Una festa nella festa a Porto S.Giorgio – 250 anni di Santa Maddalena
La scuola Canossiana di Porto S.Giorgio venerdì 24 e domenica 26 maggio ha festeggiato i 250 anni di Santa Maddalena. Il meraviglioso parco che si affaccia sul lungomare si è gremito di alunni, famiglie, autorità e cittadini. Un doppio evento che ha aperto i cancelli della dimora e dell’Istituto alla comunità locale e non solo.
Venerdì 24 alle ore 21 tutti i presenti hanno partecipato ad una tavola rotonda sul tema: “Accendi la vita: Maddalena di Canossa, educatrice di speranza feconda” tenuta dai relatori: madre M.Grazia Bongarzone Direttrice di plesso ed il Dirigente medico psichiatra Mario Vitali.
Nella serata inaugurale è stata aperta la mostra fotografica che ripercorre l’intera storia dell’Istituto, allestita al piano terra della scuola grazie al contributo di ex alunni. Documenti che testimoniano quanto la scuola abbia fatto per la città e come ancora oggi rappresenti un punto di riferimento per il territorio.
Foto in bianco e nero e a colori, volti di bambini ed insegnanti che hanno attraversato il tempo. Nel pomeriggio di domenica 26 maggio, l’Arcivescovo Rocco Pennacchio ha incontrato le madri presenziando e visitando la mostra, le autorità, dal Prefetto Edoardo D’Alascio ai sindaci di Fermo e Porto S.Giorgio, passando per il consigliere regionale e gli assessori comunali.
A coronamento di un indimenticabile pomeriggio allietato da attività ricreative, la Santa Messa, animata dal coro dei bambini della scuola, è stata celebrata di fronte alla villa.
Il secondo episodio di Learning for life – ENAC si racconta è online: “Chi fa funzionare ENAC ogni giorno?”
Dietro ogni progetto che prende vita, dietro ogni corso che parte, dietro ogni allievo e allieva che entra nei nostri centri di formazione, c’è un lavoro silenzioso ma fondamentale. Un lavoro fatto di numeri, scadenze, rendicontazioni. Ma soprattutto, un lavoro fatto di cura, attenzione e passione.
Nel secondo episodio di “ENAC si racconta” entriamo nell’ufficio amministrazione e segreteria di ENAC e incontriamo Donatella Varone, Elisa Biasi, Kamal Kaur Deep, Renzo Olivieri e Samuel Barbato.
Donatella lavora in segreteria e si occupa di coordinamento, comunicazioni e rapporti con gli enti regionali e con tutte le scuole canossiane. È in ENAC da diversi anni ed è diventata un punto di riferimento essenziale per tutta la rete come Elisa, Kamal, Renzo e Samuel che formano il cuore dell’area amministrazione. Si occupano di bilanci, buste paga, rendicontazioni, fondi FSE ed europei, gestione della documentazione complessa che permette ai progetti di esistere e svilupparsi.
Insieme formano una squadra, dove ognuno ha il suo ruolo ma tutti condividono lo stesso obiettivo: fare in modo che ENAC possa realizzare la sua missione educativa senza intoppi, garantendo trasparenza, precisione e professionalità.
Come interpretano “Formare alla vita – Learning for life” nel lavoro di tutti i giorni?
“Per noi significa essere consapevoli che ogni numero, ogni documento, ogni scadenza rispettata contribuisce alla crescita dei ragazzi e delle ragazze. Non li vediamo direttamente in aula, ma il nostro lavoro permette che quell’aula esista, che quel progetto si realizzi, che quei formatori possano lavorare serenamente.”
ENAC in poche parole: famiglia, comunità, impegno, crescita, professionalità, cuore.
L’evento “Dal Mixing al Mastering: dalla A alla Z” è un’opportunità gratuita, informale e completamente immersiva per entrare, anche solo per qualche ora, dentro uno studio di produzione musicale professionale.
Un’esperienza coinvolgente, pensata per chi vuole capire come funziona davvero la produzione musicale dall’interno, senza pressioni e senza prerequisiti tecnici.
Durante l’evento avrai la possibilità di:
Assistere dal vivo al processo creativo di Stefano Ribaudo, professionista del settore audio e della produzione musicale
Scoprire come nasce un brano da zero: dall’idea iniziale alla struttura, dalla scelta dei suoni alle decisioni artistiche finali
Capire cosa significa lavorare “dietro le quinte” nel mondo del sound design e della produzione audio
Fare un primo passo concreto verso percorsi futuri di formazione nel settore musicale e audio
Questo incontro non è solo un evento: è un primo aggancio. Un’occasione per capire se la musica può diventare anche il tuo percorso professionale, e per connetterti con un ambiente che, spesso, sembra lontano o irraggiungibile.
L’obiettivo è abbassare le barriere di accesso, stimolare curiosità e creare le basi per un rapporto più continuativo con il settore — orientando i partecipanti, se lo desiderano, verso attività formative più strutturate come laboratori sulla produzione musicale e percorsi di crescita professionale nel mondo della musica.
Il progetto è realizzato grazie ai fondi europei della Regione del Veneto
L’iniziativa si inserisce nell’ambito del PROGRAMMA REGIONALE FSE+ 2021-2027 – PRIORITA’ 1.
“OCCUPAZIONE” Giovani Energie – azioni sperimentali per l’attivazione dei giovani nella definizione del proprio percorso formativo e professionale – DGR 729 DEL 22/06/2023.
La Bussola Interiore: quando la scuola diventa un luogo che insegna a pensare
Nelle settimane di Febbraio, la Scuola “Maddalena di Canossa” di Pavia ha sviluppato un progetto significativo: un tempo dedicato all’ascolto, alla riflessione, alla crescita interiore, il percorso “La Bussola Interiore”, per lo sviluppo del pensiero critico nei bambini dai 6 ai 10 anni. Esso è parte del progetto regionale “Scuola in Ascolto” (CUP E81I24000020002 – Rete n. 6, Protocollo E1.2024.0104862), finanziato da Regione Lombardia. Un progetto che non insegna solo a “fare scelte giuste”, ma a capire da dove nascono le scelte, quali emozioni le guidano, quali influenze le orientano, quali conseguenze generano. Un progetto che educa alla libertà interiore, alla responsabilità, al discernimento, tenuto dalla psicologa e psicoterapeuta Monica Demichelis.
Perché una bussola interiore?
Perché i bambini di oggi crescono in un mondo che parla forte, velocissimo, spesso senza pause. Un mondo che propone modelli, tendenze, pressioni, imitazioni. Un mondo che rischia di dire loro chi essere prima ancora che loro possano chiedersi chi vogliono diventare. E allora la scuola si ferma. Ascolta. E offre ai bambini uno spazio nuovo: un luogo dove imparare a riconoscere le proprie emozioni, distinguere i desideri autentici da quelli “presi in prestito”, prevedere le conseguenze delle proprie scelte, dire “no” senza paura e “sì” con consapevolezza.
Le prime lezioni del Progetto “La bussola interiore” sono state un laboratorio di umanità e di rafforzamento della sicurezza interiore. I bambini hanno riflettuto sull’importanza di decidere senza la paura di essere diversi. Hanno parlato di emozioni e pressioni , riflettendo su quanto una scelta possa nascere da loro oppure no. Prevedere le conseguenze e valutare le alternative, è stato subito per i più grandi un ragionare sull’assunzione della responsabilità delle proprie azioni. Sappiamo come la prevenzione dei comportamenti a rischio non avviene con divieti, ma con strumenti interiori che aiutano a non imitare laddove può esserci qualcosa che può far male o avere conseguenze negative per sé e per gli altri. I bambini si sono interrogati sul lasciarsi e non lasciarsi trascinare e quanto la scelta di pensare prima di agire possa limitare i conflitti e favorire le soluzioni, riportando serenità in situazioni difficili. In queste prime lezioni la scuola ha educato alla libertà buona; in un tempo in cui spesso si spinge verso l’omologazione, questo percorso restituisce ai bambini e ai ragazzi il diritto più prezioso: la possibilità di diventare se stessi.
Il progetto è articolato in cinque moduli tematici, ognuno dei quali ha apre ai bambini e ai ragazzi una finestra nuova sul proprio mondo interiore e sulle dinamiche del gruppo.
Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo alle canossiane di Monza
Nelle giornate del 2 e 3 febbraio 2026, la scuola secondaria di primo grado Canossiane di Monza ha dedicato un importante spazio di riflessione al tema del bullismo e del cyberbullismo, in occasione della Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo del 7 febbraio.
Gli studenti sono stati invitati ad affrontare l’argomento con serietà, sincerità e senza giudizio, per creare un clima di ascolto e fiducia che permettesse a ciascuno di esprimersi liberamente. Gli incontri, della durata di due ore per classe, hanno favorito il confronto e la partecipazione attiva dei ragazzi.
Attraverso la visione di un PowerPoint, che ha fornito una definizione chiara e concreta dei due fenomeni, gli alunni hanno potuto immedesimarsi nelle situazioni proposte, condividendo pensieri, emozioni ed esperienze personali.
A rendere il percorso ancora più significativo sono state alcune attività mirate, come il lavoro sui ruoli e sulle responsabilità e la scrittura di una lettera indirizzata a uno dei protagonisti di una situazione di bullismo. Queste proposte hanno aiutato i ragazzi a riconoscere i comportamenti violenti e a riflettere sulle loro conseguenze.
Il percorso si è concluso il 6 febbraio con la visione del film “IL CIELO CHE SI SPEGNE NEL MARE” (REC Original Movie 2026) realizzato dal Mondo REC, che ha offerto agli studenti un ulteriore spunto di riflessione e confronto.
Iniziative come questa rappresentano un passo importante verso la costruzione di una comunità scolastica più consapevole e attenta, in cui il rispetto dell’altro e l’ascolto diventano strumenti fondamentali di prevenzione. Parlare di bullismo e cyberbullismo significa educare al coraggio di chiedere aiuto e alla responsabilità di non voltarsi dall’altra parte.
La scuola di Pavia celebra Santa Giuseppina Bakhita
Venerdì 6 Febbraio, nell’Aula Magna della Scuola “Maddalena di Canossa” di Pavia, centonovanta bambini della Scuola Primaria , hanno respirato insieme la stessa emozione. Dopo una settimana di presentazione della figura di Santa Giuseppina Bakhita da parte della docente di Religione, gli alunni hanno vissuto un’ora celebrativa densa come un racconto antico, capace di unire storie lontane e vite presenti. Hanno ricordato Santa Giuseppina Bakhita, una donna che ha attraversato il dolore senza lasciarsi spegnere, trasformando la ferita in luce, la paura in fiducia, la schiavitù in libertà interiore.
L’incontro si è aperto con il canto dedicato a “Bakhita, un raggio di sole”: voci diverse, timbri diversi, ma un unico ritmo del cuore. I bambini hanno cantato con un’energia che non era solo musicale: era un modo per dire “ci siamo, siamo qui insieme per te Bakhita, che hai vissuto una vita così forte, carica e profonda e hai tanto da dirci”. Il ritornello ha creato un clima di attesa e di ascolto. Molti bambini, mentre cantavano, guardavano l’immagine di Bakhita presente nel quadro sul palco: un volto mite, un sorriso che sembra proprio conoscere ogni fatica e ogni rinascita
Guidati da Madre Anne, i bambini hanno visto un breve video sulla vita di Bakhita. Silenzio. Un silenzio che non era assenza di suono, ma presenza di attenzione. Il racconto delle origini, di una bambina strappata alla sua casa, la paura, le ferite, la lunga strada verso la libertà… tutto è passato davanti ai loro occhi del cuore, come un racconto che non appartiene solo al passato.
Molti bambini hanno riflettuto su quanto era piaciuto del video e si sono trovati unanimi nella frase forte di essersi sentita veramente “Figlia in Dio” o nella frase piena di speranza che indicava come anche dal dolore può nascere la libertà, la salvezza e la speranza. Bakhita ha fatto splendere nella sua vita l’amore e il perdono e con Madre Anne i bambini hanno riassunto la sua storia che finisce “nella luce e nella gioia”. La riflessione interattiva ha trasformato l’Aula Magna in un piccolo laboratorio di pensiero. I bambini hanno ascoltato, ma soprattutto hanno pensato. E hanno risposto. Si è parlato di libertà, speranza, rispetto, cura dell’altro, rinascita, resilienza nella fede, amore e perseveranza. Valori che non sono concetti astratti, ma che devono diventare anche piccoli e grandi gesti quotidiani: una mano che aiuta, una parola gentile, un litigio che si scioglie, un “scusa” che libera.
In Aula Magna, dopo la riflessione con Madre Anne, è seguita la preghiera a Santa Giuseppina Bakhita, alternata tra Coro A e Coro B e ha creato un ritmo , un dialogo che sembrava abbracciare tutta la sala. Le parole — dolci, profonde, accessibili — hanno permesso ai bambini di immedesimarsi: la paura, la speranza, la gentilezza, la cura, la pace… tutto ciò che appartiene alla vita di Bakhita, appartiene anche alla loro.
Infine è stato ripreso il canto su Bakhita. Questa volta le voci erano ancora più consapevoli. Come se la storia appena ascoltata avesse dato un significato ulteriore alle parole. Il ritornello, ripetuto insieme, è diventato un saluto, un grazie, un impegno ad essere “raggi di sole”.
Scienza Senza Confini: Lo Scambio Erasmus+ tra Brescia e Aquisgrana
24 studenti, dodici italiani del Canossa Campus di Brescia e dodici tedeschi del St. Leonhard Gymnasium di Aachen, protagonisti di un progetto Erasmus+ che ha unito chimica sostenibile, biodiversità e fotosintesi in un’esperienza educativa che si è sviluppata in due momenti: la prima mobilità in Germania (1-6 dicembre 2025) e il ritorno a Brescia (25-30 gennaio 2026).
Il progetto coordinato dal Prof. Stefano Andreoli e dalla Prof.ssa Giulia Paola Beduschi, ha permesso ai ragazzi di crescere non solo dal punto di vista educativo, ma anche relazionale, vivendo l’esperienza dell’ospitalità in famiglia e lavorando insieme su temi cruciali per il futuro del pianeta.
La struttura è immersa in un paesaggio variegato tra meleti, boschi e panoramiche catene montuose. Il paese di Coredo offre numerose passeggiate nella natura e si trova a breve distanza dall’antichissimoSantuario di San Romedio, uno degli eremi più caratteristici d’Europa.
“Una Scuola Neutrale per il 2030: chimica sostenibile e il riciclo della plastica”. Questo è stato il tema della prima settimana di scambio ad Aquisgrana, dove gli studenti italiani sono stati accolti dal St. Leonhard Gymnasium, una scuola con oltre 400 anni di storia nel cuore della città tedesca. Le attività si sono concentrate su un approccio pratico e sperimentale. Nel laboratorio di chimica della scuola, gli studenti hanno creato bioplastiche partendo da materiali naturali come banane, latte e patate. Un’esperienza che ha reso tangibile come i legami chimici nelle componenti naturali possano formare film di bioplastica.
Il momento più significativo è stata la visita all’Università di Aquisgrana, dove i ragazzi hanno seguito una lezione universitaria sulla chimica del riciclo e dei poliesteri, visitato i laboratori di ricerca osservando dal vivo un microscopio elettronico, sperimentato un laboratorio di fotochimica creando pigmenti fotosensibili e scoperto l’istituto di ricerca sui processi delle bioplastiche, comprendendo come l’industria crea e ricicla la plastica.
A gennaio il Canossa Campus di Brescia ha ospitato gli studenti tedeschi per la seconda parte del progetto: “Decoding Nature to save our planet: a biochemical approach to photosynthesis and biodiversity”.
La settimana bresciana si è articolata in cinque giornate intense. Dopo l’accoglienza del primo giorno, le lezioni sull’Agenda 2030 e la fotosintesi hanno gettato le basi teoriche, subito trasformate in pratica con l’identificazione di specie vegetali nel laboratorio scientifico. Il secondo giorno ha portato il gruppo al Museo di Scienze Naturali di Brescia, dove il confine tra micro e macro è svanito: sezioni fogliari osservate al microscopio, fotosintesi misurata in tempo reale, l’erbario storico che raccontava secoli di biodiversità. La sera, il centro città, una cena insieme e uno spettacolo di magia con le carte hanno chiuso la giornata in leggerezza.
Il terzo giorno è stata la volta dell’Università di Brescia e delle sue lezioni sulla chimica sostenibile: termodinamica, fotovoltaico, idrogeno verde. Nel pomeriggio, Verona li ha accolti per una passeggiata tra storia e cultura. Il quarto giorno li ha visti camminare lungo la Valle delle Cartiere sul Lago di Garda, tra vegetazione relitta e specie invasive, con il pranzo al sacco alla Chiesa di Gaino e il lago che brillava nel pomeriggio di Toscolano Maderno.
L’ultimo giorno, il cerchio si è chiuso: presentazioni di gruppo, riflessioni condivise, feedback su quanto vissuto, e poi la pizza tutti insieme prima dei saluti.
Un modo diverso di imparare, dove l’Agenda 2030 non è rimasta una lista di obiettivi ma è diventata urgenza condivisa, dove la sostenibilità si è toccata con mano e le competenze scientifiche sono cresciute insieme alle amicizie internazionali.
Casa Betania a Coredo: un luogo per la rete Canossiana
Tra i meleti della Val di Non, una struttura ideale per ritiri, team building e gite scolastiche.
Casa Betania è gestita da una piccola comunità di madri canossiane che accolgono ospiti durante tutto l’anno. Come l’antica Betania, casa degli amici di Gesù, anche questa casa vuole essere luogo di pace, dove vivere un tempo di riposo nell’accoglienza tipica del carisma canossiano.
La presenza canossiana a Coredo ha radici profonde. Il 4 novembre 1919, quattro madri canossiane giunsero per la prima volta nel piccolo paese della Val di Non, in un Trentino appena uscito dalla Grande Guerra e dall’annessione al Regno d’Italia. Grazie all’eredità di Emanuele Sicher, le suore poterono disporre della casa e delle masserizie affinché “si portino a Coredo, si assumano l’istruzione dell’asilo e cerchino di esercitare un influsso morale vantaggioso sulla gioventù femminile“. Dal 192, infatti, aprirono l’asilo infantile e una scuola di lavoro femminile, molto frequentata fino agli anni ’60.
Nel corso degli anni, l’apostolato si è articolato ed espanso: catechesi, gruppi estivi, campi scuola, cura della liturgia, oratorio, servizio agli infermi e agli anziani, accoglienza di gruppi. Un apostolato che, come scritto nel settimanale diocesano “Vita Trentina“, si è rivelato “non appariscente, eppure molto fecondo”.
La struttura è immersa in un paesaggio variegato tra meleti, boschi e panoramiche catene montuose. Il paese di Coredo offre numerose passeggiate nella natura e si trova a breve distanza dall’antichissimoSantuario di San Romedio, uno degli eremi più caratteristici d’Europa.
Casa Betania dispone di spazi versatili che la rendono adatta a diverse esigenze: sale riunioni, spazi per lavori di gruppo, un ampio parco con giardino, cappella. Per le scuole rappresenta una meta interessante per gite scolastiche di uno o più giorni, dove combinare l’aspetto educativo con quello naturalistico attraverso passeggiate nei dintorni, visite al Santuario di San Romedio e progetti didattici che alternano momenti di lavoro suddiviso a momenti comuni. La casa si presta anche come luogo per team building del personale scolastico, ritiri formativi o incontri tra istituti canossiani. La tranquillità del luogo crea le condizioni ideali per momenti di formazione, confronto e condivisione tra colleghi e colleghe. La possibilità di autogestione per permanenze di più giorni favorisce l’autonomia dei gruppi, mentre la presenza della comunità canossiana garantisce un’accoglienza attenta e familiare.
Casa Betania accoglie anche gruppi parrocchiali, associazioni educative, famiglie e singoli, rappresentando un punto di riferimento nella rete canossiana per chi cerca un luogo dove ritrovarsi, formarsi o semplicemente riposare.
ENAC Emilia Romagna: un ente di formazione dove si sta bene
Quale è la cosa più importante nella formazione? Dare capacità e conoscenze per far raggiungere a tutti i corsisti un livello più alto di competenze rispetto a quelle di partenza. E quale è il fattore cruciale, se i corsisti sono minorenni e frequentano la IeFP? Farli crescere come persone, dar loro consapevolezza del mondo, generare curiosità, far sì che stiano bene e promuovere la loro umanità; e questo a prescindere dal profilo professionale. Proprio per il loro benessere la nostra è da sempre è una scuola che sostiene l’umano e promuove salute. In questi anni ENAC Emilia Romagna ets ente di formazione con due sedi nella città di Fidenza, ha fatto alcune operazioni importanti per garantire il benessere e promuovere l’apprendimento in salute dei propri allievi.
Di particolare rilievo sono stati il rinnovo completo di tutto il parco didatticohardware e software, di tutti i laboratori di Simulimpresa e di Informatica; è stata aggiunta una considerevole sezione di didattica Wi-Fi on demand che permette ai docenti di trasformare un’aula didattica normale in un’aula dotata di dispositivi digitali, questo grazie a un set di computer portatili e di tablet che possono garantire all’intera classe un supporto digitale su richiesta, e secondo le indicazioni didattiche che i docenti predispongono.
È proprio di questi giorni invece l’ultimo step, che ha riguardato il tinteggio di tutte le aule teoriche e dei laboratori (simulimpresa, informatica, estetica e acconciatura); il rinnovamento dei locali è stato effettuato sia per una questione di salubrità, sia per una questione estetica, con la scelta di colori sgargianti e tradizionalmente non presenti nelle aule scolastiche, che mettono allievi e staff in condizione di essere attivi e stimolati all’apprendimento, operativi e ben predisposti al lavoro didattico.
In particolare, l’operazione di risanamento e tinteggio dei locali è stata portata avanti con un progetto interno dell’ente che ha visto collaborare docenti, tutor, coordinatori e operatori dell’ente, allievi, genitori e anche genitori di nostri docenti che si sono messi a disposizione. Un particolare ringraziamento va al signor Gianni Belloni, che ha coordinato i lavori e ha fatto tanto di più di quanto era stato richiesto, generando un ambiente positivo, un lavoro fatto a regola dell’arte, un esito di ambienti davvero creativi.
Tutto ciò si innesta sulla scia di una didattica per ambienti di apprendimento, che l’ente percorre già da alcuni anni, e che garantisce locali, attrezzature, scelte espositive, disposizione delle sedute dei banchi e degli allievi funzionalmente ad ogni tipo di materia, ad ogni tipo di lavoro, di attività di apprendimento e di obiettivo da raggiungere.
Il recente Beauty Daydel 19 gennaio 2026 ha visto coinvolti tutti gli allievi dell’area amministrativa e dell’area estetica ed ha accolto i “clienti didattici” in questi nuovi ambienti, che sono stati molto apprezzati e hanno sortito complimenti da parte di tutti.
Lo staff e la Direzione dell’ente sono soddisfatti di quanto è stato fatto e stanno già pensando a quali altri progetti potranno essere messi in campo nei prossimi mesi dell’anno per rendere più funzionale, accogliente e sereno l’ambiente in cui i nostri allievi si trovano tutti i giorni a vivere.