Elisa, di ENAC Ente Nazionale Canossiano, è recentemente tornata da Puerto de la Cruz, a Tenerife, dove ha partecipato al corso “Stress and Conflict Management: The Way to Resilience and Satisfaction”, organizzato da Erasmus Learning Academy (ELA).
Il corso ha affrontato un tema sempre più centrale nel mondo della formazione professionale: le principali fonti di stress nel contesto lavorativo e le strategie per gestirle. Attraverso attività di team building, i partecipanti hanno analizzato le diverse fonti di stress, esplorando strategie cognitive e comportamentali per affrontarlo. Non sono mancate tecniche pratiche di conflict management e sessioni dedicate al rilassamento e alla visualizzazione, strumenti concreti da portare nella quotidianità lavorativa.
Un’occasione di formazione internazionale per acquisire metodi nuovi e applicabili, condividendo esperienze e buone pratiche con colleghi provenienti da diversi paesi europei. Il confronto con realtà formative diverse rappresenta sempre un valore aggiunto: permette di portare a casa non solo competenze tecniche, ma anche punti di vista nuovi su come affrontare le sfide quotidiane nel lavoro con studenti e colleghi.
Investire nel benessere e nelle competenze relazionali di chi lavora ogni giorno nella formazione professionale significa investire, in modo indiretto, anche nella qualità dell’accompagnamento offerto a studentesse e studenti.
Il 6 giugno sono stati premiati i vincitori del premio di poesia e narrativa “Giovanni da Legnano”, competizione letteraria nata per mantenere viva la memoria del poeta e scrittore legnanese del ‘300 Giovanni da Legnano, rivolta agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado promossa dalla Famiglia Legnanese.
A questa edizione hanno partecipato oltre 150 ragazzi e il primo premio della sezione “Narrativa a tema libero” è stato vinto da Daniele Macrì studente della classe V del Liceo delle Scienze umane dell’Istituto “Barbara Melzi” con il racconto “Finché mi riconosci”.
Piccoli Campioni dell’Igiene all’Istituto Maddalena di Canossa di Pavia
In classe prima, quest’anno, si sono svolte delle lezioni “preziose”, all’interno di un Progetto semplice, ma capace di lasciare un segno profondo. Con il patrocinio di Napisan e la guida attenta del maestro di Educazione Fisica Mattia, i bambini dell’ Istituto Maddalena di Canossa di Pavia, hanno partecipato a “Igiene Insieme – Speciale Sport”, un percorso che ha trasformato l’igiene in un’avventura, in un “superpotere”, in un modo concreto per volersi bene. Un tema che i bambini hanno saputo accogliere con stupore, curiosità e interesse.
“Ma i batteri sono invisibili davvero?” Il Progetto è iniziato con un opuscolo illustrato e cartelloni colorati esposti in palestra.
“Ma i batteri sono cattivi o solo dispettosi?” “Come facciamo a difenderci se ce ne sono così tanti?” “Perché non li vediamo?” Domande che fanno sorridere, ma che rivelano un pensiero profondo: i bambini vogliono capire, vogliono essere protagonisti della propria salute. La storia dei Campioni dell’Igiene ha dato loro personaggi in cui riconoscersi: eroi che non combattono con spade o mantelli, ma con acqua, sapone, attenzione e rispetto per sé e per gli altri. Con il maestro Mattia, la palestra si è trasformata in un grande campo di gioco. I bambini correvano, saltavano, si nascondevano… e intanto imparavano. “Attenti, i batteri sono dietro l’angolo!” “Maestro, posso usare il superpotere del sapone?” “Se scambio la maglietta con lui, perdo la sfida?” Ogni tappa era una piccola prova di responsabilità. Il gioco “Alla caccia dei batteri” ha reso tutto più immediato: i bambini correvano per “acchiappare” i germi immaginari e “sconfiggerli” con le buone pratiche.
Non solo movimento: il Progetto ha coinvolto anche la mente e il linguaggio. Nel “Rebus contro i virus”, i bambini cercavano lettere nascoste, componendo un messaggio segreto sull’igiene. Nel “Cruciverba dell’abbraccio”, hanno scoperto che lavarsi le mani prima di toccare gli altri è un gesto di amore, non solo di pulizia. “Ma se mi lavo le mani, l’abbraccio diventa più forte?” ha chiesto una bambina. E un compagno ha risposto: “Sì, perché non gli porto niente di brutto”. Parole semplici, ma che contengono un’etica intera.
Il Progetto si è concluso con un grande cartellone: “Le cose da fare per essere campioni ogni giorno”. Disegni, parole, simboli, promemoria: un manifesto di responsabilità condivisa. Ogni bambino ha aggiunto qualcosa oralmente per dare più immediatezza alle esperienze concrete in famiglia, a scuola, nelle attività extrascolastiche …; sono uscite idee e anche impegni assunti con responsabilità da quel momento in avanti. “Così non ci dimentichiamo più”, ha detto il maestro esponendo un cartellone. E aveva ragione: quando un messaggio nasce dal gioco, dalla scoperta e dalla collaborazione, resta.
Il ritorno ai classici prende forma tra i banchi di scuola: i bambini riscoprono “Il Mago di Oz” all’Istituto Maddalena di Canossa di Pavia
Negli ultimi mesi, le nuove direttive del Ministro dell’Istruzione hanno riportato al centro della scuola italiana la lettura dei grandi classici. L’obiettivo è chiaro: avvicinare anche i più piccoli a storie senza tempo, capaci di stimolare fantasia valori e competenze linguistiche.
Proprio da queste indicazioni nascono iniziative creative e coinvolgenti nelle scuole primarie. Come nel caso delle classi 2°A e 2°B della scuola primaria dell’ Istituto Maddalena di Canossa di Pavia, che durante l’ora settimanale di “espressione letteraria” hanno trasformato la lettura de “Il mago di Oz” in un vero e proprio progetto artistico. I bambini, guidati dell’insegnante, hanno realizzato un libro illustrato completamente fatto a mano, dando vita ai personaggi e alle scene più amate della storia attraverso il disegno e la creatività. Le pagine del libro sono un’ esplosione di colori e materiali: tempere vivaci, matite colorate e pastelli a cera si mescolano a elementi di riciclo come carta, cartone, stoffa e piccoli oggetti recuperati.
Ogni bambino ha contribuito con il proprio stile, rendendo ogni illustrazione unica e originale. Dorothy, lo Spaventapasseri, Il Boscaiolo di Latta e il Leone Codardo prendono forma tra collage e pennellate, mentre la strada di mattoni gialli si snoda tra le pagine come filo conduttore del racconto.
Il lavoro non è solo un esercizio artistico, ma anche un’ esperienza educativa completa: i bambini hanno imparato a collaborare, a raccontare una storia e a dare valore al riuso dei materiali. Ma il progetto ha lasciato anche insegnamenti importanti legati proprio alla storia del Mago di Oz. I bambini hanno scoperto il valore dell’amicizia e del gioco di squadra, aiutandosi a vicenda come fanno i protagonisti del racconto. Hanno capito che il coraggio, l’intelligenza e la gentilezza non sono qualità da cercare lontano, ma sono già dentro ognuno di noi, proprio come accade al Leone, al Boscaiolo e allo Spaventapasseri. Inoltre, attraverso il viaggio di Dorothy, hanno riflettuto sull’importanza della casa, degli affetti e del credere nelle proprie capacità anche nei momenti difficili.
Il risultato finale è un libro speciale, che unisce lettura, arte e sostenibilità. Un esempio concreto di come i classici possano essere reinterpretati in chiave moderna, coinvolgendo attivamente gli studenti e rendendoli protagonisti del loro apprendimento. Alla scuola primaria Maddalena di Cansa di Pavia, tradizione e innovazione si incontrano, accendendo negli studenti la passione per la lettura e la creatività.
Elena Rossi Scuola primaria Maddalena di Canossa, Pavia
Il progetto di una startup all’Istituto Canossiano di Treviso
Durante il primo trimestre di quest’anno scolastico, gli studenti delle classi quinte degli indirizzi liceali dell’Istituto Canossiano Madonna del Grappa, di Treviso, si sono impegnati in un progetto, organizzato dalla scuola, che li ha portati ad un accrescimento delle loro competenze economiche e imprenditoriali.
Suddetto progetto si è svolto partendo da delle lezioni tenute dal professor Andrea Babato, che ha insegnato agli studenti quali sono i punti cardine di una start-up, spiegando alcuni metodi utilizzati per la sua creazione, come il “Business plan” ed il “Business Model Canvas“.
Dopo le lezioni teoriche, le classi si sono divise in gruppi, ai quali è stato assegnato il compito di ideare una start-up che avesse come punti cardine la realizzazione di almeno un punto dell’agenda 2030 e l’apporto di valore nel quartiere di San Liberale. Ciò si è svolto tramite la creazione di un Business Model Canvas, successivamente di un Business Plan, in fine con la presentazione di tali lavori, per poi arrivare alla scelta di un progetto per ognuna delle due classi come “progetto vincitore”.
L’arricchimento portato da questa esperienza è notevole, non si limita infatti solo all’accrescimento delle conoscenze, ma si tratta anche di un’opportunità per gli studenti di ragionare in modo concreto sul futuro del territorio, di accrescere le proprie ambizioni imprenditoriali, se già esistenti, o crearle se non esistenti, un modo per rendersi conto di quanti aiuti e incentivi vengano offerti dallo Stato per la creazione di Start-up, ma soprattutto per migliorare le abilità di team working, creatività e problem solving, abilità davvero importanti al giorno d’oggi.
Mercoledì 13 Maggio di quest’anno, i due gruppi vincitori hanno avuto l’opportunità di esporre e presentare i loro progetti di fronte all’assessore alla cultura Gloria Sernagiotto, che è rimasta estremamente colpita dalla validità dei progetti e dalle abilità di eloquenza del presentatore.
Cosmico Nativo: l’evento finale del Centromoda Canossa
I giardini di Piazza Venezia a Trento si sono trasformati, il 29 maggio 2026, in una passerella a cielo aperto per l’attesa sfilata di fine anno degli studenti del Centromoda Canossa di Trento. Tra luci, musica e un folto pubblico, l’evento ha celebrato il talento, l’artigianalità e la creatività dei giovani designer della scuola.
L’atmosfera della serata è iniziata già prima dell’apertura ufficiale con un pre-show trasmesso in diretta Instagram e sul maxischermo dell’evento. Daria Circu e Nicole Talevi, studentesse del quinto anno, hanno raccontato il dietro le quinte attraverso interviste a studenti e docenti, raccogliendo emozioni e aspettative a pochi minuti dall’inizio.
A seguire, spazio alla sfilata degli abiti realizzati dai partecipanti al Fashion Award 2025, che ha offerto un’ulteriore vetrina ai talenti coinvolti.
Dietro ogni capo presentato in passerella si nasconde un lungo percorso formativo che accompagna gli studenti per gran parte dell’anno scolastico. Come spiega Cristian Dorigatti, Coordinatore stilistico del CMC:
“Questo progetto affonda le radici nel lavoro dell’anno precedente ed impegna i ragazzi fin dall’inizio dell’anno scolastico. È un percorso che prosegue senza sosta fino al giorno stesso dell’evento, quando capita di dare gli ultimi punti di cucitura al volo nel backstage. Si tratta di un’esperienza che ricalca in tutto e per tutto il lavoro reale che si svolge quotidianamente all’interno di un ufficio stile.”
La collezione 2026 ha ruotato attorno al tema “Cosmico Nativo”, un concept che unisce immaginari futuristici e radici ancestrali, mettendo al centro sostenibilità e rapporto con la natura. A illustrare la genesi dei singoli capi è stata la studentessa Jenni Larentis:
“A inizio anno la scuola ci assegna un tema guida, che per questa edizione è stato appunto ‘Cosmico Nativo’. Partendo da questo spunto, ogni studente sviluppa i propri schizzi – realizzando camicie, pantaloni o abiti interi a seconda dell’anno di corso. I figurini vengono poi valutati dal direttore creativo e, una volta scelti i migliori, passiamo alla loro effettiva confezione.”
“Per dare forma a questo tema abbiamo immaginato un mondo parallelo al nostro,” ha approfondito Cristian Dorigatti. “Un pianeta abitato da una popolazione più avanzata, che è già riuscita a raggiungere quegli obiettivi di ecosostenibilità che noi oggi inseguiamo con fatica. È un popolo che ha riscoperto un legame profondo e ancestrale con la terra e la natura, riuscendo a trasferire queste radici nei propri abiti e nelle proprie collezioni.”
La sfilata è stata arricchita da diverse esibizioni artistiche che hanno valorizzato i talenti degli studenti anche oltre il fashion design. Il pubblico ha potuto assistere a tre speciali performance:
il duetto di Samuella Afriyie e Angela Dadula sulle note di Stay di Rihanna e Mikky Ekko;
la performance alla batteria di Fabian Dall’Agnol Camin;
l’esibizione di Lucia Gesualdo e Anna Medas, che hanno unito canto e ginnastica artistica sulle note di No Time To Die di Billie Eilish.
In un’epoca dominata dall’imperativo del fast fashion, il Centromoda Canossa rimette al centro il valore dell’artigianalità e della responsabilità ecologica, educando i designer di domani a una filiera più etica e consapevole.
Maria Sicher, insegnante dell’area tecnica del CMC, ha sottolineato l’alto valore educativo dell’iniziativa:
“Al di là del prodotto concreto che i ragazzi possono finalmente toccare con mano e vedere finito, questo percorso insegna l’immenso valore dell’artigianato e della creazione manuale. Significa prendersi cura di un capo in ogni sua fase, dall’ideazione iniziale fino al confezionamento. Vederlo sfilare in passerella è, per gli studenti, una soddisfazione enorme. Inoltre, come docenti, abbiamo il compito fondamentale di educarli alla sostenibilità ambientale: in un mondo sommerso dal fast fashion, noi cerchiamo di fare il massimo nel nostro piccolo.”
La sfilata rappresenta ogni anno molto più di una semplice prova tecnica: è un’occasione per mettersi in gioco, acquisire fiducia e sviluppare le proprie capacità creative e relazionali.
A sintetizzare lo spirito dell’evento è stato Riccardo Campolongo, studente del quinto anno e presentatore della serata insieme a Eseneda Boja:
“È un’opportunità preziosa per tutti, sia per i più coraggiosi che per i più timidi, di mettersi alla prova, superare i propri limiti e dare il meglio di sé.”
La serata si è conclusa in un clima di grandissima festa ed emozione, tra gli applausi scroscianti dei presenti e i balli liberatori di tutti i ragazzi e dei docenti sul palco. Un successo tinto di freschezza, arte e futuro.
Incontro di formazione Immersive Learning nella Didattica
Mercoledì 23 giugno 2026 dalle 10.00 alle 16.00 si svolgerà a Brescia presso la Fondazione ENAC Lombardia CFP Canossa l’incontro di formazione Immersive Learning nella didattica dedicato a tutti i professionisti della formazione che vogliono scoprire come integrare la Realtà Virtuale nella didattica.
L’evento che si inserisce all’interno del progetto Vet2sustain nasce dalla collaborazione tra ENAC,Learning Digital e MIMBUS. Learning Digital, partner nel progetto Vet2sustain, è una società specializzata nello sviluppo di soluzioni di apprendimento in ambienti digitali, che si occupa di progettazione e erogazione di formazione online e blended learning. MIMBUS, invece, è leader dal 2011 nelle soluzioni di Realtà Virtuale dedicate ai lavori manuali e alla formazione professionale, con quasi 30 soluzioni formative in VR e Realtà Aumentata.
Questo il programma:
ore 10:00 – 11:00off-VR Introduzione all’utilizzo dei visori VR: precauzioni e controindicazioni, struttura ad albero, connessione, software, gestione dei controller e spostamento nella realtà virtuale
ore11:00 – 12:00 in-VR Esercizi di movimento e familiarizzazione con la realtà virtuale per i partecipanti (tutorial e visita dei diversi ambienti VR MIMBUS: laboratorio, cantiere, magazzino)
ore 13:00 – 14:00 off-VR Presentazione del software Mimbus Logistics (organizzazione e funzionalità del modulo formativo, caso di studio e dimostrazione) Presentazione di Vulcan
ore14:00 – 16:00 in-VR Lavoro collaborativo dei partecipanti per completare la formazione Mimbus Logistics.
ore16:00 off-VR Sessione di domande e risposte (Q&A) e/o immersione in altri software.
L’Immersive Learning non è solo una tecnologia innovativa, ma un approccio pedagogico che permette di personalizzare i percorsi didattici e preparare gli allievi alle competenze digitali richieste dal mercato del lavoro.
Attraverso pratiche di EcoArte, i ragazzi e le ragazze hanno esplorato, osservato e immaginato nuove forme di relazione tra essere umano e natura. Momenti di ascolto del territorio, mappatura collettiva e progettazione creativa hanno permesso di trasformare emozioni, domande e riflessioni in concept artistici capaci di raccontare il paesaggio, i suoi equilibri e le sue fragilità.
Il percorso ha invitato studenti e studentesse a sperimentare nuovi modi di osservare il territorio, immaginando opere capaci di rendere visibili connessioni, conflitti e possibilità spesso invisibili nel rapporto tra persone e natura. Un approccio che unisce sensibilità artistica e consapevolezza ambientale, portando i giovani a interrogarsi sul proprio legame con l’ecosistema che li circonda.
L’EcoArte si conferma così uno strumento potente non solo di espressione creativa, ma anche di lettura critica del territorio e di sviluppo di una cittadinanza attiva e responsabile verso l’ambiente.
Un’esperienza che si inserisce perfettamente negli obiettivi del progetto Carisma&STEM: formare giovani capaci di guardare il mondo con occhi curiosi, critici e creativi, pronti a immaginare nuove possibilità per il futuro.
Il seminario di quest’anno è la prima del nuovo percorso triennale di Venezia
Leggere Scrivere e far di Conto hanno sempre accompagnato la crescita e l’affermarsi delle grandi civiltà. Per molti secoli sono servite per svolgere un ruolo di potere e di controllo sulle società da parte delle élite politiche militari e religiose dove la povertà era ritenuta uno status irreversibile e l’educazione dei poveri una “cosa di poco conto”.
Quando Santa Maddalena di Canossa istituisce le Scuole di Carità l’educazione era riservata ai pochi che se la potevano permettere e non esisteva ancora la scuola pubblica di oggi. Il genio di Maddalena consiste nell’aver intuito che Leggere Scrivere e far di Conto poteva costituire per delle ragazze povere l’unica possibilità per rimuovere una delle cause più profonde della povertà, l’ignoranza.
A distanza di più di duecento anni la domanda che sottende questo nuovo triennio veneziano è molto semplice: cosa significa oggi Leggere Scrivere e far di Conto facendo riferimento alle eterne necessità umane: senso, relazione, riconoscimento, possibilità di agire nel mondo e di poterlo cambiare? Ciò che è mutato è certamente la configurazione degli strumenti cognitivi, dei contesti sociali e delle condizioni materiali entro le quali le nuove generazioni si formano. É in questo contesto dominato dalla fragilità degli adolescenti (e degli adulti), dall’incertezza del futuro e da trasformazioni epocali che si inserisce una nuova rivoluzione epistemologica: il passaggio dalla conoscenza alla capacità di apprendere. In base a questo presupposto leggere, scrivere e far di conto cambiano radicalmente di significato in una visione che rinnova il pensiero originario di Maddalena.
Il sapere, inteso come insieme illimitato di conoscenze, perde sempre di più il suo ruolo e cede il passo ad una agilità cognitiva capace di renderci disponibili a rimettere in discussione le nostre certezze e a muoversi tra saperi eterogenei. In base a questo presupposto leggere, scrivere e far di conto cambiano radicalmente di significato in una visione che rinnova il pensiero originario di Maddalena e si rivela in grado di orientare un modo nuovo di fare scuola per affrontare quell’ emergenza educativa che non è solo una questione di ristrettezze economiche e bisogni, ma di diritti e libertà.
Questo seminario ci vede perciò coinvolti nell’approcciare il significato nell’oggi del LEGGERE in un percorso che si articolerà tra approfondimenti sociologici, pedagogici e laboratoriali volti a sviluppare un pensiero critico e creativo e a formare coscienze autonome e libere.
Elena Mosa Ricercatrice in ambito educativo, si occupa di innovazione scolastica e di metodologie didattiche attive in relazione alla configurazione dell’ambiente di apprendimento.
Marianella Pirzio Biroli Sclavi Etnografa, attivista e scrittrice italiana. Ha insegnato etnografia urbana, arte di ascoltare e gestione creativa dei conflitti al Politecnico di Milano, e collabora da anni a progetti di risanamento dei quartieri in crisi.
Massimo Chiriatti Chief Technical & Innovation Officer di Lenovo. Tecnologo e dirigente informatico, collabora con università e consorzi per eventi di formazione sull’economia digitale. È esperto di innovazione e futuro del lavoro. È autore di “Incoscienza artificiale”.
Pierpaolo Triani Professore ordinario di Pedagogia presso l’Università Cattolica, dove coordina Scienze della formazione primaria e dirige il Centro studi per l’Educazione alla legalità. La sua attività di ricerca e le sue numerose pubblicazioni si concentrano su metodi educativi, disagio e dispersione scolastica, infanzia e adolescenza. Vanta un’importante esperienza istituzionale, avendo collaborato con l’Osservatorio Nazionale dell’Infanzia e il Rapporto Giovani.
Silvia Panzavolta Psicologa-psicoterapeuta e mediatrice linguistica, fa parte di Indire dal 1998, dove attualmente si occupa di innovazione didattica, educativa e organizzativa. È referente scientifica del progetto “Making Learning and Thinking Visible in Italian Secondary Schools” (MLTV), nato dalla collaborazione strategica tra la Graduate School of Education di Harvard e Indire. Coordina inoltre le iniziative sulla didattica laboratoriale e collabora attivamente alle reti nazionali ed europee di Avanguardie educative e Scientix.