Il Giardino interiore all’ospedale “ Santa Maria del Prato” di Feltre
l’esperienza della classe prima del Liceo delle Scienze umane e arti comunicative dell’Istituto Canossiano di Feltre
Scoprire il proprio giardino interiore: coltivare, curare, nutrire ed educarsi all’attesa si è tradotto in un gesto singolare come la distribuzione di cartoline nell’atrio dell’ospedale “ Santa Maria del Prato” di Feltre, grazie ad una convenzione con la locale ULSS Dolomiti.
Il progetto pluridisciplinare ha coinvolto una trentina di studenti della classe prima liceo delle Scienze umane e arti comunicative dell’Istituto Canossiano di Feltre impegnati intorno al tema del giardino come metafora di uno spazio interiore.
Hanno realizzato a mano mediante diverse tecniche (collage, acquerello e pittura a china) delle cartoline che rappresentano giardini immaginari ed evocativi, accompagnati da qualche parola significativa o frammenti poetici: cosi si è pensato di diffondere un po’ di bellezza, spensieratezza e di poesia in un luogo dove normalmente si varca la soglia “appesantiti” per andare a risolvere un problema medico o a trovare qualche persona ricoverata.
È stata un’apprezzata attività che ha sorpreso piacevolmente gli utenti dell’ospedale nei primi giorni di aprile, ma anche un’occasione per educare ragazzi e gli adulti alla cura del prossimo, alla necessità di credere nella potenza di un gesto semplice che può sollevare gli animi, di confidare nella rigenerazione che la bellezza estetica e la natura sanno dare.
L’Istituto Matilde di Canossa di Como celebra la pace con una mostra per l’80° anniversario dalla fine della Seconda Guerra Mondiale
Un percorso di memoria e riflessione che unisce storia, arte e speranza
L’Istituto M. di Canossa di Como ha inaugurato una significativa mostra in occasione dell’ottantesimo anniversario dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Prima dell’inaugurazione, le famiglie hanno potuto assistere allo spettacolo teatrale La Storia siamo noi, esito del laboratorio condotto dalla Compagnia Teatrale Equivochi con gli studenti dell’Istituto. L’esposizione, curata dagli alunni della scuola secondaria di primo grado, è stata poi presentata con una cerimonia ufficiale alla quale hanno partecipato numerose rappresentanze istituzionali locali, riscuotendo un notevole successo.
Il percorso espositivo si articola in diverse sezioni che guidano i visitatori attraverso un viaggio nella memoria storica. Si parte dai cimeli e dalle testimonianze appartenenti alle famiglie degli studenti: granate, caricatori, maschere antigas, elmetti da battaglia, ma anche oggetti della vita quotidiana, lettere, cartoline postali, documenti e fotografie che raccontano la crudeltà e l’aggressività che hanno segnato gli anni del conflitto. Questo lavoro di ricerca storica ha rappresentato per i ragazzi un’esperienza particolarmente formativa, permettendo loro di fare tesoro dei racconti tramandati dalle proprie famiglie e di percepire tangibilmente come la storia personale di ciascuno si fonda nella grande Storia collettiva.
Attraverso gli oggetti e le testimonianze dei propri avi, gli studenti hanno potuto toccare con mano la concretezza degli eventi studiati sui libri, stabilendo un legame emotivo e diretto con il passato. Al centro della mostra, un video sul Monumento alla Resistenza Europea di Como vuole far riflettere i visitatori sul profondo significato di quest’opera, ricordando il difficile sacrificio di tutti coloro che hanno sofferto a causa delle atrocità della Seconda Guerra Mondiale, giovani appartenenti a diverse nazionalità, religioni e ideologie, accomunati dalla tenace lotta per conquistare un mondo di pace. La seconda sezione della mostra è dedicata alla poesia visiva, con elaborati artistici realizzati dagli studenti delle classi seconde e terze.
I giovani hanno esplorato il tema della guerra e della pace attraverso due diverse metodologie artistiche: il Caviardage® e i calligrammi, composizioni poetiche in cui le parole e le immagini simboliche si fondono, completandosi a vicenda per esprimere le profonde riflessioni dei ragazzi su temi come umanità, uguaglianza, speranza e orrore della guerra.
Il percorso si conclude con una sezione dedicata al valore della pace. Gli studenti hanno realizzato un emozionante video coinvolgendo persone di diverse nazionalità e lingue, ciascuna delle quali esprime un pensiero di pace nella propria lingua madre. Il messaggio è chiaro: solo attraverso la fratellanza, il rispetto e il dialogo la pace può diventare davvero “il linguaggio universale del mondo”. Come attività conclusiva, i visitatori sono invitati a partecipare a un laboratorio interattivo, lasciando una frase, una parola o un pensiero legato a ciò che hanno visto e provato durante la visita. Questi contributi vanno a comporre un grande murales collettivo, simbolo di un appello condiviso per la pace.
“La storia è fatta da ciascuno di noi e noi continuiamo a costruire storia a scuola con cultura ed educazione, e poi con la vita, passo dopo passo ma sempre insieme“, ha affermato la preside prof.ssa Caprani, sottolineando il valore formativo di questo progetto che ha coinvolto attivamente gli studenti nella ricerca storica e nell’elaborazione artistica delle loro riflessioni.
La mostra rappresenta un importante esempio di come la scuola possa diventare luogo di memoria attiva e consapevole, dove le nuove generazioni non solo apprendono la storia, ma la rielaborano criticamente, traendone insegnamenti preziosi per il loro futuro di cittadini.
La squadra femminile di scacchi, dell’Istituto canossiano di Monza, ai campionati nazionali
Si è conclusa con entusiasmo e soddisfazione la partecipazione della squadra femminile della scuola secondaria di 1° di Monza, ai Campionati Nazionali di Scacchi, svoltisi dal 10 al 14 maggio a Montesilvano (PE). Le ragazze, con grinta e determinazione, hanno affrontato sei intensi turni di gioco, ottenendo ben quattro vittorie e dimostrando grande preparazione e spirito di squadra.
Su un totale di 44 squadre partecipanti e 1750 giovani scacchisti provenienti da tutta Italia, la nostra squadra ha conquistato uno straordinario 8° posto nella classifica finale, piazzandosi tra le migliori formazioni del torneo. A rappresentare con orgoglio la scuola sono state le alunne: Beatrice Caputo, Simona Marelli, Matilde Ramazzina, Sofia Riccardi, Cecilia Sormani e Sofia Zanchi.
Complimenti a tutte per l’impegno, la concentrazione e l’eccellente risultato raggiunto: una vera vittoria di squadra!
Tra emozioni, timori e umanità: il racconto di tre studentesse all’interno della casa di riposo di Busto Arsizio
di Greta M., Romina N. e Martina R. della classe 4 professionale Istituto Canossiano Barbara Melzi Legnano
La nostra classe, la 4ª professionale del settore socio-sanitario, ha avuto il privilegio di vivere una settimana unica e ricca di emozioni. Infatti, siamo stati coinvolti in un progetto diverso da quelli scolastici tradizionali, un progetto che nessun’altra scuola del nostro territorio aveva ancora intrapreso. Quando ci hanno detto che avremmo trascorso una settimana all’interno della casa di riposo “La Provvidenza” di Busto Arsizio le reazioni sono state diverse: curiosità, motivazione, entusiasmo, ma anche un po’ di timore. Non sapevamo davvero cosa aspettarci. Noi, ragazze di quarta superiore, abituate al rumore delle aule, alla frenesia dei social e ai pomeriggi passati tra studio e risate, ci siamo improvvisamente trovate immerse in un mondo fatto di silenzi, sguardi profondi e mani tremanti che raccontano storie.
Eppure, appena varcata la soglia, abbiamo capito che nessuna paura, nessun timore sarebbero stati paragonati alla voglia di imparare ciò che quel posto trasmetteva, le foto appese raccontavano storie, le carrozzine il silenzio e i passi lenti nel corridoio: ci siamo sentite ospiti in un tempo che non era il nostro. Dal primo giorno, prima di iniziare le attività, abbiamo scritto una breve pagina di diario, dove annotavamo le nostre aspettative e come ci sentivamo. È stato un esercizio importante per riflettere su sé stessi, sui propri pensieri e sulle emozioni.
Sicuramente il primo giorno è stato quello più duro, noi guardavamo gli ospiti della struttura con sguardi persi e impauriti, loro guardavano noi con i medesimi occhi, ma con un pizzico di speranza dentro. Poi qualcosa è cambiato. È bastato poco: un saluto timido, una mano stretta, un “Come stai oggi?” detto con sincerità. E gli occhi si sono fatti più vivi, i sorrisi più veri. Non è stato tutto facile. Accanto alla bellezza dell’incontro, ci sono state anche paure difficili da affrontare. La paura del tempo che passa, della vecchiaia, della solitudine.
Sapevamo che lì dentro c’erano persone che non ricordavano più il loro nome, che fissavano il vuoto con occhi persi, e ci siamo chieste: “E se succedesse a noi o a chi amiamo?” Abbiamo avuto paura di non essere all’altezza, di non sapere come comportarci. Ci siamo sentite impotenti davanti alla sofferenza, alle malattie, al decadimento fisico. Ma ogni volta che ci scoraggiavamo, bastava vedere con quanta forza e con quanta voglia di vivere alcuni di loro raccontavano le loro storie che tutto tornava come prima.
Da questa esperienza ci portiamo dietro la lentezza, che per noi generazione z è un concetto lontano, siamo abituati a vivere con i cellulari, a correre nella vita, ad avere la testa piena di pensieri ma li alla “PROVVIDENZA” il tempo scorreva lento, ma con una lentezza piena di significati. Abbiamo scoperto che anche noi, nonostante la nostra giovane età, avevamo qualcosa da dare: la nostra energia, il nostro sorriso, la nostra presenza.
Abbiamo parlato tanto con loro e loro ci hanno insegnato moltissimo. Ognuno è stato fondamentale: molti ci hanno trasmesso un valore. Ricordiamo con affetto il signor Elio, che ci ha augurato una vita piena di bellezza e ci ha invitato a studiare sempre per saperla trovare anche nelle piccole cose. È questa la bellezza che ogni anziano ci ha donato.
Ringraziamo “La Provvidenza” per l’accoglienza calorosa e tutto il personale che ci ha sempre seguiti e aiutati in ogni momento. Un ringraziamento speciale va a ogni anziano che ci ha lasciato qualcosa dentro. Ognuno di loro è stato fondamentale in questa esperienza. Quella settimana alla “Provvidenza” non è stata solo un’esperienza scolastica. È stata un’esperienza umana. Ci ha fatto crescere, riflettere, cambiare. Siamo tornate a casa ogni giorno più ricche, non di cose, ma di emozioni. Abbiamo capito che la vita va rispettata in ogni sua fase e che le persone anziane hanno tanto da dare, se solo sappiamo metterci in ascolto. Porteremo con noi i sorrisi, le mani strette, le storie raccontate piano. E anche le lacrime, perché anche quelle fanno parte della vita. Non dimenticheremo questa settimana. Perché ci ha insegnato che, a volte, basta poco per fare la differenza. E che anche noi, nel nostro piccolo, possiamo essere un po’ di “provvidenza” per qualcuno.
Atletico Estetico: equilibrio tra sport e bellezza
La sfilata di fine anno del Centromoda Canossa porta in passerella la forza espressiva del corpo in movimento
Un palazzetto dello sport gremito di studenti, famiglie, professionisti del settore e curiosi ha fatto da cornice alla sfilata di fine anno del Centromoda Canossa, tenutasi giovedì 30 maggio 2025 al Centro sportivo Trento Nord. Un cambio di location simbolico e perfettamente in linea con il tema dell’edizione 2025: Atletico estetico – Equilibrio tra sport e bellezza.
Un pomeriggio ricco di contenuti e stimoli, articolato in tre momenti distinti ma fortemente interconnessi, che hanno messo in luce il percorso formativo delle studentesse e degli studenti del Centromoda, tra creatività, tecnica e riflessione.
Dalle 16.30 il pubblico ha potuto visitare la Fiera, con quattro stand dedicati ad alcune progettualità e attività realizzate nel corso dell’anno scolastico: TailorED, il percorso personalizzato che valorizza l’unicità di ogni studentessa e studente; Moda bimbo, dedicato al design per l’infanzia; Tessile casa, che esplora le applicazioni della moda nel mondo domestico; Cinestor, un progetto interdisciplinare nato in collaborazione con Trentino Film Commission, Fondazione Caritro e Fondazione Museo Storico del Trentino, che ha avvicinato i ragazzi al mondo dell’audiovisivo attraverso la creazione di costumi di scena, abiti per le presentatrici e scenografie per un vero set televisivo.
Ad ogni stand erano presenti docenti e studenti coinvolti nei progetti, pronti a dialogare con i visitatori, rispondere alle domande e approfondire i contenuti esposti.
Event talk – Sport e inclusione
Alle 18.30 ha preso il via l’Event talk, un momento di confronto su sport, disabilità e abbigliamento sportivo, condotto da Enzo Passaro insieme a Bozhena Hopenko, studentessa di quarta. Sul palco due ospiti d’eccezione: Francesca Dallapè, medaglia olimpica nel trampolino sincronizzato a Rio 2016, e Gianluigi Rosa, atleta paralimpico di hockey, che hanno condiviso esperienze, riflessioni e valori dello sport vissuto in prima persona. Nel cuore del talk hanno sfilato anche i capi finalisti della terza edizione del Trento Fashion Award, il concorso promosso dal Centromoda, in collaborazione con la Trento Fashion Week, per valorizzare giovani talenti creativi. Il direttore Michele Filippini ha annunciato con entusiasmo la quarta edizione, in programma per l’autunno 2025, aprendo ufficialmente la call a tutti i designer presenti in sala.
La sfilata finale
A chiudere l’evento, alle 19.30, l’attesissima sfilata delle collezioni realizzate durante l’anno scolastico. Un’unica, grande passerella ha accolto tutte le classi, che si sono cimentate sul tema Atletico Estetico, interpretando il rapporto tra moda e sport con soluzioni tecniche, creative e originali. A presentare la sfilata, Riccardo Campolongo (classe IV) e Alyson Tovazzi (V Capes), con il coordinamento dietro le quinte affidato ancora una volta a Enzo Passaro. Novità di quest’anno, la direzione artistica dell’intero evento è stata affidata a Christian Dorigatti, che ha anche curato le linee guida stilistiche della Collezione 2025, offrendo una visione unitaria e coerente all’intera serata. Atletico Estetico, chiude l’anno scolastico ma apre nuove prospettive, confermando quanto la moda possa essere un potente strumento educativo, capace di unire tecnica, creatività e riflessione sociale.
esperienze immersive e orientamento per portare i giovani alla scoperta delle carriere scientifiche
Il 15 maggio l’Università Cattolica di Brescia si è svolto l’evento conclusivo di “Carisma e STEM per cittadini del futuro”, il progetto, selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa Sociale. Due anni di laboratori immersivi, orientamento e attivazione del territorio nelle Scuole Superiori Canossiane di Monza, Como, Brescia, Legnano, Feltre e Treviso. Oltre 1.165 studentesse e studenti coinvolti, più di 3.000 ore di attività, sei città italiane, 21 partner, laboratori immersivi, co-docenze con ricercatori, esperienze sul campo e un nuovo modo di fare orientamento scolastico
La sessione mattutina si è aperta con i saluti istituzionali del Direttore di Sede UCSC Giuseppe Bonelli, del Preside della Facoltà di Scienze della Formazione Domenico Simeone, del Preside di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali Claudio Giannetti e della Presidente di ENAC ETS Elena Pilastro. In collegamento da Roma, Elisabetta Barzelloni, Responsabile Attività Istituzionali del Fondo per la Repubblica Digitale, ha sottolineato il valore strategico di progetti come questo per gli studenti e per la diffusione di buone pratiche educative.
Marco Bonis (Responsabile del progetto per ENAC ETS) ha quindi presentato il razionale e i risultati complessivi del progetto, prima di lasciare spazio alle testimonianze dirette: scuole, partner, studentesse e studenti si sono alternati sul palco per raccontare le esperienze più significative vissute in questi mesi.
La sessione sulla formazione, moderata dalla prof.ssa Stefania Pagliara (UCSC), ha messo in luce come il progetto abbia puntato su un approccio alla competenza scientifica funzionale basato su attività autentiche, esperienziali e immersive. Tra le esperienze presentate:
Le studentesse e gli studenti dell’ Istituto Canossiano Matilde di Canossa Como, hanno raccontato i laboratori Arduino e le esperienze immersive all’Innovation Hub Como Next, accompagnati dalla STEM Facilitator Silvia Marelli: esperienze pratiche che, nelle loro parole, hanno reso la tecnologia qualcosa da “fare con le mani”, non solo da studiare.
Dall’ Istituto Canossiano Barbara Melzi di Legnano è arrivata la testimonianza dei laboratori di scienze immersive co-condotti con la prof.ssa Pagliara dell’UCSC, del progetto con Casa dell’ Agricolturae la partecipazione alla Giornata di Primavera del FAI. Studenti e Studentesse hanno descritto come lavorare sul campo abbia cambiato il loro rapporto con le discipline scientifiche.
Gli studenti dell’ Istituto Canossiano di Monza hanno presentato il percorso “Tech Transfer: Cibo e sostenibilità” con WonderGene (Ana Rodriguez Prieto): analisi OGM in laboratorio, sfide di biologia molecolare e la simulazione di un pitch davanti a una giuria. “Non pensavamo che la scienza potesse essere anche questo”, hanno raccontato.
Dall’ Istituto Canossiano di Feltre è arrivata la voce di chi ha vissuto la Settimana STEM e l’esperienza al Consorzio RFX di Padova: studentesse e studenti hanno descritto l’impatto di incontrare ricercatori reali – Fulvio Auriemma e Marco Veranda – e toccare con mano la scienza realizzando dei progetti reali.
Gli studenti del l Canossa Campus di Brescia hanno illustrato il Progetto Centralina, con la raccolta di dati ambientali in tempo reale tramite il dispositivo ORION, sottolineando come il monitoraggio del territorio abbia dato concretezza alle ore di scienze in aula.
Dall’ Istituto Canossiano Madonna del Grappa di Treviso, è arrivata la testimonianza dell’esperienza a Napoli, così come quella della riqualificazione dei laboratori di scienze: momenti in cui la scienza ha incontrato il patrimonio culturale e la città.
La prof.ssa Paola Zini (UCSC) ha moderato la sessione sull’orientamento, illustrando le metodologie adottate nel progetto per avvicinare i giovani alle carriere STEM. L’orientamento è stato inteso non come attività accessoria, ma come pratica educativa autentica, capace di aiutare ogni studente a scoprire il proprio potenziale. Tra le testimonianze, quella di Nokia– che ha aperto il Nokia Park di Monza agli studenti canossiani – e le attività di laboratorio condotte dalla prof.ssa Zini con gli studenti dell’Istituto di Como.
La mattinata si è chiusa con la presentazione del Teatro Telaio, e del linguaggio teatrale come strumento di divulgazione scientifica, un elemento che ha caratterizzato il progetto fin dalle sue fasi iniziali, portando la scienza davanti a centinaia di studenti e cittadini.
Il pomeriggio è stato dedicato alla valutazione e alla progettazione del futuro. La dott.ssa Katia Montalbetti ed il dott. Enrico Orizio (UCSC) hanno presentato i risultati del monitoraggio e della valutazione del progetto, con un focus sui fattori di successo e sui meccanismi generativi di cambiamento.
Tre tavoli di lavoro collaborativi hanno poi riunito in paralleli studenti, direttori e STEM Facilitator, stakeholder esterni: un confronto ricco e diretto per raccogliere punti di vista diversi e orientare le progettualità future.
Gli studenti che non hanno partecipato ai focus group hanno assistito allo spettacolo di edutainment di Lorenzo Paletti, che combina rigore scientifico e illusionismo per mostrare come la scienza possa essere comunicata in modo coinvolgente e stimolante.
“L’idea alla base del progetto è semplice: i giovani si orientano verso le carriere scientifiche se le vivono, non solo se le studiano. Questa giornata è la dimostrazione che funziona.”
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Un incontro interattivo pensato per giovani dai 17 ai 29 anni che vogliono capire come trasformare la propria creatività in una professione concreta.
Durante il seminario conoscerai da vicino il lavoro del Social Media Manager e del Content Creator, grazie a testimonianze dirette, casi reali e un dialogo aperto con il relatore Danilo Pontone.
Durante l’evento avrai la possibilità di:
scoprire competenze utili nel digitale
fare networking con altri giovani del territorio
porre domande, condividere idee ed esplorare nuove opportunità professionali
Il progetto è realizzato grazie ai fondi europei della Regione del Veneto
L’iniziativa si inserisce nell’ambito del PROGRAMMA REGIONALE FSE+ 2021-2027 – PRIORITA’ 1.
“OCCUPAZIONE” Giovani Energie – azioni sperimentali per l’attivazione dei giovani nella definizione del proprio percorso formativo e professionale – DGR 729 DEL 22/06/2023.
Carisma e STEM: dalla solidarietà alla medicina, un viaggio tra scelte consapevoli
Nell’ambito del progetto Carisma e Stem, gli studenti e le studentesse dell’Istituto Canossiano Barbara Melzi di Legnano hanno vissuto una giornata formativa intensa e ricca di stimoli, che ha intrecciato solidarietà sociale, agricoltura sostenibile e medicina d’avanguardia.
La giornata è iniziata allaCascina Contina di Rosate, dove studenti e studentesse sono stati accolti dal responsabile della cooperativa sociale, il signor Osea Bianchi, che ha illustrato il progetto con le sue finalità e criticità. La visita ha permesso di conoscere da vicino la falegnameria, la chiesa e il refettorio, ma soprattutto di incontrare gli ospiti della struttura e ascoltare le loro storie. Il momento di condivisione con chi vive in comunità ogni giorno è stato particolarmente interessante e arricchente, offrendo una prospettiva concreta su tematiche di inclusione sociale e percorsi di reinserimento. Il pranzo ha poi visto i ragazzi e le ragazze protagonisti dell’assemblaggio della propria pizza a km0, realizzata con prodotti tipici dell’azienda agricola, unendo convivialità e sostenibilità alimentare.
Nel pomeriggio, il gruppo si è spostato all’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, dove ha visitato il campus universitario e il simulation lab, accompagnati dagli studenti di medicina, medtech e discipline sanitarie non mediche.
Qui studenti e studentesse hanno potuto assistere a simulazioni concrete, approcciarsi alla cura di “finti” pazienti e immergersi nella vita ospedaliera universitaria. Un’esperienza che ha permesso di toccare con mano cosa significa studiare medicina e lavorare in ambito sanitario, comprendendo l’importanza della formazione pratica e della simulazione nell’apprendimento medico.
Un’attività che si inserisce perfettamente negli obiettivi del progetto Carisma&STEM: favorire scelte consapevoli, avvicinare i giovani alle discipline scientifiche e sanitarie, e sviluppare una visione integrata tra competenze tecniche e valori umani.
Celebrare la Pasqua è rimettere in cammino la gioia, anche quando il cuore sembra averla smarrita nei giorni più stanchi e opachi.
È credere ancora nei piccoli passi, custodire una speranza tenace e gentile, lasciarsi raggiungere da una luce che rinasce, anche nelle notti più lunghe.
La Pasqua è l’annuncio che sorprende e rinnova: l’Amore ha vinto ed è più forte di ogni morte sr.Elena Pilastro
Il terzo episodio di Learning for life – ENAC si racconta è online: “Chi fa funzionare ENAC ogni giorno?”
Cosa significa trasformare un’idea in un progetto concreto? Come si costruisce una rete di partnership europea? Quali sono le sfide dei bandi Erasmus+? E soprattutto, come tutto questo lavoro si traduce in esperienze che cambiano la vita degli studenti e delle studentesse e anche dei docenti?
Nel terzo episodio di ENAC si racconta – Learning for Life entriamo nell’area progettazione e incontriamo Luca Calligaro, Simona Puggioni e Marco Bonis: le tre persone che ogni giorno lavorano per aprire nuove opportunità ai nostri studenti, docenti e sedi.
Luca, responsabile dell’area progettazione in ENAC da oltre dieci anni, guida l’innovazione e i progetti nazionali ed europei insieme a un team affiatato composto da Simona, che gestisce le mobilità Erasmus+ nei settori scuola e formazione, e Marco che si occupa di formazione del personale e coordinamento tra le sedi. Si tratta di tre ruoli complementari che si integrano perfettamente, dando vita a un’attività di progettazione capace di spaziare dall’Europa al territorio nazionale, unendo il mondo della formazione professionale a quello delle scuole.
Insieme formano una squadra, dove ognuno ha il suo ruolo ma tutti condividono lo stesso obiettivo: fare in modo che ENAC possa realizzare la sua missione educativa senza intoppi, garantendo trasparenza, precisione e professionalità.
Come interpretano “Formare alla vita – Learning for life” nel lavoro di tutti i giorni?
“Learning for Life significa alimentare un ecosistema educativo dove l’innovazione e il carisma canossiano si fondono per offrire agli studenti non solo competenze tecniche, ma vere e proprie esperienze di vita capaci di trasformare il loro futuro attraverso un percorso di rinnovamento continuo dei servizi pedagogici.“
ENAC in poche parole: un luogo dove si lavora bene.