Costruire un cortometraggio: uno sguardo sul Bridge Film Festival
Una masterclass che ispira e, al contempo, dà sostanza. Che si siede a cavalcioni, sospeso in cima a un muretto, tra immaginazione e concretezza. Un momento per cogliere come incanalare l’arte e la magia del cinema in un prodotto concreto e finito. “Festival e cortometraggi” è un evento che anticipa un laboratorio formativo, in cui si vuole dare spazio e strumenti ai partecipanti affinché possano creare, in comune, un cortometraggio, che verrà proiettato all’interno del Bridge Film Festival. Arrivato quest’anno alla sua tredicesima edizione, il Festival si concentra sui temi della diversità e dell’interculturalità, partendo dalla pelle che ciascuno di noi indossa, come elemento accidentale che troppo spesso veicola pregiudizi ed esclusioni.
A guidarci durante la serata l’Associazione Diplomart.Realtà che si incunea all’interno del tessuto veronese per allargare i confini cittadini, aprendo orizzonti simbolici ed educativi e stimolando nuove sensibilità attente e aperte allo scambio tra culture e background diversi.
Il progetto è realizzato grazie ai fondi europei della Regione del Veneto
L’iniziativa si inserisce nell’ambito del PROGRAMMA REGIONALE FSE+ 2021-2027 – PRIORITA’ 1.
“OCCUPAZIONE” Giovani Energie – azioni sperimentali per l’attivazione dei giovani nella definizione del proprio percorso formativo e professionale – DGR 729 DEL 22/06/2023.
Happycentro. C’è uno studio di progettazione dietro la serranda.
Un JobTalk che diventa puntata di podcast. Un classico di Salmon che invita a una puntata ospitati da Happycentro, vecchio amico di casa e grande esponente della grafica e la creatività a Verona ma anche a livello internazionale.
Se non conoscete Happycentro: si descrivono come una piccola bottega e lavorano per grandi marchi, si descrivono come felici e sono di fatto entusiasti. Si spingono sempre oltre, non rifanno mai due volte la stessa cosa e cercano sempre un nuovo modo di lavorare affascinati dalla contaminazione tra discipline. Se non conoscete i Salmoni: si descrivono come un progetto editoriale indipendente nato a Verona nel 2012 con un obiettivo preciso: “Tutto da Verona e provincia, che non sia Romeo & Giulietta.” Una redazione indipendente che costruisce mappe, eventi e connessioni.
Il progetto è realizzato grazie ai fondi europei della Regione del Veneto
L’iniziativa si inserisce nell’ambito del PROGRAMMA REGIONALE FSE+ 2021-2027 – PRIORITA’ 1.
“OCCUPAZIONE” Giovani Energie – azioni sperimentali per l’attivazione dei giovani nella definizione del proprio percorso formativo e professionale – DGR 729 DEL 22/06/2023.
Un workshop di videomaking che parte dal fare, non dalla teoria. Dalla materia prima e delle idee al movimento delle immagini, passando per prove, errori, tentativi e soluzioni. Insieme a Happycentro, esploreremo il video come processo progettuale
Graphic design, motion, video e artigianato visivo. Un modo di pensare il videomaking, prima ancora di realizzarlo.Un’esperienza pratica, intensa, concreta.
Un workshop per chi vuole sporcarsi le mani, evitare di rifare ciò che già sa fare e spingersi un passo più in là.
Il progetto è realizzato grazie ai fondi europei della Regione del Veneto
L’iniziativa si inserisce nell’ambito del PROGRAMMA REGIONALE FSE+ 2021-2027 – PRIORITA’ 1.
“OCCUPAZIONE” Giovani Energie – azioni sperimentali per l’attivazione dei giovani nella definizione del proprio percorso formativo e professionale – DGR 729 DEL 22/06/2023.
La Skills Competition della Sfp Canossiana di Verona a Madrid
Il percorso è iniziato ufficialmente l’8 aprile 2026 con un incontro online dedicato alla presentazione dei partner e dei partecipanti. Ma è dal 13 aprile che la competizione è entrata nel vivo presso la sede ospitante a Madrid presso la Ies Puerta Bonita, con il lancio di una campagna di comunicazione mirata e complessa.
Insieme agli studenti di Verona, c’erano anche colleghi tedeschi di Berlino dal Mediencollege, i portoghesi dell’ETIC di Lisbona e Algarve e chiaramente anche gli studenti spagnoli.
Gli studenti hanno partecipato a una sessione di approfondimento cruciale su “Disinformazione, Radicalismo e Intelligenza Artificiale nei Social Network e nei Media”, guidata dalla prof.ssa Carolina Fernández-Castrillo dell’Università Carlos III di Madrid. Questo seminario ha fornito le basi teoriche per la sfida pratica: ideare una campagna capace di contrastare la radicalizzazione e le fake news. Divisi in gruppi di lavoro internazionali, gli studenti hanno affrontato tutte le fasi di una vera agenzia di comunicazione:
Ideazione e Strategia Sviluppo Creativo Progettazione Merchandising
Ogni giornata di lavoro si è conclusa con una presentazione dei risultati intermedi davanti a un team di docenti, simulando un vero “pitch” aziendale per ricevere feedback diretti e migliorare i progetti in tempo reale.
Il momento culminante della competizione è avvenuto venerdì 17 aprile, con la fase di produzione fisica dei materiali. Gli studenti della SFP Canossiana hanno potuto utilizzare macchinari professionali per dare vita alle loro idee:
Stampa diretta (DTG) su tote bag e realizzazione di spille. Stampa a caldo di tazze e serigrafia su magliette.
La settimana si è conclusa con la proiezione dei materiali digitali e la valutazione finale del team docente. Oltre all’aspetto professionale, non è mancato il momento della convivialità, con una cena gastronomica celebrativa che ha sancito il successo dell’esperienza e i legami internazionali creati.
Un’esperienza immersiva pensata per chi ama l’arte e il contatto con la natura, insomma un’esperienza da vivere.
Insieme esploreremo il processo creativo legato alla Land Art, una pratica artistica che utilizza materiali naturali e mette al centro il fare, più che il risultato finale. Alterneremo momenti teorici – per conoscere i principi della Land Art – a momenti pratici e collettivi, in cui sperimenteremo la creazione di opere effimere utilizzando materiali trovati in loco.
Qui l’arte nasce dall’ascolto del luogo, dal tempo condiviso e dalla relazione con ciò che ci circonda.
Saremo a Campo, Brenzone sul Garda, immersi nel bosco e tra le case tradizionali, con una vista pazzesca sul lago di Garda.
Il progetto è realizzato grazie ai fondi europei della Regione del Veneto
L’iniziativa si inserisce nell’ambito del PROGRAMMA REGIONALE FSE+ 2021-2027 – PRIORITA’ 1.
“OCCUPAZIONE” Giovani Energie – azioni sperimentali per l’attivazione dei giovani nella definizione del proprio percorso formativo e professionale – DGR 729 DEL 22/06/2023.
Il quarto episodio di Learning for life – ENAC si racconta è online: “Chi ispira l’identità e lo stile di ENAC?”
Nel quarto episodio di ENAC si racconta – Learning for Life facciamo un passo indietro per guardare avanti. Incontriamo Madre Elena Pilastro, Superiora Provinciale d’Italia delle Figlie della Carità Canossiane e Presidente di ENAC.
Con lei torniamo alle origini, al carisma di Maddalena di Canossa, per capire come quello stesso spirito che animava le prime scuole dell’Ottocento continua a vivere oggi nei centri di formazione professionale, nelle scuole, nelle opere educative di ENAC.
Con una lunga esperienza maturata tra le giovani universitarie di Bologna e gli allievi dei Centri di Formazione Professionale (CFP), m.Elena descrive il suo incarico non come una questione di prestigio o carriera, ma come un “mettere le mani in pasta” per custodire uno stile fatto di umiltà, semplicità e gioia. Il suo racconto ci svela un’organizzazione che rifiuta le strutture rigide e piramidali per farsi rete sinodale, dove il dialogo quotidiano e la passione educativa sono i fili che uniscono sedi, famiglie e studenti in tutta Italia.
Insieme a lei riscopriamo la figura di Maddalena di Canossa, una donna che ha avuto il coraggio di lasciare la comodità del proprio palazzo per andare dove “la vita grida”, convinta che dall’educazione dipenda ordinariamente la condotta di tutta la vita.
Come descrive ENAC in poche parole?
“[…] una comunità educante che si prende cura degli altri con fiducia nel futuro. È la sfida di creare una scuola che includa, che formi e che apra la strada a persone dal cuore grande, capaci di accogliere il futuro come un dono e una responsabilità.”
ENAC in poche parole: significatività, sostenibilità e innovazione.
Gli allievi dell’obbligo formativo dell’ ENAC Puglia hanno preso parte alla “CombiGuru Challenge“, la competizione tra istituti alberghieri più prestigiosa d’Italia.
Si sono messi in gioco fin dal primo giorno, sfidandosi sull’App, studiando, sudando e crescendo insieme, fase dopo fase, fino a sognare quel traguardo.
E poi, quel sogno ha preso il volto di Leonardo: è stato lui a conquistare il pass, diventando il simbolo di tutto l’ENAC. Il 31 marzo 2026, a Padova, Leonardo non era solo: con lui portava la passione, le ore di preparazione e i consigli preziosi dello Chef Giuseppe De Monte che lo ha guidato con maestria fino a questo momento cruciale.
Il risultato? Un meritatissimo 4° posto che brilla più di ogni medaglia.
Ma sapete cosa ci rende davvero orgogliosi? Il messaggio che Leonardo ha urlato al mondo con il suo lavoro. La sua presenza a Padova ha dato voce a tutti quei ragazzi che la società troppo spesso preferisce ignorare, etichettare o mettere in un angolo e che, invece, hanno una “fame” di futuro che non può essere spenta. Siamo immensamente fieri di Leonardo. Il suo talento e la sua voglia di mettere alla prova le sue capacità hanno dimostrato che il futuro appartiene a chi ha il coraggio di “cucinarlo” con il cuore.
Nel corso di quest’anno scolastico il Canossa Campus ha aderito al progetto Oslo@Passages, dedicato al tema dello stragismo in Europa. L’obiettivo era approfondire un evento significativo della storia europea, analizzarlo criticamente e riflettere su come diverse comunità costruiscano e vivano la memoria pubblica.
Il progetto, ideato da Lorena Pasquini (Associazione I luoghi) e realizzato dalla professoressa Giulia Fontana (docente coordinatrice dei progetti di Cittadinanza Europea, con particolare attenzione all’ambito storico) e al professor Davide Manfredi (docente di Scienze Umane), ha previsto un percorso di lezioni sugli anni di piombo, sulla Strage di Piazza della Loggia e sulla strage di Utøya. A questo si è affiancato un momento particolarmente significativo: l’incontro con Manlio Milani, che ha condiviso con gli studenti la sua esperienza umana e civile, offrendo una testimonianza diretta e profondamente coinvolgente.
In collaborazione con i docenti norvegesi, hanno organizzato uno scambio con il Liceo Foss di Oslo e con il Dipartimento di Lingua e Letteratura Italiana dell’Università di Oslo. Un’esperienza estremamente arricchente, sia per docenti sia per gli studenti.
Durante il soggiorno, i ragazzi hanno visitato l’isola di Utøya, partecipando, in gruppi misti italo-norvegesi, a un laboratorio di educazione alla democrazia in lingua inglese, dedicato al tema delle parole che incitano alla violenza. La visita ha rappresentato il momento più toccante di questo viaggio. Gli studenti si sono confrontati con una tragedia che ha coinvolto giovani della loro età e hanno potuto riflettere su come i coetanei norvegesi vivano oggi quel luogo e ne custodiscano la memoria.
Successivamente, gli studenti hanno preso parte a un seminario presso l’Università di Oslo, con momenti di confronto e discussione. In questa occasione, gli studenti norvegesi hanno condiviso con noi la canzone Til Ungdommen (“Ai giovani”), poesia di Nordahl Grieg, musicata da Otto Mortensen: un inno pacifista e umanista che esorta le nuove generazioni a difendere la vita, la dignità e la giustizia contro ogni forma di violenza. A seguire, uno studente norvegese, impegnato nel movimento giovanile democratico, ha richiamato con forza l’importanza della partecipazione alla vita politica e civile, sulla necessità di non rispondere alla violenza con un atto di violenza, ma al contrario rispondere alla violenza con maggiore democrazia.
A loro volta, gli studenti del Canossa Campus hanno presentato il lavoro svolto durante la preparazione a scuola: un video dedicato a un episodio di stragismo che ha segnato profondamente la nostra comunità, sebbene distante nel tempo rispetto ai fatti di Utøya.
Nella realizzazione del video, l’attenzione si è concentrata sul tema della costruzione della memoria. “Ci siamo resi conto, raccontando i fatti della Strage, perché fossero fruibili dagli studenti norvegesi di alcune similitudini. Da un lato Piazza della Loggia, dall’altro l’isola di Utøya: luoghi apparentemente lontani, ma accomunati da profonde analogie. Entrambi sono stati teatro di violenza e morte, e tuttavia entrambi continuano a vivere. Questo emerge nelle interviste del video. Una piazza è un luogo di lavoro, di festa, di protesta e così Utoya, oggi, non è solo un memoriale, un memoriale muto, ma è un luogo in cui i giovani norvegesi vanno ancora a fare dei campi estivi, a fare politica giovanile, a ritrovarsi per conferenze, concerti. La memoria, dunque, non si esaurisce in un monumento o in una ricorrenza del calendario civile ma passa attraverso la vita delle persone che abitano quel luogo. Fare Memoria quindi non significa solo guardare un monumento polveroso, ma vivere quello spazio. “
Gli studenti hanno definito questo percorso uno dei più significativi tra quelli vissuti. Quando un viaggio non è solo un viaggio, ma è studio, scoperta e incontro. Quando un viaggio è veicolo di contenuti capitali che si intrecciano con le nostre vite, questo significa nel senso più vero fare scuola.
Il progetto, declinato in base all’età e al percorso di studi, ha sfidato gli studenti a passare dalla fruizione passiva alla rielaborazione attiva.
Gli studenti del Liceo “Scienze umane e Arti comunicative” e Liceo scientifico STEM hanno avuto l’opportunità di frequentare percorsi guidati da insegnanti o di esperti dei vari settori artistici alla scoperta del cinema, (guidati da Alessandro Padovani, Marco Possiedi, Lorenzo Cassol), hanno esplorato il fumetto (con Luca Debus), il disegno anatomico (con Franca Bortot), l’acquarello (con Lara Cossalter), la poesia visiva (con Samuele Spada), la fotografia (con Sofia Lockie), cianotipia (con Giulia Maschio), la grafica multimediale (con Sara Tonin), la scrittura creativa (con Lucia Andreina).
La densa mattinata è stata progettata e poi vissuta come un’esperienza immersiva nel processo creativo, ispirata a figure eclettiche come Leonardo da Vinci e Maria Sibylla Merian, capaci di coniugare arte, osservazione della realtà ma anche indagine di se stessi. L’obiettivo è stato quello di educare lo sguardo e il pensiero critico, analitico, ma anche divergente, curioso e visionario.
Inoltre gli studenti che hanno fatto i percorsi artistici presso la Galleria Rizzarda hanno creato reel tra le sale cercando di valorizzarne le collezioni e l’incontro tra giovani ed arte: hanno postato nella rete i loro video come ha apprezzato il Sindaco Viviana Fusaro, nell’ottica di promuovere una fruizione sempre più attiva dei luoghi della cultura. L’iniziativa, promossa dai docenti, con il sostegno del Comune di Feltre, vuole avvicinare i giovani al patrimonio culturale cittadino: tutti i materiali realizzati nel corso della mattinata saranno condivisi con i Musei.
L’arte in posa: gli studenti tornano protagonisti tra i capolavori della storia all’Istituto Canossiano di Monza
Alle Canossiane di Monza, gli alunni della scuola Secondaria di Primo Grado trasformano la fotografia in uno strumento di lettura critica e creativa, reinterpretando i grandi classici dell’arte, della letteratura e il linguaggio delle emozioni.
La scuola si trasforma in un set fotografico. Non si tratta di una semplice lezione teorica, ma di un viaggio immersivo nel mondo della rappresentazione visiva che vede protagonisti gli studenti. Attraverso il progetto di fotografia per l’anno scolastico 2025/26, i ragazzi hanno avuto l’opportunità di uscire dai banchi per mettersi dall’altra parte dell’obiettivo, trasformando la storia dell’arte e la letteratura in un’esperienza vissuta.
Il progetto, declinato in base all’età e al percorso di studi, ha sfidato gli studenti a passare dalla fruizione passiva alla rielaborazione attiva.
Per le classi prime, l’obiettivo è stato esplorare “I Colori delle Emozioni”: un esercizio di introspezione in cui ogni alunno ha dovuto scegliere un colore come protagonista assoluto per comunicare uno stato d’animo — dalla gioia alla malinconia, dalla rabbia alla calma — senza il ricorso alle parole, ma affidandosi esclusivamente alla potenza del linguaggio cromatico e alla postura del corpo.
Le classi seconde si sono invece misurate con “Io nella Storia”, un progetto dedicato alla letteratura. Gli studenti hanno scelto un libro del cuore e ne hanno riprodotto la copertina, entrando fisicamente nella scena. Utilizzando abiti, oggetti di scena e studiando attentamente lo sfondo, i ragazzi hanno ricreato l’immaginario letterario, trasformandosi nei protagonisti delle loro letture preferite.
Il cuore pulsante del progetto ha coinvolto le classi terze con l’iniziativa “Scatti d’Arte“. Qui, la sfida si è fatta ambiziosa: riprodurre celebri capolavori della storia dell’arte, da “Le Spigolatrici” di Millet al “Viandante sul mare di nebbia” di Friedrich, fino al “Marat Assassinato” di David. In questo percorso, un ruolo fondamentale è stato giocato dall’innovazione tecnologica: per massimizzare la resa artistica, gli studenti hanno utilizzato l’Intelligenza Artificiale come uno strumento di post-produzione. Le fotografie scattate sono state passate attraverso filtri IA studiati appositamente per elaborare i colori, le texture e le luci, rendendo gli scatti finali estremamente somiglianti alla resa estetica e all’atmosfera dei dipinti originali. Grazie a questo intervento digitale, l’immagine fotografica si è “avvicinata” alla pittura, creando un ponte visivo tra la modernità dello scatto digitale e la maestosità del classico. Gli studenti, lavorando singolarmente o in gruppo, hanno scelto se seguire la via della fedeltà filologica — ricreando meticolosamente luci e pose — o quella della rilettura contemporanea. “L’obiettivo — spiegano le docenti responsabili, le proff.sse Gatto e Pizzasegale — è sviluppare capacità di osservazione analitica. Non vogliamo che guardino un’opera solo visivamente, ma che ne comprendano il contenuto per poi filtrarlo attraverso la propria sensibilità”.
Il valore educativo del progetto trascende l’aspetto estetico. Le fotografie realizzate non resteranno chiuse in un cassetto: saranno presentate durante la festa della scuola. In questa occasione, gli studenti spiegheranno le tecniche utilizzate, le scelte di inquadratura e le motivazioni dietro le loro reinterpretazioni.
Unendo competenze tecnologiche, creatività e capacità di analisi critica, questo percorso trasforma gli studenti in veri e propri “curatori” delle proprie immagini. Dimostrando che, anche nel 2026, confrontarsi con il passato — che sia un quadro di Goya o la copertina di un libro — rimane il modo più efficace per raccontare, e comprendere, chi siamo oggi.