Per gli studenti questa visita ha rappresentato un’occasione unica per osservare sul campo modelli innovativi di assistenza e inclusione sociale, comprendere il valore terapeutico del lavoro agricolo e conoscere realtà che coniugano impresa sociale e cura della persona.
Vista la rilevanza dell’esperienza, l’iniziativa verrà estesa anche alle classi terze, permettendo a un numero maggiore di studenti di confrontarsi con questa realtà virtuosa che fa dell’agricoltura uno strumento di dignità e recupero.
Ogni martedì pomeriggio, da settembre a dicembre, all’ENAC Emilia Romagna ETS si attivano i Laboratori del Martedì, spazi dove i ragazzi possono scoprire se stessi oltre il banco di scuola. Sono laboratori che non c’entrano nulla con il loro profilo professionale.
La particolarità sta proprio nel loro essere “altro” rispetto alla formazione professionale di ogni giorno. L’obiettivo è: far emergere i talenti nascosti, offrire occasioni di sperimentazione, far crescere le persone prima ancora che i professionisti.
“L’idea è far star bene i ragazzi, che li faccia crescere, che li faccia vivere”, spiega Fiammetta Antozzi direttrice dell’ENAC Emilia Romagna. “Vogliamo che scoprano talenti che hanno ma non sanno ancora di avere, o che semplicemente si sperimentino in qualcosa che li appassiona.“
A differenza delle normali attività didattiche, questi laboratori non seguono la divisione per classi. Sono i ragazzi e le ragazze a scegliere a inizio anno quale percorso intraprendere, seguendo i propri desideri e le proprie curiosità. Creando così dei gruppi misti, dove studenti di percorsi diversi si ritrovano uniti dalla stessa passione. Quest’anno l’offerta formativa dei laboratori ha spaziato in ambiti molto diversi tra loro:
Giardinaggio e cura del verde: per chi ama stare a contatto con la natura e vedere crescere il frutto del proprio lavoro
2 mani e 4 zampe: un laboratorio che unisce creatività manuale e relazione con gli animali
Canto corale: per scoprire la propria voce e l’armonia del cantare insieme
Danza e musical: movimento, espressione corporea e performance
Arte ed espressività: uno spazio per dare forma alle emozioni attraverso l’arte
Podcast LAB: per imparare a raccontare storie con la voce e scoprire il potere della narrazione audio
Teatro: per mettersi in gioco, superare timidezze e raccontare storie
Estetica: cura di sé e degli altri attraverso le tecniche estetiche
Ogni laboratorio è guidato da docenti esterni, professionisti dei rispettivi settori, che portano la loro esperienza e competenza. Accanto a loro, i tutor seguono sempre i gruppi, garantendo un accompagnamento costante e personalizzato.
I Laboratori del Martedì rappresentano un esempio concreto di come la formazione possa essere qualcosa di più. Uno spazio di libertà, crescita personale e scoperta, dove ognuno ha la possibilità di esplorare se stesso e il mondo in modo autentico.
“Ricevere questo riconoscimento è, per noi, molto più di un premio: è la conferma che il nostro impegno quotidiano per la sostenibilità sta lasciando un segno vero. Abbiamo scelto di andare oltre il vecchio modello “prendi-produci-usa-getta” per dare nuova vita alle cose, ai gesti, alle relazioni. Perché crediamo che ogni azione, anche la più piccola, possa trasformarsi in un cambiamento reale. Nella nostra azienda agricola, ciò che viene coltivato con cura torna a rivivere nelle cucine dei laboratori del corso “Operatore delle produzioni alimentari” e continua il suo percorso nei progetti dedicati allo sviluppo delle autonomie dei ragazzi del Centro Kairos.
Qui i prodotti non sono solo ingredienti: diventano esperienza, crescita, possibilità. Riutilizzare, riciclare, rigenerare: è così che ciò che molti considererebbero uno scarto diventa una risorsa preziosa, capace di ridurre l’impatto sull’ambiente e di creare nuove opportunità, nuove idee, nuovi inizi.”
Un ponte verso il futuro: i percorsi extrascolastici alle Canossiane di Monza
Con il Decreto del Ministro dell’Istruzione e del Merito n. 102 del 27 maggio 2024 ha preso avvio Agenda Nord, un progetto nazionale di durata biennale (a.s. 2024/2025 – 2025/2026) rivolto a tutte le istituzioni scolastiche, comprese quelle paritarie.
Qui si inseriscono le nuove attività extrascolastiche proposte dalla Scuola Secondaria di Primo Grado delle Canossiane di Monza, finanziate da Agenda Nord. Si tratta di tre corsi pensati per valorizzare i talenti degli studenti, stimolare la loro crescita personale e migliorare le competenze linguistiche, logico-matematiche e creative, preparandoli alle sfide future con strumenti solidi e una rinnovata motivazione.
ALLENA(MENTI): potenziamento matematico e preparazione alle sfide logiche Ottobre 2025 – febbraio 2026, 30 ore
Il corso si sviluppa in due fasi: • Primo quadrimestre: potenziamento in matematica — aritmetica, algebra e geometria — con un focus speciale sulla preparazione alle Olimpiadi della Matematica grazie a materiali specifici forniti da Kangourou Italia. • Secondo quadrimestre: rafforzamento mirato alle prove INVALSI, con esercitazioni dedicate al problem solving e alla logica. Gli obiettivi includono il potenziamento delle competenze logico-matematiche, digitali e laboratoriali, ma anche lo sviluppo del pensiero critico e delle capacità deduttive. Le metodologie adottate — lavori in piccoli gruppi e individuali, cooperative learning, giochi di logica e attività laboratoriali — mirano a rendere la matematica un territorio esplorativo, capace di stimolare curiosità e creatività. Tra i risultati attesi figurano la capacità di applicare concetti matematici in contesti diversi, la risoluzione autonoma di problemi complessi e la formazione di un autentico “pensiero matematico”.
ENGLISH CORNER: un viaggio attraverso i generi narrativi in lingua inglese Ottobre 2025 – febbraio 2026, 30 ore
L’English Corner propone un originale percorso di approfondimento linguistico attraverso tre generi narrativi affascinanti: storia poliziesca, fantasy/horror e fantascienza. Ogni macro-modulo guiderà gli studenti nella pratica delle quattro abilità fondamentali della lingua inglese — speaking, listening, reading e writing — attraverso testi letterari, analisi linguistiche, visione di estratti cinematografici e attività di narrazione.
Il corso si basa su metodologie attive: piccoli gruppi, cooperative learning e laboratori di scrittura creativa in lingua. L’obiettivo è duplice: migliorare le competenze linguistiche e al tempo stesso sviluppare la capacità di raccontare, interpretare e rielaborare storie appartenenti ai diversi generi affrontati.
L’arte di scrivere storie: corso di scrittura creativa Ottobre 2025 – marzo 2026, 30 ore
Pensato per stimolare l’espressione personale e la fantasia, il corso di scrittura creativa offre agli studenti gli strumenti necessari per raccontare se stessi e costruire mondi narrativi originali. Il programma affronta i principali elementi della narrazione, quali l’idea centrale della storia; la costruzione della trama, la creazione di personaggi credibili, l’ambientazione e l’atmosfera, così come il punto di vista narrativo e il messaggio che la storia vuole trasmettere.
Gli incontri, condotti da docenti di lettere, prevedono lavori individuali e di gruppo, cooperative learning e analisi di testi letterari. I partecipanti riceveranno feedback personalizzati per migliorare tecnica e sensibilità narrativa, fino alla produzione di racconti originali che saranno oggetto di valutazione.
Il pellegrinaggio ad Aquileia dell’Istituto Canossiano di Treviso
Giornata di fede e comunità per l’Istituto Canossiano “Madonna del Grappa” di Treviso, che ha vissuto un pellegrinaggio ad Aquileia con la partecipazione di tutti gli ordini di scuola: Primaria, Secondaria di I e II grado e Scuola di Formazione Professionale.
Quasi mille persone tra studentesse e studenti, insieme a docenti, Madri e personale amministrativo, hanno preso parte all’iniziativa, pensata come momento di riflessione, condivisione e approfondimento spirituale.
La giornata è iniziata con il percorso lungo la via sacra, sito archeologico romano, per poi proseguire con la celebrazione della Santa Messa di inizio anno scolastico nella Basilica di Aquileia, luogo simbolo della storia cristiana e culturale del territorio.
L’esperienza, che si colloca all’interno dell’anno giubilare, ha rappresentato un’occasione per rinsaldare il legame tra le diverse componenti dell’Istituto e per rinnovare l’impegno educativo e valoriale che caratterizza la tradizione canossiana.
Un cammino di attesa: il nostro Avvento alla scuola primaria “Maddalena di Canossa” di Bedizzole
Alla scuola primaria “Maddalena di Canossa”, l’Avvento è sempre un periodo speciale: le giornate si accorciano, l’aria profuma di inverno e nelle classi cominciano a comparire piccoli segni di festa. Ma quest’anno, più ancora degli addobbi, è stato il cammino a rendere questo tempo davvero significativo. Un cammino fatto di parole semplici, gesti quotidiani e sorrisi che si accendono, proprio come le lucine dell’albero.
Tutto è iniziato con una domanda rivolta ai bambini:
“Come ci prepariamo ad una cosa bella?”
Da lì è nato il nostro itinerario, costruito passo dopo passo, grazie al Vangelo delle domeniche e a uno slogan diverso per ogni tappa. Ogni settimana, con l’aiuto del curato della Parrocchia don Michele, abbiamo “acceso” una parola: una luce che ha illuminato la scuola dal mattino all’uscita. Giuseppina Bakhita era una bambina originaria del Sudan, rapita piccolissima e venduta come schiava. Dopo essere arrivata in Italia, liberata dalla schiavitù, decise di convertirsi al cristianesimo e diventare suora canossiana.
1ª Domenica di Avvento – Sta’ pronto!
La prima settimana i bambini hanno scoperto il valore dell’attesa. Non un’attesa annoiata, ma un’attesa attenta, come chi aspetta una sorpresa e non vuole perderne nemmeno un istante. “Accendi la pace… con te stesso”: questa frase ci ha accompagnato nelle attività quotidiane. I bambini si sono esercitati nel fermarsi un momento, respirare profondamente, riconoscere le proprie emozioni e trovare in sé un piccolo spazio di calma.
2ª Domenica di Avvento – Ascolta!
Nella seconda tappa, Giovanni Battista ci ha insegnato che le strade del cuore si preparano ascoltando. Così, in classe, abbiamo giocato con il silenzio, provato ad ascoltare davvero un compagno che parla, scoperto che capire gli altri è già un modo di voler bene. Lo slogan è diventato un impegno: “Accendi la pace… in famiglia e con gli amici.” Molti bambini hanno raccontato di aver provato ad ascoltare di più a casa, magari mentre qualcuno aveva bisogno di raccontare la propria giornata.
3ª Domenica di Avvento – Abbi coraggio!
La terza settimana il messaggio è diventato più concreto: “Accendi la pace… nel tuo quotidiano.” I bambini hanno pensato ad un piccolo gesto coraggioso da compiere: chiedere scusa, aiutare il compagno più timido, rinunciare ad arrabbiarsi subito. Ogni azione è stata una piccola scintilla, capace di cambiare l’atmosfera in classe.
4ª Domenica di Avvento – Scegli di esserci!
Con Giuseppe, che accoglie un sogno più grande di lui, abbiamo imparato l’importanza di “esserci”: non solo fisicamente, ma con il cuore. L’ultimo slogan – “Accendi la pace… nel mondo, ovunque!” – ha invitato tutti a guardare oltre la scuola, oltre le mura di casa, verso un mondo che ha tanto bisogno della gentilezza dei più piccoli.
Natale – Gioisci!
E così siamo arrivati insieme alla grotta di Betlemme. La nascita di Gesù ci ha trovato non solo pronti, ma più consapevoli, più attenti, più uniti.
“Gioisci e condividi la tua gioia”: l’ultimo messaggio è stato un invito semplice e bellissimo. I bambini l’hanno accolto con spontaneità, portando alla scuola un clima di festa che si legge negli occhi e nei gesti. Un Avvento che illumina anche noi… Questo cammino, fatto di piccole luci accese ogni settimana, non è rimasto solo un lavoro scolastico. È diventato uno stile: un modo di stare insieme più gentile, più rispettoso, più attento.
I bambini ci hanno ricordato che l’Avvento non è solo un tempo dell’anno, ma un modo di guardare agli altri con cura, come se ogni giorno fosse una porta che si apre alla gioia. E forse, la luce più bella di questo Natale, sono proprio loro: i bambini, con la loro capacità di rendere semplici anche le cose più grandi.
La visita al CERN (Consiglio Europeo per la Ricerca Nucleare) di Ginevra si inserisce nel viaggio di istruzione organizzato per gli studenti delle classi Quinte A e B del Liceo Scientifico Bilingue del Canossa Campus dopo il soggiorno nella capitale francese, l’esperienza al CERN ha rappresentato per gli studenti di quinta liceo scientifico un’esperienza unica, per favorire stupore, curiosità e consapevolezza del ruolo che la ricerca scientifica ricopre nello sviluppo della società contemporanea. Il CERN, infatti, non è solo un luogo simbolo della fisica moderna, ma anche un laboratorio internazionale dove collaborano migliaia di ricercatori provenienti da ogni parte del mondo.
La storia dell’istituto e la missione fondamentale della sua ricerca risalgono alla fine della seconda guerra mondiale: in quell’epoca si ritenne necessario fondare un centro europeo all’avanguardia per la ricerca, al fine di ridare all’Europa il primato nella fisica, strappato dagli Stati Uniti. A tale scopo nel 1952 dodici Paesi europei riunirono un consiglio di scienziati, oggi il CERN ne conta 23, anche extraeuropei, ma l’obiettivo è lo stesso: comprendere la struttura più profonda della materia e dell’universo.
Attraverso l’interazione con i materiali didattici proposti, i ragazzi hanno potuto scoprire e approfondire i concetti studiati in classe – dalle particelle subatomiche ai modelli cosmologici – osservandoli da una prospettiva reale e applicata. Particolarmente suggestiva è stata la sezione dedicata al Large Hadron Collider (LHC), l’acceleratore di particelle più grande e potente mai costruito. Sebbene non sia possibile accedere fisicamente al tunnel, grazie alle installazioni multimediali e ai modelli in scala i ragazzi hanno compreso il funzionamento dei magneti superconduttori, l’importanza del vuoto spinto e la complessità tecnica necessaria per far scontrare particelle a velocità prossime a quella della luce.
Inoltre gli studenti hanno scoperto come, nel 2012, proprio al CERN, sia stata confermata l’esistenza del Bosone di Higgs, particella chiave per la comprensione dell’origine della massa; per questa scoperta è stato conferito il Premio Nobel per la fisica a Peter Higgs e François Englert.
Interessante e affascinante è stata la visita guidata presso l’Antimatter Factory e il Data Center. Nella prima struttura viene prodotta antimateria e ne vengono analizzate le proprietà attraverso diversi esperimenti, mentre la seconda contiene migliaia di server utilizzati per salvare ed elaborare i 10 GB di dati che ogni secondo vengono raccolti dai principali quattro esperimenti condotti nel tunnel sotterraneo.
Molto apprezzato e utile è stato il racconto della vita quotidiana dei ricercatori: un lavoro collaborativo, internazionale, multidisciplinare, fatto di momenti di vita quotidiana: un esempio concreto di come la scienza contemporanea sia frutto di cooperazione, scambio e perseveranza.
La visita non è stata dunque solo un’occasione di apprendimento scientifico, ma anche un momento formativo più ampio che consente di aprire i grandi interrogativi che animano gli uomini: da dove veniamo? Come funziona l’universo? Quali tecnologie possiamo sviluppare per osservarlo?
La giornata al CERN si è dunque rivelata un’occasione preziosa per avvicinare i ragazzi alla scienza viva che prende forma nei laboratori, che conta sulle collaborazioni internazionali e sull’impegno quotidiano dei ricercatori; auspichiamo che l’esperienza abbia lasciato un segno anche in ottica orientativa verso le materie STEM, ma soprattutto per alimentare il desiderio per la scoperta di quanto ancora non conosciamo.
“In tutta la vita non c’è cosa più importante da fare che chinarsi perché un altro, cingendoti il collo, possa rialzarsi.” Luigi Pintor
Nel mistero del Natale ci è dato di conoscere come Dio si china sull’uomo facendosi bambino. Non ci parla da lontano, non ci guarda dall’alto. Si china, si fa vicino, si rivela piccolo, vulnerabile. Il chinarsi di Dio non è segno di debolezza, ma di amore: è il modo con cui Egli entra nella nostra storia ed è anche il modo con cui noi possiamo entrare nella storia degli altri. Ogni volta che scegliamo di chinare il cuore e la vita per qualcuno, continuiamo quel gesto divino, permettendo a chi ci sta accanto di rialzarsi e di riprendere il cammino con speranza. La Presidente m. Elena Pilasto e tutto lo staff ENAC Nazionale augurano
Il triennio 2022-2024 ha avuto come tema Formare alla vita per Generare il futuro, dopo la pausa rappresentata da Venezia 2021 in cui ci siamo ritrovati per raccontarci ciò che era cambiato dopo il biennio del COVID. Il titolo scelto per il triennio si caratterizza per la presenza di due frasi di senso compiuto e con la stessa struttura invitandoci a considerare le due affermazioni come sinonime: formare alla vita è generare il futuro, o è la condizione per generare il futuro. Dietro questo titolo complesso c’era la constatazione che il futuro non è al momento descrivibile come meta o progetto, ma certamente formare alla vita è una condizione per l’emergere dello stesso.
Nella convinzione che formare alla vita – così com’è – è la nostra chance più realistica per contribuire ad attrezzare le nuove generazioni per gestire (governare, interpretare) il cambiamento, per essere nel cambiamento persone capaci di dare un contributo positivo, senza smarrirsi nella complessità e senza farsi semplicemente trascinare dai trend culturali prevalenti, senza saperli valutare.
Potrebbe sembrare che formare alla vita sia troppo poco rispetto alle competenze richieste dal mercato, ma siamo sicuri che le competenze richieste bastino per costruire futuro? Certo “formare alla vita” potrebbe sembrare troppo generico: visto che tutto sta cambiando non è forse meglio ricorrere ad altre formule più concrete (tipo inglese, impresa, informatica)? Ma cosa dovremmo farci di questo slogan vuoto? Basta, per vivere, essere alfabetizzati sulle tecniche.
Come gli altri quaderni pubblicati da ENAC – L’educatore, i destinatari, i pilastri Soprattutto fate conoscere Gesù – anche questo è uno strumento di lavoro e richiede di essere aperto ed utilizzato all’interno di processi formativi che ne consentano un’appropriazione attiva e critica.