione ambientale che vedono protagoniste Impresa Sangalli e Fondazione CREDA insieme al comune di Monza. Nella mattinata di lunedì, coinvolti gli studenti delle classi seconde della Scuola Secondaria di primo grado, impegnati nel laboratorio “La seconda vita dei RAEE” per scoprire i segreti, e i pericoli, dei rifiuti elettronici. Martedì 24 febbraio, il testimone è passato alle classi 1°A e 1°B con “CompostiAMO”, un viaggio immersivo nel mondo dell’organico, dove i ragazzi hanno potuto toccare con mano come un avanzo di cucina possa trasformarsi, grazie al lavoro silenzioso dei decompositori, in fertile humus per la terra.
Lo scorso anno scolastico, sono state in totale 238 le classi di ogni ordine e grado coinvolte a Monza dai laboratori organizzati da Creda e Sangalli. Ma non si è trattato solo di lezioni agli alunni: promossi 6 workshop per i docenti, 4 corsi di compostaggio per i cittadini e 2 eventi pubblici. L’obiettivo dichiarato dai partner è chiaro: trasformare i ragazzi in cittadini attivi e consapevoli, capaci di vedere nel rifiuto non uno scarto, ma una risorsa preziosa per alimentare l’economia circolare della città.
“Siamo al secondo anno di una collaborazione preziosa con gli esperti di Fondazione CREDA e Impresa Sangalli, un percorso che abbiamo voluto estendere a tutte le tre annualità della nostra secondaria – ha commentato la preside della Scuola Secondaria Prof. Viviana Gatto. “Dopo il successo dello scorso anno, riproporre questa esperienza è stata una scelta naturale: crediamo in una didattica che non sia solo ascolto, ma pratica attiva. Se lunedì i ragazzi delle seconde si sono immersi nel mondo dei rifiuti elettronici e oggi le prime hanno lavorato sul compostaggio, venerdì toccherà alle classi terze chiudere il cerchio con il progetto I love water, dedicato all’analisi delle acque. La nostra scuola si contraddistingue per questo approccio pratico: a questa età è fondamentale che i concetti di educazione ambientale passino attraverso la sperimentazione diretta e non solo sui libri. È un tema che ci è estremamente caro e che speriamo di portare avanti anche nei prossimi anni”.
“Nell’ambito delle attività che forniamo ai Comuni, consideriamo particolarmente qualificanti quelle della sensibilizzazione e della formazione – le parole di Daniele Tronconi, consigliere di amministrazione di Impresa Sangalli. “Ci rivolgiamo a tutti i cittadini, ma con una cura particolare alle scuole, alle quali proponiamo programmi articolati e molto affinati dai nostri partner. CREDA è quello principale, direi che lo è sul piano scientifico, oltre che su quello operativo, ma forniamo i nostri servizi in diverse regioni e cerchiamo di valorizzare le risorse locali ogni qualvolta ci viene assegnato un appalto. L’offerta didattica per le scuole è in genere continua, come a Monza, Sesto San Giovanni o Varese o, in alcuni casi, concentrata nel tempo, stiamo sperimentando le Settimane delle scuole, ma raccogliamo un forte interesse, dimostrato dal fatto che, nelle città dove sviluppiamo questi programmi insieme ai Comuni, ogni anno coinvolgiamo mediamente un quinto della popolazione scolastica”.
“CompostiAMO” e i RAEE tra laboratorio e divertimento
Il percorso è iniziato lunedì con le classi seconde, chiamate a confrontarsi con il tema, tanto attuale quanto complesso, dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Sotto la guida degli esperti di Fondazione CREDA, il laboratorio “La seconda vita dei RAEE” ha trasformato l’aula in un piccolo centro di ingegneria e ricerca. Gli studenti non si sono limitati a studiare la teoria, ma sono passati all’azione con l’attività “Circuiti fantastici”: armati di pile, cavi, lampadine e motorini elettrici, hanno sperimentato la creazione di circuiti in serie e in parallelo per comprendere il flusso dell’energia.
L’obiettivo di Impresa Sangalli nell’ambito della campagna di sensibilizzazione cittadina, è quello di mostrare come questi oggetti, una volta smessi, non debbano finire nel sacco del secco, ma vadano gestiti separatamente a causa delle sostanze pericolose che contengono. Particolarmente d’impatto è stata la fase “A caccia di elementi”: i ragazzi, trasformati in investigatori, hanno analizzato le componenti interne degli smartphone con l’ausilio di lenti d’ingrandimento, scoprendo la presenza di materiali preziosi e rari come oro, cobalto, ittrio e indio. Attraverso schede indizio, il laboratorio ha aperto una finestra sulle criticità globali, dallo sfruttamento del lavoro minorile nelle miniere alle difficoltà di approvvigionamento di queste materie prime, ribadendo che riciclare correttamente un vecchio cellulare è, a tutti gli effetti, un’azione di salvaguardia dei diritti umani e ambientali.
“Con Compostiamo, il lavoro si è spostato sulla frazione organica, che rappresenta circa il 40% dei nostri rifiuti urbani – ha spiegato l’educatrice di Fondazione Creda Giorgia Pasini. “Il laboratorio è iniziato con una sfida a squadre per smascherare gli ‘intrusi’ tra i materiali della differenziata, per poi passare all’osservazione naturalistica vera e propria. I ragazzi hanno analizzato il compost maturo e quello ancora in trasformazione, armati di lenti digitali e taccuino per il disegno dal vero. Vedere dal vivo l’azione dei decompositori, come i lombrichi, che trasformano uno scarto vegetale in fertilizzante, permette ai bambini di visualizzare concretamente il ciclo della vita. Spesso conoscono le definizioni, ma solo vedendo il rifiuto che torna a essere terra fertile comprendono davvero la potenza dell’economia circolare”.
L’attività è partita in modo dinamico con il “Gioco degli intrusi”: sui banchi sono state disposte diverse famiglie di materiali e i ragazzi, collaborando in gruppo, hanno dovuto individuare quegli oggetti “fuoriposto” che rischiano di compromettere la qualità della raccolta differenziata. Il cuore dell’esperienza è stata però l’osservazione scientifica del compost: gli alunni hanno esaminato vaschette di materiale organico sia maturo che in fase di trasformazione. Grazie all’utilizzo di lenti d’ingrandimento digitali collegate alla LIM, la classe ha potuto osservare da vicino i “protagonisti” di questo processo: i decompositori. Vedere un lombrico in azione mentre trasforma scarti vegetali in humus fertile ha permesso di visualizzare concretamente il passaggio da “rifiuto” a “risorsa per il suolo”. Seguendo il metodo dei naturalisti, i ragazzi hanno poi riportato su carta, attraverso disegni e annotazioni, i dettagli anatomici degli organismi osservati, consolidando l’idea che la sostenibilità passi per una conoscenza profonda e rispettosa dei ritmi della natura.
L’Officina dell’Amore: il cammino quaresimale dei bambini della Scuola Primaria “Maddalena di Canossa” di Pavia
Ci sono momenti dell’anno in cui la scuola respira un “profumo del cuore” nuovo. Le aule diventano luoghi più riflessivi, i gesti più attenti, le parole più misurate. È come se un respiro più profondo attraversasse i corridoi, invitando tutti, bambini, insegnanti, famiglie, a fermarsi un istante e ad ascoltare ciò che accade “dentro”, a pensare.
La Quaresima è uno di questi momenti: un tempo antico e sempre nuovo, un tempo che non chiede di fare di più, ma di fare meglio; non di correre, ma di guardare; non di aggiungere, ma di purificare.
Alla Scuola Primaria “Maddalena di Canossa” di Pavia questo tempo assume quest’anno un significato particolare, perché diventa un laboratorio vivo, un’officina di cura e di crescita interiore. I bambini, accompagnati dalla maestra di Religione Monica Ferrari e da tutti i docenti, vivono un percorso che intreccia Vangelo, simboli, preghiera e piccoli gesti quotidiani. Un percorso che non parla solo alla mente, ma soprattutto al cuore.
Le classi quinte hanno studiato da vicino la civiltà etrusca, una delle più affascinanti dell’Italia antica. Fioriti tra il IX e il I secolo a.C. nell’Italia centrale, gli Etruschi erano abili navigatori, commercianti, urbanisti, ma soprattutto straordinari artigiani. La loro arte orafa è ancora oggi considerata una delle più raffinate del mondo antico: orecchini, fibule, collane e pendenti realizzati con tecniche come la granulazione, la filigrana, l’uso sapiente dell’oro, dell’ambra, della pasta vitrea e delle pietre dure.
Il laboratorio creativo ha trasformato le classi quinte A e B in un vero atelier antico. I bambini hanno lavorato con entusiasmo, alternando momenti individuali, in cui ciascuno ha potuto esprimere la propria sensibilità artistica, a momenti di gruppo, in cui la collaborazione ha dato vita a creazioni sorprendenti.
Il percorso non è stato solo artistico. La Scienza ha accompagnato i bambini nell’osservazione dei materiali, nelle trasformazioni della materia, nella scoperta delle proprietà delle superfici, nella ricerca di equilibrio e simmetria. Ogni collana, ogni bracciale, ogni anello è diventato un piccolo esperimento, una sintesi di conoscenza e manualità.
Il risultato finale è stato una collezione di gioielli che sembra uscita da un museo… ma con un tocco di modernità che solo i bambini sanno dare. Colori vivaci, materiali inaspettati, forme nuove: la storia si è fatta viva, giocosa, attuale.
Guardando i loro lavori, si ha la sensazione che gli antichi artigiani etruschi avrebbero sorriso, riconoscendo in quei piccoli creatori la stessa passione per la bellezza.
Racchette in movimento, cuori in gioco: Il progetto curricolare di Padel delle classi seconde
Alla Scuola primaria “Maddalena di Canossa” di Pavia ogni giornata è un mosaico di esperienze diverse: attività che si intrecciano, metodologie dinamiche che dialogano, ricerca continua di progettualità integrata e proposte di approfondimento. In questo contesto educativo, il progetto curricolare di Padel vissuto dalle classi seconde A e B si è inserito come un tassello prezioso: un’esperienza che ha trasformato la palestra in un campo di gioco, il campo in un laboratorio di emozioni, e ogni bambino in un piccolo atleta capace di sorprendere sé stesso.
Da tempo, nell’ambito dell’Educazione Fisica, il maestro Mattia Maini propone alle classi della Scuola Primaria attività curricolari sportive integrative che arricchiscono il programma motorio settimanale: pattinaggio, golf, arti marziali, atletica. Negli ultimi anni, grazie anche al sostegno delle Federazioni sportive, queste attività sono diventate un’occasione preziosa per offrire ai bambini esperienze di qualità, guidate da istruttori qualificati e integrate nella didattica quotidiana. Per le classi seconde, quest’anno, la scelta è caduta sul padel, uno sport in grande crescita, semplice da apprendere, inclusivo, dinamico, capace di coinvolgere tutti.
Il padel ha una caratteristica che lo rende perfetto per i bambini: si gioca in coppia. Non c’è competizione individuale, non c’è solitudine, non c’è “io contro te”. C’è un noi. E questo “noi” è diventato il cuore del progetto. Il percorso “Racchette in classe”, portato nella nostra Scuola dal Dynamyte Padel Clubdi Pavia, ha permesso ai bambini di scoprire uno sport nuovo, divertente e immediato, guidati dagli istruttori del progetto e accompagnati costantemente dal maestro Mattia e dalla docente dell’area umanistica Elena Rossi, entrambi presenti in campo, attivi partecipi con gli alunni.
Una frase molto amata dagli appassionati dice: “Nel padel non vinci da solo: vinci quando impari a fidarti.” E i bambini lo hanno sperimentato in ogni scambio.
Il padel ha insegnato ai bambini qualcosa che va oltre il gesto tecnico. Giocare in coppia significa: accettare che la vittoria è condivisa imparare a guardarsi capire quando intervenire e quando lasciare spazio sostenere il compagno quando sbaglia gioire insieme quando si riesce.
È stato emozionante vedere come i bambini abbiano sviluppato una forma di resilienza intelligente: quella capacità di fermarsi, respirare, riorganizzarsi e ripartire insieme.
Molti hanno scoperto talenti che non sapevano di avere: chi una grande precisione, chi una velocità sorprendente, chi una calma strategica, chi una capacità naturale di incoraggiare l’altro.
Come negli ultimi due anni anche in questo 2024 ilCFP Canossa Milanoed il JKHK di Paide (Estonia) proseguono con la collaborazione sui progetti Erasmus+. Dal 1 marzo scorso infatti 4 studenti estoni del terzo anno del percorso di IT (Information Technology) sono a Milano per seguire lezioni di sviluppo app Android e per progettare e costruire prodotti digitali, supportati dagli studenti delle classi 4^ e 2^ Servizi di Impresa.
Le ragazze ed i ragazzi del CFP di Milano, vinta l’iniziale timidezza, si sono dimostrati molto accoglienti e collaborativi e stanno supportando i loro colleghi estoni utilizzando la lingua inglese come “collante” sia per il lavoro in classe che per le relazioni sociali.
Marcos, Kevin, Mihkel e Raymond si fermeranno a Milano fino a fine mese, per aprile prossimo è invece in arrivo un secondo gruppo di ben 5 studenti di un corso post diploma del JKHK: se il successo di un’iniziativa si può misurare con i numeri allora non c’è dubbio che la collaborazione Estonia-Italia è davvero vincente!
È bello vedere che la collaborazione con i colleghi del JKHK prosegue ed aumenta quanto a numeri, per lo staff e gli studenti del CFP di Milano è una bellissima esperienza ed una bellissima soddisfazione!
Lasciamo però la parola ai diretti interessati:
Raymond dice: Sono contento dell’esperienza, ho scoperto molto. Ho iniziato a parlare alle persone in inglese. Il lavoro è stato duro ma anche facile. Il vantaggio più grande è che le persone sono amichevoli, cosa che non si vede molto spesso in Estonia.
Marcos: Mi sono divertito moltissimo qui in Italia, tranne la parte in cui siamo stati derubati nel nostro ostello. Lavorare con Alessandro e gli studenti è stato molto positivo e divertente, il cibo qui a Milano è delizioso e le persone sono così gentili ed educate. Così l’esperienza complessiva è stata adorabile.
Kevin: Finora lo stage in Italia è stato divertente e una buona esperienza di apprendimento.
Per finire Mihkel : La mia esperienza in Italia è stata buona finora, ho davvero apprezzato il soggiorno, il lavoro da svolgere è stato fantastico ed ora sono molto interessato allo sviluppo di app per dispositivi mobili.
Gli studenti riempiono più di due sacchi interi e trovano spesso rifiuti molto nocivi per l’ambiente e che potrebbero rovinare il bellissimo polmone verde della Brianza. Questo progetto, nato grazie al professore di Educazione Motoria Davide Donati, si chiama Plogging e il suo obiettivo è svolgere un’attività seria per pulire l’ambiente ed insegnare ai ragazzi ad essere più responsabili divertendosi al tempo stesso. Le persone di tutto il mondo dovrebbero imparare a rispettare la nostra bellissima casa universale: la Terra.
Per tutelare il nostro pianeta, infatti, bastano pochi piccoli gesti: buttare le bottigliette di plastica nel cestino, fare la raccolta differenziata, comprare degli oggetti di uso quotidiano in materiali riciclabili che non danneggiano l’ambiente. Si potrebbero mettere più cestini e si potrebbe ingaggiare una squadra di volontari che vogliono pulire regolarmente il magnifico Parco di Monza. Per rendere il mondo un posto migliore serve anche uno sforzo collettivo: noi dell’Istituto Maddalena di Canossa lo stiamo facendo, e TU? Le voci degli studenti “Questa attività ci è piaciuta molto perché, attraverso una gara a chi ha il sacco più grosso o la caccia al tesoro al rifiuto più insolito, serve anche a rafforzare le relazioni e migliorare le amicizie all’interno del gruppo classe”.
“Il Plogging non è solo utile all’ambiente, ma è un’attività educative”.
“Il Plogging insegna anche a fare attenzione: gli studenti devono munirsi di guanti perché tra i cespugli si può trovare di tutto!”
“Noi ragazzi speriamo che anche le altre scuole di Monza possano contribuire a questo Progetto!”
Articolo scritto da Tommaso Iemulo 2°A e Federico Civettini 2°B .