Educare alla Pace: il percorso della nostra Scuola Primaria di Pavia
Dalle parole che curano ai gesti che uniscono, passando per i grandi testimoni della non violenza: un anno di creatività, preghiera e responsabilità condivisa per crescere bambini capaci di costruire un futuro più umano e fraterno.
In un tempo in cui il mondo è attraversato da ferite profonde, guerre che scuotono l’Europa, il Medio Oriente, l’Africa, e conflitti dimenticati che continuano a generare dolore, la Scuola Primaria “Maddalena di Canossa” di Pavia si impegna a coltivare la pace come stile di vita e come responsabilità condivisa. La pace non nasce dai grandi palazzi della politica, è un cammino educativo che si esprime dai piccoli gesti quotidiani, dalle parole che scegliamo, dagli sguardi che offriamo, dalle mani che tendiamo e si fa testimonianza e dono che sa ispirare scelte di accoglienza e di amore gli uni per gli altri.
L’anno scolastico 2025/2026 alla Scuola “Maddalena di Canossa” di Pavia è stato così dedicato al tema “Costruttori di pace”, un percorso trasversale che viene sviluppato in tutte le classi, dai 6 ai 10 anni, con attività pensate per far crescere nei bambini non solo la consapevolezza, ma soprattutto la responsabilità di essere semi di bene nel mondo.
Le parole che costruiscono: il laboratorio delle “Parole di Pace”: In ogni classe è nato un “vocabolario della pace”, frutto di riflessioni, dialoghi e giochi cooperativi, individuando le parole gentili che uniscono.
Le bandiere della pace: colori che parlano al cuore: ogni bambino ha realizzato la propria bandiera della pace, ispirandosi ai simboli universali della non violenza: arcobaleni, colombe, mani che si intrecciano, cuori che si aprono, ponti che uniscono rive lontane
Incontro con i grandi testimoni: Gandhi, Mandela, Madre Teresa di Calcutta, Papa Francesco e tanti altri seminatori e difensori della pace: Il percorso educativo ha portato i bambini a conoscere figure che hanno cambiato la storia non con la forza, ma con la forza della non violenza.
Uno dei momenti più intensi del percorso è stato vissuto venerdì 13 marzo, quando la scuola ha aderito alla giornata di digiuno e preghiera per la pace proposta dalla Conferenza Episcopale Italiana.Alle ore 11.00, nel cortile principale, tutti i bambini e i ragazzi dei tre Ordini (Infanzia, Primaria e Secondaria di 1° grado) si sono disposti in cerchio, in forma di raggiera, attorno a un grande planisfero. Un’immagine potente: un’unica comunità che abbraccia il mondo.
Educare al valore del denaro: un percorso di cittadinanza economica per i bambini dai 6 ai 10 anni
Nelle classi della Scuola “Maddalena di Canossa” di Pavia, l’Educazione Finanziaria è diventata un viaggio affascinante dentro la vita reale. Una tematica trasversale per tutti i bambini, affrontata grazie alla collaborazione con la Federazione Autonoma Bancari Italiani (FABI)e con Poste Italiane.
Gli alunni dai 6 ai 10 anni hanno esplorato il mondo dell’economia e della finanza attraverso linguaggi semplici, strumenti concreti, giochi, filastrocche, simulazioni e attività cooperative. Un percorso che si inserisce pienamente nella visione educativa che da anni sostiene l’importanza di formare cittadini capaci di scelte economiche consapevoli, responsabili e sostenibili come indicato anche dalla Banca d’Italia e nelle Indicazioni per l’insegnamento di Educazione Civica. Quello che è nato nelle nostre aule non è stato un semplice Progetto: è stata una vera palestra di vita.
Apprendere il “valore delle cose” costituisce un tassello prezioso per la buona crescita dei bambini ed è compito degli educatori accompagnare ogni scolaro fin dalla tenera età a diventare una persona capace di custodire, scegliere, condividere e costruire.
Un momento molto amato è stato il “gioco degli imprevisti”: carte che simulavano eventi inattesi — la bicicletta che si rompe, un piccolo guadagno extra, un regalo da comprare. I bambini hanno capito che: • non tutto si può prevedere • avere un risparmio protegge • pianificare dà sicurezza Molti hanno commentato: “È come quando si rompe qualcosa in casa e i miei genitori dicono: meno male che avevamo messo da parte!”
Nella realtà educativa di Pavia sanno che il percorso di Educazione Finanziaria non si esaurisce nelle attività svolte o in quest’anno scolastico: è un seme che deve continuare a crescere nel tempo, guidando i bambini nella loro vita quotidiana e nelle scelte che li attenderanno da adolescenti e da adulti. Quello che hanno visto negli alunni è stato l’interesse per gli argomenti trattati, tanta “curiosità viva”, la capacità di collegare concetti complessi alle esperienze familiari, la voglia di capire come funziona il mondo e come si può abitarlo con responsabilità. È proprio in questa tensione verso il reale che riconoscono la forza educativa del progetto: offrire strumenti concreti per leggere la vita, interpretarla, orientarla.
E in questo cammino si ritrova pienamente il carisma di Santa Maddalena di Canossa, che ci invita a formare persone capaci di “fare il bene, e farlo bene”, con intelligenza, libertà interiore e attenzione agli altri. Educare al valore del denaro significa educare alla giustizia, alla sobrietà, alla cura del creato, alla solidarietà verso chi ha meno. Significa aiutare i bambini a comprendere che ogni risorsa è un dono da custodire, che ogni scelta economica è anche una scelta etica, che il benessere personale è legato al bene comune.
TalitaKUM: marzo, il mese dei legami che si raccontano e si vivono
Ci sono mesi che scorrono veloci e altri che lasciano tracce più profonde. Marzo, è stato un mese fatto di storie, incontri e momenti condivisi, dove ogni attività ha avuto il sapore autentico della partecipazione.
Il TalitaKUM, Centro Polivalente della Fondazione ENAC Puglia ETS – Ente Nazionale Canossiano ha iniziato il suo marzo del 2026 con una giornata speciale, dedicata alla festa della donna. Un pomeriggio diverso dal solito, arricchito dalla presenza di una lettrice e proprietaria della libreria “La Borsa di Tappeto”, che ha portato con sé parole capaci di emozionare. Le sue letture hanno riempito la stanza di silenzi attenti e occhi curiosi, creando un’atmosfera intima e coinvolgente. Ma TalitaKUM non è mai solo ascolto: è esperienza, è relazione. Ed è così che, al termine delle letture, i ragazzi sono diventati protagonisti di un workshop speciale. Accanto a loro, una figura femminile della propria famiglia: mamme, nonne, sorelle. Insieme hanno condiviso pensieri, creatività e piccoli gesti carichi di significato. Un modo semplice ma potente per celebrare le donne, quelle vicine, quelle che ogni giorno fanno la differenza senza bisogno di grandi parole. E come ogni momento che si rispetti, anche questo si è concluso con un tocco di dolcezza: la degustazione della torta mimosa, preparata con cura dai ragazzi. Non solo un dolce, ma il simbolo perfetto di una giornata fatta di attenzione, impegno e collaborazione.
Il 19 marzo, invece, il centro ha cambiato completamente ritmo. In occasione della festa del papà, TalitaKUM si è trasformato… quasi in uno stadio. L’energia era quella delle grandi occasioni, l’atmosfera ricordava quella del Bernabeu, e in campo sono scesi dei veri “campioni”: papà e figli, pronti a sfidarsi in un quadrangolare all’insegna del divertimento.
Tra azioni improvvisate, risate e tifo caloroso, ogni squadra ha dato il massimo. Solo una ha sollevato la coppa, è vero, ma il risultato più importante è stato un altro: giocare insieme, rispettarsi e condividere un momento autentico. Perché, in fondo, è questo che resta davvero. E poi, come spesso accade quando l’entusiasmo prende il sopravvento, è successo qualcosa di inaspettato: a un certo punto, la partita si è trasformata. Le regole si sono fatte più “elastiche”, i ruoli più confusi, e quello che sembrava calcio ha iniziato ad assomigliare… quasi a una partita di rugby. Papà contro figli, senza esclusione di risate. Una scena difficile da raccontare, ma facilissima da immaginare. L’energia della giornata è stata così coinvolgente che i partecipanti, a fine attività, avevano già le idee chiare: “quando si rifà?”. E la risposta non si è fatta attendere. Una nuova sfida è già nell’aria, questa volta ancora più grande, ancora più inclusiva: un vero e proprio Family Day, dove a scendere in campo saranno le famiglie al completo. Marzo, a TalitaKUM, è stato tutto questo: un intreccio di emozioni, relazioni e momenti condivisi. Perché qui ogni attività è solo un punto di partenza. Il vero traguardo è sempre lo stesso: far sentire ogni bambino, ogni ragazzo, ogni famiglia parte di qualcosa di importante. E mentre i giorni si allungano e l’aria si fa più mite, una cosa è certa: il bello deve ancora venire.
5inergia Cfp Canossa Milano e JRK di Paide (Estonia)
Cos’è la sinergia? È lavorare insieme sapendo che la parte che faccio io si completerà e prenderà significato e valore insieme alla parte che fa un’altra persona.
Anche se nell’’aziendalese’ più spinto è ormai una parola inflazionata (e spesso usata a sproposito), nel caso della collaborazione tra ENAC Lombardia CFP Canossa Milano e JRK di Paide (Estonia), il termine ‘sinergia‘ recupera tutta la sua forza: qui è davvero centrato perché non si è trattato di un semplice scambio, ma di un vero incastro di competenze.
Per il quinto anno consecutivo abbiamo ospitato a Milano un gruppo di studenti del corso di informatica del JRK di Paide. Come per le scorse edizioni, la cooperazione si è articolata in una fase online (febbraio 2026) e una in presenza (marzo 2026). Durante il periodo milanese, Agor, Jan, Max e Sander si sono dedicati a un importante progetto di sviluppo: una web app che il JRK utilizzerà nei propri corsi per Assistente veterinario, specificamente per la cura dei cavalli. L’aspetto più interessante, a mio avviso, è stata l’integrazione tra lo sviluppo tecnico e la fase — cruciale — di progettazione dei contenuti. Ma, al di là dei processi, credo che il modo migliore per raccontare questa esperienza sia dare voce ai protagonisti: ecco le impressioni dei ragazzi.
Agor: “Questo tirocinio mi è piaciuto perché ho imparato come funzionano lo sviluppo di app e il web design e cosa serve per realizzarli. All’inizio non ne avevo idea, ma questa esperienza mi ha aiutato a capire tutto il processo. Non ho davvero nulla di negativo da dire. A scuola sono stati tutti gentili con noi — ok, alcuni erano un po’ molesti, aprivano la porta e scappavano via, ma non importa. Sono davvero grato per l’opportunità di aver vissuto un mese in Italia, per aver visto com’è la cultura qui e per aver esplorato la bellissima città di Milano.”
Jan: “Mi è piaciuto molto lo stage che abbiamo fatto all ENAC Lombardia CFP Canossa. Durante il tirocinio abbiamo imparato come funziona lo sviluppo di app con PHP, HTML, CSS e JavaScript. Prima di questa esperienza, sapevo solo creare siti web molto semplici con Nextcloud e WordPress. Lo stage mi è piaciuto molto perché abbiamo imparato a lavorare insieme come una squadra e a essere più indipendenti dagli aiuti esterni.
Prima di venire in Italia, avevo sentito dire che fosse un po’ pericoloso, dato che questa è una città molto grande, più grande dell’Estonia (il paese da cui proveniamo). Invece non abbiamo avuto nessuna esperienza negativa con le persone; quasi tutti quelli che abbiamo incontrato sono stati molto gentili e amichevoli. Una cosa che ho notato degli italiani è che sono più socievoli e parlano molto più degli estoni.
Ci sono però dei lati negativi: una cosa che ho notato a Milano è che non ci sono molti alberi e aree verdi; un’altra cosa che ho visto in tutta la città è che le strade non sono molto pulite. Se ignorassimo questi problemi, Milano non sarebbe affatto una brutta città in cui vivere.”
Max: “Il mio tirocinio in Italia è stato splendido: mi sono sentito accolto e ho acquisito sicurezza. Ho fatto pratica con l’inglese e con un po’ di italiano (imparato con Duolingo), ho ammirato l’impressionante architettura storica anche se non capisco le persone che imbrattano di graffiti gli edifici! Superata una breve fase iniziale di rodaggio, le ottime strutture e la gentilezza dei locali hanno reso l’esperienza formativa e indimenticabile.“
Sander: “Nel complesso, lo stage è stato positivo perché ho migliorato il mio livello di inglese e ho imparato a comunicare e a confrontarmi meglio con le persone in questa lingua. Cosa più importante, ho imparato lo sviluppo web, un ambito con cui non avevo mai avuto a che fare prima; anche se non è esattamente ciò su cui si concentra la nostra specializzazione, è stato comunque interessante seguire l’intero processo, dal design all’implementazione. Ho sicuramente imparato molto e mi è venuta persino voglia di approfondire l’argomento in futuro.
Le persone sono generalmente gentili e disponibili e comunicano molto, anche se a volte per le strade si sentiva odore di cannabis; abbiamo visto anche dei truffatori e il modo in cui la gente parcheggia qui è curioso e decisamente più insolito rispetto all’Estonia. Tuttavia, anche questi piccoli dettagli non hanno lasciato una cattiva impressione dell’Italia; finora penso che qui ci siano un’architettura bellissima e brave persone.“
Proff. Alessandro Visigalli ICT, Web Design, Sviluppo App Android/iOS, Tutor Alternanza, Erasmus+
Un Giubileo di Grazia e Speranza con i Bambini della Scuola Primaria Canossa di Pavia
Il Giubileo è sempre un’occasione di rinnovamento spirituale, un viaggio che attraversa la storia e l’anima di chi lo vive. Ma quando a celebrarlo sono i bambini, tutto si colora di una luce nuova: quella della gioia autentica, della fede vissuta con stupore e dell’entusiasmo che si propaga come un canto di speranza. Quest’anno, la Scuola Primaria “Maddalena di Canossa” di Pavia ha intrapreso un pellegrinaggio speciale per celebrare questo tempo di Grazia.
La preparazione ha visto gli alunni trattare la tematica trasversalmente nelle discipline e nelle varie classi, approfondendone le origini, la storia, i simboli, le curiosità e ovviamente il significato dell’indulgenza e più in generale del grande amore di Dio. Il giorno fissato per vivere insieme il Giubileo, in cortile c’è stata una breve spiegazione sull’esperienza e sul dono che ci si apprestava a vivere e un approfondimento delle origini del Giubileo, riportando alla memoria le antiche tradizioni ebraiche, quando il 50° anno era segnato dal suono del corno di ariete, il Jobel, che annunciava un tempo di liberazione e rinnovamento. Da questa radice profonda infatti, nasce il nostro Giubileo cristiano, che ogni 25 anni ci invita a riscoprire la grazia, la misericordia e l’amore di Dio. Abbiamo anche noi suonato il corno e abbiamo dato inizio al Pellegrinaggio dalla nostra Scuola alla Cattedrale della città.
Con le bandiere del Giubileo, una per classe, che riportavano non solo il logo, ma il disegno della Porta Santa della Basilica di San Pietro, i bambini, accompagnati dai docenti, hanno attraversato le strade della città in pellegrinaggio giubilare, con passo sicuro e cuore aperto, dando forma visibile al significato del cammino. Questo pellegrinaggio non era solo uno spostamento fisico, ma il simbolo di un viaggio interiore verso l’amore di Gesù, un percorso di crescita e consapevolezza. All’arrivo al Duomo, il momento solenne ha preso vita e abbiamo attraversato la Porta Giubilare.
È stato uno dei momenti più emozionanti perché quella porta era stata aperta per noi in quell’orario e questa unicità ci ha fatti sentire speciali. Significativo anche il gioco di luci creato. all’entrata erano spente e poi, una volta entrati tutti i bambini, le luci sono state accese. Tutto questo ha contribuito a vedere questo passaggio il simbolo dell’ingresso in una nuova vita ricolma di bontà e fiducia, di gioia. Ogni bambino ha varcato quella soglia con attenzione e ordine, mantenendosi composto nella certezza che quel momento era veramente importante. Don Marco Labate, al quale è affidato il Progetto Pastorale del nostro Istituto scolastico, ha accolto i “piccoli pellegrini” con parole profonde, rese ancora più “importanti” dal luogo maestoso in cui ci si trovava, la chiesa più grande di Pavia. che qualcuno vedeva per la prima volta. Abbiamo pregato e cantato, incentrando l’attenzione sul tema della Speranza. La parabola del Figlio prodigo ha illuminato i cuori nella certezza dell’abbraccio sempre pronto di Gesù che ci attende anche quando sbagliamo. Abbiamo anche pregato per la Chiesa e ricordato Papa Francesco.
Il Giubileo non è stato solo celebrazione, ma anche riflessione sulle sfide quotidiane. Alcuni bambini hanno condiviso testimonianze che parlavano della loro esperienza di speranza, come la prima partita di rugby vissuta tra fatica e sconforto, ma poi trasformata in una vittoria interiore grazie alla fiducia e alla fede, senza vedere gli avversari come nemici. O il percorso di una bambina sportiva, che ha affrontato le sconfitte con coraggio, nella certezza di essere dono di Dio, scoprendo nel suo essere un valore e nella fede la forza per non abbattersi e il coraggio che poi l’ha portata sul podio. Ci ha poi raggiunti il Vescovo , Mons. Corrado Sanguineti che si è fermato con i bambini parlando di speranza e offrendo esempi di speranza per rendere positiva la vita. Ha sottolineato come il Giubileo sia un dono gratuito di Dio, un tempo in cui possiamo riscoprire la bellezza della fede e la certezza che Gesù è sempre con noi, pronto a rialzarci e a darci una nuova speranza.
Successivamente ha spiegato il logo del Giubileo e ha benedetto tutti i presenti. Infine, al termine della celebrazione, si è fermato per salutare ciascuno, ogni bambino, ogni adulto presente con loro, esprimendo ancora una familiarità significativa e cordiale. Il canto La Speranza ha risuonato nella chiesa, i bambini hanno innalzato le loro voci con gioia e gratitudine. In realtà sono stati vari i canti sulla speranza, anche in riferimento a Santa Maddalena “donna di speranza”. La musica ha unito i cuori, ha dato voce alla felicità di quel giorno, ha trasformato la celebrazione in un momento di comunione.
L’Anno Santo celebrato con i bambini della Primaria non è stato solo un evento religioso, ma una vera e propria esperienza di vita, di fede e di comunità. Le immagini, le emozioni, i sorrisi rimarranno nei cuori, testimoniando la bellezza di un’esperienza che potrà essere ricordata anche in futuro. Il Giubileo non finisce qui: siamo certi possa continuare nel cuore di ognuno della nostra comunità educante che ha attraversato quella porta, che ha cantato, che ha sperato e che ci auguriamo possa portare nel mondo il messaggio di gioia e di misericordia che ha ricevuto.
Progetto di Educazione Ambientale all’Istituto Maddalena di Canossa di Monza: Un Impegno Sostenibile per il Futuro
L‘Istituto Maddalena di Canossa di Monza sta portando avanti un’importante iniziativa di educazione ambientale, coinvolgendo tutte e tre le classi della secondaria di primo grado. Il progetto, che rientra nel programma di sensibilizzazione e educazione alla sostenibilità, è stato realizzato in collaborazione con **CREDA Onlus**, associazione che dal 1987 opera nel campo della tutela dell’ambiente, promuovendo progetti di ricerca, comunicazione e sensibilizzazione legati allo sviluppo sostenibile.
Nel corso delle attività proposte, gli studenti hanno avuto l’opportunità di approfondire vari temi legati alla gestione sostenibile dei rifiuti, come la raccolta differenziata, la gestione dei rifiuti organici, il ciclo dell’acqua, e il problema crescente delle microplastiche, dei cambiamenti climatici e dello spreco alimentare. Le esperienze didattiche sono state caratterizzate da laboratori scientifici ed esperienziali, in cui gli studenti hanno potuto mettersi alla prova in attività pratiche e coinvolgenti.
La frazione umida sotto la lente: il laboratorio delle classi Prime Gli studenti delle classi Prime hanno esplorato i processi di degradazione e trasformazione della materia organica in un laboratorio scientifico che ha permesso loro di comprendere come i materiali organici vengano smaltiti e trasformati in compost. In particolare, i ragazzi hanno avuto la possibilità di osservare, sotto il microscopio e con lenti di ingrandimento, i microorganismi coinvolti nei processi di decomposizione, come muffe, lombrichi, millepiedi e centopiedi. L’obiettivo era quello di sensibilizzare i ragazzi sull’importanza di una corretta gestione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani, che può contribuire a ridurre l’impatto ambientale e favorire la sostenibilità. L’attività si è conclusa con un quiz digitale che ha testato le conoscenze acquisite durante l’incontro.
La seconda vita dei RAEE: alla scoperta dei dispositivi elettronici Le classi seconde si sono dedicate invece all’analisi delle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche(RAEE) e al loro riciclo. In un laboratorio pratico, gli studenti hanno costruito semplici circuiti elettrici, imparando a riconoscere i principali componenti elettronici e a capire le forze invisibili che alimentano i dispositivi elettronici quotidiani. Utilizzando lenti di ingrandimento, hanno osservato le schede elettroniche di piccoli elettrodomestici e, attraverso un gioco a indizi, hanno identificato i materiali preziosi contenuti all’interno dei dispositivi, come oro, cobalto e ittrio. L’attività ha avuto l’obiettivo di sensibilizzare gli studenti sull’importanza del recupero e del riciclo dei materiali elettronici per ridurre l’inquinamento e promuovere un’economia circolare.
I Love Water: l’importanza dell’acqua come risorsa limitata
Infine, gli studenti delle classi terze hanno affrontato il tema dell’acqua, una risorsa fondamentale ma sempre più minacciata. L’acqua dolce è infatti una risorsa limitata, e il progetto ha permesso agli studenti di investigare le cause della sua diminuzione a livello globale. Attraverso l’utilizzo di un kit specifico, i ragazzi hanno misurato i parametri chimico-fisici che determinano la qualità dell’acqua destinata al consumo umano, apprendendo come funziona il ciclo integrato dell’acqua potabile. Durante l’attività, gli studenti hanno riflettuto sulla disponibilità di acqua dolce nel mondo, sugli impatti del cambiamento climatico e sull’importanza di preservare questa risorsa.
Un impegno condiviso per il futuro
Tutti questi laboratori, che fanno parte del più ampio progetto di educazione ambientale promosso dall’Istituto Maddalena di Canossa, hanno coinvolto attivamente gli studenti in percorsi didattici che li sensibilizzano e li preparano ad affrontare le sfide ambientali future. Questo progetto rappresenta un esempio significativo di come l’educazione possa contribuire in modo attivo e costruttivo alla costruzione di una società più sostenibile e responsabile.
L’Istituto Canossiano Maddalena di Canossa di Monza ha creato un nuovo gioco di carte: “il binomio fantastico canossiano”
Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla sua superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna…Non diversamente una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni, in un movimento che interessa l’esperienza e la memoria, la fantasia e l’inconscio”.
Cosí teorizzava il celebre mostro sacro della letteratura italiana per ragazzi, Gianni Rodari, nella sua “Grammatica della fantasia”. Seguendo proprio tale principio gli alunni della 1B, o meglio le aspiranti penne del futuro, hanno preso parte ad un progetto di scrittura creativa che li ha visti coinvolti nel corso del primo quadrimestre e che li impegnerà anche nel secondo.
I giovani scrittori si sono ispirati durante tale progetto alle funzioni di Vladimir Propp, ovvero elementi ricorrenti in tutte le fiabe esistenti, da cappuccetto rosso alla principessa e il ranocchio, come l’allontanamento dell’eroe, la trasformazione, le nozze e tante altre.
Dopodichè hanno realizzato delle vere e proprie tessere o carte raffiguranti in maniera iconico simbolica proprio tali funzioni. Coadiuvati per quanto concerne la parte grafico-artistica dalla professoressa d’Arte Immagine Viviana Gatto, hanno quindi dato forma concreta a quelle che erano solo delle vaghe immagini mentali degli avvenimenti classici e tradizionali del racconto.
Conclusasi la parte uno, hanno poi potuto dare il via al gioco vero e proprio. Una volta mescolate le carte da loro prodotte, selezionatene casualmente due a testa, hanno poi potuto cominciare a viaggiare sulle fervide ali dell’immaginazione, con un obiettivo e un vincolo (uno solo) ben chiaro: creare una fiaba che contenesse le funzioni a loro capitate. Ed è così che il fuoco di draghi ha preso forma e ha visto opporsi le lame di coraggiosi cavalieri dai nomi più disparati; giovani eroine, dopo cammini ardui ed estenuanti, accompagnate da animali fantastici, sono riuscite a sposare principi, nelle fiabe dei piccoli talenti.
Gli alunni, attingendo all’inesauribile bacino della fantasia, si sono cimentati in narrazioni di guerre in regni lontani, le alunne in amori impossibili, sognando e facendo sognare con loro il prof di italiano, Marco Taravella, che le ha lette immergendosi nel viaggio.
Simulinfiera – competenze, lavoro e vittorie per l’ENAC Emilia Romagna
Grande successo per la classe terza operatore amministrativo segretariale di Enac Emilia Romagna ETS di Fidenza alla XIV edizione della Fiera delle Imprese Simulate. L’evento, svoltosi nei giorni 2 e 3 aprile presso il centro congressi di Riva del Garda, ha visto la partecipazione di ben 75 imprese simulate provenienti da scuole di tutta Italia e anche dall’estero, coinvolgendo circa 1500 studenti.
I ragazzi di Enac Emilia Romagna hanno messo in campo con entusiasmo e professionalità le competenze acquisite durante l’anno scolastico, cimentandosi in vere e proprie operazioni di compravendita. Hanno gestito l’emissione di fatture tramite software dedicati e simulato pagamenti con carte di credito e bonifici bancari, utilizzando l’home banking dei conti correnti fittizi delle loro imprese.
L’impegno e la creatività degli studenti emiliano-romagnoli sono stati ampiamente riconosciuti durante la cerimonia di premiazione di giovedì 3 aprile. Enac Emilia Romagna ha infatti conquistato ben due prestigiose medaglie. La prima è stata assegnata per la creatività, grazie alla realizzazione di un originale catalogo tridimensionale che richiamava la forma iconica del Parmigiano Reggiano. La seconda medaglia è giunta per la qualità del video promozionale ideato per la PLF-Parma Local Food, l’azienda che gli studenti simulano in un’aula dedicata della scuola.
Un ringraziamento speciale va all’azienda madrina Parma Menù di Fidenza, che ha generosamente sostenuto la classe fornendo materiali preziosi per l’allestimento dello stand e premi per i potenziali clienti. Un plauso anche al museo del mare antico MUMAB Millepioppi, che ha messo a disposizione dépliants informativi per promuovere le bellezze del nostro territorio presso i visitatori della fiera. Questo successo è un ulteriore motivo di orgoglio per Enac Emilia Romagna e testimonia la validità di un approccio didattico che unisce teoria e pratica, preparando concretamente i giovani al mondo del lavoro.
Il Giardino interiore all’ospedale “ Santa Maria del Prato” di Feltre
l’esperienza della classe prima del Liceo delle Scienze umane e arti comunicative dell’Istituto Canossiano di Feltre
Scoprire il proprio giardino interiore: coltivare, curare, nutrire ed educarsi all’attesa si è tradotto in un gesto singolare come la distribuzione di cartoline nell’atrio dell’ospedale “ Santa Maria del Prato” di Feltre, grazie ad una convenzione con la locale ULSS Dolomiti.
Il progetto pluridisciplinare ha coinvolto una trentina di studenti della classe prima liceo delle Scienze umane e arti comunicative dell’Istituto Canossiano di Feltre impegnati intorno al tema del giardino come metafora di uno spazio interiore.
Hanno realizzato a mano mediante diverse tecniche (collage, acquerello e pittura a china) delle cartoline che rappresentano giardini immaginari ed evocativi, accompagnati da qualche parola significativa o frammenti poetici: cosi si è pensato di diffondere un po’ di bellezza, spensieratezza e di poesia in un luogo dove normalmente si varca la soglia “appesantiti” per andare a risolvere un problema medico o a trovare qualche persona ricoverata.
È stata un’apprezzata attività che ha sorpreso piacevolmente gli utenti dell’ospedale nei primi giorni di aprile, ma anche un’occasione per educare ragazzi e gli adulti alla cura del prossimo, alla necessità di credere nella potenza di un gesto semplice che può sollevare gli animi, di confidare nella rigenerazione che la bellezza estetica e la natura sanno dare.
L’Istituto Matilde di Canossa di Como celebra la pace con una mostra per l’80° anniversario dalla fine della Seconda Guerra Mondiale
Un percorso di memoria e riflessione che unisce storia, arte e speranza
L’Istituto M. di Canossa di Como ha inaugurato una significativa mostra in occasione dell’ottantesimo anniversario dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Prima dell’inaugurazione, le famiglie hanno potuto assistere allo spettacolo teatrale La Storia siamo noi, esito del laboratorio condotto dalla Compagnia Teatrale Equivochi con gli studenti dell’Istituto. L’esposizione, curata dagli alunni della scuola secondaria di primo grado, è stata poi presentata con una cerimonia ufficiale alla quale hanno partecipato numerose rappresentanze istituzionali locali, riscuotendo un notevole successo.
Il percorso espositivo si articola in diverse sezioni che guidano i visitatori attraverso un viaggio nella memoria storica. Si parte dai cimeli e dalle testimonianze appartenenti alle famiglie degli studenti: granate, caricatori, maschere antigas, elmetti da battaglia, ma anche oggetti della vita quotidiana, lettere, cartoline postali, documenti e fotografie che raccontano la crudeltà e l’aggressività che hanno segnato gli anni del conflitto. Questo lavoro di ricerca storica ha rappresentato per i ragazzi un’esperienza particolarmente formativa, permettendo loro di fare tesoro dei racconti tramandati dalle proprie famiglie e di percepire tangibilmente come la storia personale di ciascuno si fonda nella grande Storia collettiva.
Attraverso gli oggetti e le testimonianze dei propri avi, gli studenti hanno potuto toccare con mano la concretezza degli eventi studiati sui libri, stabilendo un legame emotivo e diretto con il passato. Al centro della mostra, un video sul Monumento alla Resistenza Europea di Como vuole far riflettere i visitatori sul profondo significato di quest’opera, ricordando il difficile sacrificio di tutti coloro che hanno sofferto a causa delle atrocità della Seconda Guerra Mondiale, giovani appartenenti a diverse nazionalità, religioni e ideologie, accomunati dalla tenace lotta per conquistare un mondo di pace. La seconda sezione della mostra è dedicata alla poesia visiva, con elaborati artistici realizzati dagli studenti delle classi seconde e terze.
I giovani hanno esplorato il tema della guerra e della pace attraverso due diverse metodologie artistiche: il Caviardage® e i calligrammi, composizioni poetiche in cui le parole e le immagini simboliche si fondono, completandosi a vicenda per esprimere le profonde riflessioni dei ragazzi su temi come umanità, uguaglianza, speranza e orrore della guerra.
Il percorso si conclude con una sezione dedicata al valore della pace. Gli studenti hanno realizzato un emozionante video coinvolgendo persone di diverse nazionalità e lingue, ciascuna delle quali esprime un pensiero di pace nella propria lingua madre. Il messaggio è chiaro: solo attraverso la fratellanza, il rispetto e il dialogo la pace può diventare davvero “il linguaggio universale del mondo”. Come attività conclusiva, i visitatori sono invitati a partecipare a un laboratorio interattivo, lasciando una frase, una parola o un pensiero legato a ciò che hanno visto e provato durante la visita. Questi contributi vanno a comporre un grande murales collettivo, simbolo di un appello condiviso per la pace.
“La storia è fatta da ciascuno di noi e noi continuiamo a costruire storia a scuola con cultura ed educazione, e poi con la vita, passo dopo passo ma sempre insieme“, ha affermato la preside prof.ssa Caprani, sottolineando il valore formativo di questo progetto che ha coinvolto attivamente gli studenti nella ricerca storica e nell’elaborazione artistica delle loro riflessioni.
La mostra rappresenta un importante esempio di come la scuola possa diventare luogo di memoria attiva e consapevole, dove le nuove generazioni non solo apprendono la storia, ma la rielaborano criticamente, traendone insegnamenti preziosi per il loro futuro di cittadini.