Hai detto treno? La mobilità sostenibile del cfp Canossa di Brescia
Il treno e l’aereo sono due mezzi di trasporto molto diversi e con pregi e difetti. L’aereo è naturalmente molto più veloce ma consideriamo che gli aeroporti (soprattutto quelli “low-cost”) sono distanti dalla città. Da Paris Beauvais alla città ci vuole più di un’ora! Inoltre è necessario presentarsi in aeroporto almeno un’ora prima della partenza. Possiamo ignorare il climate change e gli altri problemi che derivano dall’inquinamento?
C’è una motivazione che ogni giorno diventa più importante ed è il fatto che il treno inquina enormemente meno dell’aereo. Secondo la Federazione Europea per i Trasporti e l’Ambiente un aereo di linea, per una distanza equivalente, emette CO2 4-5 volte di più di un treno europeo. Certo, non si può andare a New York in treno ma a Parigi sì! E anche il treno è cool!
Ecco cosa pensano gli allievi del CFP Canossa di Brescia di questa nuova esperienza.
Secondo te perché quest’anno si è scelto di andare a Parigi in treno e non in aereo? (Per il minore inquinamento, per la sicurezza, per la comodità di arrivare direttamente in città) Come è andato il viaggio? Raccontaci la tua esperienza in treno. Vogliamo la tua opinione!
Giada Belleri: “Quest’anno si è scelto di utilizzare il treno perché è un mezzo di trasporto ecologico e più sostenibile per quanto riguarda l’ambiente. Il viaggio, nonostante le tante ore, è andato molto bene e per quasi tutto il tempo abbiamo giocato a carte.”
Linda Patti: “Secondo me per l’inquinamento e forse anche per il costo del biglietto e la possibilità di poter portare più peso nella valigia rispetto all’aereo; nonostante le tante ore, alla fine tra il dormire, le chiacchierate e il giocare a carte, è passato in fretta.”
Marika Musesti: “Secondo me si è scelto di utilizzare il treno sia per una questione di comodità che per una questione di inquinamento. I viaggi sia all’andata che al ritorno sono stati abbastanza lunghi, ma comunque divertenti, dato che abbiamo giocato a carte, chiacchierato, guardato dei film e anche dormito.”
Anastasia Bonomi: “Quest’anno hanno scelto di viaggiare con il treno per sostenere l’ambiente. Il viaggio mi è piaciuto molto e, nonostante le molte ore, siamo riusciti a farle passare chiacchierando, giocando, riposando e a guardare il bellissimo paesaggio. È stata una bella esperienza.”
Vania Abbatucci: “Secondo me si è scelto il treno per la comodità e per non avere il problema del peso della valigia, ma soprattutto per una questione ambientale. Il viaggio è stato divertentissimo nonostante le tante ore.”
Durante l’anno scolastico 2022/2023, nell’ambito dei corsi PON “Per la Scuola – competenze e ambienti per l’apprendimento”, finanziato dai Fondi Strutturali Europei, alcuni studenti delle scuole secondarie di II grado hanno partecipato ad un corso di fotografia tenuto in lingua inglese da Ibrahim Malla, fotografo umanitario e ambasciatore della Croce Rossa in vari territori del mondo.
La fotografia è un potente strumento di comunicazione, per questo i ragazzi hanno lavorato sul messaggio che le immagini trasmettono e hanno deciso di dedicare il loro progetto di fine corso alle Madri Canossiane, che quotidianamente li sostengono nel loro cammino, ma la cui vita rimane in gran parte nascosta. Si tratta di un modo di ringraziare le Madri per il lavoro che fanno, per tutta la vita, a sostegno della comunità.
Durante l’incontro di presentazione della mostra i ragazzi hanno dato voce e volto alla loro esperienza; dai loro racconti non è emersa solo la gratitudine per la comunità di Legnano, ma anche lo stupore e la sincera gioia per aver conosciuto anche le Madri più anziane nella casa di Tradate; donne che hanno raccontato ai giovani delle loro esperienze in missione, delle gioie e delle fatiche che hanno costellato la loro vita di consacrate seguendo l’insegnamento di Santa Maddalena.
Il risultato finale è stato fantastico; un percorso originale, un allestimento fotografico che mostra le Madri impegnate nelle attività che normalmente non vediamo, ma sono tipiche della vita di ogni famiglia, di ogni casa; gli studenti le hanno ritratte nella loro umanità, da cui il titolo HuNUNity, un gioco di parole tra “Humanity”, Umanità in inglese, e “Nun”, la parola inglese per Suora.
Dal 21 al 30 giugno, l’esposizione ha mostrato immagini inedite che hanno permesso di entrare nel mondo e nello stile dell’Istituto “Barbara Melzi”; un modo originale per iniziare le celebrazioni dedicate all’anniversario dei 250 anni della nascita della fondatrice dell’ordine Santa Maddalena.
English Summer Camp alla scuola primaria di Villafranca
Durante l’estate 2023 una novità è entrata nel nostro Istituto!
Una scuola di lingue – la “Stream Study” – ci ha chiesto di poter occupare i nostri spazi esterni e gli ambienti a piano terra per realizzare un “English Summer Camp”, un’esperienza estiva per bambini dai 5 ai 12 anni in lingua inglese, con varie attività divertenti, ludiche e didattiche.
La novità fa sempre un po’ paura e lascia talvolta un po’ perplessi, ma, dopo averne parlato in Comunità, abbiamo deciso di accettare la proposta. I bambini che hanno frequentato il Summer Campsono sia esterni che appartenenti alla nostra Scuola Primaria. Hanno avuto la possibilità di un orario di entrata e di uscita molto flessibile, oltre ad avere scelto la possibilità di frequenza di settimana in settimana.
In totale l’esperienza ha avuto la durata di 9 settimane, e sono più di 100 i bambini che hanno avuto questa bella possibilità educativa.
L’iniziativa nasce infatti dall’esigenza delle famiglie di avere, per i loro figli, un punto di riferimento educativo per l’intera estate. Ogni giorno responsabili, educatrici ed educatori si sono alternati per le varie attività di insegnamento della lingua inglese e per le giornate “a tema”: la giornata della musica, la giornata dello sport, la giornata dell’acqua…
Il clima che si respirava era sereno e semplice, informale ed educativo al tempo stesso… a fine giornata i bambini non avrebbero voluto rientrare in famiglia, perché qui “ci sono tanti amici”!
La Comunità delle Madri si è alternata per il servizio dell’accoglienza in portineria e del dialogo cordiale. Così, anche nei mesi estivi, i nostri ambienti hanno riecheggiato del simpatico vociare dei bambini e delle loro grida di gioia, ci hanno accompagnato lungo la giornata per ricordarci che ogni giorno siamo chiamate ad essere significativa presenza tra la gente del nostro tempo!
Si riparte! Le nostre scuole: un cantiere per nuovi futuri
Nella scuola tutto evoca l’immagine del cantiere: i progetti, il fermento dei lavori, le persone che collaborano sinergicamente con professionalità diverse, le alunne e gli alunni con le famiglie, protagonisti e non solo destinatari dei percorsi formativi. Insieme per costruire l’edificio dell’educazione e del sapere: su quali fondamenta? L’idea di una scuola viva, pulsante, capace sia di “cogliere le opportunità del territorio” sia di “impattare sul territorio” per generare apprendimenti significativi e cambiamenti culturali.
Senza scuola non si può stare! La scuola deve essere fattore di sviluppo non solo per le persone, ma anche per la società. Non c’è televisione, sito internet, edutainment, videogioco in grado di sostituirsi alla relazione insegnante-alunno/a: l’abbiamo toccato con mano durante la pandemia…
Il Rapporto Unesco della Commissione internazionale sui Futuri dell’Educazione sostiene che il modo in cui organizziamo l’insegnamento e l’apprendimento svolga un ruolo fondamentale nella trasformazione della società. Mette in contatto con il mondo e con gli altri, apre a nuove possibilità, rafforzando le capacità di dialogo e di azione. Per progettare, delineare e costruire futuri e orizzonti giusti, sostenibili e pacifici occorre prendere le mosse dall’educazione stessa e dunque dalla scuola, a partire dall’Infanzia.
Mai come ora ci rendiamo conto che il mondo è a un punto di svolta e la formazione delle nuove generazioni ne diventa la base per il rinnovamento e la trasformazione. Nonostante l’urgenza di agire, abbiamo motivo di avere speranza: siamo in un momento storico in cui abbiamo il massimo accesso alla conoscenza e agli strumenti che ci permettono di collaborare e lavorare insieme: il potenziale per un futuro migliore non è mai stato così grande! Sfondo integratore sono i principi di inclusione ed equità, cooperazione e solidarietà, responsabilità e interconnessione.
In sintesi, la scuola ha il compito di garantire sin dalla più tenera età il diritto a un’educazione di qualità, per tutto l’arco della vita, tra cui il diritto all’informazione, alla cultura, alla scienza, ovvero al patrimonio comune di conoscenze acquisite nel corso delle generazioni; ma senza dimenticare di promuovere l’educazione come bene comune, come sviluppo e formazione dell’humanum, come sforzo sociale condiviso, coinvolgendo sempre le famiglie, per consentire ai singoli e alle comunità di prosperare insieme. Scuole dunque come cantiere di vita e di futuro… Buona ripresa!
Il lavoro è la modalità più importante per mettere i propri talenti al servizio degli altri, per il bene della società. Ciò richiede che quanto facciamo abbia un legame di senso anche con il nostro mondo personale. Ugualmente, per fare una buona impresa occorre che la sua opera persegua un proposito positivo per la società
In questo modo si crea incontro tra persone che sentono di stare nel posto in cui possono esprimere sé stesse con pienezza disciplinando la propria vita. L’educazione al lavoro è una delle finalità distintive della Istruzione e formazione professionale (IeFP). Essa richiede un curriculo unitario basato sulle esigenze di crescita e dei modi di apprendimento degli allievi, tenuto conto delle sfide del tempo in cui viviamo, ma garantendo ciò che non varia mai, ovvero il bene della persona, il bene del mondo che abbiamo in comune ed i valori che ne costituiscono il fondamento.
Vieni a trovarci al nostro stand al Job&Orienta! Seguici sui social per vedere dove siamo e cosa facciamo.
Quest’anno parteciperemo alla 32a edizione di JOB&Orienta, dal 22 al 25 novembre 2023, con uno stand tutto nuovo.
Saranno presenti studenti e docenti, allievi e formatori di Enac Emilia-Romagna, Enac Veneto, Enac Lombardia , CentroModa Canossa e Enac Puglia e in più novità di quest’anno saranno i due nuovi corner: uno dedicato alla nostra accoglienza nei Collegi Universitari Femminili Canossiani e un altro invece dedicato ai servizi per il lavoro e alla formazione continua.
Durante le giornate JOB&Orienta sarà dunque possibile esplorare lo stand, parlando, confrontandosi e prendendo parte ad alcune delle attività che ci coinvolgono durante i giorni di scuola e non solo.
VISITING AL FEM – Future Education ModenaVISITING AL FEM – Future Education Modena
Tra la fine di novembre e inizio dicembre stiamo programmando il #visiting presso Future Education Modena. Primo EdTech hub in Italia, uno dei principali referenti nazionali nel rapporto tra tecnologie e innovazione educativa. Il loro core stem e digitalhumanities ma anche nuove tecnologie applicate alla didattica (gaming), alla sostenibilità ambientale, alla comunicazione, alla matematica/logica.
Il visiting è principalmente rivolto ai referenti della formazione professionale e delle scuole secondarie di primo e secondo grado, tuttavia non ci sono preclusioni per allargare la partecipazione a tutti coloro che fossero interessati all’interno del mondo canossiano.
Indirizzo di FEM: Largo Porta sant’Agostino 228. Trova una mappa per orientarsi all’ingresso allegata (purtroppo abbiamo uno scomodo cantiere che circonda l’Ex Ospedale Sant’Agostino)
Parcheggio: consigliamo di mettere l’auto in due possibili posti.
Parcheggio gratuito Parcheggio dello stadio (lo trova con questo nome su google), a 8 minuti a piedi da FEM circa.
Parcheggio a pagamento Novi Sad (lo trova con questo nome su google). Si trova alle spalle della sede Universitaria di Economia, a 5 minuti a piedi da FEM.
Punti di ristoro:
· Bar Sant’Agostino, per pranzi veloci, esattamente accanto a FEM · Mensa sant’Eufemia in Largo Sant’Eufemia, 15 minuti da FEM · Trattorie nei paraggi: Aldina, 15 minuti da FEM
ENAC diventa ENTE DEL TERZO SETTORE: abbiamo chiesto al nostro direttore, Giampietro Brunelli, che cosa significa quest’importante riconoscimento
ENAC è Ente del Terzo Settore, com’è stato il processo per raggiungere questa qualifica e che cosa vuol dire per ENAC diventare Ente del Terzo Settore?
Sin dalla costituzione ENAC si è qualificato come soggetto che intende rispondere a dei bisogni socioeducativi, in particolare attraverso la formazione professionale ed il supporto per l’inserimento lavorativo delle persone giovani e adulti, con una particolare attenzione ai soggetti più svantaggiati ed a rischio di emarginazione.
Il nostro approccio è profondamente incentrato sulla ricerca del modo migliore, professionalmente ed umanamente parlando, per promuovere le persone perché possano scoprire la loro missione, quello per cui si sentono portati, quello dove si sentono meglioe facendolo possano dare il loro contributo per migliorare il mondo, di cui fanno parte. Due sono le frasi della nostra fondatrice Maddalena di Canossache ci accompagnano quotidianamente in quello che facciamo:
non solo istruire, ma formare alla vita
indispensabile per noi diviene facendolo, di farlo bene.
Pertanto, quando abbiamo letto il decreto istitutivo del Codice del Terzo Settore, ci è sembrato del tutto naturale far parte di questa famiglia di Enti del Terzo Settore che perseguono, senza scopo di lucro, finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, mediante attività di interesse generale.
Subito abbiamo capito che questa era la nostra Casa, abbiamo iniziato a prepararci, abbiamo cercato il vestito giusto per noi, ed abbiamo lavorato per un anno per farci trovare pronti (analisi delle nostre attività di interesse generale, revisione dello statuto, avvio della redazione del bilancio sociale, implementazione di un impianto amministrativo adeguato e tanti sani incontri di lavoro).
Il percorso e durato un anno, ci siamo rivisti ed abbiamo trovato anche nuove motivazioni per andare avanti con fiducia nella nostra Missione.
Il percorso è stato fatto insieme a due enti regionali ENAC Emilia Romagna ed ENAC Puglia, per i quali è stato fatto un doppio passaggio, trasformazione daAssociazioni senza personalità giuridica in Fondazione e contestuale iscrizione nel Registro Nazionale del Terzo Settore. Un percorso che ci ha impegnato molto ma che alla fine, così speriamo, ci permetterà di essere migliori, pronti a cogliere nuove sfide, nuove opportunità.
Quali sono gli aspetti più interessanti di questo nuovo riconoscimento e cosa ci riserverà per il futuro?
Entrando nelle cose più concrete, possiamo dire che abbiamo ritrovato nel Terzo Settore, una sorta di riconoscimento per quello che facciamo. Ci ha dato modo di rivedere le nostre attività e riclassificarle così come previsto dal Codice del Terzo Settore; una buona operazione di riordino anche per il nostro Ente nel suo insieme.
Essere ETS ci aiuterà a condividere ancora meglio la responsabilità della nostra Missione ed avremo modo, grazie al bilancio sociale, di poterci rafforzare nella ricerca di un continuo miglioramento di quello che facciamo.
Un altro aspetto molto importante per noi è che ci consentirà di poter continuare ad accedere, con nuove opportunità rispetto a prima, a linee di finanziamento per attività di interesse generale avvisi e bandi pubblici e privati che via via, hanno sempre più come beneficiari/gestori dei finanziamenti concessi, Enti del Terzo Settore. Infine auspichiamo si concretizzino quei vantaggi fiscali previsti dal Codice del Terzo Settore, ma ancora in attesa di aggiustamenti ed autorizzazione da parte della Commissione Europea.
Cosa ci riserva il futuro lo scopriremo cammin facendo, ma per quanto possibile cercheremo di farci trovare pronti.
Partita il 31 maggio 2023 ritornerà in Italia a settembre, dopo tre intesi mesi nella capitale tedesca. Durante il suo tirocinio presso HaloLabes, sta mettendo a frutto tutta la teoria e la pratica acquisita al Centromoda Canossa, soprattutto legata al mondo dell’ Upcycling, impegnandosi anche per realizzare il suo brand.
L’abbiamo incontrata in un tipico cafè di Berlino, vicino a Checkpoint Charlie e abbiamo chiacchierato di questa avventura all’insegna della moda e delle nuove scoperte.
1. Come stai? com’è sta andando quest’esperienza?
Sto bene, grazie. Sono molto stanca, ma soddisfatta di ciò che sto facendo e, soprattutto, ispirata dal luogo e dalle persone che mi circondano.
2. Era la prima volta che prendevi parte ad un progetto europeo? E che viaggiavi in unaltro paese?
Sì, è stata la mia prima volta, e anche la prima volta che mi sono trovata da sola in un altro paese per un periodo così prolungato.
3. È stato difficile adattarsi ai ritmi e alla cultura berlinese? oppure ti sei trovata a tuo agio fin da subito?
In realtà, anche se sono passati quasi due mesi, a volte non mi rendo conto di essere qui a Berlino; il viaggio in aereo è stato così veloce che non ho percepito davvero la distanza. Per quanto riguarda l’adattamento alla cultura, non ho avuto grandi difficoltà. Anzi, per quanto riguarda il cibo, se siete vegani, qui è il paradiso.
4. C’è stato il momento più bello? E quello più brutto invece? Non c’è stato un preciso momento più bello di altri; sono stati tanti piccoli e piacevoli momenti, come quando ho creato quella certa borsa o quell’abito. Mentre il momento più brutto forse è ora perché sto cercando lavoro qui a Berlino e nel frattempo sto lavorando e creando cose anche per il mio brand che forse voglio iniziare ma non so se è il momento giusto per farlo, non è un periodo facile ecco. E in più manca poco più di un mese e già devo tornare.
5. Come si svolge una tua giornata tipo? Hai un abito/una creazione che hai realizzato che ti è riuscita meglio o che ti piace più di altre?
La mia routine giornaliera non è molto definita, ogni giorno è diverso e anche gli orari di lavoro variano molto da giornata a giornata. Sì, per quanto riguarda le creazioni di cui sono fiera, ci sono queste borse e scarpe degli anni 2000 che ho modificato, attraverso l’upcycling.
6. Un consiglio che daresti ad un/a tuo/a compagno/a in partenza per la tua stessa mobilità?
Prima di partire, non pensare troppo a quello che potrebbe accadere, perché spesso le cose non vanno come immaginiamo. Le ansie che potresti avere (se le avrai) saranno inutili, quindi prendi tutto con leggerezza e goditi ogni momento. Il mio consiglio è di affrontare le tue paure mentre sei qui, provando a fare tutto ciò che hai sempre avuto paura di fare nel posto in cui vivi (ovviamente, mi riferisco a cose possibili, non cose esagerate).
7. Due parole in tedesco?
Guten Morgen. Sinceramente, non sono mai stata una fan del tedesco, ma per fortuna qui a Berlino tantissime persone parlano l’inglese, quindi al momento mi sto concentrando su quello. Provo ad affrontare le cose una alla volta senza mettermi troppa ansia.
8. C’è qualcosa che ancora non hai fatto/visitato a Berlino che sono nella tua wishlist?
Non ho visitato le attrazioni turistiche perché non sono cose che mi appassionano particolarmente, ma penso che prima di andarmene dovrei farlo. Uno dei posti in cui vorrei andare è Tempelhofer Feld, ma ogni volta o non trovo il tempo o fa troppo caldo.
9. Colonna sonora per quest’esperienza? Consigliaci tre canzoni!
E un periodo un po’ confuso, quindi eccovi tre canzoni che non c’entrano nulla né l’una con l’altra né con Berlino; ma che sto ascoltando tanto in questo periodo:
A settembre partirà il primo gruppo di studenti della scuola secondaria di 1° di Treviso per una mobilità in Germania!
Il primo gruppo di studenti della scuola secondaria di 1° partirà a settembre per una mobilità in Germania!
In questi giorni, dunque, stiamo raccogliendo le candidature degli studenti dell’ Istituto Canossiano di Treviso che per la prima volta partiranno in autunno per una Germania, cosa si aspettano da questa nuova avventura?
Qui sotto alcune delle lettere motivazionali ricevute, c’è chi non vede l’ora di partire per diventare un po’ più indipendente, chi vuole mettersi alla prova con la lingua straniera, chi vuole trovare nuovi amici, viaggiare “senza confini”, ma soprattutto non vedono l’ora di partire tutt’insieme e scoprire un nuovo luogo e una nuova cultura.